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10-13 maggio 2015, a Verona si tiene Eurocarne. Cultura del prodotto e internazionalizzazione le chiavi di volta per il rilancio dei consumi.

Carne equinaShow cooking con i protagonisti dei talent televisivi di successo, corsi di taglio di prosciutto secondo la tradizione dei “cortador” spagnoli, degustazioni comparate e analisi sensoriali della carne della “Meat Experience”. E ancora un concorso nazionale che premia le quote rosa dietro al bancone della macellaria e uno dedicato ai giovani macellai di domani, “Junior gastromeat”. Sono solo alcune delle iniziative in programma alla 26ª edizione di Eurocarne, il salone internazionale sulla filiera delle carni che Veronafiere organizza da domenica 10 al mercoledì 13 maggio.

L’obiettivo della manifestazione è rilanciare i consumi, in favore di un compartom, quello carneo, che in Italia vale oltre 32 miliardi di fatturato, tra parte industriale e zootecnica, e dà lavoro a oltre 180mila persone. «Per questo – ha spiegato il presidente di Veronafiere, Ettore Riello – è prioritario riscoprire e diffondere una vera cultura della carne, che dall’allevamento alla tavola è fatta di tradizioni e innovazione costante. Per apprezzare e valorizzare questo prodotto bisogna conoscerlo e servono figure professionali, in macelleria come nei banchi della Gdo o nei ristoranti, in grado di soddisfare un consumatore sempre più esigente». Al via domenica, quindi, quattro giorni di fiera che per la prima volta rappresenta l’intero settore: dall’allevamento e macellazione, passando per l’industria di lavorazione, trasformazione e confezionamento, fino alla distribuzione, nelle sue diverse forme.

Oltre 170 aziende presenti. Al taglio del nastro, (ore 11, Padiglione 11, Area Forum by Costa Group), presente il Governatore del Veneto, Luca Zaia. La regione, infatti, è da sempre leader nazionale nel mondo delle carni, con oltre 2,3 miliardi di fatturato e il primato per numero di capi bovini (35% del totale italiano) e avicoli (30%). «Eurocarne, pur rinnovata nel format, grazie all’organizzazione diretta da parte di Veronafiere – ha ricordato il direttore generale dell’Ente, Giovanni Mantovani –, si conferma una rassegna b2b con oltre 170 aziende presenti, di cui il 10% estere. Per questa edizione abbiamo puntato molto sull’internazionalizzazione, investendo sull’incoming di buyer selezionati da Slovenia, Croazia, Bosnia, Macedonia, Russia, Polonia, Marocco, Egitto». Spazio perciò all’approfondimento più mirato per il business. Protagonisti a Eurocarne sono, infine, i numerosi convegni e workshop che affrontano tematiche come la sostenibilità, il benessere animale in allevamento, la sicurezza alimentare, l’etichettatura, la tracciabilità del prodotto e gli ultimi trend di consumo, quale il rinato interesse per la selvaggina, spinto da chef stellati come Bruno Barbieri.

Fonte: Veronafiere

 

Crisi economica, cambiano le abitudini alimentari degli italiani. Focus sulla produzione di carne bovina in Veneto.

Carne equinaSi svuota il carrello della spesa a partire dai prodotti base per l’alimentazione come frutta (-4 per cento), ortaggi (-3 per cento), grana padano (-7 per cento) e parmigiano reggiano (- 3 per cento) fino alla carne bovina che registra un calo delle macellazioni del 7 per cento nei primi mesi nel 2013. E’ quanto stima la Coldiretti di Verona nel sottolineare che uno degli effetti più evidenti della crisi è il cambiamento nelle abitudini alimentari degli italiani e dei veronesi.

A farne le spese, la carne rossa, meglio le carni avicole. Per quanto riguarda, in particolare, il consumo di carne, Coldiretti registra nel primo bimestre nel 2013 un taglio del 7 per cento nelle macellazioni bovine rispetto allo scorso anno. A farne le spese è stata soprattutto la carne rossa, visto che al crollo delle macellazioni bovine si aggiunge quello dei suini, calati del 5 per cento. Più contenuta la diminuzione per le carni avicole (-2 per cento). La situazione della zootecnia veronese, la qualità delle carni del territorio e la sicurezza alimentare sono stai al centro della manifestazione “Il Gran Galà della carne” organizzata nei giorni scorsi a Valeggio sul Mincio da Coldiretti di Verona, sezione Valeggio, l’amministrazione comunale e l’associazione Macellai di Verona, il Consorzio Ortofrutticolo e la Pro Loco di Valeggio. Presenti alla manifestazione Claudio Valente e Pietro Piccioni, rispettivamente presidente e direttore della Coldiretti di Verona, Giorgio Vicentini, presidente della Coldiretti di Valeggio, Alessandro Salvelli, direttore servizio veterinario Az. ULSS 22 Regione Veneto. Presente anche il sindaco di Valeggio sul Mincio, Angelo Tosoni.

