• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Bacino di laminazione di Trissino (VI), raccoglierà l’acqua del Guà per 2milioni di metri cubi

SIlvio Parise, Pres. Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta

SIlvio Parise, Pres. Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta

“La realizzazione dei bacini di laminazione delle piene è fondamentale per la difesa del territorio”. Così il presidente della Regione Luca Zaia in occasione della consegna dei lavori, appaltati dal Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta, per realizzare sul fiume Agno-Guà l’adeguamento dei bacini demaniali di Trissino e Tezze di Arzignano, nel vicentino.

I cantieri aperti. La Regione ha finanziato l’opera, che rientra nel piano complessivo per la mitigazione del rischio idraulico sul territorio regionale. Avrà effetti positivi sul controllo del regime idraulico del fiume Agno-Guà, caratterizzato da fenomeni di piena di notevole entità che in passato hanno prodotto danni rilevanti. Zaia ha ricordato che assommano a 925 i cantieri aperti, grandi e piccoli, ma anche le grandi opere seguite all’alluvione del 2010 stanno diventando una realtà. Basti pensare al bacino di Caldogno, che tra qualche mese sarà completato, con un invaso che potrà accogliere quasi 4 milioni di mc. di acqua. In cantiere ci sono già anche i bacini della Combaretta, di Muson dei Sassi, di Prà dei Gai, di Viale Diaz, di Montebello e, ovviamente, di Trissino.

Sicurezza del territorio veneto, in miglioramento ma obiettivo molto distante. “I soldi sono quelli della Regione – ha detto Zaia – che, per la prima volta nella storia, in questi anni ha stanziato risorse e investito in queste importanti infrastrutture. Ma per completare l’intero disegno programmatorio servono ingenti finanziamenti. Abbiamo un progetto per quasi tre miliardi di euro presentato nel 2010 al governo e a tutt’oggi non è stato finanziato”. “Oggi siamo più sicuri di prima – ha aggiunto – ma il nostro obiettivo è arrivare ad una sicurezza pressoché totale del territorio veneto; anche se è altrettanto vero che è ancora un obiettivo molto distante. Realizzare opere è servito e servirà; questi grandi bacini di laminazione daranno infatti più risposte rispetto a quattro o cinque anni fa, quando non ne avevamo nessuno”. L’opera appaltata riguarda il bacino di monte localizzato tra le località di Trissino e Cinto di Arzignano, in cui è previsto un volume massimo invasabile di oltre 2 milioni di mc. su una superficie di circa 55 ettari. Il costo complessivo del progetto è di oltre 23 milioni di euro, con un recupero di 5,5 milioni per la vendita del materiale scavato e un finanziamento a carico della Regione di 17,6 milioni di euro.

Fonte: Regione Veneto

Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta, nel bilancio preventivo un articolato piano di interventi senza aumenti contributivi

bonifica2Ammonta a € 13.854.425,00 (di cui € 11.687.347,00 derivanti dalla contribuenza di circa 200.000 consorziati) il bilancio preventivo 2014 del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta, approvato a maggioranza dall’Assemblea. Di tale cifra poco più di 9 milioni interesserà la salvaguardia idrogeologica, il restante servirà all’irrigazione.  L’anno prossimo è prevista la sistemazione idraulica di 3.353 chilometri di corsi d’acqua.

Tra le opere più significative in programma vanno altresì citate: gli interventi per la sistemazione del progno Mezzane nei comuni veronesi di Lavagno, Caldiero, Mezzane (€700.000,00) e del rio Rodegotto nei comuni di Montebello, Montorso, Zermeghedo in provincia di Vicenza (€ 200.000,00); il bacino di espansione a Trissino (€ 26.151.000,00); la trasformazione “a goccia” dell’impianto irriguo di Zugliano e Sarcedo (€ 2.078.000,00); il 6° lotto dell’impianto pluvirriguo nei comuni di Sarcedo e Montecchio Precalcino (€ 3.441.000,00); il collegamento fra gli impianti irrigui di Illasi e Lavagno (€ 1.300.000,00). A ciò vanno aggiunti oltre 4 milioni di euro, che saranno destinati a completare una serie di interventi per la tutela idraulica del territorio.

Nessun aumento per il contributente rispetto ai 4 anni precedenti. “Anche quest’anno – commenta Antonio Nani, presidente dell’ “Alta Pianura Veneta” – abbiamo messo in campo un articolato programma di interventi, riuscendo a non aumentare, per il quarto anno consecutivo, l’onere contributivo. Questo è il frutto della ricerca della massima efficienza, che vede quotidianamente impegnata l’intera struttura dell’ Alta Pianura Veneta”.

(Fonte: Consorzio Bonifica Alta Pianura Veneta)

Rischio idrogeogologico in alta pianura veneta, Mezzane e Rodegotto faranno meno paura

bonifica2“E’ stato un colloquio molto positivo per la disponibilità riscontrata nelle amministrazioni del territorio”. E’ questo il commento di Antonio Nani, presidente del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta, a due giorni dal vertice, svoltosi a San Bonifacio (presente anche l’assessore all’Ambiente della Regione Veneto, Maurizio Conte) per un confronto sugli interventi da realizzare sul torrente Mezzane, nel veronese e sul Rio Rodegotto, nel vicentino, entrambi esondati lo scorso 16 maggio.

