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Confagricoltura Padova, Alessandra Da Porto è la nuova presidente

Alessandra Da Porto è la nuova presidente di Confagricoltura Padova. L’elezione si è lo scorso venerdì 26 giugno, in occasione dell’Assemblea Generale dell’Associazione, ospitata all’Hotel Crowne Plaza di Padova, alla presenza del vicepresidente nazionale di Confagricoltura, Emo Capodilista Giordano, del presidente di Confagricoltura Veneto, Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, degli associati, dei delegati territoriali, dei rappresentanti degli organismi dirigenti e del sistema Confagricoltura. Da Porto succede a Michele Barbetta, che lascia la guida dell’Associazione dopo otto anni di presidenza, avendo ricoperto due mandati: il primo avviato nel 2018 e il secondo dopo la riconferma del 2022.

Agronoma e imprenditrice agricola, Alessandra Da Porto era già vicepresidente di Confagricoltura Padova e componente del Comitato di Presidenza. Gestisce un’azienda agricola e un’attività agrituristica a Vigonza, portando con sé un’esperienza diretta d’impresa, radicata nel territorio padovano e attenta ai temi dell’innovazione, della sostenibilità e della valorizzazione del ruolo femminile in agricoltura. Nel corso dell’Assemblea sono stati eletti anche i membri del nuovo Consiglio Direttivo e i Probiviri: Giorgio Salvan, Fabio Finco e Pierluigi Rigato, indicati dalla presidente ed eletti con voto unanime.

“Concludo questi otto anni di presidenza – ha dichiarato il presidente uscente, Michele Barbetta - con un profondo senso di gratitudine verso tutti gli imprenditori agricoli che ogni giorno, con professionalità e determinazione, continuano a garantire cibo, tutela del territorio e sviluppo economico. Sono stati anni complessi, segnati dalla pandemia, dalla crisi energetica, dall'aumento dei costi di produzione, dalle conseguenze della guerra in Ucraina e da un cambiamento climatico che ha reso sempre più difficile programmare il lavoro nei campi. Abbiamo affrontato insieme queste sfide, cercando sempre di rappresentare con forza le esigenze delle nostre aziende e di costruire un dialogo costruttivo con le istituzioni. Lascio oggi un'associazione solida, competente e pronta ad affrontare una nuova fase. Ad Alessandra Da Porto rivolgo il mio più sincero augurio di buon lavoro, certo che saprà guidare Confagricoltura Padova con passione, equilibrio e visione, accompagnando le imprese verso un'agricoltura sempre più innovativa, sostenibile e competitiva”.
“Raccolgo questa responsabilità con gratitudine e senso del dovere – ha replicato Alessandra Da Porto –. Confagricoltura Padova rappresenta imprese vere, famiglie, lavoro, territori e filiere produttive che ogni giorno affrontano sfide sempre più complesse. Il nostro compito sarà quello di continuare a dare voce agli agricoltori, difendere il reddito delle aziende e accompagnare il settore dentro una fase di cambiamento che richiede competenza, visione e unità”.

Al termine della parte assembleare si è svolta la tavola rotonda “Agricoltura sostenibile: valore per le imprese”, dedicata a uno dei temi centrali per il futuro del settore primario. Il confronto ha visto la partecipazione del professor Gianni Barcaccia, direttore del Dipartimento di Agraria dell’Università di Padova, di Federico Caner, direttore di Veneto Agricoltura, e di Elisa Venturini, assessore all’Ambiente della Regione Veneto. L’agricoltura sta vivendo una trasformazione profonda. Da una parte il cambiamento climatico modifica le condizioni produttive, con minore disponibilità d’acqua, eventi estremi più frequenti, nuove fitopatie e una crescente pressione sugli ecosistemi. Dall’altra le imprese agricole devono restare competitive, produrre qualità, garantire reddito e rispondere a richieste ambientali sempre più stringenti. In apertura di confronto è stato affrontato il tema delle Tecniche di Evoluzione Assistita (Tea) anche alla luce del nuovo quadro normativo europeo. Il professor Barcaccia ha richiamato la distinzione tra Tea e Ogm, sottolineando come le nuove tecniche di miglioramento genetico possano rappresentare una frontiera decisiva per ottenere varietà più resistenti alle malattie, alla siccità e agli stress climatici, senza introdurre DNA estraneo ma intervenendo in modo mirato sui caratteri già presenti nelle piante.

