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6 luglio 2023, il vino Valpolicella debutta in laguna con “Venezia Superiore”, evento gratuito ma prenotazione necessaria

vinivalpolicella

Il Consorzio vini Valpolicella sbarca in laguna e per il suo debutto estivo tra calli e canali punta su “Venezia Superiore”, il nuovo evento di promozione dedicato al rosso di territorio , il Valpolicella Doc Superiore, in calendario il 5 (per la stampa) e 6 luglio prossimo (aperto anche al pubblico).

Di qualità e versatile. “Il Valpolicella Doc Superiore è protagonista di una nuova ondata produttiva e commerciale – commenta il presidente del Consorzio vini Valpolicella, Christian Marchesini -. Una visione strategica e condivisa che punta a incrociare le tendenze dei consumatori nazionali e internazionali sempre più inclini a premiare la qualità in abbinata alla versatilità. Per questo i produttori della denominazione sono sempre più orientati a scommettere sul Valpolicella Superiore modernizzandone anche i canoni di presentazione”.

Due i programmi in palinsesto per scoprire l’evoluzione di questo vino da uve fresche sempre più vocato alla contemporaneità, alle tendenze e alla destagionalizzazione delle occasioni consumo. Il primo riservato a una selezione di giornalisti nazionali del settore che, nel corso della due giorni, testeranno le potenzialità del Valpolicella Doc Superiore sia in una masterclass all’Hilton Molino Stucky Venice alla Giudecca, che in accostamento ai piatti della Locanda Cipriani e dell’Hostaria in Certosa by Alajmo. Per i winelover, invece, l’appuntamento è per giovedì 6 luglio alla Loggia maggiore della Pescheria di Rialto quando andrà in scena un walk around tasting con 50 referenze, tra Valpolicella Doc e Valpolicella Superiore, di 38 aziende che firmano un excursus degustativo dal 2013 al 2022 (evento gratuito aperto al pubblico, prenotazione necessaria su https://www.eventbrite.it/e/biglietti-venezia-superiore-662349524257).

Al via l’evento Valpolicella Annual Conference, una due giorni digitale dedicata al gusto e al business del vino

Effetto Covid per i top 5 mercati della domanda di vino nel mondo: il 2020 restituisce un mercato globale in profondo rosso ovunque, con il top buyer Usa in calo dell’11,1% e l’emergente domanda cinese che affonda a -26,7%, con Germania e Uk che perdono circa il 4% e il Canada a -0,9%. In questo contesto, l’Italia limita le perdite e fa meglio della media mondo in aree chiave come gli Usa (-3,3%) e Germania (+1,1%). Sono i dati di base a fonte dogane elaborati da Nomisma Wine Monitor, sotto la lente alla Valpolicella Annual Conference, il nuovo evento 100% digitale del Consorzio di tutela della prima Dop di vino rosso in Veneto e tra le più importanti d’Italia, in programma venerdì 26 e sabato 27 febbraio con focus su mercati, politiche e strategie di posizionamento, ma anche tasting e approfondimenti sul futuro della denominazione, a partire dalla sostenibilità.

La due giorni. Secondo le anticipazioni di Nomisma Wine Monitor per il Consorzio, il Belpaese è riuscito a contenere le perdite (-2,9% nei primi 11 mesi a base Istat) grazie ad una parziale ma importante redistribuzione dei canali di vendita, con la rivincita della Gdo. E proprio il tema della multicanalità sarà al centro dell’appuntamento di apertura della 2-giorni, dedicato al futuro commerciale del vino tra ‘Gdo, horeca, e-commerce’ (26/2, ore 11.00), con i contributi di Denis Pantini, responsabile Nomisma Wine Monitor; Francesco Scarcelli, responsabile alcolici Coop Italia; Paolo Zanetti, fondatore Callmewine; Alessandro Boga, specialist Wilson Daniels portfolio Italia; Luca Pizzighella, brand manager Signorvino, e Roberto Burro, docente di psicologia Università di Verona. All’analisi di dati e trend farà eco, in apertura della seconda giornata (27/2, ore 10.00), il punto di vista di istituzioni e filiera con il confronto sulle ‘nuove politiche a sostegno del mercato del vino italiano’, un dialogo tra Federico Caner, assessore Agricoltura Regione Veneto, Paolo De Castro e Herbert Dorfmann, entrambi membri della Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale del Parlamento europeo, Giovanni Mantovani, direttore generale Veronafiere, Paolo Castelletti, segretario generale Unione italiana vini e Christian Marchesini, presidente Consorzio vini Valpolicella. Seguono (dalle ore 11.00) gli approfondimenti sul ‘posizionamento dei vini della Valpolicella sui principali mercati target’ (a cura di Denis Pantini) e la relazione sul ‘cambiamento climatico: le influenze in Valpolicella’ di Diego Tomasi, ricercatore Crea-Vit.

