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Domenica 21 gennaio 2018 a Maserà (PD) si festeggia il radicchio (con scopo benefico) e si mette sotto i riflettori il tema della giusta redditività agli agricoltori

radicchio bianco fior di Maserà (foto Consorzio Ortofrutticoli e tipici padovani)

La provincia di Padova vanta il primato della produzione veneta di radicchio, a partire dalla presenza di tutti i cinque radicchi veneti a marchio Igp: variegato di Castelfranco, Treviso precoce e tardivo, Chioggia, rosso di Verona, con oltre 2.300 ettari, più di un terzo del totale regionale di 7.800 ettari. Solo nell’ultimo anno la superficie è cresciuta del 12% incrementando anche la produzione, a fronte di un’annata segnata dalla siccità. Il fatturato complessivo per il Veneto è di oltre 40 milioni di euro.

Il problema, però, del radicchio, resta il prezzo all’origine, troppo basso soprattutto nel pieno della stagione, ma destinato a triplicare o quadruplicare nei passaggi dal campo alla tavola. Il radicchio variegato di Castelfranco viene pagato ai produttori intorno meno di 1 euro al chilo, ricorda Coldiretti Padova, e il tardivo di Treviso meno di 2 euro, per poi però essere venduto al dettaglio a più di 6-7 euro. Anche il Verona viene pagato all’ingrosso circa 1 euro mentre per il Chioggia il prezzo scende a 50 centesimi. Pochi spiccioli per un prodotto che richiede un lungo lavoro in campo.

Anche per garantire la giusta redditività agli agricoltori, a Maserà, nella Bassa Padovana, un piccolo ma determinato gruppo di produttori, riuniti nel Consorzio ortofrutticoli tipici padovani, ha scommesso sulle varietà locali, molto apprezzate dai consumatori, come il radicchio Bianco Fior di Maserà e l’originale radicchio rosa, creando così un solido legame con il territorio d’origine e una forte identità del prodotto. “Abbiamo deciso non di non scendere a compromessi sul prezzo – afferma Roberto Rigato, presidente del Consorzio – stabilizzandoci sui 3 euro al chilo e non spingendo eccessivamente sulla produzione per non svalutare il prodotto. La qualità paga e devo dire che i nostri clienti, i negozi del territorio padovano, rispondono positivamente. La nostra è una piccola realtà con quattro aziende e 10 ettari, dai quali ricaviamo circa 400 quintali di radicchio l’anno. Produciamo un radicchio di qualità che il produttore sa riconoscere ed apprezzare, per questo siamo consapevoli che di aver intrapreso la strada giusta. Il Bianco Fior di Maserà è il nostro cavallo di battaglia e ora sta crescendo anche la varietà rosa. Stiamo pensando di consegnare ai negozianti nostri clienti un adesivo con il marchio del radicchio in modo da informare subito la clientela che in quel punto vendita è disponibile il vero radicchio di Maserà. Chiediamo un atto di responsabilità anche ai commercianti, invitandoli a non rincorrere le facili speculazioni a scapito dei consumatori. Il radicchio è uno dei prodotti padovani e veneti per eccellenza e può garantire il futuro di decine di aziende, a patto però che il prodotto non venga svalutato nella corsa sfrenata alla quantità che fa crollare i prezzi”.

21 gennaio, festa del radicchio in piazza. Da 19 anni a questa parte, i produttori insieme al comune di Maserà e alle Organizzazioni agricole padovane propongono con successo una manifestazione dedicata al radicchio e alle altre tipicità dell’agricoltura locale, il tutto con uno scopo benefico. Quest’anno, la festa si terrà domenica 21 gennaio e dalle 10 alle 19 la piazza del municipio ospiterà la Mostra mercato e concorso dei radicchi Padovani, del radicchio bianco Fior di Maserà e dei prodotti tipici locali “made in Padova”. Nel pomeriggio alle 16 in piazza sarà proposta la tradizionale degustazione del risotto al radicchio, distribuita ai visitatori a offerta libera in collaborazione con le associazioni del territorio: Associazione Nazionale Carabinieri, Alpini, Protezione Civile, Fidas, Combattenti e Reduci, Federcaccia, Bocciofila Don Bosco. Il ricavato degli assaggi e delle degustazioni sarà devoluto alla Fondazione Città della Speranza di Padova, a favore delle attività di ricerca e di cura dei piccoli pazienti seguiti dall’associazione nell’ospedale padovano. In caso di maltempo la manifestazione sarà rinviata a domenica 28 gennaio.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Padova