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Proteggersi dai campi elettromagnetici, alcune possibili soluzioni

foto dracenaGrande successo per il convegno “Proteggersi dai campi elettromagnetici: nuove possibilità”,  organizzato da Eureka (Istituto Internazionale di Ricerca e per un alta qualità della vita) in collaborazione con Sefea (Società Europea Finanza Etica e Alternativa)e nell’aula magna dell’Abbazia di Praglia (PD) lo scorso 17 maggio.

I relatori al convegno EurekaE’ tempo di rigenerare. Ad introdurre il convegno Enzo Nastati,  presidente dell’Istituto Eureka, che ha contestualizzato il lavoro costante di Eureka e sottolineato l’importanza della creazione di corsi di formazione che non siano strumenti autoreferenti ma possano raggiungere quante più persone possibili. Fabio Salviato, direttore SEFEA (la finanziaria delle Banche Etiche), ha menzionato alcuni dati relativi ai titoli  “tossici” posseduti dalle prime venti banche del mondo; il sistema finanziario italiano è tecnicamente fallito ed è quindi necessario capire come la nostra generazione riuscirà a trovare soluzioni e se possibile metterci insieme, “perché la strada è stretta e abbiamo poco tempo ancora”. È indispensabile utilizzare responsabilmente il denaro e rigenerare per realizzare qualcosa di concreto.

Il convegno Eureka a Praglia 17.05Necessaria maggiore consapevolezza. A seguire Francesca Guidotti, presidente dell’Associazione RIVE (raggruppa gli eco-villaggi), che ha sottolineato la necessità per la rete degli ecovillaggi di raggiungere tutta la popolazione e per farlo i singoli ecovillaggi devono aprirsi verso l’esterno e far conoscere il proprio lavoro, impegno e speranza di una migliore qualità di vita. In questo senso è fondamentale mantenere in equilibrio le conoscenze scientifico-matematiche e la passione. L’intervento è stato completato da Silvio Palombo. Fabio Prescagin, di “EcoNatura Si”, ha rinnovato il suo impegno costante a fianco di Eureka, nella ricerca e nella conduzione di esperimenti in ambienti chiusi per raggiungere l’auspicata consapevolezza delle persone rispetto ai rischi dei CEM sui viventi.

Bambini i soggetti più a rischio. Mimmo Tringale, rivista AMM Terranuova, pur non presente, ha portato un contributo al convegno  esprimendo  il suo impegno di sostegno alla ricerca dell’Istituto e l’importanza del coinvolgimento delle persone che pian piano stanno acquisendo una crescente sensibilità rispetto al tema della sicurezza e della protezione dai CEM. Ciascuno di noi può alimentare la “massa critica” e diffondere il meritevole messaggio proposto nel corso del convegno e quotidianamente da chi è impegnato in questa difficile missione. L’architetto Enzo Micelli ha illustrato i risultati a livello fisico-tecnologico delle ricerche condotte negli istituti proposti sugli effetti concreti che i CEM hanno sugli individui; innanzitutto è emerso come siano più esposti a tali rischi i bambini che presentano in misura maggiore disturbi da elettrosensibilità, come tachicardia, mal di testa e stanchezza. È necessario operare una distinzione tra campi artificiali e naturali, rispettivamente nocivi e assolutamente sopportabili per l’uomo e gli esseri viventi in generale. I CEM influiscono sulla melatonina, sulle funzioni cognitive e  sui sistemi genetici. Per fare fronte a queste criticità sarebbe utile limitare l’uso dei dispositivi ad alta frequenza nei minori di 14 anni e adeguare i limiti di emissione di tali onde. Elena Tosoratti ha presentato gli esperimenti messi a punto da Eureka e i risultati raggiunti. In particolare, l’Istituto ha ragionato nella direzione di modificare gli ambienti in cui viviamo e che siano investiti dai CEM in modo da renderli quanto più immuni possibili dagli effetti negativi degli stessi.

Gli strumenti utili individuati in questo senso comprendono: un prodotto omeopatico, definito “Repel CEM” e lemnistica semplice e triplice, un filo elettrico sagomato ad 8 armonico. Questi due strumenti sono stati poi applicati concretamente, dando origine ad ulteriori due prodotti: la pianta Dracena composta con granuli di argilla espansa e impregnata di prodotto omeopatico e un dispositivo parallelepipedo con lemnistica triplice. È stato dimostrato come siano tutte iniziative efficaci nella schermatura dai CEM e nel miglioramento sostanziale della qualità di vita in ambienti indoor.  La ricerca dell’Istituto Eureka e dei suoi partners combinata con corsi di formazione e iniziative volte a implementare la partecipazione attiva di tutti gli individui, porterebbe sicuramente ad un globale miglioramento della qualità della vita.

(Fonte: Eureka)