In primo piano anche le degustazioni, sempre in formato completamente digitale: sono 1200 i campioni di Amarone, Valpolicella e Ripasso che hanno raggiunto 25 Paesi e che ora sono pronti per essere “stappati” – rigorosamente live – dai 100 stakeholder (operatori del trade, wine specialist, Master of wine e stampa specializzata). Si parte venerdì (ore 14.00) con “Amarone della Valpolicella: come implementare bisogni e visione per il futuro”, una full immersion su appassimento e invecchiamento condotta da Wojciech Bonkowski, wine expert e giornalista, Enrico Nicolis, enologo, Maurizio Ugliano, professore dell’Università di Verona, e Jc Viens, Wset educator. Punta invece i riflettori sul Ripasso dopo la modifica del disciplinare nel 2019 il secondo appuntamento (26/2 ore 15.00) presentato da Michelle Cherutti-Kowal, Master of wine, Alessandro Bellotto, enologo e consulente Giotto Consulting, Tone Veseth Furuholmen, senior product manager Vinmonopolet As e Alberto Brunelli, enologo e consulente del Consorzio vini Valpolicella. In chiusura di giornata (ore 16.00), Alberto Ugolini, Sensory analyst e Wine Educator, Gabriele Gorelli, ceo Brookshaw&Gorelli, assieme ai due Master of wine Nick Bielak e Lin Liu, guideranno la degustazione sul Valpolicella con lo sguardo rivolto a futuro, tra rinnovamento e posizionamento in un mercato globale sempre più orientato ai vini “light-bodied”. Tutti i sette appuntamenti nel calendario della Valpolicella Annual Conference saranno trasmessi in diretta streaming sulla piattaforma Zoom e sui principali canali social del Consorzio (Facebook e Instagram).

Fonte: Servizio stampa Consorzio tutela vini Valpolicella

 

1-2 febbraio 2020, a Verona c’è Anteprima Amarone 2016

Degustazioni, convegni internazionali, approfondimenti di mercato e non solo. Torna a Verona Anteprima Amarone, la manifestazione organizzata dal Consorzio tutela vini Valpolicella e dedicata al Grande Rosso veronese.

Al centro l’annata 2016, un millesimo che già si preannuncia di eccellenza celebrato attraverso una settimana di appuntamenti per stampa e operatori di settore italiani ed esteri, che culminerà con le due giornate di evento e walk around tasting al Palazzo della Gran Guardia (sabato 1 e domenica 2 febbraio, Verona). Cinquantatre le aziende coinvolte, con un parterre di ospiti che va dai rappresentanti delle istituzioni ai grandi nomi del panorama enoico nazionale e internazionale tra enologi, top buyer, master of wine ed esperti.

Programma allargato. Si parte lunedì 27 con il Valpolicella education program (Vep), il progetto di formazione avanzata sulla prima Dop di vino rosso del Veneto, ideato dal Consorzio e rivolto agli stake holder del settore, che giunge quest’anno alla sua terza edizione. Amarone ma non solo, giovedì 30 si prosegue con la degustazione alla scoperta delle altre Dop della Valpolicella, a cura di Filippo Bartolotta, sommelier e giornalista di Decanter e Jean Charles Viens, asian ambassador e firma della rivista Spirito diVino Italia (Villa Brenzoni Bassani, S. Ambrogio di Valpolicella e Parco di Venere di Mezzane di Sotto). Spazio all’internazionalizzazione invece, venerdì 31 con la terza conferenza annuale della Valpolicella sui principali mercati dei vini della denominazione (ore 10.15, Palazzo della Gran Guardia), che accende i riflettori sui paesi target: Germania, Paesi anglosassoni (UK e Usa) e monopoli con focus su Svezia e Canada. A seguire la degustazione esclusiva “Amarone vs vini del Nuovo Mondo” firmata dal Master of wine Peter McCombie (ore 15.00, su invito a numero chiuso).

