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E’ arrivato il radicchio nuovo al Mercato orticolo di Chioggia

Radicchio Chioggia Ortomercato del Veneto

Al Mercato orticolo di Chioggia è iniziata la nuova stagione del radicchio rosso precoce primaverile. Le prime due partite, solo 14 quintali conferiti mercoledì, sono state quotate 1,92 euro al chilo. Un dato che ha incoraggiato gli ortolani a raccogliere. Infatti, il giorno successivo ne sono arrivati più del doppio, subito venduti nella caratteristica asta all’orecchio a 2,32 euro, confermando così la buona partenza di questa annata.

Il vero boom dei conferimenti è atteso comunque per la settimana prossima, quando si supereranno i 500 quintali giornalieri, per stabilizzarsi attorno ai 1500. Il prezzo spuntato alle prime aste ha per gli operatori un grande valore scaramantico, una sorta di viatico per tutta la successiva campagna del mese di aprile, decisiva per il reddito di un’intera annata delle aziende orticole locali con circa 50 quintali venduti attorno a 2,70 euro e la media del mese si è attestata poco sopra i due euro, mentre nel 2008 il primo radicchio, conferito il 4 aprile, fu quotato poco più di 80 centesimi e la media del mese non raggiunse i quaranta centesimi.

Giuseppe Boscolo Palo, Presidente Chioggia Ortomercato del Veneto

Radicchio primaverile: costi di produzione più elevati rispetto a quello autunno-invernale. «Speriamo che si confermi il buon andamento dell’aprile dello scorso anno – afferma Giuseppe Boscolo Palo, presidente di Chioggia Ortomercato del Veneto e produttore anch’egli – ma va precisato che il radicchio precoce ha costi di produzione più elevati. Alle voci di spesa che gravano su quello autunno-invernale, infatti, per il radicchio primaverile vanno aggiunti i costi di produzione in serra delle piantine da trapianto, di disinfezione del terreno, di acquisto del concime naturale, dei teli di polietilene per le coperture di archi, archetti e per le pacciamature a terra. Complessivamente siamo attorno ai 70-80 centesimi al chilo. Una volta portata la merce al mercato – aggiunge Boscolo – c’è una percentuale da versare al commissionario cui si affida il prodotto per l’asta.

Prevista una produzione di ottima qualità. Per le aziende iscritte al Consorzio del Radicchio di Chioggia Igp, ci sono ulteriori costi legati all’applicazione del disciplinare di produzione, alla certificazione e all’utilizzo del packaging dell’Igp. Nella forbice tra tutto questo e il prezzo di vendita ci stanno gli ammortamenti di mezzi e attrezzature, il rischio d’impresa (di fatto, le calamità naturali e le perdite per le vendite sottocosto di altri periodi dell’anno) e, finalmente, la remunerazione del nostro lavoro». «La produzione si presenta di ottima qualità – annuncia Pietro Cigna, un’esperienza

Pietro Cigna, Direttore Chioggia Ortomercato del Veneto

trentennale nella direzione del mercato, con l’Apos prima, il Cogemo poi, e ora nella nuova società di gestione – con buona pezzatura, colore vivace e foglia croccante. Le temperature sotto la media del periodo hanno ritardato di qualche giorno la maturazione del radicchio precoce, ma ne hanno favorito colorazione e consistenza».

Ma come si riconosce il vero radicchio nuovo da quello invernale ancora conservato nei frigoriferi? «Intanto c’è da dire che il prodotto deve provenire esclusivamente dagli orti litoranei di Sottomarina e Rosolina – spiega Giuseppe Palo -, e di questa origine, di cui da anni andiamo chiedendo la esplicita specificazione in etichetta,  è il passaggio nel nostro mercato che fa da garanzia rispetto alle importazioni da aree del sud del mondo, come Cile o Egitto. Il cespo del radicchio precoce di Chioggia è più leggero dell’invernale frigoconservato, la foglia leggermente più sottile e l’attacco del fittone (la radice) ha un diametro inferiore, attorno ai 2 centimetri».

(Fonte: Chioggia Ortomercato del Veneto)

Una grande kermesse per inaugurare Chioggia Ortomercato del Veneto

Passaggio di consegne tra Stefano Boscolo Mezzopan (sx) di Cogemo a Giuseppe Boscolo Palo (dx) di Chioggia Ortomercato del Veneto

Cambio della guardia nella gestione della Centrale orticola di Brondolo. Dopo 15 anni il Cogemo passa la mano a Chioggia Ortomercato del Veneto, la nuova società mista pubblico-privato, voluta dall’amministrazione comunale e presieduta da Giuseppe Boscolo Palo. Ma questi non sono solo giorni di passaggio di consegne. Fervono infatti i preparativi per l’inaugurazione della struttura, che viene totalmente riconsegnata ai produttori dopo circa due anni di lavori di restauro.

