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Flormart, Padova. Va al giovane Christian Marcolin il premio della 1a edizione del concorso Jean Giono 2019, un bosco di 1000 alberi, che il vincitore condividerà con i finalisti

da sx Alberto Negro, commissario straordinario di Veneto Agricoltura e Christian Marcolin vincitore premio Jean Giono 2019

Il vincitore della 1^ edizione del concorso “Jean Giono – L’Uomo che piantava gli alberi” di Veneto Agricoltura è Christian Marcolin, giovane fondatore e presidente dell’associazione “Spiritus Mundi” di Padova, che promuove interventi di rimboschimento in diversi Comuni del padovano con la partecipazione di Amministrazioni e cittadini.

Stati generali dei boschi di pianura. Così hanno decretato all’evento dell’Agenzia regionale al Flormart 2019, fino ad oggi a PadovaFiere, i soci della Comunità degli “Stati Generali dei Boschi di Pianura”, che si sono riuniti in occasione della storica fiera padovana per fare il punto sull’attuazione della “Carta di Sandrigo”, datata 2017, il cui obiettivo è quello di portare l’estensioni dei boschi di pianura in Veneto dagli attuali 500 a 5.000 ettari entro il 2050.

Il Premio, 1.000 piante di alberi/arbusti prodotti dal Centro dell’Agenzia regionale per la Biodiversità Vegetale e Fuori Foresta di Montecchio Precalcino (Vi), dovrà essere destinato alla realizzazione di un nuovo impianto o all’integrazione di un impianto esistente. Ma Marcolin ha fatto sapere che condividerà questo “tesoro” con i suoi amici contendenti, quelli che con lui hanno formato la cinquina finale individuata dalla Giuria tecnica. Si trattava, oltre a Marcolin di: Alessandro Falcomer, fondatore dell’associazione Prati delle Pars, di Teglio Veneto (Ve), che ha condotto un progetto di forestazione planiziale con un impianto alternato a prato di circa 19 ettari; Luigi Gennaro, agronomo, dipendente del Consorzio di Bonifica Bacchiglione per il quale ha gestito un progetto di forestazione rurale con il coinvolgimento di numerose imprese agricole; Tiberio Businaro, sindaco del Comune di Carceri (Pd), che ha ideato e promosso il progetto “Ridiamo il sorriso alla pianura padana” coinvolgendo una rete di decine di Comuni del Veneto; Gianni Dalla Costa, agricoltore, Fattoria didattica Cà dell’Agata – Zugliano (VI), che ha realizzato originali impianti arborei aziendali e promosso una rete di agricoltori impegnati sui temi della sostenibilità.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Al via a Padova Flormart 2018. Tra gli appuntamenti: lo stato dell’arte della Carta di Sandrigo per lo sviluppo dei boschi di pianura e le animazioni degli artigiani professionisti a servizio del paesaggio

Ad un anno dalla presentazione della “Carta di Sandrigo” per lo sviluppo dei boschi di pianura, la “comunità di volenterosi”, come si è voluta definire, che si era incontrata nel comune del vicentino lo scorso 26 ottobre 2017, fatta di sindaci, agricoltori e proprietari, ricercatori e tecnici, si ritrova oggi, mercoledì 19 settembre (ore 15:00) al Flormart (PadovaFiere, fino al 21 settembre), per verificarne lo stato di attuazione e fare il punto, per continuare un percorso indispensabile anche alla luce degli evidenti cambiamenti climatici in atto.

L’intento è quello di stimolare le Istituzioni e i decision-maker a dare gambe e risorse al progetto dei 5.000 ettari di querceti di pianura entro il 2050. Non un momento di parole quindi, ma il confronto concreto sulle realizzazioni frutto di un anno di lavoro nella direzione della “Carta di Sandrigo”. Presenteranno i loro progetti e realizzazioni: l’Associazione Forestale di Pianura; il Rotary Club Vicenza Nord-Sandrigo (Vi); La Scuola nel Bosco, Verona; il Comune di San Pietro in Cariano (Vr); il Comune di Teglio veneto (Ve); OpzioneZero, Mira (Ve); Spiritus Mundi onlus, Padova; Etifor, Padova. Veneto Agricoltura, presente con il direttore Alberto Negro, che coordinerà il convegno, sarà presente durante la manifestazione fieristica padovana con uno stand sull’innovazione nei settori vivaistico (forestale e agrario) e floristico, attuata nei propri Centri sperimentali di “Po di Tramontana” (Rosolina, RO: orto-floro) e Montecchio Precalcino (VI, forestale).

