• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Settore lattiero caseario: 2009 segnato dalla crisi, ma s’intravvedono spiragli di ripresa

Si è riunita nei giorni scorsi l’Assemblea dei Soci del Consorzio Tutela Formaggio Asiago. L’occasione è stata propizia per un confronto ed una verifica del percorso compiuto in un anno di lavoro. «Con l’incontro di oggi», ha affermato il presidente del Consorzio, Roberto Gasparini, «chiudiamo formalmente un anno non certo facile per il nostro formaggio, anno peraltro caratterizzato da diffuse difficoltà per tutto il comparto lattiero caseario e, più in generale, per l’intera economia agricola».

I dati sull’andamento del settore primario nel 2009 sono infatti negativi e rivelano un calo della produzione complessivamente del 3,2% e dei prezzi all’origine del 12,4%. Per quanto riguarda il settore lattiero caseario, nello specifico, emerge una diminuzione delle produzioni di latte dei maggiori produttori mondiali: Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda. Tuttavia, questi paesi hanno fortemente incrementato le loro vendite in Cina ed Egitto, che sono i principali paesi importatori, sottraendo spazio ai produttori del vecchio continente. Di conseguenza, il prezzo del latte è sceso in tutta Europa a 26/27 cent./kg., raggiungendo la quotazione di 30 cent./kg. in Italia.

In Veneto, nel 2009, sono stati prodotti circa 11 milioni di quintali di latte, con una riduzione rispetto all’anno precedente del 2%, mentre i prezzi sono diminuiti di circa il 15-18%. «In questo scenario economico difficile», ha spiegato Gasparini, «la produzione complessiva di formaggio Asiago ha registrato invece una piccola crescita, pari ad un incremento dell’1,1% per un totale di 1.757.194 forme; l’Asiago Pressato ha mantenuto sostanzialmente i livelli produttivi raggiunti, con 1.469.514 forme, e l’Asiago d’Allevo, dopo la flessione del 2008, ha ripreso a crescere, arrivando a un totale di 287.680 forme. Per quanto riguarda i prezzi, al contrario, continua il Presidente, c’è stato, purtroppo, un calo, del 7,6% per l’Asiago fresco e dell’8,1% per l’Asiago stagionato, pari ad una diminuzione di circa 30/40 cent./kg, con un ritorno alle quotazioni del 2006/2007. Questa flessione peraltro è molto inferiore alle flessioni medie del comparto veneto e dell’agricoltura italiana nel suo complesso».

Nel corso degli ultimi quattro mesi dell’anno, il mercato dell’Asiago DOP ha registrato però alcuni segnali positivi a livello italiano ed un recupero anche dei volumi espressi dall’export; a fronte di una flessione del 30% che aveva caratterizzato i primi mesi del 2009, raggiungendo picchi del 40% nei confronti del mercato USA, l’anno si è chiuso con un -11%.

(fonte Consorzio Tutela Formaggio Asiago)