La bilancia commerciale italiana dell’energia segna un deficit che negli ultimi tre anni ha oscillato tra i 42 ed i 60 miliardi di euro (con un picco dell’import, nel 2008, di 76 miliardi di euro, pari al 5% del Pil) senza il quale avremmo un avanzo commerciale di 40 miliardi di euro. “Per abbattere i costi della bolletta energetica l’agricoltura può dare un grosso contributo, perché il settore è al passo con i tempi nella scommessa sulla “green economy”, dice il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni intervenendo al dibattito “L’economia (sostenibile) è green” nell’ambito di “Cortina InConTra”.
1/L e richieste del mondo agricolo. “Un Impegno che gli agricoltori italiani sono pronti ad assolvere a patto di garantire loro un orizzonte di certezze e di stabilità attraverso politiche idonee”, sottolinea Federico Vecchioni, elencando le richieste del mondo agricolo, che partono da una maggiore considerazione delle potenzialità delle biomasse e del biogas, da valorizzare, al pari delle altre energie da fonti rinnovabili, in un quadro stabile in cui le incentivazioni siano mantenute per tre anni (sino a tutto il 2012) non siano modificate una volta concesse. Sempre in tema di incentivi serve una loro equilibrata ridefinizione, che confermi l’orientamento politico a favore della produzione di energia elettrica nelle aziende agricole sino ad 1 MW per la generazione distribuita, con uno snellimento delle autorizzazioni ed il potenziamento della rete elettrica.
2/Le richieste del mondo agricolo. Poi va prevista una corretta classificazione dei materiali utilizzabili, per facilitare l’uso, a fini energetici, dei residui e dei sottoprodotti dell’attività agricola ed agroindustriale, spesso classificati impropriamente come rifiuti. Va anche ulteriormente favorito il biometano per compensare la minor competitività rispetto al gas di origine fossile e in questo senso il Piano di Azione Nazionale delinea una strategia appropriata anche se manca una soluzione al problema delle reti (i costi di connessione sono a carico del cliente). Occorre, inoltre, trovare una soluzione del problema degli impianti a biogas agricoli realizzati “ante 2008”, che paradossalmente godono di agevolazioni inferiori a quelle ora vigenti. E infine è essenziale un sostegno alle biomasse nel settore dei trasporti che sia equamente suddiviso nella filiera.
(fonte Confagricoltura)
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