Per l’agricoltura veneta, queste tecnologie potrebbero offrire risposte concrete su colture strategiche come vite, mais, frumento, orticole e frutticole, riducendo la necessità di trattamenti, migliorando la capacità di adattamento agli stress ambientali e aumentando la stabilità produttiva. Nei prossimi dieci anni, la ricerca genetica applicata alle colture sarà chiamata a lavorare soprattutto su resilienza climatica, resistenza alle patologie e uso più efficiente dell’acqua. Federico Caner ha invece portato l’attenzione sulle innovazioni che sono già presenti nelle aziende agricole venete: agricoltura di precisione, sensoristica, gestione razionale dell’irrigazione, tecniche conservative del suolo, sperimentazione varietale, difesa integrata e digitalizzazione dei processi produttivi. Veneto Agricoltura, attraverso i propri centri sperimentali e dimostrativi, sta lavorando proprio per trasferire alle imprese soluzioni applicabili, misurabili e sostenibili anche dal punto di vista economico. La sostenibilità, è emerso dal confronto, non può essere interpretata come un vincolo astratto, ma come un percorso tecnico e imprenditoriale. Significa ridurre gli sprechi, usare meglio le risorse, aumentare l’efficienza, proteggere il suolo e l’acqua, ma anche consentire alle aziende agricole di rimanere sul mercato.

L’assessore Elisa Venturini ha posto l’accento sulla necessità di conciliare tutela ambientale e competitività delle imprese. La sfida principale riguarda oggi la gestione degli effetti del cambiamento climatico: acqua, suolo, qualità dell’aria, difesa del territorio e protezione degli ecosistemi sono ambiti che richiedono politiche integrate, capaci di accompagnare le aziende e non di lasciarle sole davanti alla transizione. A chiudere la tavola rotonda è stata la neo presidente Alessandra Da Porto, che ha richiamato il ruolo dell’agricoltura come presidio economico, ambientale e sociale del territorio.“La sostenibilità non può essere uno slogan – ha concluso Da Porto –. Per le imprese agricole deve diventare una strada percorribile, fatta di innovazione, ricerca, investimenti e regole chiare. Gli agricoltori non sono un problema da correggere, ma una parte essenziale della soluzione. Il nostro compito sarà quello di accompagnare le aziende in questa direzione, difendendo la loro capacità di produrre, creare valore e custodire il territorio”.

Fonte: servizio stampa Confagricoltura Padova

Sostegno regionale alle aziende agricole di Vo’ Euganeo, prima zona rossa del Veneto. In autunno, si valuterà la candidatura dei Colli Euganei a patrimonio dell’Umanità Unesco.

La Regione Veneto farà un bando specifico per sostenere le oltre 160 aziende agricole di Vo’ Euganeo, la prima zona rossa del Veneto che più ha patito le conseguenze della pandemia. Lo ha annunciato l’assessore regionale all’agricoltura Giuseppe Pan nel corso dell’assemblea annuale di Confagricoltura Padova, che si è svolta ieri sera a Villa Sceriman, a Vo’ Euganeo (PD).

Unesco. Pan ha anche aggiunto che in autunno riunirà tutti i sindaci dei Comuni dei Colli Euganei per valutare di avviare la procedura della candidatura a patrimonio dell’umanità dell’Unesco, “un percorso lungo – ha spiegato – ma che potrebbe essere un volano per promuovere il nostro territorio. Ma servono coesione e partecipazione da parte di tutti”.

Luci e ombre. Michele Barbetta, presidente di Confagricoltura Padova, ha tracciato una panoramica sulla recessione in corso e sulla situazione dei comparti agricoli. “Agriturismi e cantine sono stati i due comparti legati al turismo e alla ristorazione di qualità che hanno patito le conseguenze più pesanti del lockdown – ha detto -, ma le difficoltà ci sono state anche per i settori del florovivaismo e della manutenzione del verde e poi per gli allevamenti di suini, delle vacche da latte, degli ovini e dei conigli. In questo momento la situazione per alcuni settori è in ripresa, sia pur lenta, ma per altri si è ancora in attesa che il mercato ritrovi un equilibrio. Siamo però tutti preoccupati per le ricadute della pandemia a livello economico. La caduta del Pil a fine anno probabilmente supererà l’11 per cento e il rapporto tra debito pubblico e Pil è destinato a salire fino al 160 per cento. La cassa integrazione, i contributi e gli ammortizzatori sociali hanno attenuato gli effetti sociali e occupazionali. Ma il rilancio dell’economia deve partire da una strategia per il futuro, con interventi mirati a una crescita stabile e duratura: Confagricoltura propone di ridurre le aliquote Iva e di alleggerire il cuneo fiscale dei lavoratori per far ripartire la domanda di beni e servizi. Dobbiamo inoltre riconquistare una parte di mercato interno, oggi occupato dalle importazioni”.

