“Il radicchio è uno dei pochi ortaggi che, in questo momento critico per l’economia, non solo tiene le posizioni, ma le migliora e lascia intuire per il futuro un notevole sviluppo: il trend è positivo sia in termini di produzione che di prezzi (+ 4% nello scorso anno rispetto al 2011), di consumi (+2 %) e di esportazioni (+4%, con una crescita di valore dell’8%)”.
Radicchio, ortaggio “giovane”. Questi i dati elaborati e diffusi dal CSO (Centro Servizi Ortofrutticoli) di Ferrara, mentre per Cesare Bellò, direttore di Opo Veneto, «Il radicchio è un ortaggio “giovane”, ancora poco conosciuto fuori del suo territorio, che mantiene tutte le promesse di gusto e di qualità. C’è dunque spazio per un’ulteriore crescita». Due fonti autorevoli che indicano prospettive di mercato favorevoli per questo ortaggio, che nello scorso anno in Veneto ha raggiunto i 1.117.365 quintali (metà della produzione nazionale), confermando il primato nazionale della nostra regione, col “radicchio di Chioggia” (genericamente “rosso tondo”) capofila del settore.
In corso una crisi strutturale. Di interessanti potenzialità per il radicchio di Chioggia ne aveva parlato anche Corrado Giacomini, docente di economia agroalimentare all’Università di Parma, nel convegno del 23 marzo scorso all’Ortomercato, in occasione della manifestazione “Chioggia Capitale del Radicchio”, concludendo che la nostra orticoltura vive una crisi strutturale, il cui superamento può essere affrontato solo se si mette in campo una “governance” nella quale collaborino a stretto contatto e in sinergia l’Ortomercato, quale centro commerciale di riferimento per il prezzo e in rappresentanza del mondo produttivo e commerciale; il Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia, quale organismo di promozione del prodotto collegato al territorio; le OP presenti nella struttura di Brondolo (OpoVeneto operante direttamente e Apo Veneto Friulana operante attraverso la Coop. CAPO), anch’esse che commercializzano il prodotto; il tutto con l’affiancamento ed il sostegno degli Enti territoriali interessati, Regione, Provincie e Amministrazione comunale di Chioggia, in primis.
Boscolo Palo: “Serve la collaborazione di tutti per consolidare la crescita”. Ma per ora le risposte latitano. “Le buone quotazioni delle produzioni primaverili degli orti litoranei di Chioggia e Rosolina – afferma il presidente del Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia, Giuseppe Boscolo Palo – confermano che il nostro radicchio è in forte crescita sui mercati. E’ quindi opportuno cavalcare quest’onda favorevole, data anche dalle contingenze meteorologiche, e costituire quanto prima questa “governance”, per la quale abbiamo recentemente sollecitato Ortomercato, quale committente della ricerca condotta dal prof. Giacomini, ad assumere l’iniziativa di convocare ad un tavolo di discussione i diversi attori in predicato, con l’obiettivo di dare concreto avvio ad un coordinamento operativo, nell’interesse dei produttori e del territorio nel suo complesso. Purtroppo al momento non abbiamo avuto risposta – continua Giuseppe Boscolo – e non ci facciamo troppe illusioni: già un paio di mesi fa il presidente di Ortomercato, al quale avevamo chiesto di ospitare nella struttura la sede operativa del Consorzio Igp, ci ha risposto con un sostanziale “NO”; d’altro canto anche l’Amministrazione comunale, nelle persone del sindaco Casson e dell’assessore Salvagno ai quali avevamo formalmente sollecitato l’interessamento alla nostra richiesta, essendo Chioggia il toponimo che ha dato il nome alla tipologia di radicchio creata nel secolo scorso dal paziente lavoro di selezione degli ortolani locali, ha mantenuto sinora un assoluto silenzio!”.
(Fonte: Consorzio Tutela Radicchio di Chioggia)
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