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“Concorso e Premio Laura Conti 2024”, tesi di laurea da inviare entro il 30 novembre all’insegna delle tematiche legate ad ambiente, sostenibilità, educazione, sicurezza, risparmio e solidarietà

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Il “Concorso e Premio Laura Conti 2024”, promosso e sostenuto dalla Fondazione Icu (Istituto consumatori e utenti) di Venezia, celebra quest’anno il 25esimo anniversario. Pioniera delle tematiche ambientaliste negli anni Sessanta del secolo scorso, la friulana Laura Conti fu tra i fondatori della Lega per l’Ambiente, scrittrice e autrice di talento sulla questione dell’educazione, dell’assistenza sociale e dell’ambiente.

Il premio

Ha come obiettivo la valorizzazione e la divulgazione delle tesi di laurea che si occupano delle problematiche legate alla società sostenibile, alle energie rinnovabili, alla mobilità intelligente, al riciclo, ai rifiuti, alla bioedilizia, al commercio equo, alla difesa della natura, allo studio e alla difesa dei diritti dei consumatori. Oltre ai premi in denaro (1.000 euro al vincitore, 500 euro al secondo classificato e 250 euro al terzo), il Premio assegna ogni anno dei riconoscimenti speciali per categoria, inviando ai meritevoli di segnalazione uno specifico attestato. Questo perché la Fondazione ritiene che la maggior parte delle tesi siano il frutto di un grande impegno di ricerca e studio da parte degli studenti e meritano di essere conosciute. Per tale ragione, i migliori lavori diventano libri editi dall’Ecoistituto del Veneto, o dalla stessa Fondazione Icu, mentre altri vengono fatti conoscere attraverso la rivista Gaia. Inoltre, tutte le tesi di laurea verranno nel tempo archiviate con parole chiave in un database on-line. In questo modo, potranno essere trovate per soggetto e i vari autori avranno la possibilità di essere messi in contatto con chi volesse approfondire le tematiche affrontate.

Scadenza 30 novembre

Sono ammesse tesi di tutti i livelli, comprese quelle di dottorato e Master, discusse nelle università italiane negli anni accademici dal 2010-2011 in poi, inviate entro il 30 Novembre 2024 (farà fede il timbro postale) presso la sede dell’Ecoistituto del Veneto e della Fondazione Icu. La giuria è composta da Michele Boato, Anna Ciaperoni, Franco Rigosi, Paolo Stevanato. Per partecipare è necessario inviare il modulo di partecipazione on-line entro il 30 Novembre 2024. Tutte le informazioni si trovano nel Bando-Premio-ICU_Laura-Conti-2024 e nei siti www.ecoistituto-italia.com e www.fondazioneicu.org

Fonte: Fondazione Icu/Ecoistituto del Veneto “Alex Langer”

“Chiudere da subito la stagione venatoria sulle Dolomiti venete, friulane, trentine e bolzanine”: è l’appello di Mountain Wilderness Italia alle amministrazioni regionali delle Dolomiti. E domenica 11 novembre, l’Ecoistituto del Veneto Alex Langer organizza la 31^ marcia in difesa della Foresta del Cansiglio.

Mountain Wilderness Italia, associazione di alpinisti per la tutela dell’ambiente montano ha fatto un appello – che volentieri condividiamo di seguito – alle amministrazioni regionali delle Dolomiti chiedendo di sospendere da subito la caccia dopo il disastro alluvionale occorso a fine ottobre nel Triveneto.

“La frustata di vento subita da tutte le aree boscate delle Dolomiti è stata impressionante. Una prima valutazione porta a una schiantata diffusa che si aggira sui 5 milioni di metri cubi di legname. Sono state abbattute foreste mature ma anche boschi giovani, ancora perticaie. Migliaia di ettari di superfici impervie sono devastate. Si impiegheranno decenni per recuperare queste enormi aree, per vederle ancora coperte di vegetazione varia. Decenni di impegno dei servizi forestali, dei proprietari pubblici e privati dei boschi sono stati cancellati in poche ore”.

“Una foresta distrutta non significa solo piante. La foresta è come una città, è un insieme di vite e significati che l’uomo ancora non è riuscito a comprendere nella sua complessità. In queste enormi distese sono rimasti uccisi decine di migliaia di animali selvatici, non solo i grandi ungulati (cervi, caprioli, daini), ma anche altra pregiata fauna selvatica. Mountain Wilderness Italia lancia un appello alle amministrazioni regionali delle Dolomiti, a quelle delle province autonome, perché venga chiusa da subito la stagione venatoria. E’ inconcepibile in una situazione naturalistica tanto devastata permettere lo svolgimento della caccia. Quanto è sopravvissuto della fauna selvatica, probabilmente pochi esemplari di animali per area, va lasciato recuperare, tutto il mondo animale deve prepararsi a affrontare un duro inverno, dovrà riadattarsi a un territorio sconvolto e irriconoscibile, anche impercorribile”.

