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Il Premio “Radicio de Vero” 2021 va all’imprenditore Giancarlo Boscolo, al console Gabriele Altana e allo sportivo Marco Scarpa

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Lo scorso 17 dicembre, nella sala convegni dell’Ortomercato di Chioggia, si è svolta  la seconda edizione del Radicio de Vero, premio istituito dal Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia Igp per riaffermare l’originalità di questo pregiato ortaggio nel panorama dell’orticoltura regionale e nazional e, allo tesso tempo, premiare l’impegno e la costanza di uomini e donne che con il proprio lavoro hanno contribuito a far conoscere e valorizzare Chioggia e il suo territorio.

Unico e autentico. “In Veneto – ha spiegato il presidente del Consorzio di tutela del Radicchio di Chioggia Igp, Giuseppe Boscolo Palo – si produce più di metà del radicchio di tutta Italia ed il radicchio di Chioggia è primo per superficie coltivata e quantità di produzione, mentre in tutto il mondo si sono diffuse tipologie che lo imitano, ma non lo eguagliano. Unicità e autenticità vere, dunque, sono riassunte dall’oggetto del premio Radicio de Vero, ma anche il lavoro ne fa parte insieme al conseguimento di quella promozione del territorio chioggiotto di cui anche il nostro Radicchio è a tutti gli effetti ambasciatore”. E il valore dell’originalità è riassunto anche nel nome del premio, dove la parola “Vero” sta per autentico, in quanto il vero radicchio di Chioggia Igp è quello che, oltre a potersi fregiare dei loghi comunitari, ha alle sue spalle un secolo di storia ed è ottenuto da seme autoctono conservato gelosamente e tramandato dalle famiglie degli ortolani che lo coltivano secondo uno specifico disciplinare nel territorio di 10 comuni, delle provincie di Venezia, Padova e Rovigo. Ma de vero è anche il materiale con il quale è realizzato il premio, un’opera d’arte che il Consorzio ha fatto realizzare dalla storica fornace Linea Valentina di Murano, proprio perché non poteva essere che un altro caratteristico storico mestiere artigianale della laguna Veneta, riconosciuto in tutto il mondo, a realizzare un’opera preziosa per premiare l’impegno di coloro che, con il loro lavoro, si sono fatti portavoce della bellezza, della cultura, della ricchezza della città di Chioggia e del suo territorio.

La Commissione. La scelta dei premiati è stata affidata ad una commissione formata dallo stesso presidente del Consorzio di tutela, Giuseppe Boscolo Palo, dal direttore del magazine Con i piedi per terra, Mauro Gambin, dal presidente della Pro Loco di Chioggia e Sottomarina, Marco Donadi, e dal responsabile dell’ufficio stampa del Consorzio di tutela, Umberto Tiozzo.

I premiati/1. Per la categoria Cultura, il premio Radicio de Vero è stato assegnato al console di prima classe a Zurigo, Gabriele Altana, per il suo personale impegno nella promozione del radicchio di Chioggia Igp in Finlandia nel 2017/18, quando al tempo ricopriva la carica di ambasciatore italiano. La presentazione del “Principe Rosso” alla Terza edizione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo e ad altre occasioni patrocinate dall’Ambasciata italiana sono state di fondamentale importanza per creare relazioni e opportunità commerciali. Ha commentato il console Altana:  “Lo dico da persona che ha girato il mondo, tutti ci invidiano questa ricchezza figlia di una biodiversità che non ha eguali e una cultura produttiva e di trasformazione della quale forse siamo poco consapevoli. Dire Italia significa dire qualità e il radicchio di Chioggia Igp appartiene a questa qualità in virtù di una storia orticola lunga secoli e un territorio di produzione che non ha eguali”.

