“Da Padova l’agricoltura veneta reclama dignità e considerazione, forte dei valori culturali, morali ed economici dei quali e portatrice. Lo fa aprendosi a tutta la società veneta, con l’orgoglio di rappresentarne un elemento strategica e insostituibile”. Franco Manzato, Ass.reg.le all’Agricoltura, si fa portavoce di una platea variegata presente lo scorso 11 febbraio alla Fiera patavina per il Congresso finale dell’Agricoltura e dello sviluppo rurale, che sta decidendo le strategie per affrontare il prossimo decennio, che si annuncia in ogni caso difficile e denso di incognite.
Agricoltura oggetto di speculazioni e appetiti internazionali. L’agricoltura infatti non è più la campagna della periferia delle nostre città, ma un pezzo essenziale e ambìto della scacchiera economica mondiale. E come tale è investito da speculazioni e appetiti internazionali, le cui decisioni non sono prese nei campi ma in luoghi dai quali l’agricoltura e gli imprenditori agricoli sono spesso lontani, se non esclusi. “Dalla loro, l’agricoltura e gli imprenditori veneti hanno i numeri e le scelte – ha ribadito Manzato – perché sono capaci di essere al primo posto nell’export italiano di prodotti dei campi, con un valore crescente che nel terzo trimestre del 2010 è stato certificato 616 milioni di euro. E questo benchè la superifice agricola utile sia di 820.201 ha, al settimo posto tra le regioni italiane, mentre la Produzione Lorda vendibile si colloca al terzo posto dopo Lombardia ed Emilia Romagna.
Sviluppo, benessere e qualità di vita. “Questo significa che i nostri imprenditori e il nostro sistema hanno molto da dire e da pretendere – ha affermato Manzato, perché hanno reso vincente nei fatti la scelta della qualità, della varietà, della tipicità e del territorio, e pur nelle difficoltà che ancora incontra una ottimale organizzazione dell’offerta. In più l’agricoltura crea ricchezza, con un aumento dell’occupazione nel 2010 rispetto all’anno precedente che è stimata attorno all’8 per cento, senza eguali negli altri settori e anzi a fronte di 130 mila lavoratori che in Veneto conoscono la disoccupazione”. “Oltre a questo, l’agricoltura rappresenta un fulcro fondamentale, attorno al quale ruotano molti fattori e variabili dello sviluppo, del benessere e della qualità della vita dei cittadini veneti. E tutti questi fattori e variabili hanno un denominatore comune ossia l’uomo e la sua persona – ha concluso Manzato – che nell’agricoltura e nelle aree rurali trova ancora i principali riferimenti della sua identità, della sua cultura e del suo benessere complessivo”.
La protesta dei lavoratori agricoli e forestali. All’incontro hanno partecipato oltre 600 persone, ovvero tutto il mondo agricolo veneto. Partecipanti che hanno trovato ad “accoglierli” le rappresentanze dei lavoratori agricoli e forestali che manifestavano a difesa del posto di lavoro, preoccupate dai forti tagli che la Regione sembra sarà costretta ad apportare per le ristrettezze di bilancio. Manzato si è soffermato con loro, ascoltando le preoccupazioni, disponibile ad un incontro a breve di approfondimento.
Cinque mesi di lavoro e incontri. In sintesi i temi affrontati dalla Conferenza partivano dalla base di un lavoro preparatorio fatto a Veneto Agricoltura e durato cinque mesi attraverso sei incontri. Parole d’ordine? Più innovazione e competitività, gestione dei sistemi produttivi più equilibrata e sostenibile, qualità delle produzioni agricole ancora più diffusa e riconosciuta, concreta applicazione dei principi di sussidiarietà e federalismo, ulteriore semplificazione della burocrazia. Queste le priorità strategiche che la Regione Veneto intende perseguire per far crescere l’agricoltura regionale da qui al 2020, il periodo operativo della nuova PAC (2013-2020). Senza comunque tralasciare altri aspetti quali, per esempio, la lotta ai cambiamenti climatici, la gestione sostenibile delle risorse idriche, la produzione di energie rinnovabili per i quali il settore primario avrà in futuro un ruolo sempre più attivo.
Un contesto in cui le incertezze non mancano. La Conferenza agricola regionale, voluta da Manzato, ha prodotto l’”Agenda delle priorità strategiche regionali per il sistema agricolo e rurale”. Un documento snello ma al tempo stesso corposo, che contiene precise strategie, obiettivi da raggiungere, azioni da svolgere indispensabili per garantire alle imprese agricole venete un futuro il più possibile “certo” in un contesto in cui le incertezze non mancano. Le incertezze maggiori della prossima politica agricola europea riguardano le risorse che la stessa PAC avrà a disposizione nel periodo 2014/2020, in primis i finanziamenti da destinare ai pagamenti unici agli agricoltori (i cosiddetti premi PAC). La Commissione europea, a questo proposito, sta elaborando le sue proposte, ma è quasi certo che sarà ridotto notevolmente l’automatismo degli interventi comunitari, lasciando agli Stati membri, e quindi alle Regioni, grandi margini di discrezionalità. In futuro, le Regioni potrebbero così non svolgere più solo un ruolo di erogatore di spesa in ambito PAC, in quanto potrebbero essere chiamate a svolgere anche un ruolo importante nella programmazione. Una grande responsabilità, dunque, per le Regioni che dovranno così coordinare la programmazione della politica agricola con quella dello sviluppo rurale, vale a dire con i Piani di Sviluppo Rurale regionali. Quindi una visione delle attività agricole orientate non solo alla produzione di beni alimentari, ma anche allo sviluppo di quei servizi legati all’ambiente, al territorio, all’imprenditoria turistica, per fare qualche esempio, tradizionalmente svolti e mai riconosciuti e quindi retribuiti.
(fonte Veneto Agricoltura)
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