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Nel Nordest lo spritz si evolve e guarda all’artigianalità dei prodotti

spritz euganeo

sprtiz Euganeo di Pino Cesarotto

(di Marina Meneguzzi) Si narra che lo spritz, l’aperitivo per eccellenza del Nordest, tragga le proprie origini nell’Ottocento dall’abitudine dei soldati austriaci, che a quel tempo occupavano le terre venete, di annacquare la gradazione alcolica dei vini locali con una spruzzata (dal tedesco spritzen) di acqua frizzante.

Prime evoluzioni della bevanda. Nel corso degli anni lo spritz originario, vino bianco e acqua gassata (o seltz) ha subito  numerose evoluzioni: dapprima l’aggiunta del Prosecco e poi, complice la presenza a Padova dell’aziend F.lli Barbieri, che nel 1919 produceva l’Aperol, oggi gestito da una multinazionale, l’aggiunta del retrogusto amaro del bitter. Il tutto servito in un bicchiere guarnito con una fetta d’arancio e olive.

Pino CesarottoLo spritz del Terzo Millennio guarda all’artigianalità. Nel momento in cui lo spritz classico è diventato uno degli aperitivi più consumati in Italia, ecco che nei bar del Nordest è inziata una nuova evoluzione, seppur ancora di nicchia, che guarda all’artigianalità dei prodotti usati nel crearlo. Ad esempio, il distillato all’arancia prodotto dalla famiglia Luxardo a Torreglia nel Padovano, oppure l’amaro dei storici distillatori friulani Nonino. Ancora, in versione bianca, si beve sempre più l’Hugo, aperitivo leggermente alcoolico, originario dell’Alto Adige e a base di Prosecco, sciroppo di fiori di sambuco, seltz (o acqua gassata) e foglie di menta. Ultimo nato, lo spritz Euganeo, creato ad Arquà Petrarca, borgo medievale incastonato nel verde dei colli Euganei, sempre nel Padovano, dall’eclettico Pino Cesarotto che, con il beneplacito della Strada del vino Colli Euganei, nella sua enoteca miscela il Moscato Fior d’Arancio Docg con pezzettini di arancia, ghiaccio ed un preparato alcolico (6°) dalla ricetta segreta. Per la guarnizione, al posto dell’oliva, usa un’altra drupa, la giuggiola, il frutto per antonomasia della zona, fresca in periodo di stagione tra settembre e ottobre e poi sotto spirito. Ancora, il socio e consigliere ARGAV Andrea Saviane, mi rende partecipe di un altro ingrediente che si è iniziato ad usare in Veneto – e non solo –  per fare lo spritz al posto degli ingredienti tradizionali. Al Prosecco, viene infatti mescolato l’Elisir Gambrinus, un vino liquoroso ottenuto dal Raboso del Piave, un vitigno autoctono della zona attorno a Treviso. Un liquore nato per caso, oltre centocinquanta anni fa, racconta sempre la leggenda, quando un oste, Giacomo Zanotto, dimenticò nel fondo della cantina alcune botti di rovere con, appunto, del raboso. Quando si accorse della loro esistenza assaggiò quel vino, diventato ormai liquoroso, e ne fu entusiasta. Era nata la base di quello che sarebbe diventato l’Elisir Gambrinus, la cui ricetta originale è ancora oggi costodita dalla famiglia Zanotto nel proprio ristorante a San Polo di Piave, nel trevigiano.