• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Formalizzata la task force regionale anti Ogm, presieduta da Daniele Toniolo, presidente CIA Veneto e coordinata dal socio ARGAV Sandra Chiarato, ufficio stampa di Coldiretti Veneto

“La scelta di un Veneto agricolo ogm free non è ideologica e non nasce da pregiudizi antiscientifici; ha anzi saldissime motivazioni, che sono economiche, di immagine, di prevenzione e di prospettiva di sviluppo del nostro agroalimentare e delle nostre imprese agricole, che basano il proprio successo e il proprio valore sulle tipicità, sulla biodiversità e sulla qualità e sull’assenza di organismi geneticamente modificati”. Lo ha ribadito l’assessore all’agricoltura del Veneto, Franco Manzato, introducendo ieri a Venezia la riunione della Task Force anti OGM regionale, alla quale sono intervenuti i rappresentanti di Coldiretti e CIA (agricoltori), CNA e Confartigianato (artigiani dell’agroalimentare), Federconsumatori, Slow Food, Legambiente, VAS e WWF, presente il coordinatore della Task Force nazionale per un’Italia libera da OGM, prof. Stefano Masini.

La struttura di funzionamento. La riunione era stata promossa dallo stesso assessore Manzato per “una riflessione sulla strategia regionale sugli OGM e per legittimare un luogo d’ascolto” su un tema cruciale, sul quale si è riacceso qualche giorno fa il dibattito, sul quale le Regioni avevano già formalizzato oltre un anno fa la loro contrarietà, riconfermata unanimemente anche la scorsa settimana da tutti gli assessori regionali d’Italia con un ordine del giorno approvato ieri dalla conferenza dei Presidenti. Nel corso dell’incontro odierno, la Task Force ha deciso di darsi una sorta di struttura di funzionamento” per rendere più efficace la propria attività: presidente è stato nominato Daniele Toniolo, presidente della Confederazione Italiana Agricoltori del Veneto, supportato per il coordinamento da Sandra Chiarato di Coldiretti.

Il “no” delle Regioni alle colture OGM si è tradotto in una richiesta al Ministro delle Politiche Agricole di procedere con l’esercizio della clausola di salvaguardia sull’emissione deliberata nell’ambiente di organismi geneticamente modificati. Il Ministro delle Politiche Agricole è stato inoltre impegnato a rappresentare al Ministro dell’Ambiente e in occasione delle riunioni in sede comunitaria la posizione unanime delle Regioni e delle Province autonome di assoluta contrarietà rispetto alla autorizzazione della coltivazione sul territorio nazionale degli organismi geneticamente modificati. Le Regioni hanno infine chiesto che venga inserita nella normativa nazionale la “clausola di cedevolezza della normativa statale su quella regionale”, che dunque dovrebbe prevalere sulla prima. “Ribadiremo questa posizione ogni volta che ci saranno tentennamenti o cambiamenti di governo nazionale”, ha ribadito l’assessore veneto, mentre anche a livello regionale – è stato affermato – serve un pronunciamento formale sulla questione, che avrebbe un ampio sostegno trasversale.

La Task Force regionale dovrebbe collegarsi a quella nazionale per supportare meglio tutte le iniziative capaci di affermare il valore dell’agricoltura e dell’agroalimentare italiano ogm free. Perché “gli ogm – ha ricordato il prof. Masini – sono soprattutto nocivi all’Italia, all’identità italiana e al patrimonio del made in Italy che ha valore nel mondo”: essi infatti “indicano al nostro territorio un modello produttivo che non ci appartiene e che impoverirebbe gli agricoltori e l’immagine stessa del nostro Paese”.

(Fonte: Regione Veneto)

Il direttivo ARGAV incontra la Confederazione Italiana Agricoltori all’agriturismo “Far Fio” a Carbonera (TV)

Direttivo ARGAV incontra Cia Veneto

da sx Cristian e Michele Fava, agriturismo Far Fiò, Carbonera (TV)

Cia Veneto a tavola con l’ARGAV. Chi l’agricoltura la fa e chi invece l’agricoltura la scrive, insieme per una sera, a raccontarsi con le gambe sotto il tavolo.