Domenica 14 marzo kermesse fieristica d’inaugurazione. “Ci proponiamo il rilancio e l’ampliamento delle attività del mercato – spiega Giuseppe Boscolo Palo -, sia attraverso il collegamento con altri mercati, che attivando accordi di filiera con le altre attività economiche del territorio, albergatori e ristoratori in primis”. “Per segnare questo cambio di passo – continua Boscolo – domenica 14 marzo, non ci sarà un semplice taglio del nastro, ma una vera e propria kermesse fieristica, alla quale parteciperanno numerosi operatori qualificati non solo del comparto agricolo, ma anche degli altri settori economici e produttivi della città”.

(fonte Chioggia Ortomercato del Veneto)

Nasce Chioggia Ortomercato del Veneto. E punta subito su più servizi, sicurezza alimentare, qualità dei prodotti, valorizzazione della tipicità regionale

sindaco di Chioggia (a sx) Romano Tiozzo e presidente Chioggia ortomercato del Veneto, Giuseppe Boscolo

«Non solo mercato alla produzione, ma anche punto di incontro tra consumatore e impresa agricola, una sorta di grande Farmer’s Market, che accorci la filiera e stimoli la diversificazione produttiva. E poi l’organizzazione di nuovi spazi per la logistica e la movimentazione delle merci, la messa in campo di incisive azioni di promozione del prodotto per l’ampliamento della rete commerciale, anche attraverso il collegamento con altri mercati, come quelli di Padova, Verona e Rovigo; infine favorire iniziative per la trasformazione del prodotto organizzata direttamente da parte del produttore». Queste le principali linee di sviluppo della rinnovata Centrale orticola, illustrate alla stampa mercoledì 27 gennaio dal sindaco di Chioggia, Romano Tiozzo.

Necessità di innovare per il rilancio del comparto orticolo clodiense. L’incontro con gli organi d’informazione, organizzato per presentare l’andamento delle produzioni conferite alla Centrale orticola di Brondolo nel 2009, è stato anche l’occasione per delineare i progetti di rilancio del comparto orticolo clodiense e di sviluppo della struttura rinnovata dopo circa due anni di lavori. «Accanto alla indispensabile ristrutturazione del mercato ortofrutticolo – ha detto il sindaco – siamo arrivati, se pur dopo lunga gestazione, ad una soluzione vera per la gestione dello sviluppo strategico del settore, attraverso la costituzione di una società mista pubblico privata, Chioggia Ortomercato del Veneto. Con questi nuovi strumenti e perseguendo le linee di sviluppo indicate, il Mercato orticolo di Chioggia può diventare sempre più polo d’attrazione per il produttore, vero soggetto debole della filiera».

Radicchio conferito in Centrale

Il vero problema: la fuga del prodotto. Nel 2009 in Centrale orticola sono stati conferiti circa 130mila quintali di prodotto, con un fatturato di poco più di 11 milioni di euro. Il radicchio di Chioggia, che ha rappresentato quasi l’85% delle produzioni conferite, ha registrato quotazioni con valori medi mensili compresi tra 2,20 e 0,51 euro/kg per la varietà primaverile (aprile-giugno) e tra 0,20 e 0,40 euro/kg per la varietà autunnale (settembre-dicembre), con una media annua ponderata di 0,88 euro/kg, più del doppio rispetto al 2008, a fronte però di un calo dell’8,6% delle produzioni. «Sono valori complessivamente buoni – ha detto Giuseppe Boscolo Palo, neopresidente della società di gestione Chioggia Ortomercato del Veneto, illustrando l’andamento dell’attività 2009 in Centrale i orticola – specie se confrontati con gli scarsi 6 milioni di euro del fatturato 2008. In ogni caso la redditività per gli ortolani rimane molto bassa, inoltre va segnalato che in dieci anni le produzioni conferite si sono più che dimezzate. Il vero problema è infatti la fuga del prodotto: in un decennio abbiamo perso più del 50% degli ortaggi e quanto viene conferito oggi in mercato è solo il 30% della produzione totale, cioè della effettiva capacità produttiva di Chioggia. Questa azione di rilancio del mercato – ha proseguito Boscolo – passa attraverso maggiori servizi e attraverso la sicurezza alimentare, la qualità dei prodotti, la valorizzazione della tipicità regionale».