Anteprima Amarone entra nel vivo sabato 1° febbraio con la giornata riservata ai giornalisti nazionali ed esteri. In apertura, la conferenza stampa (ore 11.00) con la presentazione dell’annata 2016 a cura di Diego Tomasi, del CREA-VE e l’incontro “Dal vigneto al mercato: l’Amarone e l’identità del vino italiano” con la partecipazione del ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Teresa Bellanova, del presidente del Consorzio tutela vini Valpolicella, Andrea Sartori e del presidente di Assoenologi, Riccardo Cotarella. E domenica 2 la manifestazione apre le porte anche a wine lover e appassionati per una giornata all’insegna del gusto con tasting non stop dalle 10.00 alle 20.00 (ingresso a pagamento, biglietti acquistabili sul www.anteprimaamarone.it).

Fonte: Servizio stampa Consorzio tutela vini Valpolicella

Valpolicella, ufficiale il blocco totale degli impianti per i prossimi 3 anni, riduzione rese e cernite uve, misure utili all’equilibrio del mercato

Lo scorso 12 luglio la Regione Veneto ha pubblicato sul Bollettino ufficiale regionale (Bur) la richiesta del Consorzio di tutela vini Valpolicella per il blocco totale degli impianti per i vigneti della denominazione per i prossimi 3 anni.

La richiesta, nata con l’obiettivo di riequilibrare il mercato attraverso una gestione controllata della superficie vitata e della relativa capacità produttiva, è stata definita dal cda del Consorzio. “Il successo dei vini della Valpolicella è piuttosto recente e anche per questo ha bisogno di essere gestito al meglio. Negli ultimi 10 anni il territorio ha visto crescere la propria superficie vitata di circa il 30%, con un incremento produttivo che sfiora il 40%, con un +50% di uve messe a riposo per Amarone e Recioto. Servivano scelte coraggiose e coscienziose per garantire la corretta remuneratività della filiera e la tenuta del prezzo medio: per questo in sede di assemblea dei soci abbiamo di recente approvato misure straordinarie di riduzione sia delle rese che della cernita delle uve destinate all’appassimento e richiesto il blocco degli impianti. Una politica contenitiva, questa, in via di adozione anche da parte di altre grandi Doc italiane”, ha detto il presidente del Consorzio tutela vini Valpolicella Sartori.

La misura, prevista in vigore dal 1° agosto, contempla un periodo transitorio di 6/12 mesi per la messa a punto dei sistemi di controllo da parte delle strutture preposte. Il blocco riguarderà tutto il potenziale viticolo della denominazione (DO) Valpolicella; accanto alle varietà principali (Corvina, Corvinone, Rondinella) saranno infatti comprese anche tutte le varietà complementari ammesse nei disciplinari di produzione. Sono 2.300 i viticoltori della Valpolicella coinvolti nell’erga omnes gestita dal Consorzio; quasi 8.200 gli ettari di vigneto e una produzione complessiva della DO di oltre 60 milioni di bottiglie. La produzione di Amarone è di circa 17 milioni bottiglie per un giro d’affari di 334 milioni di euro, dato che sale a 600 milioni di euro se si considera l’intera denominazione. Prima Dop rossa del Veneto e tra le principali in Italia, la Valpolicella è un esempio di economia agricola, con un valore fondiario che in certe zone supera i 500 mila euro a ettaro e un forte impatto anche sul piano datoriale, con una spesa media aziendale per le retribuzioni dei propri addetti di circa 100mila euro per azienda.

Fonte: Servizio stampa Consorzio Tutela vini Valpolicella

Innovazione in viticoltura ed enologia, il 2 luglio 2019, a San Pietro in Cariano (Vr) formazione in campo con macchine green e workshop de L’Informatore Agrario. Ad organizzare l’evento, il Consorzio tutela vini Valpolicella, che in assemblea ha ridotto rese di produzione per la vendemmia 2019.

Martedì 2 luglio a San Pietro in Cariano (VR), nella Tenuta Pule (via Andrea Monga), dalle 9:30 alle 16 (ingresso libero) si svolgerà Valpolitech in vigneto, primo di due eventi annuali – l’altro, Valpolitech in cantina, si svolgerà il 10 settembre 2019 – sull’innovazione tecnologica in viticoltura e in enologia organizzata dal Consorzio Tutela Vini Valpolicella.

