
Alessandra Da Porto è la nuova presidente di Confagricoltura Padova. L’elezione si è lo scorso venerdì 26 giugno, in occasione dell’Assemblea Generale dell’Associazione, ospitata all’Hotel Crowne Plaza di Padova, alla presenza del vicepresidente nazionale di Confagricoltura, Emo Capodilista Giordano, del presidente di Confagricoltura Veneto, Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, degli associati, dei delegati territoriali, dei rappresentanti degli organismi dirigenti e del sistema Confagricoltura. Da Porto succede a Michele Barbetta, che lascia la guida dell’Associazione dopo otto anni di presidenza, avendo ricoperto due mandati: il primo avviato nel 2018 e il secondo dopo la riconferma del 2022.
Agronoma e imprenditrice agricola, Alessandra Da Porto era già vicepresidente di Confagricoltura Padova e componente del Comitato di Presidenza. Gestisce un’azienda agricola e un’attività agrituristica a Vigonza, portando con sé un’esperienza diretta d’impresa, radicata nel territorio padovano e attenta ai temi dell’innovazione, della sostenibilità e della valorizzazione del ruolo femminile in agricoltura. Nel corso dell’Assemblea sono stati eletti anche i membri del nuovo Consiglio Direttivo e i Probiviri: Giorgio Salvan, Fabio Finco e Pierluigi Rigato, indicati dalla presidente ed eletti con voto unanime.
“Concludo questi otto anni di presidenza – ha dichiarato il presidente uscente, Michele Barbetta - con un profondo senso di gratitudine verso tutti gli imprenditori agricoli che ogni giorno, con professionalità e determinazione, continuano a garantire cibo, tutela del territorio e sviluppo economico. Sono stati anni complessi, segnati dalla pandemia, dalla crisi energetica, dall'aumento dei costi di produzione, dalle conseguenze della guerra in Ucraina e da un cambiamento climatico che ha reso sempre più difficile programmare il lavoro nei campi. Abbiamo affrontato insieme queste sfide, cercando sempre di rappresentare con forza le esigenze delle nostre aziende e di costruire un dialogo costruttivo con le istituzioni. Lascio oggi un'associazione solida, competente e pronta ad affrontare una nuova fase. Ad Alessandra Da Porto rivolgo il mio più sincero augurio di buon lavoro, certo che saprà guidare Confagricoltura Padova con passione, equilibrio e visione, accompagnando le imprese verso un'agricoltura sempre più innovativa, sostenibile e competitiva”.
“Raccolgo questa responsabilità con gratitudine e senso del dovere – ha replicato Alessandra Da Porto –. Confagricoltura Padova rappresenta imprese vere, famiglie, lavoro, territori e filiere produttive che ogni giorno affrontano sfide sempre più complesse. Il nostro compito sarà quello di continuare a dare voce agli agricoltori, difendere il reddito delle aziende e accompagnare il settore dentro una fase di cambiamento che richiede competenza, visione e unità”.
Al termine della parte assembleare si è svolta la tavola rotonda “Agricoltura sostenibile: valore per le imprese”, dedicata a uno dei temi centrali per il futuro del settore primario. Il confronto ha visto la partecipazione del professor Gianni Barcaccia, direttore del Dipartimento di Agraria dell’Università di Padova, di Federico Caner, direttore di Veneto Agricoltura, e di Elisa Venturini, assessore all’Ambiente della Regione Veneto. L’agricoltura sta vivendo una trasformazione profonda. Da una parte il cambiamento climatico modifica le condizioni produttive, con minore disponibilità d’acqua, eventi estremi più frequenti, nuove fitopatie e una crescente pressione sugli ecosistemi. Dall’altra le imprese agricole devono restare competitive, produrre qualità, garantire reddito e rispondere a richieste ambientali sempre più stringenti. In apertura di confronto è stato affrontato il tema delle Tecniche di Evoluzione Assistita (Tea) anche alla luce del nuovo quadro normativo europeo. Il professor Barcaccia ha richiamato la distinzione tra Tea e Ogm, sottolineando come le nuove tecniche di miglioramento genetico possano rappresentare una frontiera decisiva per ottenere varietà più resistenti alle malattie, alla siccità e agli stress climatici, senza introdurre DNA estraneo ma intervenendo in modo mirato sui caratteri già presenti nelle piante.
Per l’agricoltura veneta, queste tecnologie potrebbero offrire risposte concrete su colture strategiche come vite, mais, frumento, orticole e frutticole, riducendo la necessità di trattamenti, migliorando la capacità di adattamento agli stress ambientali e aumentando la stabilità produttiva. Nei prossimi dieci anni, la ricerca genetica applicata alle colture sarà chiamata a lavorare soprattutto su resilienza climatica, resistenza alle patologie e uso più efficiente dell’acqua. Federico Caner ha invece portato l’attenzione sulle innovazioni che sono già presenti nelle aziende agricole venete: agricoltura di precisione, sensoristica, gestione razionale dell’irrigazione, tecniche conservative del suolo, sperimentazione varietale, difesa integrata e digitalizzazione dei processi produttivi. Veneto Agricoltura, attraverso i propri centri sperimentali e dimostrativi, sta lavorando proprio per trasferire alle imprese soluzioni applicabili, misurabili e sostenibili anche dal punto di vista economico. La sostenibilità, è emerso dal confronto, non può essere interpretata come un vincolo astratto, ma come un percorso tecnico e imprenditoriale. Significa ridurre gli sprechi, usare meglio le risorse, aumentare l’efficienza, proteggere il suolo e l’acqua, ma anche consentire alle aziende agricole di rimanere sul mercato.
L’assessore Elisa Venturini ha posto l’accento sulla necessità di conciliare tutela ambientale e competitività delle imprese. La sfida principale riguarda oggi la gestione degli effetti del cambiamento climatico: acqua, suolo, qualità dell’aria, difesa del territorio e protezione degli ecosistemi sono ambiti che richiedono politiche integrate, capaci di accompagnare le aziende e non di lasciarle sole davanti alla transizione. A chiudere la tavola rotonda è stata la neo presidente Alessandra Da Porto, che ha richiamato il ruolo dell’agricoltura come presidio economico, ambientale e sociale del territorio.“La sostenibilità non può essere uno slogan – ha concluso Da Porto –. Per le imprese agricole deve diventare una strada percorribile, fatta di innovazione, ricerca, investimenti e regole chiare. Gli agricoltori non sono un problema da correggere, ma una parte essenziale della soluzione. Il nostro compito sarà quello di accompagnare le aziende in questa direzione, difendendo la loro capacità di produrre, creare valore e custodire il territorio”.
Fonte: servizio stampa Confagricoltura Padova
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