Mercato all'orecchio in Centrale

Addio asta all’orecchio, meglio asta a orologio. Secondo il presidente Chioggia ortomercato del Veneto, le linee direttrici da perseguire per raggiungere questi obiettivi sono: impegnare nella programmazione le organizzazioni dei produttori, oggi finalmente parte attiva nella gestione (uno dei primi esempi in Italia); collegare questo mercato in rete con altre realtà specifiche, in primis il mercato di Padova; lavorare per la tracciabilità del prodotto in modo da rendere riconoscibile le produzioni locali da quelle importate e poi spacciate per nostrane; rendere trasparente la contrattazione, abbandonando la sia pur caratteristica asta a orecchio a favore di quella a orologio; completare la ristrutturazione del mercato e concentrarsi su nuovi progetti mirati per dotare di servizi la struttura.
Chioggia ortomercato del Veneto, che subentra nella gestione del Mercato orticolo al CoGeMo, è una società mista pubblico-privati nella quale SST (la Società Servizi Territoriali alla quale l’Amministrazione comunale ha conferito la proprietà della struttura acquisita da Veneto Agricoltura) detiene l’84% delle quote, il restante 16% è delle organizzazioni dei produttori: CAPO, COS, SICO e OPO Veneto. Anche il Consorzio di tutela del radicchio di Chioggia IGP, ha assicurato il presidente di SST, Gianni Boscolo Bocca, avrà la propria sede presso la Centrale orticola.

Ortaggi vari in Centrale

Dati 2009 prodotti agricoli conferiti alla Centrale Orticola di Brondolo. In tutto il Veneto i radicchi, in controtendenza con le altre orticole, sono cresciuti in produzione (+4%) e,soprattutto, in valore: +32%. Il radicchio di Chioggia primaverile, a causa della scarsità di prodotto presente sui mercati, ha registrato inizialmente prezzi notevolmente superiori rispetto all’annata precedente ed una successiva flessione delle quotazioni, scese anche a livelli inferiori a quelli dei mesi corrispondenti del 2008, con valori compresi tra 0,46 e 0,86 a seconda della piazza di contrattazione. Andamento simile anche per il radicchio autunnale, con quotazioni in progressivo calo, ma comunque su valori superiori a quelli del 2008. Sui principali mercati veneti la media annua è stata nel complesso di 0,60 euro/kg (+43%).
Lo scorso anno in Centrale orticola di Brondolo a Chioggia sono stati conferiti circa 130mila quintali di prodotto, con un fatturato di poco più di 11 milioni di euro. Il radicchio tipo lungo (16.215 quintali, pari al 12% del totale conferito nel 2009), ha registrato una media annua di 0,74 euro/kg a fronte di un calo di 2,5 punti percentuali rispetto al 2008.

Cipolla bianca, protagonista del saòr con sardine

Conferimenti più che dimezzati perché i prodotti sono venduti sul campo o dati ai centri di lavorazione. Il restante 3% è rappresentato dalla cipolla bianca (ideale componente del classico saòr con le sardine), che con i suoi 1.690 quintali a 0,39 euro/kg di media è cresciuta del 35% circa in peso e del 70% circa in valore; dalle patate (1.440 quintali a 0,16 euro/kg di media), che hanno perso più del 50% della produzione a prezzi medi pressoché invariati; e dalle erbette rosse (1.108 quintali a 0,38 euro/kg di media), calate del 5% in produzione e del 17% in valore.
Uno sguardo panoramico sull’andamento dei conferimenti in Centrale orticola nell’ultimo decennio permette di notare che questi si sono complessivamente più che dimezzati rispetto agli ultimi dati precedenti il 2000. In dettaglio, il radicchio tondo si è ridotto del 54,88%, quello lungo del 27%, la cipolla bianca dell’89,57%, le patate dell’80,61%, infine le erbette del 63,12%. Una perdita progressiva di conferimenti, che non sono dovuti però ad una diminuzione delle produzioni. Queste infatti, come già successo da tempo per le carote, vengono in parte, fino ad ora sempre più crescente, direttamente vendute sul campo a commercianti o conferite a centri di lavorazione.

(fonte Chioggia Ortomercato del Veneto)