In esposizione. Ci saranno le macchine agricole ‘green’ come quelle per la gestione meccanica dell’erba sulla fila, le macchine irroratrici, macchine e prodotti per il sovescio, le attrezzature per la gestione della chioma, i droni per i rilevamenti oltre ai nuovi sistemi gestionali, alla sensoristica innovativa e alle energie alternative. Il 2 luglio, spazio anche alla formazione in campo con le prove pratiche dei macchinari tra i filari, e in aula con due workshop organizzati in collaborazione con L’Informatore Agrario, media partner dell’evento: “Il sovescio per equilibrare la fertilità dei suoli in vigneto” alle ore 14:00 e “Le alternative per la difesa sostenibile del vigneto” alle ore 15:00.

Contenimento della produzione. Il Consorzio, che rappresenta oltre l’80% dei produttori che utilizzano la denominazione ‘Valpolicella’, lo scorso 19 giugno ha tenuto l’assemblea dei soci di approvazione bilancio – 2,1 milioni di euro il fatturato dello scorso anno, su cui incidono in particolare le iniziative di promozione in Italia e all’estero oltre che le azioni di tutela dei marchi – e ha ratificato decisioni legate alle politiche di contenimento delle produzioni della D.O., già oggetto di delibere in Consiglio, e ora al vaglio della Regione Veneto. Approvate la riduzione per la vendemmia 2019 della resa totale per ettaro (110 quintali, anziché 120) e la riduzione della cernita per la messa a riposo delle uve per la produzione di Amarone e Recioto al 40% (da disciplinare è al 65%), cernita che però può crescere del 5% per le aziende certificate bio o RRR. Per il presidente del Consorzio Tutela Vini Valpolicella, Andrea Sartori: “Si tratta di misure contenitive strategiche per garantire qualità e redditività di una filiera che, negli ultimi 10 anni, ha visto crescere di quasi il 30% la superficie dei propri impianti. Per questo motivo – ha proseguito Sartori -, a salvaguardia dell’esclusività in particolare del nostro prodotto di punta, l’Amarone, stiamo dialogando con la Regione per importanti decisioni legate alla gestione in equilibrio del nostro vigneto”.

Fonte: Servizio stampa Consorzio tutela Vini Valpolicella

 

4 aprile 2019, in Valpolicella confronto fra donne professioniste nel settore vinicolo e della proprietà intellettuale. Di circa 3 miliardi di euro il valore perso nel comparto vino in seguito alle contraffazioni.

La proprietà intellettuale e l’innovazione tra vino e vigneti saranno al centro della 13^ giornata internazionale “Women in Intellectual Property Networking event”, l’appuntamento delle donne professioniste della proprietà intellettuale, in programma il 4 aprile in contemporanea in tutto il mondo e che quest’anno approda per la prima volta in Valpolicella, nel Veronese.

Parterre al femminile. Il convegno (ore 16.30 presso Villa Brenzoni-Bassani, viale del Marmo 10 – Sant’Ambrogio di Valpolicella, VR) è organizzato e promosso nel nostro Paese da Società Italiana Brevetti (SIB) in collaborazione con il Consorzio Tutela Vini Valpolicella relativamente al debutto della tappa veronese e vedrà confrontarsi sul tema dell’innovazione donne professioniste nel settore vinicolo e della proprietà intellettuale. Tra queste: Marta Manfrin (consulente Europeo in Brevetti – Società Italiana Brevetti); Olga Bussinello (direttore del Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella); Annarita Nicoletto (consulente legale esperta di diritto vitivinicolo e sommelier ASSP Zurigo); Elena Zeni (amministratrice Cantine fratelli Zeni); Roberta Urso (Cantine Settesoli) e Chiara Lungarotti (amministratore delegato della Lungarotti Soc. Agricola a r.l.) con la partecipazione di Rosita Pepe, avvocato dell’Associazione Viva Lab.

Il commercio globale di beni contraffatti, oggi, vale oltre 430 miliardi di euro all’anno, pari al 2,5% delle importazioni in tutto il mondo. È di 35,6 miliardi di euro, invece, il valore del commercio mondiale di prodotti contraffatti e pirata che hanno violato marchi registrati italiani, cifra che vale il 4,9% delle vendite nazionali ed estere del settore manifatturiero italiano. Ammonta a 25,1 miliardi di euro la perdita delle aziende italiane per mancate vendite imputabili alla violazione dei diritti di proprietà intellettuale nell’ambito del commercio mondiale (3,1 % delle vendite totali registrate dalle stesse aziende). Nel caso specifico di vino e spirits, una ricerca condotta dall’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO) rileva che sono 2,7 i miliardi di euro persi direttamente dal settore, pari a quasi il 7% del totale vendite (fonte: rapporto OECD 2018  “Il commercio di beni contraffatti e l’economia italiana: Tutelare la proprietà intellettuale dell’Italia”, realizzato dall’OCSE).

