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Pedavena: “birreria di paese”

(di Pietro Bertanza, socio ARGAV) Nel pomeriggio del 24 giugno scorso un gruppetto di fortunati giornalisti ARGAV ha avuto l’occasione di poter visitare la birreria Pedavena (www.labirreriapedavena.com). Una realtà produttiva che può vantare innumerevoli traversie, così ci ha raccontato Italo Dalla Costa, responsabile dell’accoglienza e tuttofare dell’azienda bellunese.

La storia del birrificio inizia nel 1897 quando la famiglia Luciani parte da Canale D’Agordo (Bl) per stabilirsi a Pedavena, dove era risaputo che l’acqua fosse “buona” e non in base ad analisi chimiche, ma per quella saggezza popolare che non ha bisogno di prove empiriche. Qui ha il via la produzione della birra Pedavena che negli anni conquista sempre maggiori quote di mercato e si afferma come marchio. Nel 1974 arriva Heineken. L’azienda olandese acquisisce la birreria e la utilizza per produrre birre di alta qualità riconoscendo il merito alla fabbrica di Pedavena di saper fare prodotti di alto livello. Come un fulmine a ciel sereno nel 2004 Heineken decide di chiudere Pedavena senza che nessuno avesse percepito segnali di crisi. Tutti i dipendenti restano sbigottiti. Ma, passato il primo disorientamento, la popolazione intera, partendo dal sacerdote, al quale si aggiungono il sindaco, la gente comune, la stampa, ecc. fa del caso di Pedavena la propria bandiera. Fatto sta che nel 2006 il gruppo Castello di Udine rileva la birreria di Pedavena.

24/6/11, Pedavena, soci ARGAV in visita allo stabilimento Birreria Pedavena

Produrre birra di qualità è questione di acqua e quantità. Dopo questo breve riassunto di oltre 110 anni di storia, anche se molto altro ci sarebbe da raccontare, il nostro accompagnatore ci spiega come nasce una birra di qualità e svela qualche segreto. Il procedimento di produzione della birra Pedavena prevede l’introduzione del malto macinato (l’ingrediente fondamentale) nel tino di miscela con la famosa acqua. Il tutto viene portato ad una temperatura di circa 70 °C per far avvenire la saccarificazione (trasformazione dell’amido contenuto nel malto in saccarosio). La miscela va spostata nel tino di filtrazione, dove si separa la fase solida (il malto macinato) dalla liquida (il mosto) che va immessa nella caldaia di cottura. A questo punto si aggiunge il luppolo (conservante naturale della birra parte della componente amara) al mosto di birra che viene raffreddato a 7-8 °C e aggiunto di lieviti per far partire la fermentazione. Dopo 30-60 giorni (il tempo necessario per la maturazione) la birra è pronta per essere filtrata, imbottigliata e bevuta.

Fabbrica di paese. Aneddoti sulla birreria di Pedavena se ne possono raccontare a bizzeffe e sicuramente il più conosciuto riguarda la filosofia aziendale che i Luciani hanno voluto dare alla fabbrica sino dal 1897. Si tratta del nomignolo con cui è conosciuta l’azienda feltrina: la “fabbrica di paese”, proprio perché nella birreria lavorava la gente di Pedavena. Almeno un componente di ogni famiglia di Pedavena lavorava in birreria, così ci racconta Dalla Corte. Interessante è anche sapere che a Pedavena è tutt’ora in piena attività l’unica scuola per mastri birrai d’Italia dove sono stati formati i più importanti mastri birrai nazionali. Altra verità ci viene svelata da Gianni Pasa, il mastro birraio di Pedavena, alla domanda quale birra è la migliore Pasa risponde senza nessuna esitazione: la birra più semplice perché deve farsi bere senza tante preoccupazioni. Anche noi, dopo la suggestiva degustazione della birra del centenario (che, aimè, si può trovare solo a Pedavena) concordiamo con il mastro birraio della fabbrica di paese.