“Il prossimo anno andranno ripresi i censimenti, seri, attuati certo dai volontari, ma anche con l’apporto diffuso delle autorità preposte alla vigilanza: carabinieri – forestali, agenti venatori, polizia locale di vigilanza boschiva. Solo sulla base di censimenti gestiti e controllati dall’ente pubblico si potrà poi valutare se vi saranno o meno le condizioni per riaprire l’attività venatoria a qualche specie faunistica. Al momento, un minimo di rispetto deve portare tutte le sensibilità culturali e politiche dei territori delle Dolomiti a sostenere l’immediata e definitiva chiusura della caccia per la stagione 2018″.

11 novembre, tutti in marcia in difesa della foresta. Nel 1987 erano meno di una decina, l’anno dopo, in 2000. Da quell’anno in poi, alpinisti e ambientalisti non hanno mai smesso di trovarsi per marciare in difesa della Natura e, in particolare, dell’Antica Foresta del Cansiglio e lo stesso faranno domenica 11 novembre. Il ritrovo è alle ore 9.30 nel piazzale del ristorante S. Osvaldo al centro della Piana. Il maltempo di fine ottobre ha provocato dei danni notevoli anche alla foresta del Cansiglio, molto minori di quelli subiti dalle foreste del Cadore, Carnia, Altopiano di Asiago, Paneveggio, Latemar ecc… ma comunque rilevanti. Le aree più colpite in Cansiglio sono state Pian Rosada, Vivaio, Pian Canaie, proprio le zone da cui tradizionalmente si parte con la marcia verso Casera Palantina. Vista la difficile situazione, così come anche consigliato dal CAI nei giorni scorsi di evitare i sentieri nelle aree di foresta compromessa, è stato deciso di spostare l’incontro in Pian Cansiglio. Si parte alle ore 10 per il villaggio Cimbro de Le Rotte e da qui, attraverso il sentiero dei Cimbri, fino al villaggio di Vallorch per poi scendere fino al Rifugio escursionistico Casa Vallorch, l’edificio a cui con un incendio doloso un anno fa, ad una settimana dalla manifestazione contro la vendita dell’ex albergo San Marco, è stato bruciato il tetto. Arrivati al Rifugio Vallorch circa alle ore 12, ci si fermerà per una colazione al sacco, per fare il punto sul Cansiglio in generale, sui lavori di recupero al rifugio stesso, sulla situazione attuale dopo le avversità atmosferiche e sul futuro della gestione della foresta, sui tentativi ancora in atto di vendita del San Marco, sulle nostre possibili azioni future e in più qualche intervento musicale. Partenza circa alle 14 per proseguire lungo il sentiero naturalistico S nella faggeta, per poi scendere lungo il perimetro della ex base Nato ( Caserma Bianchin), costruita negli anni ’60 del secolo scorso in pieno periodo di Guerra Fredda, ora tutta bonificata tranne un hangar adibito a spazio multiuso (ricettivo e culturale), per ritornare al parcheggio del S. Osvaldo circa alle 15 e concludere la giornata con la presenza davanti all’ex albergo San Marco. Per informazioni, Ecoistituto del Veneto Alex Langer 041.935666 329.9611323.

Fonte: Mountain Wilderness Italia ed Ecoistituto del Veneto Alex Langer

Mountain Wilderness, co-fondata da Tonio de Savorgnani, premio Argav 2016, chiede alla Regione Veneto di stralciare dal collegato al bilancio la proposta sul disturbo venatorio

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da sx, Fabrizio Stelluto, presidente Argav, e Tonio de Savorgnani, Premio Argav 2016

(di Marina Meneguzzi, vice presidente Argav) “Il mio compito è di parlare dei problemi della montagna, dicendo la verità senza compromessi, confidando nella forza della comunicazione e nei giornalisti che hanno il coraggio di dire le cose come stanno. Certo, il confine tra quello che sarebbe conveniente dire e non dire è labile, è un problema non da poco con cui ci si deve confrontare, ma a cui si deve rispondere per il rispetto di se stessi”: questo il messaggio, semplice  e forte, che l’alpinista e ambientalista Tonio de Savorgnani, tra una proiezione e l’altra di luoghi a lui sacri come le montagne del Nepal e del Tibet, da lui visitate e scalate, ha espresso ai soci Argav presenti a Padova lo scorso 17 dicembre nelle sale del Forcellini 172 per insignirlo del Premio Argav 2016, riconoscimento che la nostra associazione assegna a quanti dimostrano con il loro operato di dare valore al territorio veneto.