Protezione della denominazione all’estero. “Il Consorzio Vini Valpolicella – spiega Olga Bussinello, direttore del Consorzio – solo nell’ultimo triennio, per tutelare le dop e registrarne i marchi collettivi all’estero ha sostenuto una spesa complessiva di oltre 500 mila euro. La tutela delle nostre denominazioni non è solo un ruolo istituzionale del Consorzio, ma è un’attività alla quale dedichiamo risorse economiche e professionali. Non da ultimo, abbiamo siglato una collaborazione con il Mipaaft con cui abbiamo una convenzione”. La giornata Women in Intellectual Property Networking Event è un’iniziativa promossa dal Women in IP Law Committee dell’AIPLA (American Intellectual Property Law Association), con l’obiettivo di sostenere e rafforzare il ruolo delle donne nella tutela della proprietà intellettuale in generale, creando al contempo opportunità di leadership per le stesse. L’evento si svolgerà in 21 Paesi, dagli USA al Sud America e all’ Europa, fino alla Cina e all’Australia. La sessione di lavoro si concluderà con un collegamento con altri eventi Women in IP Networking. A seguire, una degustazione di vini della Valpolicella. La partecipazione all’evento è gratuita e può essere richiesta scrivendo a eventi@sib.it.

Fonte: Servizio stampa Consorzio tutela vini Valpolicella

 

 

 

Verona. Al via la “red week” di Anteprima Amarone 2015 in una valle sempre più “green”

Un super-prezzo delle uve a 24 mila euro a ettaro, un giro d’affari da quasi 600 milioni di euro l’anno – per oltre la metà ascrivibile alle vendite del Grande Rosso -, un brand sempre più amato nei 5 Continenti. E una vallata ancora più verde, non solo per i suoi progetti sostenibili ma anche per una nuova generazione di giovani conduttori agricoli che hanno preso il testimone di una sempre più decisiva ’economia dell’Amarone’ nei 19 comuni della Valpolicella. È lo scenario inquadrato dal Consorzio tutela vini Valpolicella a pochi giorni da Anteprima Amarone 2015 (Verona, palazzo della Gran Guardia, 2-4 febbraio), che a margine di una delle annate più promettenti degli ultimi decenni ha voluto rendere in numeri ciò che da tempo è evidente nella principale Doc della prima provincia italiana per export di vino.

Imprese under 40 pressoché raddoppiate. Negli ultimi 6 anni, secondo la ricostruzione di Avepa (l’Agenzia Veneta per i pagamenti in agricoltura), il numero di imprese vinicole under 40 è infatti quasi raddoppiato (+91%), e addirittura quintuplicato se si osserva il trend dei nuovi imprenditori fino a trent’anni. Un dato – che è ben superiore alla media nazionale – in controtendenza rispetto al numero complessivo di aziende (2.302), in calo di oltre il 5% per effetto di una forte decrescita (-27%) della categoria più rappresentata, quella degli over 60. “Il nostro distretto vinicolo – ha detto il presidente del Consorzio tutela vini Valpolicella, Andrea Sartori sta cambiando pelle più rapidamente di altri grazie a un’economia non ancora matura e in grado di fare ulteriori salti di qualità. A questi dati, che non ci sorprendono, si deve poi aggiungere il ricambio generazionale in aziende già affermate, e non è retorica quando diciamo che i giovani sono in grado di portare innovazione, in vigneto come in cantina o nella promozione”.

Si guarda al turismo. Sono 329 le imprese under 40, secondo il Consorzio di dimensioni perlopiù medio-piccole con forte propensione verso la multifunzionalità e le pratiche sostenibili (il programma RRR, riduci, risparmia, rispetta coinvolge già circa 1.000 ettari di vigna su 8.000 totali), e che fanno dell’internazionalizzazione il principale obiettivo di mercato anche grazie a un maggior utilizzo delle nuove tecnologie per la commercializzazione e le politiche di brand. Un’economia quella del vino in Valpolicella, di forte impatto anche sul piano datoriale, con una spesa media aziendale per le retribuzioni dei propri addetti di circa 100mila euro per azienda in un’area che da sempre fa dell’integrazione il proprio punto di forza. Sono infatti quasi 500 i lavoratori extracomunitari, oltre 1.000 quelli provenienti da Paesi Ue e circa altrettanti gli italiani. “La prossima scommessa è quella turistica – ha aggiunto Sartori – in crescita doppia negli ultimi anni rispetto ai dati regionali ma ancora sottostimata per le sue potenzialità”.

