• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Uso fitofarmaci in viticoltura, concluso biomonitoraggio nell’area del Prosecco Docg

Vigneto a Conegliano (TV)

Vigneto a Conegliano (TV)

L’ULSS 7 ha concluso da pochi giorni l’elaborazione epidemiologico-statistica dei dati del biomonitoraggio su “Livelli e fattori predittivi di esposizione ai ditiocarbammati negli abitanti delle zone viticole dell’Azienda ULSS 7“, effettuato su un campione di popolazione residente in otto comuni dell’area del Prosecco Docg. Sono stati esaminati quasi 400 soggetti, 260 dei quali adulti e 126 bambini di età compresa tra i 3 e i 5 anni.

I risultati. Lo studio, in sintesi, ha evidenziato che iIn oltre metà (circa 53%) dei soggetti esaminati il valore di ETU (livelli urinari di etilentiourea) era così basso da non essere laboratoristicamente rilevabile. Nei restanti soggetti i livelli di ETU rilevati erano complessivamente sovrapponibili a quelli evidenziati da studi effettuati in passato, su soggetti residenti in alcune grandi città italiane (nelle quali non ci sono, ovviamente, vigneti vicini alle abitazioni). In linea con le percentuali della popolazione generale anche il numero di soggetti (21 tra adulti e bambini, circa il 5% del campione) che presenta valori di ETU superiori ai 5 microgrammi/litro considerato valore superiore di riferimento. Non sono emerse rilevanti differenze, nei livelli di ETU, nè in rapporto al Comune di residenza né, per i bambini, alla frequenza di asili situati in Comuni con maggior densità di vigneti. Sono emerse correlazioni statisticamente significative tra i valori di ETU e il trattamento con prodotti fitosanitari del proprio orto, l’assunzione di farmaci e il consumo di vino (probabile esito, in questi ultimi due casi, di complessi fenomeni metabolici e non della presenza di ditiocarbammati nei farmaci e nel vino). I soggetti che vivono in abitazioni collocate a ridosso di vigneti di grandi dimensioni presentano livelli di ETU leggermente superiori a quelli mediamente rilevati.

Fitofarmaci in vigneto, fanno peggio i trattamenti nell’orto. “I risultati dello studio, che attesta livelli di assorbimento dei residenti nell’area del prosecco Docg sovrapponibili a quelli registrati, in passato, nella popolazione generale – commenta il direttore del Dipartimento di Prevenzione, Sandro Cinquetti – rappresentano un ulteriore elemento di concretezza nel dibattito relativo ai possibili effetti sulla salute dei fitofarmaci usati nella viticoltura. Elemento di concretezza che va ad aggiungersi ai dati relativi a incidenza e mortalità per tumori nell’Ulss 7, recentemente pubblicati dal Servizio Epidemiologico Regionale, che attestano valori in linea, talora inferiori, rispetto al resto del Veneto. E’ comunque opportuno ribadire – aggiunge Cinquetti – la necessità di porre le opportune cautele nei trattamenti dei vigneti, in particolare di quelli molto vicini alle abitazioni e ai siti sensibili”.

Progressiva dismissione dei prodotti classificati come maggiormente nocivi. “Con questo studio l’Ulss 7 – sottolinea il direttore Generale, Gian Antonio Dei Tos – conferma il suo impegno sui grandi temi della prevenzione. Importantissima è stata la partnership istituzionale tra tutti i soggetti quotidianamente chiamati a gestire il delicato equilibrio tra tutela della salute e fattori produttivi. Ci accingiamo, a tal proposito, ad esprimere parere favorevole al recente aggiornamento del regolamento intercomunale di polizia rurale predisposto dai Sindaci dei Comuni dell’area del prosecco Docg, dedicato ai prodotti fitosanitari, aggiornamento che orienta verso la progressiva dismissione dei prodotti classificati come maggiormente nocivi, tra cui i ditiocarbammati, oggetto dello studio dell’Ulss 7”.