2019, anno nero della cimice asiatica. “Nel 2019 molte aziende padovane hanno deciso di espiantare i frutteti, altre sono andate in difficoltà economica. Con la pandemia abbiamo visto il crollo dei prezzi, dall’ortofrutta al latte, mentre le produzioni di maggior pregio, come i prosciutti e i formaggi dop, sono andate in crisi a causa della chiusura di bar e ristoranti. Nonostante ciò nessuna delle nostre aziende ha pensato a licenziamenti o chiusure. Chiediamo però una sburocratizzazione e una valorizzazione dei nostri prodotti. E soprattutto che si finisca di demonizzare l’agricoltura e gli allevamenti, dato che da anni investiamo sul benessere animale e sul miglioramento delle strutture”.

Fonte: Servizio stampa Confagricoltura Padova

Diga sull’Adige, Confagricoltura contraria

Emo Capodilista

Giordano Emo Capodilista, presidente Confagricoltura Padova

Confagricoltura Padova contrasterà il progetto per la realizzazione di una diga sul fiume Adige tra Terrazzo e Badia Polesine finalizzato alla produzione di energia elettrica. “Il problema è proprio la finalità esclusiva di sfruttamento del corso d’acqua a fini energetici del progetto -sottolinea il presidente dell’associazione Giordano Emo Capodilista– che non possiamo accettare.

L’uso a fini di lucro dell’acqua non  può prevalere o anche solo condizionare l’ottimale regolazione dei livelli del fiume, indispensabile anzitutto per garantire la sicurezza idraulica e poi per consentire la disponibilità di una adeguata quantità di acqua per gli scopi di potabilizzazione e di irrigazione. Va infatti ricordato che la legge Galli, per quanto riguarda l’impiego dell’acqua, dà priorità agli scopi irrigui prima di quelli industriali”. Confagricoltura, in sintonia con i consorzi di bonifica delle province di Padova, Rovigo e Venezia, è preoccupata per la possibile riduzione del livello del fiume a valle della diga che comprometterebbe l’attingimento di acqua per l’irrigazione, è provocherebbe anche il progressivo depauperamento dei sedimenti e la risalita del cuneo salino.

Rischio di limitazioni acqua per irrigazione anche nel Veronese. “Il fiume va rispettato e amministrato con grande cura; ogni intervento deve essere integrato nella gestione complessiva del corso d’acqua. Già altre centrali idroelettriche che stanno per essere realizzate in provincia di Verona sono state autorizzate senza un’attenta valutazione e probabilmente porteranno alla limitazione dei quantitativi di acqua destinata all’irrigazione proprio nei periodi in cui ci sarà un maggior bisogno per l’agricoltura”, conclude Emo Capodilista.

Fonte: Confagricoltura Padova

Nel padovano, Imprese agricole in affanno, prezzi al di sotto dei costi di produzione

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiPrezzi di quasi tutti prodotti agricoli ai minimi storici, consumi e domanda interna fermi, importazioni dall’estero senza controlli: sono i temi che stanno angosciando le imprese agricole e che hanno acceso la discussione all’interno del consiglio direttivo di Confagricoltura Padova.

