Sei anni, di cui solo otto mesi per l’edificazione: è questo l’iter, per altro più veloce della media italiana, resosi necessario per realizzare la centrale idroelettrica sul canale L.E.B., inaugurata in frazione Baldaria del comune di Cologna Veneta nel veronese.
Sfruttato il dislivello idrico. A realizzarla è stata la società EN.In. Esco srl (società del gruppo I.C.Q. Holding SpA), utilizzando le acque dell’importante asta irrigua gestita dal Consorzio di 2° grado Lessinio Euganeo Berico, il cui presidente, Antonio Nani, ha inquadrato l’opera, come uno dei tanti tasselli per permettere all’Italia di raggiungere gli obbiettivi internazionalmente assunti nel campo della produzione di energie rinnovabili; gli aspetti tecnici sono invece stati illustrati dall’Amministratore Delegato della società capofila, Luigi De Simone. A testimoniare il significato attribuito all’evento è stata la presenza, accanto a molte altre autorità, di ben due assessori della Regione Veneto: Roberto Ciambetti, al bilancio, e Maurizio Conte, all’ambiente.
Caratteristica dell’impianto (tipologia: “ad acqua fluente a bassa caduta 2) è la compattezza , conglobando tutte le opere accessorie in un unico manufatto e riducendo, al minimo, l’impatto sul territorio. L’impianto, costato circa 2 milioni di euro, sfrutta un dislivello idrico di oltre 4 metri tra il canale L.E.B. ed il fiume Fratta; la sua capacità produttiva è stimata in 1,60 gigawattora (1.600 megawattora) all’anno. L’energia elettrica prodotta è totalmente immessa in rete salvo quella necessaria al funzionamento della centrale.
(Fonte: Consorzio bonifica LEB)
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