Cucina tipica trevigiana. Ci siamo dati appuntamento a cena martedì 6 marzo all’agriturismo dell’associazione Turismo Verde, “Far Fiò”, a Pezzan di Carbonera (Treviso) in una serata dove la convivialità e gli ottimi sapori in cucina di Michele Fava e del figlio Cristian, vero “re dei risotti”, si sono mescolati ai temi “caldi” dell’agricoltura.

Si è parlato di IMU. A cominciare dal conto salato che dovranno pagare gli agricoltori con l’Imu. Cia Veneto calcola che la nuova tassa introdotta su fabbricati rurali, stalle, serre, fienili, (tutti strumenti di lavoro per l’agricoltore) peserà per circa per 150 milioni di euro sulle aziende agricole venete. Per questo, venerdì scorso, in tutte le città del Veneto le delegazioni provinciali della Confederazione italiana agricoltori hanno incontrato i Prefetti chiedendo di scrivere al Governo affinché venga rivista la tassazione sui fabbricati rurali e sugli estimi catastali dei terreni agricoli. “Sia chiaro – ha detto Daniele Toniolo, presidente Cia Veneto -, che l’agricoltura, in questo momento di crisi, vuole fare la sua parte. La nostra richiesta al Governo è di correggere le aliquote e di distinguere tra chi l’agricoltura la fa come professione per vivere e chi invece no”.

La compagine Cia Veneto

La compagine Cia Veneto. All’incontro erano presenti anche il presidente di Cia Treviso, Denis Susanna, il presidente di Cia Padova Claudio D’Ascanio, la presidente di Cia Belluno Marta Zampieri, il presidente di Cia Rovigo Giordano Aglio e il presidente di Cia Verona Flavio Furlani. Presente anche il presidente nazionale di Turismo Verde, l’associazione agriturismi della Cia, Giuseppe Gandin ed Alessandra Vendrame, addetta stampa Cia Veneto nonché socia ARGAV. “Per la Confederazione italiana agricoltori si è aperta una stagione nuova – ha puntualizzato il presidente Toniolo, nel presentare la sua squadra di lavoro – I presidenti sono e saranno sempre di più agricoltori. Come Cia Veneto siamo orgogliosi di avere due imprenditori agricoli veneti a rappresentare a livello nazionale un aspetto dell’agricoltura italiana, Bepi Gandin per Turismo Verde e Mara Longhi, presidente nazionale di Donne in Campo”.

Daniele Toniolo, presidente Cia Veneto, riceve la penna ricordo ARGAV

Tante le questioni aperte sulle quali il mondo dell’agricoltura aspetta una risposta. E tanti gli spunti e le domande da noi poste alle quali Cia Veneto ha puntualmente risposto: La vendita diretta? “Da sola non risolve i problemi dell’agricoltura”. I rapporti con la Gdo? “Sul fronte del decreto sulle liberalizzazioni la Cia sta lavorando per migliorare i rapporti tra mondo produttivo e grande distribuzione organizzata, rendendo più trasparenti i meccanismi di formazione dei prezzi, accelerare i pagamenti agli agricoltori, evitare speculazioni di eccesso e posizione dominante”. E sulla rappresentanza “frastagliata” delle organizzazioni del mondo agricolo? “Un costo che l’agricoltura non può più permettersi”.

Torna la tassa sui Consorzi di bonifica, CIA Veneto: “Accettabile, ma prima si cambi la legge attuale”

Cia Veneto ritiene accettabile la proposta della Commissione agricoltura della Regione Veneto di ripristinare la tassa sui Consorzi di bonifica sugli immobili urbani, per i contributi al di sotto del limite di 16,5 euro ad una condizione indiscutibile: prima di procedere con la proposta deve essere rispettato l’iter di modifica dell’attuale legge regionale sulla bonifica, la Legge 12/09.

Le attuali “Nuove norme per la bonifica e la tutela del territorio”, a tutt’oggi in vigore, hanno infatti stabilito l’abolizione del prelievo nel caso delle cosiddette “mini bollette”, con importi inferiori al limite fissato. A chiedere di apportare alcuni cambiamenti tecnici sostanziali alla legge in questione sono prima di tutto 15 mila firme di cittadini raccolte dalla Confederazione italiana agricoltori veneta, attraverso una petizione popolare e consegnate il 21 dicembre 2010 al Consiglio regionale del Veneto. A dimostrazione di quanto i cittadini veneti considerino insostituibile il ruolo dei consorzi a garanzia della sicurezza del territorio.A sottolinearlo è il presidente di Cia Veneto Daniele Toniolo: “I politici si assumano le proprie responsabilità: sia chiaro, prima di procedere con questa proposta bisogna modificare l’attuale legge regionale sulla bonifica. La Regione deve ancora dare una risposta a quei 15 mila cittadini che ormai da più di un anno hanno chiesto di modificare in alcuni punti ben precisi la legge”.

