“Comperate formaggi freschi e veneti”. Gli allevatori padovani lanciano un appello ai cittadini perché sostengano stalle e produttori lattiero caseari che stanno vivendo un momento di grande difficoltà a causa dell’emergenza coronavirus. Con ristoranti, pizzerie e bar chiusi, il commercio di formaggi freschi come mozzarelle, ricotta, stracchino si è fermata e anche nei supermercati, sull’onda della paura, la gente sta facendo incetta di formaggi e latte a lunga conservazione.
Si mantengono parecchi giorni in frigo e sono sicuri, controllati e di qualità.“Abbiamo molte latterie in provincia che fanno formaggi freschi e non riescono a venderli, perché tutti i locali sono chiusi – spiega Matthias Paolo Peraro, allevatore di Gazzo referente degli allevatori dell’Alto Padovano per Confagricoltura Padova e segretario di zona di Cittadella -. Stanno meglio le cooperative, che lavorano il latte per il Parmigiano o formaggi stagionati, e rappresentano circa il 60 per cento degli allevatori padovani, e per il momento non registrano grandi problemi. In questi giorni hanno fatto scattare una bellissima catena di solidarietà: stanno infatti ritirando loro il latte in eccedenza delle latterie e dei caseifici che non riescono a smaltirlo. Il problema, però è che i magazzini si stanno riempiendo di formaggi stagionati e tutto questo poi creerà una paralisi del mercato in futuro. Credo, quindi, che occorra una grande promozione dei nostri prodotti locali: i formaggi veneti freschi si mantengono per parecchi giorni in frigo e sono sicuri, controllati e di qualità. A questo proposito dobbiamo puntare sulla salvaguardia della produzione italiana rispetto alle importazioni, perché in via ordinaria noi importiamo il 45% del fabbisogno. Per la tenuta della filiera del latte italiana, in futuro bisognerà darsi l’obiettivo dell’autosufficienza, trovando un modo di difendere il nostro prodotto”.
Il settore lattiero caseario veneto è terzo in Italia. La provincia di Padova concentra la maggior parte delle stalle nella zona dell’Alto tra Gazzo, San Pietro in Gu, Carmignano di Brenta, Piazzola sul Brenta e Cittadella, dove viene prodotto il 75% del latte della provincia (circa 220.000 tonnellate). Negli anni scorsi la produzione è aumentata sulla scia del momento favorevole del mercato, con i prezzi che sono arrivati oltre i 42 centesimi al litro. “Ora però bisogna frenare – dice Peraro -. Ho scritto una lettera a tutti gli allevatori dicendo che dobbiamo sforzarci di produrre un po’ meno per stare vivi oggi, piuttosto che continuare a produrre molto e soccombere domani. Ci sono molte speculazioni, che hanno fatto crollare i prezzi a 35 centesimi al litro. Le eccedenze rischiano di appesantire una situazione che si sta aggravando, purtroppo, con il passaggio delle ore. Dobbiamo limitare le mungiture, aumentare la quota di foraggi nelle razioni e sostituire il latte in polvere destinato all’alimentazione dei vitelli con latte munto. Dobbiamo fare volontariamente oggi quello che potrebbero obbligarci a fare domani”.
Fonte: Servizio stampa Confagricoltura Padova
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