Lo studio. Il complesso studio di biomonitoraggio è stato progettato a inizio 2012 dalla dott.ssa Chermaz e dal dr. Moro, medici del Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 7. I campionamenti sono stati eseguiti, da personale dell’Azienda Sanitaria di Pieve di Soligo, tra l’11 e il 22 giugno 2012, periodo di massimo utilizzo dei ditiocarbammati in viticoltura, su circa 400 soggetti residenti nei comuni di Cison di Valmarino, Farra di Soligo, Follina, Pieve di Soligo, Refrontolo, San Pietro di Feletto, Susegana e Vittorio Veneto. Tutti i soggetti sono stati selezionati con criterio casuale dall’anagrafe sanitaria degli assistiti, in modo da descrivere un campione rappresentativo della popolazione generale degli otto comuni prescelti. Per tutti i soggetti sono state raccolte informazioni inerenti le abitudini alimentari, gli stili di vita, la mobilità, alcuni hobby e l’utilizzo di farmaci, vino e alcolici. I dosaggi dell’ETU nei campioni urinari sono stati effettuati dal Laboratorio di Igiene Industriale del Dipartimento di Medicina Molecolare dell’Università degli Studi di Padova, diretto dal prof. Bartolucci. Su tali risultati analitici, e sulla correlazione degli stessi con le informazioni derivate da questionario e misurazioni, è stata attivata una complessa analisi statistico-epidemiologica, condotta dall’Istituto di Igiene dell’Università degli Studi di Udine, diretto dal prof. Barbone. Lo studio è stato sostenuto dalla Provincia di Treviso e dalla Comunità Montana, con un finanziamento, rispettivamente, di 15.000 e 10.000 euro, quasi interamente impegnati nelle analisi di laboratorio.

L’assessore regionale all’Agricoltura Manzato su fitofarmaci e Prosecco. “Capisco e condivido da sempre le preoccupazioni circa un possibile uso improprio dei fitofarmaci e la necessità di metodi di difesa delle colture agricole che siano più rispettosi possibile dell’ambiente. Tuttavia, alla luce della conclusione del biomonitoraggio condotto dall’USSL n. 7 e delle azioni concrete che produttori e Regione stanno realizzando per una viticoltura pulita, credo sia il momento di dare tutti una mano a promuovere il Prosecco, Docg e Doc”. L’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato commenta con queste parole gli esiti delle indagini effettuate sulla questione, “ricerche la cui esigenza ho sempre sostenuto e non solo in questa zona – precisa Manzato – assieme all’adozione di un protocollo ambientale preciso che è diventato patrimonio comune dei produttori e sta orientando anche l’azione dei sindaci”.

Antiparassitari, uso da non demonizzare ma da contenere. “Penso anche che si debba smetterla con i pregiudizi di tipo ideologico e con i giochi linguistici”, continua Manzato. “I pesticidi sono una voluta non traduzione di un termine che significa “antiparassitari” e questi ultimi sono utili e spesso necessari per assicurare la sanità delle produzioni agricole. L’impegno comune dove essere non per una demonizzazione ma per un uso corretto al livello più basso. Nello stesso tempo la ricerca epidemiologica e le indagini di laboratorio non possono essere accusate solo perché non se ne condividono i risultati. O si hanno dati certi e precisi o diventa una calunnia bella e buona, che si trasforma anche in un danno economico nei confronti di chi si rompe la schiena per garantire reddito al territorio ed è il primo a subire le conseguenze delle sostanze che impiega”. “Io dico – conclude Manzato –  che sarebbe il momento di metterci assieme per divulgare quello che si fa e i risultati raggiunti e verificati, come esempio di buone pratiche in agricoltura a livello nazionale e internazionale, all’interno di un processo che non è finito ma vuole diminuire sempre più l’utilizzo di mezzi tecnici esterni. Rimaniamo volentieri vigili, ma stiamo anche attenti a ciò che avviene nel resto del mondo, dove il nostro Prosecco meritatamente continua a conquistare posizioni di mercato che creano ricchezza al Nord Est. Perseverare nella denigrazione è un esercizio masochistico che rischia di trasformarsi in un danno senza giustificazioni”.

(Fonte: ULSS 7/Regione Veneto)