La produzione di carne in Veneto e nella città scaligera. Verona è una importante produttrice di carne bovina con più di 1.000 allevamenti con almeno un capo per un totale di 130.000 capi circa allevati annualmente. La maggioranza di questi allevamenti soffre la dipendenza dalla Francia per quanto riguarda l’approvvigionamento dei ristalli, cioè il vitello maschio o femmina destinato all’allevamento. Il volume d’affari supera i 200 milioni di euro senza considerare l’indotto grazie al quale il volume raddoppia. Verona è, per gli allevamenti di bovini, la prima provincia del Veneto seguita da Treviso con 95.000 capi, Padova 70.000 poi Venezia e Rovigo con 40.000 capi. Minori gli allevamenti a Vicenza e Belluno. Per quanto riguarda l’allevamento di avicoli la produzione veneta conta 70.000.000 di polli di cui 45.000.000 a Verona e 20.000.000 di tacchini di cui più di 15.000.000 a Verona. Il giro d’affari per gli avicoli è di circa 400 milioni di euro. Per quanto riguarda i suini in Veneto solo allevati circa 620.000 capi di cui 350.000 a Verona per un volumi d’affari di 90 milioni di euro; l’allevamento dei conigli registra 10.000.000 capi allevati in Veneto di cui 3.000.000 a Verona per un volumi d’affari di circa 15 milioni conigli.

Prezzi d’origine in calo. Già da alcuni anni i comparti zootecnici sono in sofferenza per i prezzi all’origine che subiscono cali significativi, aumento dei mangimi per gli animali e un basso potere contrattuale nei confronti della distribuzione. “Le nostre preoccupazioni – ha precisato il presidente Valente – sono molte e riguardano sia la situazione dei produttori del settore zootecnico che i consumatori. A partire dalla crisi economica che ha determinato un calo dei consumi di carne ai recenti scandali sulla carne di cavallo trovata in alimenti senza indicazioni nelle etichette, alla chiusura di aziende del settore zootecnico riteniamo che siamo in un momento difficile e delicato. Dobbiamo, infatti, cercare di salvaguardare l’attività degli imprenditori agricoli, garantire e valorizzare la qualità dei loro prodotti. Ma dobbiamo anche rassicurare i consumatori sulla genuinità dei prodotti del territorio. La carne veronese è sicura e buona e rappresenta un importante pilastro dell’economia del terriorio”. La manifestazione “Gran Galà della carne” appena trascorsa è stato un modo per avvicinare le persone al prodotto attraverso l’assaggio e la degustazione. Ma durante la giornata i visitatori hanno anche appreso la conoscenza dei vari tagli e dei metodi di lavorazione della carne forniti dai macellai. Informazioni utili per mangiare bene riducendo la spesa.

Dal campo alla tavola. “L’iniziativa– ha sottolineato Giorgio Vicentini – ha voluto essere l’occasione per sottolineare la necessità di fare ritorno a forme di allevamento o di produzione meno intensive e più rispettose di una certa realtà territoriale agro-zootecnica che molto avrebbe da dire nella valorizzazione dei prodotti tipici, tanto da far rientrare nella nostra alimentazione, senza la ben che minima remora, la carne bovina. Il cosiddetto “dal campo alla tavola” è un concetto etico dal notevole impatto sull’opinione pubblica, in quanto, oltre a tener conto sia del benessere animale che di allevamento, si rende garante, grazie al competente e scrupoloso lavoro del Servizio veterinario della nostra Ulss, di tutte le fasi della filiera (controllo dell’alimentazione, dei farmaci, delle buone pratiche di allevamento, della macellazione e trasformazione). Ciò, per permettere al consumatore di mettere nel piatto un alimento sicuro”.

Importante leggere sempre l’etichetta. “La sicurezza alimentare – ha aggiunto il direttore Piccioni – è garantita sul territorio dai controlli effettuati dalle ASL ma fondamentale è imparare a leggere le etichette di una bistecca o di un prosciutto per dare il giusto valore alle cose che si acquistano. E’ bene sapere, per esempio, che per legge la bistecca di bovino deve indicare dove l’animale è nato, è stato allevato, macellato e sezionato, mentre la stessa cosa non è prevista per la braciola di maiale o per l’agnello. Tutta la frutta e verdura in vendita deve indicare per legge la provenienza. Se è italiana è molto probabile che si tratti di un prodotto di stagione. Il Made in Italy va salvaguardato e sostenuto perché rappresenta prodotti eccellenti, di qualità e sicuri”. Alessandro Salvelli ha evidenziato come il suo dipartimento sia tra i più grandi della Regione con 60 persone addette ai controlli e ha ricordato che il consumo della carne, in modo corretto come per altri alimenti, è importante per un’alimentazione equilibrata.

(Fonte: Coldiretti Verona)