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Un momento del Premio Argav 2016

Intralciare l’attività di un cacciatore costerà caro. Ed è un impegno di vita che Toio de Savorgnani, nel cui personale “Pantheon” spicca il mitico alpinista Walter Bonatti (1930-2011), ha espresso anche sabato scorso, comunicandoci l’ultima battaglia che sta conducendo insieme a Giancarlo Gazzola attraverso Mountain Wilderness Veneto, associazione di cui è co-fondatore, e Michele Boato dell’Ecoistituto del Veneto Alex Langer. “Lunedì prossimo (oggi per chi legge, ndr) in Consiglio Regionale del Veneto si aprirà la discussione sul Bilancio e sulla cosiddetta legge collegata, una lunga serie di leggi e leggine che la maggioranza non è riuscita ad  approvare, ma che in questo modo non verranno discusse ma votate in blocco. Una procedura molto discutibile e non tanto democratica. Una delle parti che più susciterà opposizione è quella relativa al cosiddetto disturbo venatorio, per cui chi si macchierà della colpa di azioni che in qualche modo dovessero creare intralcio all’attività di un cacciatore, potrà essere multato con un’ammenda da 600 a 3600 euro, caso unico in tutta Italia. Chiediamo, quindi, al presidente della regione Luca Zaia e al presidente del consiglio regionale Roberto Ciambetti di ritirare questa proposta antidemocratica che, se approvata, renderebbe ancora più conflittuale il rapporto tra mondo venatorio e associazioni ambientaliste, vanificando quel poco di collaborazione che si era instaurato con la regione in occasione del referendum contro le trivellazioni”,  ha spiegato de Savorgnani.

In vista un nuovo referendum contro la caccia? “L’attività della caccia gode in Italia molti e ingiustificati privilegi – ha continuato de Savorgnani – prima di tutto il diritto di entrare nei fondi privati senza chiedere permesso ai proprietari, grazie all’art 842 del Codice Civile, violando i principi fondamentali della proprietà privata, validi in tutta Europa tranne che in Italia e concessi solo per la caccia. Altro inaccettabile privilegio è che la legge 157 del 1992 “finge” di concedere ai proprietari dei fondi il diritto di negare l’accesso ai cacciatori, in quanto obbliga il privato a costose recinzioni e a permessi che vengono erogati ogni cinque anni e che, causa complicate procedure burocratiche, quasi nessuno riesce ad ottenere. Ma una sentenza  della Corte dei Diritti dell’Uomo ha stabilito l’illegittimità di tale privilegio, anche se riferito alla Germania, andando esso contro i diritti dell’Uomo. E siccome siamo in Europa, un principio valido in uno dei paesi membri dovrebbe esserlo in tutti gli altri. Chissà che un’occasione del genere riesca a dare la sveglia alle associazioni, affinché riescano ad organizzarsi e a rivendicare almeno il sacro diritto alla proprietà privata dei cittadini normali. E forse  un giorno dovremo ringraziare il consigliere regionale e cacciatore Sergio Berlato per essere riuscito, con le sue  proposte tanto esagerate da risultare perfino bizzarre, a suscitare l’indignazione necessaria per ripartire con un nuovo referendum contro la caccia“.

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da sx, Efrem Tassinato, premiato dal presidente Fabrizio Stelluto

Riconoscimento speciale anche ad Efrem Tassinato. Nel corso dell’incontro, il direttivo Argav ha consegnato all’amico e chef Efrem Tassinato, giornalista, tesoriere Unaga, nonché fondatore e presidente nazionale Wigwam, un premio Argav straordinario. Efrem è da sempre convinto ambientalista – negli anni ’70 del secolo scorso ha fondato l’OSAN (Organizzazione per la Salvaguardia dell’Ambiente Naturale) organizzando le prime esperienze di campi di Riboschimento nel Bellunese e nel Bresciano – ed è promotore di un’economia equo, solidale e sostenibile. Inoltre, da oltre vent’anni ospita nelle accoglienti sale del circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (Pd) i nostri incontri informativi mensili, che si concludono sempre all’insegna della convivialità, con menù tematici da lui preparati insieme alla moglie Diana all’insegna della genuinità dei prodotti.