• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Leadership femminile per il Consorzio polesano Codiro

Pia Rovigatti, presidente Codiro

Una giovane imprenditrice guiderà il Consorzio polesano di difesa di attività e produzioni agricole (Codiro), l’ente che concorre all’assicurazione degli agricoltori contro le calamità atmosferiche, per i prossimi tre anni (2012-2014). E’ stata eletta lo scorso 14 maggio all’unanimità per acclamazione, dall’assemblea convocata per il rinnovo cariche, la nuova presidente del Condifesa Rovigo, Pia Rovigatti, che succede a Mauro Giuriolo, dimissionario per aver assunto la presidenza provinciale Coldiretti.

Una nomina che si distingue all’interno del panorama agricolo polesano. Proprio nell’anno del suo 40esimo anniversario, celebrato lo scorso 5 marzo, il Condifesa Rovigo mostra d’essere il più moderno e innovativo ente di servizi al mondo agricolo, poiché ha scelto, unico ente agricolo polesano, una leadership femminile in un contesto tradizionalmente “per uomini”.  “Non nascondo la sorpresa per la mia nomina – ha commentato a caldo la neoeletta presidente Rovigatti – ma sono pronta a mettermi al servizio dei soci agricoltori in modo moderno ed efficiente. Il Codiro è una struttura prestigiosa, dalla storia segnata da buon funzionamento: mi propongo di continuare su questa strada e di migliorare ancora i servizi, soprattutto nell’ottica delle nuove polizze assicurative per proteggere il reddito agricolo dalle crisi di mercato, che il Codiro sta mettendo a punto secondo le direttive della nuova Pac (Politica agricola comunitaria) 2013-2020. Il futuro del Condifesa polesano, in rete con gli altri condifesa veneti e friulani, non sarà solo la copertura assicurativa delle coltivazioni contro eventi metereologici, bensì l’aiuto contro l’altalena dei prezzi dei prodotti agricoli dovuti alla globalizzazione dei mercati”.

Il nuovo CdA. Pia Rovigatti, originaria di Ficarolo (RO), laureata in Scienze agrarie a Bologna, sposata e con una figlia, è titolare di azienda agricola dal 1995. Ha raccolto l’eredità imprenditoriale di famiglia, in particolare affiancando lo zio, agricoltore da 60 anni, dal quale ha imparato quella “sapienza agraria” che non si studia sui manuali. La sua azienda è impiegata a frutteti fin dagli anni ’20: ancora oggi i 21 ettari di terreni si dividono tra cereali e impianti frutticoli per la produzione di nettarine, prugne e pere. Attualmente Pia Rovigatti è responsabile provinciale di Donne impresa, il movimento delle imprenditrici agricole di Coldiretti Rovigo. L’assemblea elettiva del Condifesa ha affiancato a Pia Rovigatti, il nuovo vice presidente Giuseppe Tasso, reggente di Confagricoltura per il Comune di Fratta Polesine. Grandi ringraziamenti sono stati rivolti al presidente uscente, che resterà come consigliere, Mauro Giuriolo per l’efficienza della struttura e per il lavoro svolto. Il resto del nuovo consiglio 2012-2014 è così composto: Fabrizio Beltrami, Albertino Bimbatti, Manuele Bimbatti, Mario Bortolin, Nicola Bozzolan, Diego Chiarion, Arnaldo Conti, Rodolfo Coser, Enrico Davì, Giuliano Ferrighi, Gherardo Franza, Mauro Giuriolo, Imo Gregualdo, Antonio Lionello, Giovanni Losi, Paolo Piccolo, Maurizio Roana, Mariano Rossi, Franco Tenan.

Attualmente il Consorzio polesano di difesa conta un valore assicurato di 135 milioni di euro e circa 2550 soci. Un risultato acquisito anche con la formulazione delle nuove polizze multi-rischio e la costituzione di cinque nuovi fondi mutualistici (risarcimento danni per partita, danni da gelo su kiwi, danni da alluvioni e catastrofi, fondo di risemina cereali e fondo mutualistico danni da animali selvatici), attraverso la partecipazione all’Associazione agrifondo mutualistico, costituita dai sette condifesa veneti e dal Condifesa Friuli Venezia Giulia.

(Fonte: Coldiretti Rovigo)

CODIRO, 40 anni in difesa delle colture polesane

Quarant’anni di associazionismo hanno consentito di abbattere i costi delle polizze assicurative ed hanno garantito contro le calamità atmosferiche 2.525 imprese agricole socie (dati al 2011) per un valore assicurato di oltre 135 milioni di euro. Il futuro è fatto di polizze agevolate multirischio e fondi mutualistici per contrastare i cambiamenti climatici e l’altalena dei prezzi, finanziati con contributi europei. Ha festeggiato così il compleanno della maturità il “Consorzio polesano di difesa di attività e produzioni agricole” (Codiro), che ieri ha organizzato un convegno celebrativo e informativo al Censer, con la collaborazione del sistema dei consorzi di difesa nazionale Asnacodi e regionale Condifesa Veneto.

Quale futuro per la copertura dei rischi in agricoltura?Il presidente del Codiro, Mauro Giuriolo, ha fatto un excursus storico: «Il Consorzio è stato costituito l’8 marzo 1972 con 32 soci fondatori – ha ricordato – A fine 1973, dopo il primo anno di operatività delle polizze assicurative limitate a frutta, uva e pomodoro, contava 865 soci per un valore assicurato di tre miliardi e 158 milioni di vecchie lire (1,6 milioni di euro). Oggi – ha detto Giuriolo – siamo 2.529 soci con un valore assicurato di 135 milioni di euro fra produzioni vegetali, serre e strutture per impianti frutticoli, allevamenti di bovini e suini. Nel 2007 abbiamo introdotto le polizze pluri-rischio (copertura per i vento in aggiunta alla grandine); nel 2010, le polizze multi-rischio (grandine, vento, gelo e brina, eccesso di pioggia, siccità, colpo di sole, alluvione) che nel 2011 hanno inciso per il 30 per cento sul totale delle polizze: un orgoglio per noi ed una migliore copertura assicurativa per i nostri soci».