“Un’altra annata amara – conferma il presidente dell’Associazione Giordano Emo Capodilista – che si aggiunge alle due precedenti, segnate da eventi climatici negativi, e che porterà ad ulteriori contrazioni dei ricavi e dei redditi delle imprese agricole. C’è sofferenza nelle campagne – continua il presidente di Confagricoltura – soprattutto perché non si intravedono prospettive di miglioramento dei mercati e condizioni di ripresa dei consumi interni. Basta osservare il calo degli acquisti alimentari segnalato quotidianamente dai supermercati”. Cereali, soia, frutta, bovini e suini da macello registrano prezzi alla produzione mai visti prima, nettamente al di sotto dei costi. Ma anche le quotazioni dell’uva e del vino sono stagnanti e per il latte si sta assistendo nelle ultime settimane ad un crollo del prezzo del prodotto importato che preoccupa molto gli allevatori, soprattutto in prospettiva dell’abolizione nel 2015 delle quote di produzione. Non va meglio ai florovivaisti, le cui produzioni  sono compresse da un mercato asfittico dovuto alla crisi dei consumi e – secondo Older Pandolfo coordinatore della sezione florovivaistica di Confagricoltura – “anche da acquirenti poco affidabili, che non pagano i prodotti”.

Standard di qualità alti per l’agroalimentare italiano, non premiati sugli scaffali. Claudio Voltan, presidente della Stalla sociale di Terrassa Padovana e dirigente di Confagricoltura afferma che in queste condizioni per ogni capo bovino allevato e macellato la sua cooperativa registra una perdita di oltre 200 €. “Purtroppo aumentano i costi dei mezzi tecnici, dei servizi ed aumentano anche i vincoli a cui sono sottoposte le nostre aziende a garanzia della qualità e della salubrità del prodotto. Ma poi la nostra carne non viene riconosciuta e valorizzata negli scaffali dei supermercati” ha dichiarato Voltan. In Italia le aziende agricole e di allevamento garantiscono standard qualitativi elevati, ma purtroppo il loro sforzo non è premiato dal mercato e nemmeno dall’industria alimentare e dalla distribuzione, aggiunge Michele Barbetta, presidente dei produttori di avicoli e di uova della Confagricoltura del Veneto. “Gli operatori – aggiunge il dirigente di Confagricoltura – tendono ad approvvigionarsi da Paesi terzi, acquistando a prezzi inferiori prodotti agricoli e zootecnici ottenuti in condizioni meno restrittive di quelle previste in Italia e senza adeguati controlli alle frontiere. Ricordiamo per tutti il rischio che ha sfiorato i nostri  allevamenti per la diffusione di mangimi prodotti con cereali importati dall’Ucraina contenenti diossina”.

Burocrazia, lotta impari. “Sono questi i problemi delle nostre aziende agricole – conclude il Emo Capodilista – problemi che meriterebbero più attenzione da parte della classe politica e dei governi nazionale e regionale, ma anche di tutta la filiera agroalimentare italiana, dell’industria alimentare e degli operatori della distribuzione”. Nella sostanza gli agricoltori chiedono una burocrazia meno opprimente che permetta loro di concorrere con gli altri Paesi e soprattutto una corretta valorizzazione commerciale delle loro produzioni che – sottolinea Emo Capodilista –  “costituiscono la base insostituibile del successo dell’agroalimentare italiano nel mondo”.

Fonte: Confagricoltura Padova

Confagricoltura: “Dalla CGIL accuse false. Il settore agricolo consolida l’occupazione”

Voucher agricoltura“Le accuse mosse alle imprese agricole dal segretario della Flai-Cgil di Padova, Andrea Gambillara, e apparse di recente sulla stampa, circa la generale situazione di illegalità nei rapporti di lavoro sono infondate e pretestuose. Se sono emerse  delle irregolarità presso alcune aziende, queste vanno perseguite dagli organismi competenti, come succede da sempre”. A dirlo in una nota, il presidente di Confagricoltura Padova Giordano Emo Capodilista. Che aggiunge: “Partire da normali accertamenti per affermare che nelle aziende agricole della provincia di Padova sono all’ordine del giorno lo “sfruttamento e le irregolarità fiscali e previdenziali”, oltre che diffuso il fenomeno del caporalato, è necessaria tanta fantasia e anche tanta malafede, connotati poco apprezzabili in un sindacato dei lavoratori  che vuole stare al passo con i tempi”.