I premiati/2. Per la categoria Economia: il premio Radicio de Vero è andato a Giancarlo Boscolo, imprenditore chioggiotto che agli inizi degli ’80 ha avviato la produzione di radicchio a Salinas Valley, in California, per fornire il mercato americano e inglese di prodotto fresco e confezionato in IV gamma, compreso McDonald’s, che iniziò proprio in quegli anni ad usare il suo radicchio come sostituto del “vecchio” cavolo rosso per dare colore e vivacità alle insalate in tutta la catena di fast food. Oggi il marchio Cultiva è riconosciuto in tutto il mondo per le produzioni di IV gamma ed è anche un brand consumer, Cultiva®, che distingue insalate e verdure ottenute da agricoltura convenzionale e biologica. E proprio per questo successo e per aver introdotto negli Usa un prodotto caratteristico del suo territorio, insieme alla secolare cultura orticola di Chioggia, il Consorzio di tutela del Radicchio di Chioggia Igp lo ha premiato con il Radicio de Vero. “Il radicchio mi ha portato fortuna nella vita – ha spiegato Giancarlo Boscolo – spero che anche questo Radicio de Vero me ne porti altrettanta. Mi onora questo premio e confido che questo appuntamento possa diventare sempre più importante per far conoscere l’unicità del Radicchio di Chioggia Igp e la secolare cultura orticola che sta alla base della sua produzione”.

I premiati/3. Per la categoria Sport, il nome prescelto è stato quello di Marco Scarpa riferimento importante nel mondo del calcio chioggiotto e non solo, grazie ad una carriera da giocatore e allenatore importante, alla quale dal 2013 si è accompagnata quella di osservatore per la Nazionale di calcio italiana. Ha lavorato a stretto contatto con tutti i ct degli Azzurri: da Cesare Prandelli, ad Antonio Conte fino a Roberto Mancini con il quale lo scorso luglio ha vinto gli Europei di Calcio a Wembley. “Il Radicchio di Chioggia Igp – ha spiegato, Marco Scarpa – è uno dei simboli della mia terra e per me è un grande onore ricevere questo riconoscimento, lo metterò in bacheca a fianco della coppa degli Europei a ricordare quanto il 2021 sia stato importante per la mia carriera professionale”.

Storia secolare. “Questo premio – ha concluso il presidente Giuseppe Boscolo Palo – rappresenta la volontà del Consorzio di continuare nell’impegno per la promozione di questo straordinario prodotto e della terra chioggiotta. Di continuare ad aggiungere pagine importanti a questa storia che ha quasi raggiunto la soglia dei 100 anni e che ancora deve andare avanti. Siamo convinti che ‘il prodotto promuove il territorio’ e questo territorio, lo abbiamo visto coinvolgendo gli altri storici mestieri della laguna, è una fucina di creatività, oltre ad essere una terra fertile nella quale l’orticoltura rappresenta un posto di eccellenza per le buone pratiche agricole e ambientali che continuano ad essere il faro di questa produzione. E’ questa la terra che vogliamo far conoscere e sempre più valorizzare”.

Fonte: Servizio stampa Consorzio tutela Radicchio di Chioggia Igp

Chioggia (VE), consegnati i riconoscimenti della prima edizione del Premio “Radicio de Vero”, indetto dal Consorzio di tutela del Radicchio di Chioggia Igp

Da sx il presidente del Consorzio di tutela del Radicchio di Chioggia Igp, Giuseppe Boscolo Palo, l’ex direttore di Opo Veneto e vicepresidente del CSO Italia, Cesare Bellò e il presidente di Opo Veneto, Adriano Daminato

Si è tenuta nei giorni scorsi, presso la sala convegni dell’Ortomercato di Chioggia, la prima edizione del Radicio de Vero, ossia il premio istituito dal Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia Igp per riaffermare l’originalità di questo pregiato ortaggio, nel panorama dell’orticoltura regionale e nazionale, e allo tesso tempo premiare l’impegno e la costanza di uomini e donne che con il proprio lavoro hanno contribuito a far conoscere e valorizzare Chioggia e il suo territorio.

