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GAL del Veneto, ridimensionati i tagli regionali inizialmente previsti nel PSR 2014-2020

mappa_gal_4Lo scorso 8 luglio il Consiglio regionale del Veneto ha approvato il Programma di Sviluppo Rurale 2014 – 2020, già adottato dalla Giunta ad inizio giugno e che verrà ora inviato alla Commissione europea per la sua definitiva approvazione. Il PSR approvato dal Consiglio regionale ha accolto, almeno in parte, le istanze dei GAL del Veneto, supportate in primis dai loro soci, garantendo la presenza di almeno un GAL per provincia e la prosecuzione delle loro attività anche nelle aree di pianura,  evitando di disperdere i risultati sino ad oggi raggiunti.

Rimangono 9 GAL (da 14), aree di intervento: montagna, Polesine e aree di pianura ad agricoltura intensiva. Rispetto alla versione proposta dalla Giunta, il testo approvato dal Consiglio, infatti, prevede un parziale allargamento degli ambiti territoriali di intervento dei Gruppi di Azione Locale, che potranno perciò attivare le specifiche strategie di sviluppo locale non solo nelle aree D e C del Veneto (montagna e Polesine), ma anche nelle aree B di pianura (ad agricoltura intensiva specializzata). Va precisato che rispetto all’assetto del periodo 2007 – 2013 il testo approvato prevede comunque un ridimensionamento dei comuni di area B su cui si potrà intervenire, passando da 179 ad un massimo di 123, con una conseguente riduzione del numero dei GAL che da 14 scendono ad un massimo di 9.  Le risorse complessive messe a disposizione delle politiche e strategie dei GAL per i prossimi sette anni ammontano a circa 74 milioni di euro, pari al 6% dell’intera dotazione finanziaria del PSR 2014 – 2020 (1 miliardo e 184 milioni di euro), con una riduzione rispetto agli attuali 100 milioni di euro destinati ai GAL per il periodo 2007 – 2013.

Meno burocrazia. Una volta trasmesso a Bruxelles, la Commissione avrà 6 mesi di tempo per presentare le sue osservazioni e quindi approvare il testo definitivo entro l’inizio del 2015. Il GAL del Veneto auspicano che ora, in fase di definizione delle specifiche condizioni applicative, si preveda una semplificazione dell’iter procedurale per l’attivazione delle misure previste dai PSL, garantendo il rispetto dei compiti assegnati ai GAL dai Regolamenti comunitari, ed un iter più snello per l’accesso ai fondi da parte dei soggetti beneficiari.

(Fonte: Gal del Veneto)

Taglio regionale Gal del Veneto, l’Anci Veneto si schiera contro

mappa_gal_4La Regione Veneto è in procinto di approvare i Programmi regionali 2014 – 2020, finanziati con quasi 2,5 miliardi di euro provenienti dalla Comunità Europea, che sosterranno le strategie di sviluppo che la Regione intende attivare nei prossimi sette anni.

Anci, “al territorio riconosciuta maggior responsabilità”. Ritenendo che la Regione del Veneto non possa perdere questa opportunità o sottovalutarne la portata, il Direttivo di Presidenza dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) Veneto ha approvato all’unanimità un documento che sarà inviato al presidente della Regione Luca Zaia, ai membri della Giunta regionale, al èresidente del Consiglio Regionale Clodovaldo Ruffato e ai capigruppo consigliari. Nel documento il Direttivo dell’ANCI sollecita un reale decentramento delle risorse, affidando ai territori, ai quali va riconosciuta una maggiore responsabilità, i fondi necessari per definire le azioni più idonee per uno sviluppo locale. Nel documento, inoltre, viene ribadita la necessità che le strategie di sviluppo locale possano essere attivate attraverso una efficace integrazione dei fondi strutturali messi a disposizione dalla Comunità europea. La posizione dell’ANCI fa eco a quanto condiviso anche dagli altri Soci dei GAL del Veneto, riunitisi in assemblea lo scorso 19 maggio a Padova, che hanno evidenziato come un taglio dei GAL sarebbe un grave passo indietro rispetto al processo di sviluppo auspicato dall’Europa.

(Fonte: Coordinamento Gal del Veneto)

Nuovo impulso all’economia dei territori rurali dei Gal attraverso i “Cammini d’Europa”

Il Gal Polesine Delta Po ha organizzato un incontro presso l’ostello Canalbianco di Arquà Polesine, tra i quattordici Gal del Veneto ed il Gal Soprip, che opera nelle province di Parma e Piacenza, e che è capofila di un progetto di cooperazione transnazionale I Cammini d’Europa: Rete europea di storia, cultura e turismo”.

Obiettivo: sviluppare una rete di partenariato internazionale. Il progetto di valorizzazione dei cammini religiosi, è stato avviato da diversi anni con le precedenti programmazioni Leader, ed ha visto anche la recente adesione della Regione del Veneto, al fine di valorizzare questo segmento turistico ed inserirlo nel circuito dei grandi cammini della fede che movimentano un numero consistente di turisti-pellegrini. L’obiettivo è di sviluppare una rete di partenariato internazionale nella quale condividere una strategia integrata di promo-commercializzazione turistica dei territori rurali attraversati dai Cammini di Santiago di Compostela in Spagna e dalle Vie Francigene collegate a Roma, oltre che dagli itinerari minori ad essi riconducibili.

Il turismo religioso muove ogni anno circa 14 milioni di persone e coloro che oggi ripercorrono la Via Francigena, magari a piedi, con il ritmo lento e naturale del viandante, possono scoprire itinerari spesso “minori” ma ricchi di storia e di tradizioni come ve ne sono numerosi nella nostra regione. Anche i Gal del Veneto potranno quindi aderire a questa iniziativa, che coinvolge decine di territori rurali e Gal europei e che proseguirà fino al 2013, permettendo di dedicare una speciale attenzione a chi predilige un turismo lento ed itinerante, mosso dalla “motivazione” religiosa, di fede, in tutte le sue espressioni e modalità, promuovendo anche la sensibilizzazione delle popolazioni locali, che devono raccogliere e offrire servizi ai pellegrini. Oltre che ad incrementare la capacità competitiva e le opportunità di sviluppo dei territori rurali attraversati dalle Vie Francigene e dai Cammini di Santiago, il  partenariato dei Gal europei si propone di innovare e qualificare i contenuti di servizio della rete degli itinerari religiosi, promuovendo e commercializzando i prodotti turistici a  marchio “Cammini d’Europa” in stretta sinergia con le peculiarità locali: enogastronomia, cultura e tradizioni locali.

(fonte Gal Polesine Delta del Po)