Nel padovano, quasi 3 mila occupati in agricoltura. “Gli occupati in agricoltura nella provincia di Padova come lavoratori dipendenti sono poco più di 2 mila – e non 5 mila come sostiene Flai-Cgi-  e di questi circa il 40 per cento è assunto con contratto a tempo indeterminato”,  continua Emo Capodilista. Che aggiunge: “L’altro 60 per cento è composto da operai a tempo determinato e da stagionali. E’ noto infatti  che l’agricoltura è uno dei settori basato sulla stagionalità delle produzioni: la raccolta dell’uva e della frutta viene fatta in autunno per esempio. Ai lavoratori dipendenti vanno aggiunti circa 6 mila lavoratori autonomi (coltivatori diretti e imprenditori agricoli) che nell’insieme costituiscono una forza lavoro adeguata alle esigenze e all’economia del settore”.

Lavoratori agricoli in dimimuzione nel Veneto. “Per quanto riguarda l’incremento, nel Veneto, del 4 per cento del valore della produzione agricola tra il 2012  eil 2013  ripreso dalla conferenza  stampa della Regione tenutasi nei giorni scorsi – afferma Emo Capodilista – si tratta di un risultato facilmente spiegabile con il fatto che il 2012 è stato per la nostra agricoltura un anno orribile per effetto della siccità. Altro aspetto che connota l’agricoltura è infatti la variabilità delle produzioni in funzione del clima. Nonostante le difficoltà dovute al mercato e al clima che l’agricoltura ha dovuto sopportare negli ultimi due anni, va detto che nella provincia di Padova le aziende non hanno lasciato a casa lavoratori, confermando, anche nel 2013, i livelli occupazionali raggiunti gli anni precedenti, e ciò in controtendenza rispetto gli altri settori. Il meno 13% di occupati agricoli citato da Flai-Cgil si riferisce al Veneto e comprende in particolare i lavoratori autonomi (coltivatori diretti..), da anni in decrescita fisiologica per motivi di età, oltre a considerare, purtroppo, anche la chiusura di un certo numero di aziende agricole per effetto della crisi”.

Disponibilità al dialogo. Conclude Emo Capodilista: “Confagricoltura sta lavorando da anni per favorire il rispetto delle regole e per stabilire un dialogo costruttivo con i sindacati dei lavoratori che metta le imprese nella condizione di aumentare il numero degli occupati e anche di migliorare le loro condizioni di lavoro. Siamo disponibili ad esaminare e a discutere ogni proposta utile a consolidare i rapporti di lavoro e a rendere più fluido e  trasparente il sistema di collocamento. Però si deve ragionare sulla base di dati reali e si devono considerare seriamente le difficoltà (anche loro reali!) che in questo momento tutte le imprese, comprese quelle agricole, stanno vivendo”.

(Fonte: Confagricoltura Padova)

Assemblea di Confagricoltura Padova, lanciata la sfida del cambiamento

IMG_2012La “sfida del cambiamento” è il tema su cui ha dibattuto nei giorni scorsi l’assemblea di Confagricoltura Padova alla presenza del presidente nazionale Mario Guidi e di esponenti della Regione: il presidente del Consiglio regionale Clodovaldo Ruffato, l’assessore all’ambiente Maurizio Conte e il presidente della Camera di Commercio di Padova e di Unioncamere del Veneto Fernando Zilio.

Sicurezza idraulica, una priorità. Giordano Emo Capodilista, presidente di Confagricoltura Padova,  ha puntato il dito contro gli sprechi della pubblica amministrazione, le spese per opere inutili e le ruberie di vario genere che purtroppo stanno emergendo in tutta la loro gravità e drammaticità anche nella nostra regione. Queste cose, ha precisato Capodilista, “fanno aumentare la rabbia di tutti i cittadini e in particolare di quelli che nei mesi scorsi sono stati sommersi dall’acqua per oltre una settimana a causa dell’incuria e dell’inadeguatezza  in cui versano fiumi indispensabili per la sicurezza idraulica come il Fratta-Gorzone e il Bacchiglione.  La sicurezza idraulica è una priorità e i soldi vanno trovati nel bilancio della Regione se non arrivano dallo Stato, altrimenti continueranno a pagare le aziende agricole, perdendo ogni anno i loro raccolti e anche la voglia di coltivare e di fare impresa”.