L’attività del Consorzio. Il Consorzio Valpolicella vanta una rappresentatività molto elevata (80%) su una particolare morfologia delle sue imprese di piccole e medie dimensioni distribuite in un mega-vigneto di 8mila ettari. La produzione artigianale vede esportare 8 bottiglie su 10, grazie anche alle attività di promozione e internazionalizzazione organizzate dal Consorzio, molto partecipate anche dai più piccoli: nel 30% dei casi le imprese presenti non superano infatti la produzione di 20mila bottiglie. Tra le 1.736 aziende produttrici socie oltre la metà ha dimensioni sotto i 2 ettari mentre solo il 7,5% va oltre i 100.000 metri quadrati; a fronte di ciò, la produzione lorda vendibile è altissima, con le uve a 23-24mila euro per ettaro, così come il valore aggiunto che in diversi casi supera il 30%. Infine, il valore fondiario, che in diverse aree può arrivare a 500 mila euro.

Fonte: Servizio stampa Consorzio tutela vini Valpolicella

2-4 febbraio 2019, a Verona tutto pronto per Anteprima Amarone 2015

Posizionamento, internazionalizzazione e strategie di promozione del brand più iconico della Valpolicella. Sono i temi più caldi della “Red Week”, la settimana dedicata al “Grande Rosso” (29 gennaio – 4 febbraio) che culminerà con Anteprima Amarone (2-4 febbraio, Palazzo della Gran Guardia di Verona), la 16^ edizione dell’evento targato Consorzio Tutela Vini Valpolicella.

Sotto i riflettori la promettente annata 2015 e non solo: storia, cultura e qualità, ma anche mercati, impatto economico, sostenibilità e formazione sono infatti al centro degli appuntamenti in programma a Verona già dal 29 gennaio, per un focus di filiera che coinvolgerà anche il ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio (2 febbraio).

Ad anticipare il battesimo dell’annata 2015 sarà The Second Valpolicella Annual Conference (1 febbraio, Verona – Sala Maffeiana), il vertice socio-economico internazionale dedicato ai due focus “Amarone della Valpolicella come brand di lusso per conquistare i mercati” (ore 9.30) e al “Riconoscimento dei valori del Vino” (ore 11.30). Saranno invece il presidente del Consorzio tutela vini Valpolicella, Andrea Sartori e il ministro Gian Marco Centinaio ad aprire Anteprima Amarone 2015 in un confronto su “Brand, valore, export e turismo: Il poker per l’Italia nel calice” (2 febbraio, Verona – Palazzo della Gran Guardia, ore 11.00. Giornata riservata alla stampa). A seguire, spazio anche alle contaminazioni con “Red Passion e Sorsi di Cultura”, la sessione che vedrà protagonisti Giordano Bruno Guerri, storico, accademico e saggista e la giornalista cinematografica e scrittrice, Laura Delli Colli.

Apertura al pubblico e agli operatori del settore. Le degustazioni di Anteprima Amarone apriranno le porte al pubblico domenica 3 febbraio (dalle 10 alle 19, ingresso a pagamento), mentre il giorno successivo sarà riservato agli operatori di settore (dalle 10 alle 17). Info e prevendita biglietti Anteprima Amarone www.consorziovalpolicella.it

Sono invece dedicati alla formazione i primi giorni della “Red Week” di Anteprima Amarone: dal 29 al 31 gennaio 24 candidati da tutto il mondo, alcuni dei quali in corsa per il titolo di Master of Wine, parteciperanno al Valpolicella Education Program (VEP), il corso di alta formazione sulla viticoltura, i vini e il territorio promosso dal Consorzio. Al termine delle lezioni, i candidati sosterranno un esame per diventare Valpolicella Wine Specialists (VWS), il titolo che darà loro la possibilità di essere inseriti nel network globale di divulgatori della Valpolicella riconosciuti ufficialmente dal Consorzio.

Fonte: Servizio stampa Consorzio Tutela Vini Valpolicella

Vino, Centinaio: ripartire dalla promozione. Consorzi desiderosi di un ruolo di maggior peso nei confronti del Mipaaf.

