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Francia, Germania e Italia a confronto sul futuro della viticoltura e del turismo sostenibile per i 50 anni della Strada del Prosecco

Conegliano-Valdobbiadene-Colline-Prosecco-DOCGVenerdì 11 novembre, a partire dalle ore 16,00, la storica Villa Brandolini in Solighetto (TV) ospiterà un momento di confronto tra 3 prestigiose aree enoturistiche europee: quella francese di Bordeaux, quella tedesca del Palatinato e quella italiana del Conegliano Valdobbiadene. Nell’incontro, un articolato programma tratterà le tematiche utili per comprendere il futuro dei territori vocati al turismo enogastronomico: un convegno fortemente voluto dell’Associazione Strada del Prosecco e Vini dei Colli Conegliano Valdobbiadene, presieduta da Isidoro Rebuli, per celebrare i 50 anni della strada del vino, inaugurata nel 1966.

In programma. Si parlerà dell’evoluzione della viticoltura nell’area Conegliano Valdobbiadene negli ultimi 50 anni, di proposte per una viticoltura sostenibile e del valore e del futuro delle Strade del Vino del Veneto. Si ascolteranno le testimonianze legate ad esperienze di turismo sostenibile e responsabile, delle possibili sinergie tra regioni vinicole del mondo e dei progetti per il riciclo dei tappi in sughero. Lo si farà dando voce a Florence Maffrand, manager presso La Cité du Vin di Bordeaux, il monumentale ed avveniristico luogo dedicato alla cultura mondiale del vino, Martin Franck direttore della Deutsche Weinstrasse, la più antica strada del vino del mondo nata nel 1935 nella regione del Palatinato; Diego Tomasi, direttore del Centro di Ricerca per la Viticoltura di Conegliano; Filippo Taglietti, direttore tecnico del Consorzio per la Tutela del Vino Conegliano Valdobbiadene Docg; Carlos Veloso Dos Santos, amministratore delegato di Amorim Cork Italia, fondatore del progetto ETICO; Paolo Rosso, direttore Direzione Turismo Regione Veneto. Modera Paolo Corbini (Associazione Nazionale Città del Vino). Per maggiori informazioni e programma: Strada del Prosecco e Vini dei Colli Conegliano Valdobbiadene

Fonte: Servizio Stampa Strada del Prosecco

Amarone 2011, annata a 5 stelle

uvaL’Amarone 2011 conquista le 5 stelle ed entra ufficialmente nell’albo d’oro delle migliori annate. Il giudizio è stato svelato nel corso del convegno di apertura di Anteprima Amarone, l’evento del Consorzio di Tutela Vini Valpolicella chiusosi ieri a Verona, che ufficializza l’entrata sul mercato dell’annata 2011 del grande Rosso veronese, dopo i tre anni di affinamento.

Di cruciale importanza l’elemento atmosferico, scoperto dalla commissione che nel dicembre dello scorso anno ha guidato la degustazione esplorativa dell’Amarone 2011. L’improvviso calo termico “registrato nella notte tra il 6 e il 7 ottobre 2011 (da 20° a 12°), nel momento in cui le uve erano state appena messe a riposo, e il suo perdurare nelle settimane successive, ha determinato un rallentamento dell’appassimento con positivi effetti sulla fisiologia di questa seconda maturazione”. Per Diego Tomasi, del Centro di Ricerca per la Viticoltura Cra-Vit di Conegliano Veneto, che ha condotto la commissione esplorativa: “Il decorso meteorologico ha avuto un ruolo determinante e caratterizzante per l’Amarone del 2011 che si presenta ancora fresco, dal colore vivo e soprattutto con una grande potenzialità da invecchiamento”.

Meno evidenti le differenze dei terroir. Ma l’Amarone 2011 riserva un’altra sorpresa. Infatti dai 40 vini esplorativi degustati alla cieca e provenienti da sei diverse sottozone, emerge un livello di eccellenza qualitativa comune con “differenze tra vallate più sfumate rispetto ad annate precedenti, segno di un andamento stagionale che ha permesso di esaltare ovunque l’interazione tra i vitigni autoctoni e l’ambiente”. “L’Amarone 2011 premia un tessuto imprenditoriale costantemente vocato alla qualità – ha dichiarato Christian Marchesini, presidente del Consorzio Tutela Vini Valpolicella – Se l’ingrediente segreto di questa annata è di natura meteorologica – ha proseguito Marchesini – ugualmente importante è la capacità delle nostre aziende di assecondare la tradizione e la natura, esaltandole con la ricerca e il costante impegno verso l’eccellenza. Un valore, questo, diffuso in tutte le zone di produzione. Non sono io a dirlo ma l’Amarone 2011”. Sono 12.759.505 le bottiglie di Amarone vendute nel 2014, mentre sono 12.649.600 quelle che debutteranno sul mercato; l’80% di queste andrà in giro per il mondo.

Cresce il prezzo medio dell’Amarone nella Gdo sui mercati internazionali. Nei primi 6 mesi del 2014, secondo uno studio realizzato sugli scaffali di mezzo mondo dal Dipartimento di Economia aziendale dell’Università di Verona, presentato ad Anteprima Amarone, il prezzo medio del re dei vini rossi della Valpolicella è infatti salito del 7% rispetto al 2013, con incrementi significativi sia nei mercati chiave che in quelli emergenti. Nei principali Paesi dell’area Euro (Germania, Francia, Paesi Bassi, Austria, Irlanda, Belgio, Lussemburgo) la performance in valore nella Gdo è stata del +5,9%, mentre nel secondo mercato Ue di destinazione, la Danimarca, la quotazione è salita in doppia cifra (+11,4%) e addirittura del 28,5% in Russia. “C’è sempre più voglia di Amarone all’estero, dove già commercializziamo l’80% del nostro prodotto – ha detto Olga Bussinello, direttore del Consorzio Tutela Vini Valpolicella –, la crescita del prezzo nella Gdo è la dimostrazione che il brand del nostro vino di punta è ai massimi livelli. E lo dimostra anche con il confronto con gli altri grandi vini premium italiani: qui l’Amarone vince con il 15% di valore medio in più”. Svizzera a parte – in controtendenza con un -7% – si registrano incrementi significativi in tutti i Paesi monitorati dall’Università di Verona. In Germania – primo buyer al mondo di Amarone – il valore è salito del 2,1 mentre negli Usa, altro grande mercato di sbocco, il rialzo (5,3%) è in linea con quello europeo.