Un premio “Vero” di nome e di fatto. “In Veneto – ha spiegato il presidente del Consorzio di tutela del Radicchio di Chioggia Igp, Giuseppe Boscolo Palo –  si produce più di metà del radicchio di tutta Italia ed il Radicchio di Chioggia è primo per superficie coltivata e quantità di produzione, mentre in tutto il mondo si sono diffuse tipologie che lo imitano, ma non lo eguagliano. Unicità e autenticità vere, dunque, sono riassunte dall’oggetto del premio Radicio de Vero, ma anche il lavoro ne fa parte insieme al conseguimento di quella promozione del territorio chioggiotto di cui anche il nostro Radicchio è a tutti gli effetti ambasciatore”. E il valore dell’originalità è riassunto anche nel nome del Premio, dove la parola “Vero” sta per autentico, in quanto il vero Radicchio di Chioggia Igp è quello che, oltre a potersi fregiare dei loghi comunitari, ha alle sue spalle un secolo di storia ed è ottenuto da seme autoctono conservato gelosamente e tramandato dalle famiglie degli ortolani che lo coltivano secondo uno specifico disciplinare nel territorio di 10 comuni, delle provincie di Venezia, Padova e Rovigo. Ma de vero è anche il materiale con il quale è realizzato il premio. Un’eccellente opera d’arte che il Consorzio ha fatto realizzare dalla storica fornace Linea Valentina di Murano, proprio perché non poteva essere che un altro caratteristico storico mestiere artigianale della Laguna Veneta, riconosciuto in tutto il mondo, a realizzare un’opera preziosa per premiare l’impegno di coloro che, con il loro lavoro, si sono fatti portavoce della bellezza, della cultura, della ricchezza della città di Chioggia e del suo territorio.   

La scelta dei premiati è stata affidata ad una commissione formata dallo stesso presidente del Consorzio di tutela, Giuseppe Boscolo Palo, dall’assessore all’Agricoltura del comune di Chioggia, Daniele Stecco, dal presidente della Pro Loco di Chioggia e Sottomarina, Marco Donadi, e dal responsabile dell’ufficio stampa del Consorzio di tutela, il socio Argav Umberto Tiozzo.  Per la categoria Cultura, il premio Radicio de Vero è stato assegnato a Pierluca Donin, direttore di Arteven, il circuito teatrale del Veneto, e presidente dei 14 circuiti italiani, per essere il regista delle “Baruffe in Calle”: lo spettacolo itinerante, che ha compiuto 24 anni, il cui allestimento richiede la collaborazione di musicisti, comparse, barche storiche e soprattutto il coinvolgimento di Chioggia come scenografia naturale della commedia di Carlo Goldoni. “Per me – ha commentato Donin – è un grande privilegio ricevere un premio, il “Radicio de Vero”, che rappresenta uno dei simboli gastronomici della mia terra. Come nelle Baruffe, nel Radicchio di Chioggia Igp, è sedimentata l’immagine della Città, il suo passato, ma anche il suo presente e le Baruffe sono anche una rappresentazione culturale della tavola chioggiotta. Lo spettacolo finisce con un grande banchetto attorno al quale le famiglie dei pescatori si ripacificano. Quindi c’è un rapporto molto stretto tra il lavoro che stiamo portando avanti con il tetro, appena il Covid ci permetterà di tornare a calcare le scene, e l’impegno del Consorzio, ossia la tutela dell’immagine e della cultura di questa terra. E’ una responsabilità importante, ma della quale andiamo fieri”.  

Per la categoria Economia: il premio Radicio de Vero è andato a Cesare Bellò, in qualità divero esperto del settore ortofrutticolo. Ex direttore di Opo Veneto, vicepresidente del CSO Italia, Centro servizi ortofrutticoli, è di fatto “l’Uomo del Radicchio”, come gli è stato recentemente riconosciuto al MacFruit di Rimini. Un uomo che si è speso molto per i radicchi veneti e molto ha fatto anche per il Chioggia Igp.  “E’ sì, la mia è stata una vita spesa per il radicchio – ha commentato Bellò – e oggi vedermi premiato con il “Radicio de Vero” dà un significato a questo lavoro che ho portato avanti per tanti anni. Un lavoro che indubbiamente ha dato i suoi frutti: i radicchi sono stati la prima verdura ad essere chiamata per nome in Europa. Chioggia, Verona, Treviso, Castelfranco sono nomi geografici che oggi designano anche eccellenze del territorio veneto. Questa è la strada giusta perché il consumatore moderno non si accontenta più di indicazioni generiche, vuole conoscere l’origine e la provenienza di ciò che porta in tavola. Come per il vino si è passati dal sommario “vino da tavola” alla richiesta di etichette espressione dei territori, la stessa cosa deve continuare ad accadere per le produzioni orticole. La Comunità Europea ci affianca in questo, e le politiche europee non sono altro che i ‘desiderata’ dei consumatori europei, basta saperle interpretare e avremo un mercato. E sono convinto che questa situazione creata dal Covid non sia in tutto un male per il nostro settore: questa pandemia ci ha insegnato ad usare più tecnologia, penso al web come strumento capace di mettere in contatto tutto il mondo. E quindi, grazie a questo, anche la produzione locale può assumere una rilevanza internazionale”.  