Le modifiche proposte, oltre a chiedere di rivedere i criteri della rappresentanza, domandano di garantire ai consorzi l’opportuna dotazione finanziaria in grado di permettere l’espletamento delle loro funzioni, al servizio di tutti i cittadini. Con le modifiche richieste Cia ribadisce che la sicurezza idraulica è un problema di tutti e riconosce l’uguaglianza di tutti i contribuenti, seppur con impegni e pesi diversi: “In un momento di crisi e di mancanza di risorse c’è ancora più bisogno di serietà, coerenza e capacità amministrative – conclude Toniolo – A chi ha la responsabilità di amministrare i consorzi di bodifica chiedo una gestione delle risorse più attenta alla domanda dei cittadini di sicurezza idraulica che alla gestione interna dell’organizzazione”.

(Fonte: CIA Veneto)

Più agricoltura in 115 comuni del Veneto grazie alla “Carta di Matera” della CIA

Toniolo e Anci firmano la "Carta di Matera" a Padova

Centoquindici sindaci veneti hanno firmato a tutt’oggi la “Carta di Matera”, il manifesto programmatico e di intenti proposto dalla Confederazione italiana agricoltori (CIA) ai Comuni italiani per promuovere l’agricoltura in tutte le sue forme e difendere i terreni agricoli.

Delle 115 amministrazioni che in Veneto hanno sottoscritto la Carta di Matera, 51 sono della provincia di Padova, 36 Venezia, 18 Treviso (alle quali si aggiungeranno presto altre 8 firme), 8 Rovigo, 1 Belluno. Alle firme della Carta di Matera da parte dei Comuni veneti, si aggiunge quella sottoscritta tra il presidente di Cia Veneto, Daniele Toniolo e il presidente dell’Anci Veneto, Giorgio Dal Negro lo scorso 27 maggio a Palazzo Santo Stefano, sede della Provincia di Padova.

La lista è comunque destinata ad allungarsi entro la fine dell’anno, con la sottoscrizione del documento da parte di altri primi cittadini  che in tutte le province hanno espresso la volontà di tutelare di più il terreno agricolo e di valorizzare il settore primario. Grazie all’impegno di Cia Veneto e dei comuni firmatari si sta concretizzando un’inversione di marcia rispetto all’urbanizzazione diffusa che in Veneto ha avuto un’espansione a macchia d’olio: “Con la “Carta di Matera” ci siamo rivolti direttamente a tutti i primi cittadini, alle giunte e ai consigli comunali della nostra regione  –  spiega il presidente di Cia Veneto, Daniele Toniolo – con la consapevolezza che le amministrazioni locali non hanno né gli strumenti  né le risorse per definire un qualsivoglia progetto per l’agricoltura. Ma i Sindaci sono i primi ad avere la consapevolezza dell’importanza, non solo economica, dell’agricoltura, perché vivono quotidianamente i problemi della comunità che rappresentano. A cominciare dai sindaci possiamo far comprendere a tutti i cittadini veneti il valore dell’agricoltura anche per la sicurezza del nostro territorio”.

La “Carta” pensata esattamente un anno fa è un documento che la Confederazione propone ai sindaci di tutta Italia, avviando così un nuovo corso nell’attenzione verso il settore primario. E diffondendo una maggiore sensibilità nei confronti dell’ agricoltura da parte delle amministrazioni comunali. Come? Ad esempio stabilendo rapporti con gli agricoltori, stipulando accordi, concordando attività, attuando politiche sul territorio a favore della collettività che vedano coinvolte le aziende agricole.  La Carta di Matera si fonda su principi come la rivalutazione dell’attività agricola in tutte le sue forme, la salvaguardia del suolo e dell’ambiente, la valorizzazione del rapporto tra territorio e prodotti tipici. Non ultima la richiesta di una semplificazione della macchina burocratica che pesa non poco sull’attività dell’impresa agricola.

(fonte CIA Veneto)