Focus esportazioni. Secondo un’indagine Inea, buona parte dei volumi di vendita dell’Amarone è destinato in Europa (66%): di questi, il 75% si concentra tra Germania (28%), Danimarca (19%), Svizzera (17%), Svezia (11%), e Regno Unito (10%), seguito da un tris di Nordeuropei (Finlandia, Paesi Bassi e Norvegia). Nel resto del mondo (34%), la parte del leone la fanno Canada e Usa, rispettivamente con il 43% e 42% della domanda, con la Cina lontana (5%) e gli emergenti Giappone, Brasile (2%), Messico, Honk Kong, Brasile, Taiwan, Australia, Vietnam e Singapore, Tailandia e Indonesia a distribuirsi le nanoquote del vino rosso italiano con maggior valore nel mondo, con 350mln di euro all’anno di valore della produzione.

Fonte: Consorzio Tutela Vini Valpolicella

Martedì 29 giugno a Conegliano (Tv) le prime previsioni sulla vendemmia 2010 in Veneto

Un’annata molto particolare sta mettendo alla prova il viticoltore veneto. Il brusco calo delle temperature registrato a dicembre ha messo a rischio gli impianti. La primavera piovosa fa quindi pensare a un possibile ritardo di una settimana per la vendemmia, ma se arriverà il caldo tutto rientrerà nella norma. A questo riguardo, martedì 29 giugno ore 14.00 presso l’Aula magna dell’Università di Padova a Conegliano (vicino all’Istituto “Carletti”, TV) si svolgerà il meeting su “Lo stato del vigneto veneto e prime previsioni produttive per il 2010”, organizzato da Veneto Agricoltura in collaborazione con Regione e CRA-VIT di Conegliano. La relazione sarà di Diego Tomasi (CRA-VIT Conegliano) dopo l’introduzione dell’Amministratore Unico di Veneto Agricoltura Paolo Pizzolato.

Il punto su promozione e commercializzazione del vino veneto. L’appuntamento di martedì, una novità che anticipa il tradizionale incontro delle Previsioni vendemmiali di Veneto Agricoltura, già programmato per il prossimo 1° settembre, sarà anche l’occasione per fare il punto sulle problematiche della promozione e commercializzazione del vino veneto. Importanti i partecipanti: Vasco Boatto (Università di Padova), Andrea Quattrocchi (Istituto nazionale per il Commercio Estero), Giancarlo Prevarin (Gruppo Collis), Emilio Pedron (Gruppo Italiano Vini), Raffaele Boscaini (Azienda Masi). Nomi prestigiosi del settore vitivinicolo internazionale, nazionale e veneto. Chiuderà l’incontro l’Assessore regionale all’Agricoltura Franco Manzato.

(fonte Veneto Agricoltura)

15-18 giugno 2010: i maggiori esperti del mondo del vino s’incontrano a Soave (Vr)

cantina sociale di Soave Borgo Rocca Sveva

Da martedì 15 fino a venerdì 18 giugno 2010 i riflettori mondiali del vino si accenderanno su Soave (VR), capoluogo della ricerca in viticoltura. Nella Cantina sociale di Soave (Borgo Rocca Sveva) si svolgerà infatti l‘Ottavo Congresso Internazionale “Terroir”, dove si discuterà di zonazione, territorio, ambiente e paesaggio in rapporto alla qualità e tipicità del vino.

Al convegno, i 150 maggiori esperti mondiali di vino. Promossa ogni due anni dall’O.I.V. (Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino di Parigi), questa edizione, realizzata in collaborazione con il CRA di Conegliano, Regione e Veneto Agricoltura, vedrà la presenza di relatori provenienti da ventuno Paesi per una sessantina di interventi circa. Gli argomenti indicano quanto sia in evoluzione il vino e le sue declinazioni: le zonazioni storiche nel mondo, lo studio dell’ambiente attraverso nuovi modelli e strumenti, il clima nelle ere storiche e i cambiamenti climatici attuali, gli eventi geologici che hanno portato alla formazione dei suoli e la loro influenza sulla qualità dei vini, le aree viticole storiche del mondo, il paesaggio e il suo immaginario sulla qualità del vino, le tecniche colturali per massimizzare il valore dell’ambiente, il vigneto e la sua sostenibilità ambientale.

Un’occasione per scoprire il territorio. “Questa edizione – affermano Diego Tomasi e Antonio De Zanche, rispettivamente del CRA e Veneto Agricoltura – oltre alle sessioni ordinarie, che hanno reso celebre l’evento nel mondo, darà particolare risalto all’aspetto culturale e paesaggistico della viticoltura e del vino”. Per questo sono previsti tour conoscitivi in alcune tra le aree più prestigiose del Veneto abbinando alle visite enologiche momenti di conoscenza del territorio e delle sue tipicità come le “marogne” nel Valpolicella e il confronto tra paesaggi nuovi ed antichi a Collagù (TV),  nell’area del Prosecco.

(fonte Veneto Agricoltura)