šIl premio consegnato ai vincitori

Per la categoria Sport, il nome prescelto è stato quello di Franco Cerilli, riferimento importante nel mondo del calcio chioggiotto e non solo, grazie ad una carriera calcistica importante, costruita tra gli anni ’70 e ’80, indossando le maglie dell’Inter e del Lanerossi Vicenza, vivendo, con quest’ultima, la straordinaria annata del cosiddetto Real Vicenza, nel ‘78, segnata dallo storico secondo posto in serie A insieme a Paolo Rossi, scomparso in questi giorni. E proprio la vicinanza e l’amicizia di Cerilli con l’eroe del Mundial ’82, e il conseguente lutto, è stato il motivo per il quale l’ex calciatore chioggiotto non ha potuto presenziare alla cerimonia di premiazione. “Questo premio – ha concluso il presidente Giuseppe Boscolo Palo – rappresenta la volontà del Consorzio di non fermarsi neanche in questo momento dominato dalle paure create dal Covid-19. E’, anzi, rappresenta un modo per reagire e continuare con il nostro impegno di promozione di  questo straordinario prodotto della terra chioggiotta. Di continuare ad aggiungere pagine importanti a questa storia che ha quasi raggiunto la soglia dei 100 anni e che ancora deve andare avanti. Siamo convinti che ‘il prodotto promuove il territorio’ e questo territorio, lo abbiamo visto coinvolgendo gli altri storici mestieri della laguna, è una fucina di creatività, oltre ad essere una terra fertile nella quale l’orticoltura rappresenta un posto di eccellenza per le buone pratiche agricole e ambientali che continuano ad essere il faro di questa produzione. E’ questa la terra che vogliamo far conoscere e sempre più valorizzare”.  

Fonte: Servizio stampa Consorzio tutela Radicchio di Chioggia Igp/Speak Out

L’asparago di Conche incontra il pesce di Chioggia. Ed è subito amore!

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asparago di Conche e fasolari

(di Marina Meneguzzi) Primavera, tempo di primizie verdi in tavola, tra cui i prelibati asparagi. Tra le diverse varietà in commercio, ce n’è una particolarmente sapida, grazie ai terreni in cui viene coltivata da oltre mezzo secolo: l’asparago di Conche, località padovana al confine con la gronda lagunare alle spalle di Chioggia. Sono terre, queste, di origine alluvionale e ad alta salinità, ricche di limo. Da qui, il particolare sapore dell’asparago, che rappresenta una delle più grandi realtà nazionali in fatto di asparago bianco, e che viene venduto con il logo ADC (Asparago di Conche) secondo un disciplinare di produzione.

da sx Armido Boscolo Camiletto_Claudio Ferro_Giuseppe Boscolo Palo

da sx Armido Boscolo Camiletto_Claudio Ferro_Giuseppe Boscolo Palo

Una produzione di 4mila q. “Seppur con un ritardo di una ventina di giorni a causa del meteo, la produzione quest’anno si presenta buona, siamo sui 4 mila quintali, e se il tempo resterà favorevole potremo gustare l’asparago di Conche fin oltre la fine di maggio”, afferma Claudio Ferro, presidente della Cooperativa Agricola di Produttori Ortofrutticoli (C.A.P.O. tel. 049 5845293) di Codevigo (Pd), che comprende 250 soci, tra cui 70 produttori di asparago di Conche, grandi protagonisti con i loro prodotti anche alla XXVII Festa dell’Asparago, conclusasi da pochi giorni a Conche. Chi si fosse perso la sagra, può gustare il prelibato ortaggio proposto in gustosi abbinamenti  con il pesce in alcuni ristoranti di Chioggia, che  hanno elaborato dei menù specifici nell’ambito dei festeggiamenti della sagra.

