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23 febbraio 2020, nel Delta polesano tutti a “pulire Scano Boa”

A 6 anni di distanza dal rogo che distrusse il casone in canna di Scano Boa (celebrato dallo scrittore polesano Gianantonio Cibotto), tradizionale ricovero d’emergenza dei pescatori nella laguna del Basson, a Porto Tolle (RO), Stefano Cacciatori, figlio di Marino, uno dei pioneri del turismo del Delta del Po e tra i più grandi conoscitori del fiume, organizza in collaborazione con DeltaPo Experience la giornata a Scano Boa PER Scano Boa.

Raccolta dei rifiuti dall’arenile. “ll rogo del casone di canna, consumatosi il 12 marzo 2014, ci spinge a sensibilizzare qua­nte più persone poss­ibili sulla bellezza e sulla fragilità di Scano Boa e dei suoi casoni. Navigando nella Riserva delle Bocche del Po di Pila e nella Laguna del Basson con due barche a fondo piatto raggiungeremo Scano Boa, per visitare i due casoni dei “Pumiti” e quello ricostruito dopo l’incendio. Con l’occasione raccoglieremo quanti più rifiuti possibili dall’arenile, prima che inizino le attività di nidificazione dell’avifauna”, spiega Cacciatori. La partenza è alle 09:00 da Pila, ritrovo in via Curtatone 2 al bar “Da Giannino” ritorno ore 12:30 circa. Prenotazione obbligatoria 0426.380314 – 3347035765 info@marinocacciatori.it

Fonte: Marino Cacciatori

Massimo Gargano, presidente A.N.B.I.: “Le emergenze ambientali del paese hanno una sola risposta, la prevenzione”

“L’emergenza idrogeologica del territorio e la grande macchia oleosa sul fiume Po devono obbligare ad un’univoca riflessione: la necessità della prevenzione.” Lo afferma Massimo Gargano, Presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (A.N.B.I.) a margine della Preconferenza Organizzativa dei Consorzi di bonifica del Nordest, svoltasi a Mogliano Veneto, in provincia di Treviso.

Norme ambientali per le aziende non agricole da rivedere. Intervenendo sull’allarme ambientale, che sta interessando il più grande fiume italiano, aggiunge: “Sarebbe bastato che lo sversamento di petrolio fosse avvenuto fra qualche settimana (a stagione irrigua avviata) e quello che oggi è un gravissimo danno ambientale si sarebbe rivelato anche una iattura economica dalle pesanti conseguenze per il settore primario padano. Il paventato blocco dell’irrigazione, infatti, comporterebbe, se prolungato nei giorni, danni per milioni di euro alle coltivazioni in campo che, lungo l’asta del Po, vanno dai seminativi all’ortofrutta fino all’aglio IGP ed ai prati stabili; senza contare l’enorme tragedia, che rappresenterebbe l’ingresso della massa oleosa nel delta polesano e le ancora incerte conseguenze, che potrebbero avere, per la salubrità idrica, i depositi di sostanze inquinanti rilasciati sul fondo dalla macchia oleosa. Non capisco perché – insiste Gargano – al deposito di Villasanta non siano state applicate quelle norme di prevenzione ambientale che, invece, sono imposte alle aziende agricole.”

I Consorzi di bonifica nordestini uniti per la riduzione del rischio idreologico
. Intervenendo sulla situazione idrogeologica a Nordest, Gargano ha ricordato come dal quotidiano lavoro dei Consorzi di bonifica sia scaturita la proposta di Piano Nazionale per la Riduzione del Rischio Idrogeologico, fatto di progetti perlopiù immediatamente cantierabili: nel Veneto si tratta di 346 progetti per un importo complessivo di 703 milioni di euro; in Friuli Venezia Giulia, i progetti sono 6 per una spesa totale di 323 milioni di euro; in Trentino Alto Adige, 1 progetto per un importo di 3 milioni di euro; prevedono perlopiù interventi di manutenzione e adeguamento della rete idraulica di scolo delle acque a difesa dei centri abitati.

(fonte Anbi)