Inizia oggi fino a venerdì 10 febbraio a Berlino Fruit Logistica, uno dei principali appuntamenti di riferimento per il settore ortofrutticolo internazionale. Quest’anno la presenza italiana è ulteriormente ampliata, con la partecipazione di oltre 500 aziende nazionali, il 13% in più rispetto al 2016, confermando ancora l’Italia al primo posto tra i Paesi espositori, seguita a distanza da Spagna, Olanda, Germania e Francia.
Gelate, non tutto il male vien per nuocere. In fiera, nello stand Regione Veneto (C-09), nella Hall 2.2., dove è concentrata gran parte della presenza italiana, ci sarà anche quest’anno il Consorzio di Tutela Radicchio di Chioggia Igp. “La presenza a Berlino – spiega il presidente del consorzio, Giuseppe Boscolo Palo, socio Argav, fa parte del progetto di promozione cofinanziato dalla Regione Veneto nell’ambito del PSR 2014-2020 in associazione con i Consorzi dell’Insalata di Lusia e dell’Aglio Polesano. Le gelate invernali che hanno falcidiato le colture orticole, in particolare quelle a foglia, stanno creando un forte incremento della richiesta di radicchio soprattutto da parte delle aziende della cosiddetta IV gamma, che provvedono ad aumentare fino anche a raddoppiare la quantità di radicchio in ciascuna busta per sopperire al diminuito apporto di insalate. Questo ha fatto lievitare fino ad un euro al chilo le quotazioni del nostro radicchio, ma, avendo subito anche quello coltivato nei nostri territori un calo produttivo mediamente del 30%, per i nostri produttori ciò non si traduce automaticamente in un maggior guadagno, anche perché nel periodo pre-gelate le quotazioni sono state abbondantemente sotto il costo di produzione, che è poco meno di 50 centesimi al chilo su una resa di circa 220 quintali ad ettaro.
Radicchio precoce di aprile, buone le prospettive. “Fortunatamente – conclude il presidente del Consorzio – fra una quindicina di giorni, almeno in Veneto se non in tutta Italia, dovrebbe concludersi la raccolta del radicchio tondo e del Chioggia Igp. Ci sarà quindi un vuoto di produzione di quasi due mesi, che – restando sostenuta la domanda almeno per la IV gamma – provocherà un rapido esaurimento delle scorte frigo conservate, che perciò una volta tanto non si sovrapporranno alla produzione del nuovo raccolto primaverile. Questo fa ben sperare in prezzi soddisfacenti e remunerativi, almeno per il radicchio precoce di aprile, che ha i più alti costi di produzione (70 centesimi al chilo) e che per quest’anno non subirà la concorrenza del prodotto tardivo frigo conservato”.
Fonte: Servizio Stampa Consorzio Radicchio di Chioggia Igp
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