Dazi, Ocm, lotta ai falsi, enoturismo e sostenibilità. Il Ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio, venerdì 14 settembre scorso al Consorzio Tutela Vini Valpolicella per la sua prima visita ufficiale ad un consorzio italiano, a tutto campo sul suo nuovo mandato in prospettiva vino.

Necessario un cambio di passo nella promozione. “Qui in Valpolicella, con l’Amarone, siamo nella patria della qualità – ha affermato il Ministro – e per prodotti come il vostro è necessario un cambio di passo nella promozione, come stabilito anche nel recente tavolo per l’internazionalizzazione. Mi riferisco ad esempio ai mercati emergenti. Non a caso a fine settembre sarò in Brasile con Vinitaly, mentre a novembre andrò in Cina per parlare con il Ministro dell’Agricoltura. C’è tanto da fare. Per non trovarci più a dover discutere a luglio di Ocm vino. Dobbiamo farlo in tempi utili alla programmazione, che è fondamentale. Appena arrivato in via XX settembre, ho trovato 83 decreti in attesa di essere firmati da un Ministro. Abbiamo dato subito risposte concrete al comparto su Ocm e Comitato Vini. Ora stiamo lavorando sui decreti attuativi del Testo Unico, che potrà essere ovviamente modificato e migliorato, ascoltando la filiera”.

Per quanto riguarda i dazi, il Ministro ha risposto: “Ribadisco il mio no. Nel mondo abbiamo dazi sui nostri prodotti che sono talmente alti da impedirci di esportare come vorremmo. Per un Paese che vanta 41 miliardi di export di prodotti enogastronomici e potrebbe esportarne altrettanti, la lotta ai dazi è fondamentale”. Sulle istanze della filiera è intervenuto il presidente del Consorzio Valpolicella Andrea Sartori: “I consorzi sono gli avamposti dell’economia vinicola del territorio, della sua salvaguardia, dello sviluppo di filiere collegate e delle professioni del settore. Oltre ad essere uno strumento di tutela e promozione, quindi, devono acquisire un maggior peso nell’interazione strategica e operativa con il Mipaaf. Nessuno come noi è infatti in grado di monitorare i punti di forza e debolezza delle aree di competenza”.

Una eccellenza da valorizzare e tutelare. Il Consorzio Valpolicellarappresenta la prima Doc per estensione in Veneto e al livello nazionale per le Doc che quest’anno celebrano il 50° anniversario. Il brand Valpolicella/Amarone è riconosciuto in tutto il mondo e per questo la sua valenza non è solo relativa al valore della produzione, comunque notevole (600 milioni di euro il giro d’affari), ma rappresenta un valore aggiunto del made in Italy, del made in Veneto e del made in Verona. Per questo è stato siglato il protocollo di cooperazione tra I’Ispettorato Centrale Repressione Frodi (ICQRF) del Ministero e il Consorzio Tutela Vini Valpolicella che prevede azioni di contrasto per ostacolare le vendite sui canali e-commerce, fino al sequestro, di prodotti evocanti e usurpanti i nomi “Amarone”, “Valpolicella”, “Valpolicella Ripasso” e “Recioto della Valpolicella” in Canada, Stati Uniti, Regno Unito, Irlanda, Danimarca e negli altri Paesi scandinavi a regime di monopolio.

Fonte: Servizio stampa Consorzio tutela vini Valpolicella

Contraffazioni vendita on line prodotti agroalimentari, nata task force tra Ispettorato Centrale tutela qualità e repressione frodi e Consorzio tutela vini Valpolicella per contrastare la vendita web di falsi Amarone e Valpolicella

È stato siglato ieri, mercoledì 4 luglio, a Sant’Ambrogio di Valpolicella (VR), il protocollo di cooperazione tra l’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e della Repressione Frodi dei Prodotti Agroalimentari del Ministero delle Politiche agricole (ICQRF) e il Consorzio tutela vini Valpolicella.

L’accordo, firmato da Stefano Vaccari, capo dipartimento ICQRF e Andrea Sartori, presidente del Consorzio della più importante Dop di vino rosso del Veneto e una delle più importanti a livello nazionale, prevede azioni di contrasto per ostacolare le vendite sui canali e-commerce, fino al sequestro, di prodotti evocanti e usurpanti i nomi “Amarone”, “Valpolicella”, “Valpolicella Ripasso” e “Recioto della Valpolicella” in Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Irlanda, Danimarca e negli altri Paesi scandinavi a regime di monopolio , ossia i principali mercati di destinazione delle top denominazioni veronesi. L’attività di tutela, secondo quanto previsto dal documento, sarà effettuata anche in collaborazione con altri organi di controllo internazionali abilitati al sequestro dei prodotti illeciti.