P1020835Omaggio ai prodotti di mare e di terra. Tra questi, c’ il ristorante Minerva, (tel. 041 4965367), bel locale a gestione familiare sul lungomare di Sottomarina.  Lo chef Armido Boscolo Camiletto ha elaborato per la Festa dell’Asparago un menù sopraffino, in omaggio al connubio tra i prodotti di mare e terra promosso dal Consorzio del Radicchio di Chioggia Igp, presieduto da Giuseppe Boscolo Palo e di cui la cooperativa fa parte. Molti di questi piatti, Armido continuerà a proporli fino al termine della stagione dell’asparago: da non perdere, allora, la fonduta di taleggio e asparagi con polenta cotta nel giardino esterno vista mare, le polpettine di fasolari con asparagi, la sopressa di piovra al profumo di asparagi, i ravioli ripieni di mantecato e puntarelle bianco-verdi di Conche, e una particolare marmellata di asparagi di Conche servita con il “birramisù“, originale e gustosa variazione di tiramisù alla birra.

28-29/9/13, Radicchio di Chioggia Igp: dopo Macfrut, in piazza a Padova per “l’abbraccio tra pane e pesce”

Bellò, Boscolo, Gianni, De Girolamo

da sx Bellò (Opo Veneto), Boscolo (Consorzio Radicchio Chioggia Igp), Gianni (assessore Agricoltura Provincia Venezia), De Girolamo (Ministro Agricoltura)

Quest’anno c’era anche il Radicchio di Chioggia Igp al Macfrut di Cesena, la più importante rassegna nazionale dell’intera filiera ortofrutticola,  quest’anno incentrata sul ruolo che l’ortofrutticoltura del bacino del Mediterraneo giocherà nello scenario internazionale nel prossimo futuro.

L’Italia è il primo produttore europeo di ortofrutta, un settore con un fatturato intorno ai 20 miliardi, che fa gustare il Made in Italy in tanti Paesi e che nel 2012 ha realizzato un attivo della bilancia commerciale di oltre 11 milioni di euro, con un export di quasi 40 milioni di euro. Il Consorzio Tutela Radicchio di Chioggia era presente assieme ai Consorzi degli altri radicchi veneti e a quelli di alcuni dei più prestigiosi prodotti dell’agricoltura regionale col marchio europeo di origine protetta, in uno stand collettivo di circa 300 mq coordinato da Opo Veneto e dal Mercato di Lusia, che nel giorno di apertura è stato visitato dal ministro delle politiche agricole Nunzia De Girolamo, accompagnata anche dall’assessore all’agricoltura della Provincia di Venezia, Lucio Gianni, che ha patrocinato la partecipazione del Consorzio di Chioggia, contribuendo anche a finanziare parte del materiale promozionale.

Boscolo intervista TvRadicchio di Chioggia, in Veneto primo per superficie coltivata, quantità di produzione e presenza sul mercato. «In pochi mesi dall’insediamento del nuovo CdA, in aprile con la presenza a “Sol&Agrifood” del Vinitaly a Verona – dichiara Giuseppe Boscolo Palo, presidente Consorzio Tutela Radicchio di Chioggia – ed oggi al Macfrut, con questa partnership siamo riusciti a portare a due tra le più importanti vetrine nazionali ed internazionali il nostro Radicchio, che in Veneto è primo per superficie coltivata, quantità di produzione e presenza sul mercato. In tutte le occasioni abbiamo riscontrato un notevole apprezzamento per il nostro pregiato ortaggio e un grande interesse per quanto offre complessivamente la sua area di produzione, con Chioggia in particolare, il tutto rappresentato nel materiale informativo distribuito, che è imperniato sulla strategia “il prodotto promuove il territorio”. “Chiusi i battenti del Macfrut – ha proseguito Boscolo – col nostro radicchio e altri ortaggi locali di stagione subito dopo saremo a Padova in Prato della Valle già questo sabato e domenica nella Manifestazione “Abbraccio tra pane e pesce” con i Fasolari e i Panificatori chioggiotti».

(Fonte: Consorzio Tutela Radicchio di Chioggia Igp)

Il socio ARGAV Giuseppe Boscolo Paolo eletto nuovo presidente del Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia Igp

Giuseppe Boscolo, presidente Chioggia Ortomercato del Veneto

Giuseppe Boscolo, presidente Consorzio Tutela Radicchio di Chioggia Igp

Giuseppe Boscolo Palo, già presidente dell’Ortomercato di Chioggia, socio ARGAV, è stato eletto per acclamazione presidente del Consorzio di Tutela del Radicchio IGP di Chioggia. Subentra a Patrizio Garbin, il quale ha ricordato come si sia arrivato a questo rinnovo anche grazie alla decisa azione di Coldiretti, concertata con le altre organizzazioni agricole.