Un settore in forte espansione.Confartigianato nazionale patrocina Flormart e, con Confartigianato Imprese Veneto e Confartigianato Padova ha instaurato una collaborazione con la manifestazione che, attraverso il neo costituito gruppo di mestiere delle Imprese del Verde, nuova categoria nata nel 2018 per rappresentare e dare voce alle imprese associate in tutto il territorio nazionale nei settori della manutenzione del verde e del florovivaismo, animerà la manifestazione con eventi ed esposizioni di imprese. Il settore è in forte espansione – nettamente in controtendenza rispetto al resto dell’artigianato – e in Veneto è cresciuto nel corso del 2017 di ben 104 imprese (tasso di sviluppo pari a +4%) attestandosi su 2.608 imprese che offrono lavoro a oltre 6 mila addetti. “Lo slogan “Professionisti al servizio del paesaggio” sarà il leit-motiv della nostra presenza – spiega la presidente regionale veneta di categoria Stefania Dal Maistro-. Tra le priorità che ci siamo dati come gruppo direttivo c’è anche il presidio del tavolo tecnico filiera florovivaismo istituito al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, il rilancio e la stabilizzazione del “bonus verde” introdotto dalla Legge di Bilancio 2018, il contratto collettivo nazionale di lavoro del settore e il monitoraggio sul territorio dell’applicazione del profilo professionale del manutentore del verde previsto dalla Legge 154 del 2016”. Nella giornata di apertura, mercoledì 19 alle ore 11.00 si svolgerà il convegno inaugurale della fiera, dal titolo “Le nuove prospettive nazionali e internazionali del Florovivaismo Italiano oggi“, dove interverrà il presidente di Confartigianato Imprese del Verde, Christian Mattioli. Nella stessa giornata alle ore 14.00 si terrà la riunione del Consiglio direttivo nazionale”, aggiunge Giuseppe Lumia, vice presidente regionale e promotore della collaborazione con Flormart.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura e Confartigianato Imprese Veneto

 

Stati generali dei boschi di pianura, Carta di Sandrigo: un impegno per tutti!

(di Alessandro Bedin, consigliere Argav) Ad ottobre 2017 si sono tenuti a Sandrigo (VI) gli Stati Generali dei Boschi di Pianura, in cui sono state espresse una serie di considerazioni sull’importanza di aumentare le superfici boscate nella Pianura Padana.

Servizi ecosistemici. Nella Carta di Sandrigo, frutto dei lavori congressuali, si legge: “Sulla carta della distribuzione delle foreste in Europa c’è uno spazio vuoto: la pianura padano-veneta! Esso non dipende da fattori orografici o climatici ma dal fatto che, negli ultimi millenni, gli uomini vi hanno eliminato l’originario manto forestale in modo pressoché totale“. Questo svuotamento ha interessato ben il 99,99% della superficie originale! Ma i boschi sono molto importanti! Forniscono alla società numerosi prodotti e servizi (Servizi Ecosistemici). In particolare, per i veneti, è stato ricordato: “hanno un valore del tutto speciale perché rappresentano la memoria vivente di un’epoca in cui le navi veneziane, il cui scafo era fatto di legno di quercia, dominavano commercialmente e militarmente i mari, facendone per secoli la più grande potenza economica del pianeta”.

I boschi di pianura sono di fondamentale importanza quale “spazio sempre disponibile per l’acqua” contribuendo all’infiltrazione profonda delle acque meteoriche per alimentare le falde acquifere sempre più ridotte in portata o, peggio, inquinate in modo diffuso, garantendo, al contempo, “un’importante funzione regimante in occasione degli eventi alluvionali”; sono fonte di produzione di ossigeno e trattenimento di importanti quote di inquinanti atmosferici (soprattutto PM10) ma anche “aree di produzione” di “legno, funghi, tartufi, miele, piante alimurgiche ed officinali, selvaggina”; sono aree ricreative e scuole all’aperto, elemento identitario delle comunità locali.

Obiettivo, 5000 ettari entro il 2050. Negli ultimi 30 anni c’è stato in Veneto un leggero incremento di queste aree boscate grazie alla Carta di Rosà (VI) e della L.R. n. 13/2003, ma i boschi di pianura oggi sono solamente lo 0,05% della pianura veneta, concentrati in prevalenza soprattutto nella parte orientale della provincia di Venezia. Conoscendo i molteplici benefici che le superfici boscate offrono e, vista la consistente occupazione urbanistica del suolo, non possiamo che condividere l’ambizioso obiettivo che la Carta di Sandrigo si è posta, cioè raggiungere la quota dell’1% della superficie agricola, ovvero 5000 ettari entro il 2050.