Burocrazia, ostacolo alle imprese. Confagricoltura ha poi sottolineato l’importanza per il settore del piano di sviluppo rurale (PSR) approvato nei giorni scorsi dalla Giunta regionale con la sua dotazione di un 1 miliardo 184 milioni che “devono andare alle imprese agricole -e non ad altri soggetti-  per migliorare le loro strutture, i loro prodotti e per contribuire a creare nuovi posti di lavoro” ha detto il presidente di Confagricoltura Veneto Lorenzo Nicoli. Ma nello stesso tempo, secondo Confagricoltura, Regione e Stato devono semplificare leggi e procedure e devono togliere la zavorra di burocrazia che sta opprimendo le imprese. Le autorizzazioni per gli investimenti devono essere celeri, lo sportello unico (suap) è spesso un intralcio e un costo per le imprese più che un mezzo per velocizzare l’iter amministrativo, scadenze amministrative e fiscali e vari obblighi burocratici non possono contrastare la normale attività delle imprese. Gli errori formali -spesso dovuti alle complicazioni burocratiche- vanno distinti dalle truffe e dall’evasione fiscale. “Non siamo delinquenti perché ci dimentichiamo una scadenza o una firma” ha concluso Nicoli.

Sviluppo dell’economia italiana solo se si investe. Mario Guidi si è soffermato sull’importanza delle produzioni agricole e agroalimentari italiane per l’economia nazionale. Esse costituiscono il 17% del prodotto interno lordo e producono 33 miliardi di esportazioni. “Volumi che si possono raddoppiare nel giro di pochi anni se si tutelano i marchi del made in Italy -ha aggiunto il presidente di Confagricoltura- ma soprattutto se si investe nelle filiere produttive, negli accordi agroindustriali e nelle infrastrutture commerciali  per far conoscere e vendere in tutti i paesi del mondo i prodotti delle nostre imprese agricole ed agroalimentari”.

(Fonte: Confagricoltura Padova)

 

“Imu, l’agricoltura ha pagato troppo”. Appello di Confagricoltura e Cia al Governo: «Rispettate i patti»

imuImu, l’agricoltura ha pagato più di quanto dovuto: i soldi vanno restituiti agli imprenditori. È questa la sintesi dell’appello che Confagricoltura Padova, insieme alla Cia (Confederazione Italiana Agricoltori), ha deciso di inoltrare al Governo.

Da attuare la “clausola di salvaguardia”. «L’aggravio aggiuntivo per il settore è stato di circa 366 milioni di euro contro i 210 milioni di euro concordati con l’esecutivo – dice il presidente di Confagricoltura Padova Giordano Emo Capodilista – Ora va attuata la “clausola di salvaguardia” prevista dalla legge. Clausola attraverso la quale si doveva provvedere ad un’eventuale revisione delle aliquote relative ai fabbricati rurali strumentali e ai terreni agricoli con un decreto del presidente del Consiglio da emanarsi entro il 10 dicembre 2012. Ancora non si vede nulla in questo senso, e quindi le nostre organizzazioni sono pronte ad azioni sindacali e legali».

In concreto, dunque, l’Imu sui terreni agricoli e sui fabbricati rurali versata dagli imprenditori ha superato la “soglia” concordata con il governo. «Contestiamo le stime elaborate dal ministero dell’Economia e delle Finanze – spiega Emo Capodilista –. C’è necessità di un chiarimento, perché queste cifre non rispecchiano la realtà. Non è corretta la scelta di assumere quale dato di partenza i 550 milioni di gettito Imu effettivo sui terreni, senza considerare le maggiorazioni applicate dai Comuni. Sicuramente il gettito previsto per i fabbricati rurali strumentali è inferiore (circa 59 milioni di euro in meno) a quello stimato. Inoltre, manca all’appello un numero consistente di fabbricati rurali, visto che proprio il governo è rimasto insensibile alle richieste di proroga dell’accatastamento, facendo ricadere sugli agricoltori l’onere di svolgere in tempi inadeguati un compito che il catasto non è stato in grado di compiere in oltre 40 anni».

Compensazioni. Confagricoltura e Cia sostengono che le minori entrate sui fabbricati rurali sono state più che compensate dal maggior gettito incassato sui terreni agricoli. «Senza contare – precisa ancora il presidente di Confagricoltura Padova – che ai dati sul gettito forniti dal ministero andrebbero aggiunti i versamenti sui fabbricati rurali degli agricoltori colpiti dal sisma del maggio 2012 che hanno usufruito del differimento dei termini per il pagamento dei tributi».

(Fonte: Confagricoltura/Cia Padova)