Una denominazione tra le più falsificate sui mercati esteri. “Stop ai falsi, stop a chi pensa di guadagnare sfruttando sui mercati i nomi delle nostre indicazioni di qualità certificata. Il nostro sistema di controlli è tra i migliori al mondo. Un sistema di verifiche capillari in tutta la filiera e sul web e per questo ringrazio tutti coloro che quotidianamente lavorano all’ICQRF”, ha dichiarato il Ministro delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo Gian Marco Centinaio. “L’accordo di cooperazione firmato rafforza ulteriormente la collaborazione già in atto tra ICQRF e il Consorzio sul fronte della tutela delle denominazioni della Valpolicella, con le due inserzioni top – Amarone e Valpolicella – tra le più imitate e falsificate sui mercati esteri – ha commentato il presidente del Consorzio Andrea Sartori.

Nel web, Amarone il vino “di lusso” più venduto. Complessivamente dal 2015 ad oggi, sono 25 le azioni di tutela dei marchi Dop promosse dal Consorzio, a cui si aggiungono 14 azioni attualmente in corso. “Un impegno – ha proseguito Sartori – che ora si estende ai canali e-commerce, dove l’Amarone è il vino più venduto nella fascia ultra premium e luxury, seguito dal Valpolicella Ripasso e dal Valpolicella*. Rilevante anche l’attività di registrazione e deposito internazionale dei marchi e delle denominazioni di origine a nome del Consorzio. Ad oggi, infatti, la protezione delle Dop rappresentate si estende a 32 paesi, con un totale di 123 depositi effettuati”.

Monitorati centinaia di siti web anglosassoni. Per Stefano Vaccari, “L’accordo consente di rafforzare l’azione di tutela della denominazione Valpolicella sui mercati anglosassoni, dove i prodotti sono diffusi e apprezzati. In particolare, sulle due denominazioni “Amarone” e “Valpolicella”, ICQRF ha già attivato nell’ultimo biennio ben 85 operazioni di tutela sul web e fuori dei confini nazionali, con risultati importanti. Nelle ultime settimane abbiamo monitorato centinaia di siti web canadesi, USA, britannici e irlandesi e, insieme al Consorzio, attiveremo nei prossimi giorni una massiccia azione di tutela su quei siti per rimuovere le inserzioni usurpanti i nomi Amarone e Valpolicella”.

Tra le misure contemplate dal protocollo, la nascita di una unità operativa interna al Consorzio, con personale formato dall’ICQRF e specificamente dedicato al monitoraggio web e alla segnalazione della frode. Parallelamente il Consorzio di tutela vini Valpolicella metterà a disposizione, già nei prossimi mesi, un servizio di formazione e informazione sulle specificità delle denominazioni “Amarone” e “Valpolicella”, per il personale degli organismi di polizia dei paesi esteri interessati dal controllo di autenticità dei due vini rossi della Valpolicella.

Il chi è del Consorzio. Attivo da oltre 80 anni, il Consorzio di tutela vini Valpolicella rappresenta 286 aziende di imbottigliatori e trasformatori della Dop, per una filiera che conta 7 cantine cooperative, 2286 aziende agricole produttrici di uva. Nel 2017, il vigneto Valpolicella ha raggiunto i 7994 ettari. Sono poco più di 60 milioni le bottiglie delle denominazioni (Valpolicella, Amarone, Recioto e Ripasso) prodotte lo scorso anno, per un giro d’affari complessivo di 600 milioni di euro, di cui 355 milioni stimati solo per l’Amarone, che traina l’export della Dop. Nel 2017, infatti, il 68% della produzione di Amarone ha varcato i confini nazionali. Tra i principali paesi di destinazione Germania (24%), USA (13%) e Svizzera (11%) che congiuntamente assorbono il 48% dell’export totale di Amarone. Seguono UK (9%), Svezia e Danimarca (16%) e il Canada (6%) (dati:indagine sull’export 2017 dell’Osservatorio Vini Valpolicella a cura di Nomisma Wine Monitor). 

Fonte: Servizio stampa Consorzio tutela vini Valpolicella