Sinergia d’intenti. Un’attenzione particolare dovrà essere posta anche per le superfici esistenti a bosco per rafforzarne il valore naturalistico, eradicando specie vegetali invasive, lavorando, al contempo, “intervenendo sulla loro struttura con le migliori tecniche che la selvicoltura mette a disposizione ed introducendo in modo attivo le componenti floritiche ancora assenti vista la loro recente origine artificiale. Dovrà essere creato un marchio collegato ai processi di certificazione forestale, che indichi i prodotti dei boschi di pianura, ed in particolare il loro pregiato legname di quercia, al fine di creare una forte domanda da parte delle imprese che vogliono valorizzare i legnami di origine locale”, hanno riferito i relatori a Vicenza. Ma per fare tutto ciò ci sarà bisogno di tutti: della Regione Veneto, affinchè garantisca sostegno mettendo a disposizione adeguate risorse economiche; dei Comuni, nel disporre superfici da destinare all’ampliamento dei boschi esistenti o alla realizzazione di nuovi; dei proprietari dei terreni privati, “realizzando interventi di forestazione anche di piccole dimensioni, significativi nel creare connettività ecologica all’interno del territorio (stepping stones);” delle imprese, nel “valorizzare i prodotti locali dei boschi di pianura ed in particolare il loro pregiato legname di quercia”; delle associazioni di volontariato, “attori della gestione attiva dei boschi di pianura”; dei cittadini, per far sentire la loro voce a tutti i livelli decisionali, sostenendo gli attori che operano per l’allargamento ed il miglioramento dei boschi di pianura.

Il Veneto ha le risorse ideali, umane e materiali per permettersi dei boschi in pianura e ognuno di noi può fare la sua parte per migliorare la situazione attuale con un pensiero particolare rivolto ai nostri eredi. Dobbiamo però sganciarci da un modo di pensare miope, perché, viene citato nella Carta di Sandrigo,: “gli uomini hanno fretta e misurano il tempo in giorni, settimane, mesi, anni. Gli alberi ed i boschi hanno pazienza e misurano il tempo in secoli. Il 2050 è lontano per gli uomini ma è vicino per gli alberi“.

PM10, un problema sottovalutato da tutti

(di Alessandro Bedin, consigliere Argav) Già da inizio autunno sono iniziati a Vicenza ed in molte località della pianura Padana, una delle aree più inquinate al mondo, gli sforamenti di PM10 (Materia Particolata, cioè in piccole particelle, nella misura di 10 millesimi di millimetro), ovvero il superamento del valore limite giornaliero nell’atmosfera di polveri sottili; e questo nonostante gli impianti di riscaldamento domestici fossero ancora spenti!

Un silenzioso veleno. Salvo non essere già assuefatti a questa triste realtà, ciò che non è ancora chiaro a tutti è che questo inquinante si deposita nei nostri polmoni  – e su quelli dei nostri figli e nipoti -, accumulandosi e ingenerando futuri problemi per la nostra e la loro salute. Di fatto, uccide più questo inquinante che non il fumo delle sigarette, anche se chi fuma è sottoposto a un surplus di rischio. I morti in Europa sono quasi mezzo milione all’anno, ma l’Italia detiene il primato con circa 80.000 morti (nel 2000 l’Organizzazione Mondiale della Sanità li stimava in 3.500 all’anno e nel 2014 in 30.000). Credo sia importante ricordare che lo smog colpisce di più i giovani, che le spese sanitarie hanno una incidenza notevole – 115 miliardi all’anno -, che non è solo un problema di polmoni ma anche di salute generale, perché le polveri sottilissime entrano nel “torrente sanguigno” del nostro corpo portando malattie croniche come quelle cardiopatiche, neurodegenerative, renali, sul sistema endocrino, ecc…

Serve un cambiamento culturale. La questione non è per niente semplice da affrontare, servono tanti interventi e collaborazione da parte di tutti. Un po’ di anni fa si accampavano le scuse che non c’erano i soldi e non c’era coordinamento nazionale e regionale. Ora ci sono entrambi: qualche tempo fa, infatti, è stato siglato un accordo tra Ministero dell’Ambiente e le principali regioni della pianura Padana coinvolte – Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna – mettendo “sul piatto” decine di milioni di Euro (16 dal Ministero e 2 per ogni Regione) per fronteggiare questa emergenza. Forse, quello che più manca, è un cambiamento radicale nelle abitudini e nelle comodità. Sicuramente servono più piste ciclabili, mezzi meno inquinanti, impianti più efficienti, ma anche, e soprattutto, un cambiamento culturale e tanto coraggio.

Carta di Sandrigo. Come quello che servirebbe, ad esempio, per realizzare in modo sistematico e continuativo boschi di pianura. La Carta di Sandrigo, a questo proposito, stilata in occasione degli Stati Generali dei Boschi Urbani tenutasi lo scorso 26 ottobre nella cittadina vicentina, dovrebbe essere presa come un riferimento da tutti gli amministratori locali; c’è ancora tempo per sottoscriverla (vedi link) ma soprattutto per programmare e adottare più iniziative possibili al riguardo. Come, ad esempio, adottare l‘incentivo chilometrico per l’uso della bicicletta per i trasferimenti casa-lavoro, già adottato in Francia, Belgio ed in alcuni comuni italiani. Si tratta di una azione concreta ed efficace per far cambiare decisamente e velocemente rotta rispetto a questo imperante disinteresse e sottovalutazione del problema.