Il Consiglio di Amministrazione. L’assemblea, che si è svolta lo scorso 18 febbraio presso la Centrale orticola di Brondolo, ha nominato il nuovo CdA, costituito da sei produttori (Roberto Boscolo Bacchetto, Michele Boscolo Nale, Sandro Boscarato, Claudio Ferro, oltre a Giuseppe Palo e Patrizio Garbin) e tre confezionatori (OPO Veneto, OP Valle Padana e Pevianifrutta, rappresentati rispettivamente da Cesare Bellò, Giancarlo Boscolo Sesillo e Roberto Pavan).

Logo Radicchio Chioggia IgpRadicchio di Chioggia, varietà più coltiva in Italia e nel mondo. «È una sfida importante quella che ci accingiamo a intraprendere con lo strumento del Consorzio – ha detto Giuseppe Boscolo – poiché il Radicchio di Chioggia è oramai diventato una specie di commodity, essendo la varietà più coltivata in Italia e nel mondo. Sono comunque convinto che ci siano ancora ampi margini d’azione, dato che sono in crescita sia il trend dei consumi che quello del fatturato e perché il legame che questo prodotto ha con il territorio è unico e va quindi adeguatamente valorizzato. Cercheremo di coinvolgere nelle nostre iniziative tutti i soggetti istituzionali e i privati, penso ai ristoranti in primis, per avviare un’azione di rinnovata sensibilizzazione per non rischiare di sprecare una risorsa così importante per la promozione non solo del nostro radicchio ma anche di tutto il territorio di produzione che interessa 10 comuni e ben tre provincie».

Campi e confezione Radicchio di Chioggia IgpL’area di coltivazione del Radicchio di Chioggia Igp nella tipologia “tardivo” è infatti costituita dai comuni di Chioggia, Cavarzere e Cona in provincia di Venezia; Rosolina, Ariano Polesine, Taglio di Po, Porto Viro e Loreo in provincia di Rovigo; Codevigo e Correzzola in provincia di Padova. Mentre solo nei terreni litoranei di Chioggia e Rosolina può essere prodotta la tipologia “precoce”, attualmente in fase di trapianto e che sarà sul mercato già nei primi giorni di aprile. «Il rilancio dell’Igp e dell’immagine dell’ortaggio autentico, genuino e garantito nell’origine – ha aggiunto Cesare Bellò, direttore di OPO Veneto, presente da anni in maniera molto attiva nel Mercato orticolo di Chioggia e tra i maggiori produttori locali – è una condizione essenziale per migliorare le sue performances quanto a quotazione e a stabilità dei prezzi».

Le azioni da intraprendere. Il nuovo direttivo si riunirà già lunedì 25 febbraio, sia per affrontare le questioni logistiche e amministrative più urgenti, come l’ubicazione della sede del Consorzio, le verifiche finanziarie e i rapporti col CSQA (l’ente certificatore e di controllo); sia per avviare gli indispensabili contatti istituzionali con Province, Comuni, Camere di commercio, Organizzazioni agricole, Mercati ortofrutticoli e Veneto Agricoltura; sia infine per una prima valutazione delle azioni promozionali di marketing e di comunicazione da intraprendere e col reperimento delle risorse necessarie, come quelle messe a disposizione dal GAL e dal PSR. «Queste linee di intervento – spiega Giuseppe Palo – sono funzionali al raggiungimento di alcuni obiettivi prioritari, quali il coinvolgimento dei produttori dell’area IGP per la loro massiccia adesione al Consorzio di tutela, il possibile allargamento della base sociale ad altri soggetti della filiera, l’aumento del reddito dell’impresa agricola, una maggiore informazione al consumatore, il coinvolgimento delle varie componenti economiche di tutto il territorio e l’avvio, attraverso le azioni del Consorzio di una solida organizzazione della filiera».

(Fonte: Consorzio Tutela Radicchio di Chioggia Igp)