
Il governatore del Veneto Luca Zaia mangia l'insalata di cetrioli all'azienda agricola Barzan di Treviso (foto La Tribuna di Treviso)
Il batterio killer dell’escherichia coli non abita qui: non nel made in Italy, non nel made in Veneto e tanto meno nel made in Treviso. Si cerchino le vere cause, ma soprattutto non si faccia terrorismo contro la verdura di casa nostra, ottima, di assoluta qualità, controllatissima e certificata, salutare. Lo hanno ribadito ieri Coldiretti e Regione del Veneto, secondo produttore nazionale di ortofrutta, primo nell’orticoltura, che oggi all’azienda agricola Barzan di Treviso hanno preparato un’insalata fresca da Guinnes dei primati, a base di cetrioli e pomodori locali, del peso di oltre mezza tonnellata, per manifestare la vicinanza agli agricoltori e confermare l’assoluta estraneità delle produzioni nostrane rispetto alla epidemia assassina che ha come fulcro l’area tedesca di Amburgo.
Tutti a mangiare l’insalata. Alla manifestazione, voluta dallo stesso presidente della Regione Luca Zaia assieme a Coldiretti nazionale, sono intervenuti anche il presidente di Coldiretti Veneto Giorgio Piazza, gli assessori regionalialla mobilità Renato Chisso, alla sanità Luca Coletto e alle politiche sociali Remo Sernagiotto, i vertici della sanità regionale, dell’ULSS locale e dello Zooprofilattico, il sindaco di Treviso Giampaolo Gobbo, amministratori dei Comuni limitrofi, parlamentari e senatori, oltre a tutti i produttori della zona.
Una psicosi che causa danni enormi all’economia agricola. Rispetto ai nefasti effetti dell’escherichia coli assassina, è stato ricordato che è certamente innocente l’ortofrutta italiana, ma è ormai considerata estranea anche la verdura spagnola, che all’inizio della crisi era stata messa sul banco degli accusati, causando a valanga una psicosi che ha ridotto la commercializzazione ai minimi termini in piena stagione produttiva, con pensanti ricadute economiche sulla nostra agricoltura di qualità. “In un settore nazionale che vale oltre 4 miliardi – ha sottolineato Zaia – la paura ingiustificata causa perdite per circa 3 milioni al giorno per mancata vendita, dei quali 600 mila euro solo nel Veneto. Stiamo parlando di un settore dove il Veneto esporta prodotti per 120 milioni l’anno e dove il blocco Russo adottato in seguito alle notizie provenienti dall’Europa comunitaria rischia effetti a cascata anche in altri Paesi.
Per stare tranquilli, basta seguire i consigli della nonna. La nostra è produzione sicura e di qualità, e chi avesse residui dubbi basta che applichi i vecchi e saggi consigli della nonna per stare tranquillo: lavare bene la verdura, tenere puliti arnesi da cucina e canovacci, usare acqua pulita. Di sicuro, se non ci fossero i nostri agricoltori, allora sì che la salute dei cittadini sarebbe a rischio”. “Siamo stanchi che la nostra agricoltura sia lasciata sola – gli ha fatto eco Piazza – e che i consumatori vengano bombardati da false informazioni. Le crisi che si sono succedute ci hanno sempre visto innocenti, ma intanto l abbiamo pagate noi: chiedo a tutti e soprattutto alla politica di stare vicini alla nostra agricoltura, che di fregature non ne ha mai date”.
(fonte Regione Veneto)
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