• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Cosa seminare? I dubbi del mondo agricolo.

E’ questo il periodo in cui il mondo agricolo si attrezza per una delle attività principali: decidere quali colture seminare, programmare perciò l’annata agricola.  Ma il problema dell’indeterminatezza sulle semine è sempre più diffuso, a causa del calo dei prezzi dei cereali riscontrato negli ultimi due anni, che ha comportato una diminuzione degli investimenti.

Mais, frumento e grano duro in calo. Dai dati ISTAT del 2009 elaborati dagli esperti di Veneto Agricoltura risulta una diminuzione, rispetto al 2008, del 9% delle superfici destinate al frumento tenero; in discesa pure quello “duro” che con i suoi 12.000 ettari è calato del 6%. Giù anche la coltivazione del mais: se nel 2007 il Veneto con i suoi 310.000 ettari destinati al mais aveva conquistato il primato, per la pianura padana, di questa produzione, nel 2009 sono stati stimati 240.000 ettari di superfici di coltivazione (-70.000 ha). E le previsioni per il 2010 non sono ottimistiche; si parla di un ulteriore calo dovuto agli elevati costi di coltivazione, a fronte dei bassi prezzi di mercato.

I consigli di Veneto Agricoltura. Ecco perché l’attività di ricerca degli ibridi di mais più produttivi assume sempre maggiore importanza nell’attuale contesto economico: è indispensabile orientare gli agricoltori nella scelta di quelli più rispondenti alle diverse realtà colturali. Proviamo a dare qualche segnalazione concreta: dalle prove varietali effettuate dai tecnici di Veneto Agricoltura risulta che “NK FAMOSO”, “PR32G44” e “PR31D24” si confermano come gli ibridi più produttivi, garantendo agli agricoltori le rese più interessanti. Le prove varietali sugli ibridi di mais sono state condotte da Veneto Agricoltura in collaborazione con il CRA (Consiglio per la Ricerca e Sperimentazione in Agricoltura), unità di ricerca per la maiscoltura di Bergamo.

Coltivazione di soia in aumento. Altra notazione: la soia, lo scorso anno, ha registrato un notevole aumento di superfici investite, pari al 28%; ciò fa presagire uno spostamento degli investimenti a favore di questa coltura, che ha costi di coltivazione inferiori rispetto al mais. Si prospetta infatti per il 2010 (stime ISTAT), un ulteriore aumento della superficie destinata alla sua coltivazione del 2% circa.  Le prove varietali sulla soia sono state allestite presso l’Azienda pilota e dimostrativa di Veneto Agricoltura “Diana” a Mogliano Veneto (TV).

I report delle ricerche, di sicuro interesse per gli operatori del settore, possono essere richiesti a Veneto Agricoltura o scaricate da questo link.

(fonte Veneto Agricoltura)

Fieragricola 2010: sguardo ottimista sul futuro occupazionale del comparto primario

Nuovi posti di lavoro in arrivo dall'ecoturismo

L’agricoltura sarà sempre più uno dei traini del Paese, sia sotto il profilo della produzione lorda vendibile che sul versante occupazionale, dove, a fronte di una sostanziale stabilità nel numero degli addetti legati al settore strettamente primario (+ 0,3 per cento nel prossimo quinquennio), aumenteranno invece le esigenze – e di conseguenza gli sbocchi professionali – di manodopera e di occupazione qualificata.

A dirlo è l’Ufficio Studi di Veronafiere-Fieragricola che in occasione di Fieragricola (a Verona, fino al 7 febbraio 2010) presenta dati confortanti in fatto di occupazione: stima infatti che nei prossimi cinque anni potranno arrivare a 300mila i posti di lavoro connessi all’agricoltura e alle nuove professionalità ad essa collegate (dall’analisi è escluso il comparto agro-industriale). E se la parte dell’indotto delle energie da fonti rinnovabili costituirà il segmento in grado di assorbire il maggior numero di posti di lavoro (per il 50 per cento del totale), non si possono non citare sbocchi professionali altrettanto rilevanti, collegati all’ecoturismo e all’«agri-wellness» (che si stanno affermando con una certa decisione, inteso anche come fattorie sociali, oltre alla cura dello spirito e del corpo), al turismo enogastronomico caratterizzato dalla forte identità delle produzioni tipiche (in costante crescita).

Necessità di manodopera specializzata. Ci sono altre professionalità in crescita, anche se numericamente meno marcate, come quelle legate al settore della meccanica agricola in senso lato. Da un lato le aziende legate alla vendita delle macchine agricole avranno la necessità di manodopera specializzata per officine sempre più moderne e all’avanguardia e dall’altro cresceranno le esigenze di specializzazione nel terziario per l’agricoltura, a partire dai contoterzisti per le operazioni in campagna e nelle aziende agricole, agro-zootecniche ed agro-energetiche.

L’andamento dei principali mercati (latte, suini, frumento, mais). Con uno sguardo più sul breve periodo, dopo un 2009 che ha mortificato il reddito delle aziende agricole italiane, con una contrazione della redditività media del 25 per cento circa, l’anno in corso dovrebbe riservare alcune soddisfazioni per i produttori. Niente exploit eclatanti, come il boom dei listini dei cereali fra il 2007 e il 2008, ma tutto sommato un assestamento verso l’alto per i principali prodotti agricoli. Il latte dovrebbe proseguire la propria corsa verso l’alto, trascinato anche da sostegni comunitari e da una visione sempre più «export-oriented» per i prodotti caseari stagionati a marchio. Dagli attuali 310 euro la tonnellata, se le dinamiche legate al comparto caseario non dovessero riservare sorprese o stravolgimenti, entro la fine dell’anno potrebbe andare in porto una fase negoziale fra produttori e industriali (il riferimento è al prezzo in Lombardia) sui 360-380 euro la tonnellata, con una impennata di circa 15 punti percentuali sul prezzo attuale. Anche la suinicoltura dovrebbe raccogliere i sacrifici di un 2009 col freno a mano tirato. La contrazione delle produzioni a livello nazionale e soprattutto europeo potrebbe trascinare al rialzo i prezzi. Guardando la categoria dei grassi da macello (maiali del peso di oltre 160 chilogrammi), il mercato nel 2010 dovrebbe registrare una ripresa, con quotazioni in grado di coprire ampiamente i costi di produzione ed attestarsi mediamente oltre la soglia di 1,38 euro il chilogrammo. Si prevedono performance positive anche per cereali e mais. Una contrazione media del 5-10 per cento delle produzioni di frumento e del 10-15 per cento del mais, unitamente ad una ripresa (invero non eclatante a livello italiano, ma più interessante nel Nord America e in alcuni Stati dell’Unione europea, come la Francia) delle bioenergie anche dal mais (bio-etanolo), dovrebbe trascinare verso l’alto prezzi che nella seconda parte del 2008 e per tutto il 2009 sono stati piuttosto penalizzanti. Nessun rally comunque per i mercati, quanto piuttosto un assestamento importante in scia di una spirale rialzista su scala mondiale. Il frumento duro dovrebbe raggiungere la soglia almeno dei 280-300 euro la tonnellata. In scia anche il grano tenero (prevedibilmente oltre i 260-270 euro la tonnellata) e il mais, sottoposto tuttavia a possibili stress sulle mercuriali, dopo l’apertura del Consiglio di Stato alle semine ogm, subordinate tuttavia all’emanazione di regolamenti da parte del ministero delle Politiche agricole.

(fonte Servizio Stampa Veronafiere)