“Il prof. Luigi Manzoni non solo ha creato straordinari vitigni per realizzare ottimi vini innovativi, ma soprattutto ci ha insegnato cosa significa fare ricerca per l’agricoltura e per il reddito degli imprenditori agricoli: utilizzare metodi che non modificano e compromettono il DNA e soprattutto mettere i risultati a disposizione di tutti e non finalizzati ad un profitto personale”. Lo ha sottolineato l’assessore all’agricoltura del veneto Franco Manzato intervenendo nei giorni scorsi ad Agordo (BL), al convegno che la cittadina bellunese ha dedicato ad uno dei suoi più illustri figli e agli incroci viticoli che portano il suo nome.
Una traccia indelebile nell’enologia mondiale e del Nordest. Lì nacque infatti, nel 1888, il prof. Luigi Manzoni, agronomo ed enotecnico che ha lasciato una traccia indelebile nell’enologia mondiale e del Nord Est. Tra l’altro fu preside della Scuola enologica di Conegliano “Cerletti” (ed al convegno c’erano gli alunni dell’Istituto, con la preside Damiana Tervilli). Nel coneglianese realizzò i suoi famosi incroci: nuovi vitigni creati appunto incrociandone due dei preesistenti, uno internazionale ed uno trevigiano o naturalizzato tale. Gli incroci erano contraddistinti da numeri, che indicavano la posizione del vitigno in un particolare filare. Oggi i suoi maggiori successi portano, semplicemente, il suo nome: Manzoni Bianco (già incrocio Manzoni 6.0.13, ottenuto incrociando Riesling Renano e Pinot bianco), Manzoni Rosso (già incrocio Manzoni 2.15, Glera e Cabernet sauvignon); Manzoni Rosa (già incrocio Manzoni 1.50; Trebbiano e Traminer Aromatico); Manzoni Moscato (già incrocio Manzoni 13.0.25; Raboso Piave e Moscato d’Amburgo).
I partecipanti. Al convegno, cui è seguita una degustazione guidata dei vini ottenuti dai suoi incroci, hanno partecipato tra gli altri anche il sindaco di Agordo Renzo Gavaz con l’assessore alla cultura Cristina Bien, il capitano della Confraternita degli “Incrocio Manzoni” Umberto Perissinotto con la consorella Antonella Guidogoni, Severina Cancellier, presidente unione ex allievi del “Cerletti”, Giuliano Mocchi, docente della scuola e curatore del progetto “Museo Manzoni”; un rappresentante del Centro Ricerca per la Viticoltura C.R.A.VIT di Conegliano e Debora Francesca dell’Università di Padova.
(Fonte: Regione Veneto)
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