Interventi per oltre 4 milioni di euro. La Regione Veneto mette a disposizione 500.000 euro (400.000 destinati al Mezzane, il restante al Rodegotto), cui l’ente consortile ne aggiunge 400.000 (100.000 per il Rodegotto, il restante per il Mezzane), frutto di una variazione di bilancio. Ai 700.000 euro così disponibili per il torrente Mezzane, se ne aggiungeranno ulteriori 200.000 dal Servizio Forestale Regionale; dovranno però essere integrati con ulteriori risorse, per le quali sono impegnate “Veneto Strade” e le Amministrazioni Comunali di Caldiero, Lavagno e Mezzane. Il piano complessivo prevede interventi per oltre 4 milioni di euro, ma già uno stanziamento superiore al milione permetterà la sistemazione idraulica dell’alveo con l’eliminazione dell’ostacolo rappresentato dalla ridotta arcata del ponte di Vago, garantendo un migliore fluire delle acque in caso di piena. Analoga partecipazione delle realtà territoriali alla spesa sarà necessaria per implementare l’attuale disponibilità di 200.000 euro, pari a circa il 10% del fabbisogno di interventi necessari sul Rio Rodegotto, ma sufficiente a garantire tranquillità alla popolazione; in particolare, necessita un approfondimento con le Amministrazioni Comunali interessate: Montorso, Montebello Vicentino e Zermeghedo.

Necessario un imepegno corale. “L’alluvione del 2010 ha posto drammaticamente alla nostra attenzione la priorità della tutela idrogeologica del territorio – commenta Conte – Come Regione, ogni anno investiamo circa 100 milioni per la difesa del suolo, ma non basta: per mettere definitivamente in sicurezza il nostro territorio servirebbe un impegno economico simile a quello per il Mose; è ormai nella fase conclusiva l’iter per l’avvio dei lavori sui bacini di Caldogno e Trissino, ma la loro realizzazione necessiterà di almeno due anni. Serve comunque un impegno corale, rispetto al quale lo Stato deve fare la sua parte, consentendo anche il superamento del Patto di Stabilità per interventi a tutela da frane ed alluvioni.”

(Fonte: Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta)

A Creazzo (VI), inaugurato il percorso Retrone a servizio della sicurezza idraulica e del tempo libero

Da pochi giorni i cittadini di Creazzo, nel vicentino, hanno 836 metri di pista ciclopedonale in più lungo il fiume Retrone: la pista di servizio già esistente (in ghiaino stabilizzato), posta parallelamente all’alveo in sinistra idraulica, è stata infatti fatta proseguire fino a raggiungere il ponte su via Spino, che collega con Sovizzo.

Sicurezza e ambiente. Per ridurre il rischio idraulico nel territorio comunale di Creazzo e nel contempo rivalutare l’ambito fluviale, il Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta ha perà realizzato anche un invaso per trattenere le acque in caso di piena: la sua capacità è pari a 19.000 metri cubi; la profondità di tale bacino temporaneamente allagabile è variabile tra m.1 e m.1,30 dal piano campagna, rispettando così la falda, che si trova ad una profondità di 1 metro e mezzo. Per lo scavo del bacino sono stati asportati 13.197 metri cubi di materiale argilloso, utilizzato in parte per la realizzazione delle arginature; la parte in eccedenza (mc. 3960) è stata impiegata per la realizzazione delle rampe e per la stabilizzazione degli argini in quanto soggetti ad un calo fisiologico, dovuto all’effetto di consolidamento della terra. L’intera zona è delimitata da una larga arginatura (m.4), su cui corre una pista di servizio (in terra battuta), che si snoda per circa 570 metri. Inoltre, sul lato verso fiume, è stata posta una staccionata con pali in legno di pino.

Le aree sono fruibili ad uso pubblico (realizzate, lungo il letto fluviale, postazioni per la pesca sportiva e l’attracco di canoe), ma saranno ovviamente interdette durante le piene. Per collegare le due sponde è stata costruita una passerella in legno a monte della confluenza tra il Retrone e la roggia Casalina. Le sponde del fiume Retrone, sul lato della pista di servizio, sono state risagomate con materiale lapideo, previo il taglio delle piante, che si trovavano all’interno dell’alveo in precarie condizioni di stabilità e che minacciavano il regolare defluire delle acque. In caso di necessità, lo “scarico” del bacino avverrà nella roggia Casalina mediante un manufatto limitato da una paratoia comandata attraverso un sistema di telecontrollo, che rileva le quote idriche; l’alimentazione avviene attraverso pannello fotovoltaico. A completamento dell’intervento, è stata realizzata una passerella in legno lamellare (portata: q. 60) per permettere anche il transito del mezzo operativo per lo sfalcio delle sponde.

La spesa complessiva è stata pari ad un milione di euro così ripartiti: euro 700.000,00 da Regione Veneto; euro 100.000,00 da Provincia di Vicenza; euro 100.000,00 da Comune di Creazzo; euro 100.000,00 da Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta. Nel corso della cerimonia inaugurale, accompagnata dalla banda e da scolari festanti, il sindaco, Stefano Giacomin, ha ricordato la volontà dell’Amministrazione di completare il “percorso Retrone”; gli ha fatto eco l’assessore al bilancio della Regione Veneto, Roberto Ciambetti, esaltando il protagonismo delle comunità locali nel riappropriarsi delle opportunità offerte dal territorio. Il presidente dell’ente consorziale, Antonio Nani, ha evidenziato la comune volontà, che ha permesso, in tempi rapidi, la realizzazione degli interventi.

(Fonte: Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta)