“Le accuse mosse alle imprese agricole dal segretario della Flai-Cgil di Padova, Andrea Gambillara, e apparse di recente sulla stampa, circa la generale situazione di illegalità nei rapporti di lavoro sono infondate e pretestuose. Se sono emerse delle irregolarità presso alcune aziende, queste vanno perseguite dagli organismi competenti, come succede da sempre”. A dirlo in una nota, il presidente di Confagricoltura Padova Giordano Emo Capodilista. Che aggiunge: “Partire da normali accertamenti per affermare che nelle aziende agricole della provincia di Padova sono all’ordine del giorno lo “sfruttamento e le irregolarità fiscali e previdenziali”, oltre che diffuso il fenomeno del caporalato, è necessaria tanta fantasia e anche tanta malafede, connotati poco apprezzabili in un sindacato dei lavoratori che vuole stare al passo con i tempi”.
Nel padovano, quasi 3 mila occupati in agricoltura. “Gli occupati in agricoltura nella provincia di Padova come lavoratori dipendenti sono poco più di 2 mila – e non 5 mila come sostiene Flai-Cgi- e di questi circa il 40 per cento è assunto con contratto a tempo indeterminato”, continua Emo Capodilista. Che aggiunge: “L’altro 60 per cento è composto da operai a tempo determinato e da stagionali. E’ noto infatti che l’agricoltura è uno dei settori basato sulla stagionalità delle produzioni: la raccolta dell’uva e della frutta viene fatta in autunno per esempio. Ai lavoratori dipendenti vanno aggiunti circa 6 mila lavoratori autonomi (coltivatori diretti e imprenditori agricoli) che nell’insieme costituiscono una forza lavoro adeguata alle esigenze e all’economia del settore”.
Lavoratori agricoli in dimimuzione nel Veneto. “Per quanto riguarda l’incremento, nel Veneto, del 4 per cento del valore della produzione agricola tra il 2012 eil 2013 ripreso dalla conferenza stampa della Regione tenutasi nei giorni scorsi – afferma Emo Capodilista – si tratta di un risultato facilmente spiegabile con il fatto che il 2012 è stato per la nostra agricoltura un anno orribile per effetto della siccità. Altro aspetto che connota l’agricoltura è infatti la variabilità delle produzioni in funzione del clima. Nonostante le difficoltà dovute al mercato e al clima che l’agricoltura ha dovuto sopportare negli ultimi due anni, va detto che nella provincia di Padova le aziende non hanno lasciato a casa lavoratori, confermando, anche nel 2013, i livelli occupazionali raggiunti gli anni precedenti, e ciò in controtendenza rispetto gli altri settori. Il meno 13% di occupati agricoli citato da Flai-Cgil si riferisce al Veneto e comprende in particolare i lavoratori autonomi (coltivatori diretti..), da anni in decrescita fisiologica per motivi di età, oltre a considerare, purtroppo, anche la chiusura di un certo numero di aziende agricole per effetto della crisi”.
Disponibilità al dialogo. Conclude Emo Capodilista: “Confagricoltura sta lavorando da anni per favorire il rispetto delle regole e per stabilire un dialogo costruttivo con i sindacati dei lavoratori che metta le imprese nella condizione di aumentare il numero degli occupati e anche di migliorare le loro condizioni di lavoro. Siamo disponibili ad esaminare e a discutere ogni proposta utile a consolidare i rapporti di lavoro e a rendere più fluido e trasparente il sistema di collocamento. Però si deve ragionare sulla base di dati reali e si devono considerare seriamente le difficoltà (anche loro reali!) che in questo momento tutte le imprese, comprese quelle agricole, stanno vivendo”.
(Fonte: Confagricoltura Padova)
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