Cosa succede con la PAC post 2013. Il futuro del Codiro e del sistema dei consorzi di difesa è destinato ad aumentare di importanza poiché le ultime riforme della Politica agricola comunitaria/ Pac (la Healt check 2009-2013 e l’Europa 2020 2014-2020), ovvero di tutto il sistema di finanziamento europeo al settore primario, stabiliscono un contributo del tutto nuovo per la gestione del rischio in agricoltura, ossia per le assicurazioni e la mutualità. «La riforma della Pac che entrerà in funzione dal 2014 fino al 2020 – ha spiegato Angelo Frascarelli, professore associato di “Economia e politica agraria” all’Università di Perugia – in materia di gestione rischi, parte da due problematiche: i cambiamenti climatici che faranno aumentare gli eventi estremi nei prossimi anni (per l’Italia: rischio siccità e precipitazioni abbondanti e concentrate in brevi periodi, ondate di caldo ed erosione del suolo); e l’impressionante volatilità dei prezzi, che è diventata un fatto strutturale, ineliminabile, con la quale bisognerà convivere». Se questo è il futuro, un buon sistema assicurativo, che preveda entrambi questi “rischi” è una delle strategie necessarie per le aziende agricole. Infatti: «La Pac prevede fondi per i rischi sia nelle Ocm vino e ortofrutta – ha spiegato Frascarelli – ma, soprattutto, ed è la vera novità, prevede che i contributi europei arrivino attraverso la Politica di sviluppo rurale dei vari Piani di sviluppo rurale, oggi regionali (Psr)». «Attraverso i Psr – ha spiegato Frascarelli – arriveranno i contributi per i premi di assicurazione agevolate (max 65% come oggi); inoltre, saranno creati ex novo dei fondi di mutualizzazione per coprire le fitopatie e le emergenze ambientali; infine, un fondo di stabilizzazione del reddito che prevede degli indennizzi per perdite del raccolto superiore al 30%».«Questo futuro – ha concluso Frascarelli – significa che sarà necessario trovare una gestione rischi nazionale, perché è impensabile che sia frammentata tra i diversi Psr regionali attuali, con perdita di risorse e possibilità di disparità di trattamento tra aziende di regioni diverse. Il sistema dei consorzi veneto, che è già all’avanguardia nella sperimentazione di nuove forme di mutualizzazione, dovrà arrivare pronto al 2014, con progetti cantierabili, in modo da partire all’entrata in vigore della riforma».

Primario unico settore dove il costo assicurativo è in calo. Una riflessione sulla posizione degli agricoltori europei, rappresentati da Copa-Cogeca è arrivata da Paola Grossi, presidente del relativo “Gruppo gestione rischi” dell’organizzazione. «Il primario è l’unico settore – ha ricordato – dove il costo assicurativo è calato. Anche grazie all’aggregazione che le imprese agricole hanno sviluppato e la possibilità di contrattare con le compagnie assicurative, attraverso i Consorzi».«Noi andremo a chiedere in Europa – ha annunciato – che il sistema di gestione rischi deve servire unicamente a rafforzare le imprese agricole e non a creare business per le assicurazioni. Chiederemo che la gestione rischi avvenga con un Psr nazionale, flessibile, che non distorca la concorrenza tra aziende, e con un budget dedicato. Inoltre, crediamo che sia necessario incrementare la base assicurativa e fare mutualità tra tutte le regioni italiane, altrimenti i fondi stanziati non saranno sufficienti per coprire tutte le domande».

In 40 anni di attività, 5 presidenti. Il presidente di Asnacodi, Albano Agabiti, ha ricordato che il tasso medio è sceso dal 9,75% del 2003-04 all’attuale 5,50-5,60%, con un risparmio di 300 milioni di euro all’anno per gli agricoltori. Così ha lanciato le sfide prossime: «Grazie alla sperimentazione avvenuta in Veneto – ha detto – possiamo partire da quest’anno con un fondo mutualistico nazionale che agirà sul multi-rischio; stiamo mettendo in campo azioni per la semplificazione della gestione e pensiamo che ci siano ancora margini per espandere il nostro mercato: è vero che abbiamo abbassato i tassi e migliorato le condizioni contrattuali, ma dobbiamo aumentare le superfici assicurate per avere ancora una maggiore distribuzione di rischi e dei costi». Al convegno sono, quindi, stati ricordati i cinque presidenti che si sono avvicendati alla guida del Codiro dal 1972 ad oggi: prima chi non c’è più, Vito Barion e Antonio Mella. Poi, Mariano Patergnani, Paolo Piccolo e Mauro Giuriolo, cui sono stati attribuiti dei riconoscimenti, assieme al vicepresidente Lauro Ballani, alla dipendente Ettorina Destro (35 anni di lavoro) e al direttore Luigi Garavello. Presente alla giornata tutto il mondo delle organizzazioni agricole polesane, Coldiretti, Confagricoltura e Cia, oltre al sindaco di Rovigo Bruno Piva, alla presidente della Provincia Tiziana Virgili, al vice presidente della Commissione regionale Agricoltura Graziano Azzalin, al consigliere veneto Cristiano Corazzari.

(Fonte: Coldiretti RovigoI