Un lavoro apprezzabile, perché rappresenta un non facile tentativo di sintesi dell’ampio ed articolato quadro programmatico che dovrà orientare l’attività della Regione nel prossimo anno; ma, nello stesso tempo, un lavoro che presenta evidenti limiti di genericità ed astrattezza, in quanto gli obiettivi indicati non sono accompagnati né dalla previsione delle azioni che si intende porre in essere per raggiungerli né da un’indicazione di priorità. Questa la valutazione complessiva che Agrinsieme Veneto ha dato della proposta di DPEF 2014, chiedendosi se non sia giunto il momento di rivederne gli scopi e la natura.
Le priorità da perseguire. Agrinsieme Veneto ha ribadito che il Programma di Sviluppo Rurale 2014 – 2020 dovrà concentrare le risorse disponibili a favore delle imprese, per migliorarne la competitività e sostenerne lo sforzo di rinnovamento e adeguamento economico, evitando che le risorse stesse si disperdano in mille rivoli di dubbia utilità o in interventi che devono essere posti a carico della collettività. Ha ribadito l’importanza centrale del credito e delle assicurazioni: il primo da rilanciare anche come credito di conduzione a breve e puntando su di un Veneto Sviluppo rinnovato, in grado di rafforzare le garanzie a favore delle imprese; il sistema assicurativo da valorizzare a tutela del reddito anche per i rischi di mercato derivanti da cause specifiche. Due lacune del DPEF riguardano l’agriturismo e la riforma di Veneto Agricoltura, entrambi non menzionati. A proposito dell’agriturismo, Agrinsieme Veneto ha ribadito l’importanza di un suo inserimento all’interno di un contesto globale di sviluppo come parte costitutiva del sistema turistico complessivo. Di Veneto Agricoltura ha sottolineato che deve dedicarsi alla ricerca applicata ed alla sperimentazione negli ambiti di interesse delle imprese, ponendosi come obiettivo lo sviluppo, la valorizzazione ed il miglioramento della produzione agricola veneta e attivando strumenti efficaci per il trasferimento alle imprese delle conoscenze acquisite.
La parte del DPEF dedicata ai rapporti fra attività agricola ed ambiente ha suscitato in Agrinsieme Veneto fondate preoccupazioni, in quanto prevede una serie di impegni a carico degli agricoltori senza che venga neppure ventilata la possibilità di un sostegno o di una compensazione economica a loro vantaggio. E’ stato chiesto, quindi, che siano sempre chiariti fonte giuridica, natura, efficacia vincolante di ogni obbligo in materia ambientale che si pretende di imporre alle imprese agricole. Agrinsieme Veneto ha ribadito anche la necessità di riformare radicalmente il sistema vigente di risarcimento dei danni da fauna cacciabile ed attività venatoria a favore degli agricoltori, per la sua complessità burocratica ma, prima ancora, perché non consente alcun reale ristoro del danno subito. Si propone di sostituirlo con un Fondo specifico alimentato con il contributo della Regione e delle associazioni venatorie. Bisogna, inoltre, predisporre strumenti amministrativi e tecnici snelli ed efficaci per il contenimento della fauna ove la caccia è interdetta e in generaledi quella non cacciabile.
(Fonte: Agrinsieme – coordinamento di CIA, Confagricoltura, Confcooperative Fedagri, Legacoop Agroalimentare, AGCI Agrital nutre -)
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