• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

PAC 2014-2020, ARGAV modera il Tavolo Verde dell’agricoltura veneta. Che serra le fila e muove compatto per garantire alle imprese agricole reddito e investimenti.

CS Manzato 27 gennaio 2014

da sx, Fabrizio Stelluto, Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, Franco Manzato, Giorgio Piazza, Renzo Aldegheri, Flavio Furlani

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) L’azione positiva esercitata da Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale del Parlamento UE, ha in parte migliorato la posizione italiana nella distribuzione delle risorse economiche per la nuova PAC 2014-2020,  approvata dal Parlamento Europeo a novembre 2013. Ma ciò nonostante, l’Italia sconta anni di incapacità politica di far lobbying a Bruxelles, a vantaggio dei Paesi del Nord Europa e dunque gli agricoltori italiani dovranno sempre più fare i conti con una riduzione delle risorse pubbliche.

“Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. E bisogna serrare le fila. Per questo, i vertici del Tavolo Verde dell’agricoltura veneta erano tutti presenti ieri, lunedì 27 gennaio, all’incontro stampa indetto dall’assessore regionale all’Agricoltura Franco Manzato per la presentazione dei contenuti finanziari e delle  linee guida della politica agricola regionale per il periodo della nuova PAC 2014-2020. Insieme a Manzato, affiancato dallo staff dei tecnici regionali, erano dunque presenti Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, presidente di Confagricoltura Veneto, Giorgio Piazza, presidente di Coldiretti Veneto, Renzo Aldegheri, presidente di Copagri e Flavio Furlani, presidente di CIA Veneto. A moderare l’incontro, il presidente ARGAV Fabrizio Stelluto.

Si parte dai giovani con 20 milioni di euro. La task force agricola veneta ha espresso compatta il desiderio-obiettivo di garantire reddito alle imprese agricole venete e di farle crescere in modo che possano sempre più muoversi nel mercato mondiale in maniera autonoma, vista la scarsità di risorse, puntando su innovazione, inserimento dei giovani, sburocratizzazione e flessibilità. “Entro il 2020 – ha riferito Manzato – il sistema agricolo veneto potrà contare su 3,5 miliardi di contributi (1,2 miliardi di finanziamento alle aziende agricole attraverso bandi del Piano di Sviluppo Rurale e 2,3 miliardi di finanziamento destinati alle aziende agricole attraverso i pagamenti diretti UE)”. “Nel 2014, anno di passaggio dal vecchio al nuovo PSR – ha aggiunto Manzato –  la Regione destinerà 20 milioni di euro ai giovani agricoltori per incentivare la loro permanenza nel settore primario o il loro primo accesso al mondo agricolo”.

Questione di lobbying. “Negli ultimi 6 anni abbiamo avuto 6 Ministri dell’Agricoltura e questo non aiuta l’Italia ad avere il ruolo e il peso che merita, quale Paese fondatore, in seno all’Europa”, ha aggiunto Manzato. Che da parte sua, riterrebbe necessario che il ministro dell’Agricoltura italiano (carica al momento assunta ad interim dal Presidente del Consiglio Enrico Letta, ndr) dovrebbe trascorrere almeno una settimana al mese a Bruxelles per intessere una rete di rapporti in grado di creare politiche più a favore dell’agricoltura mediterranea. Manzato ha espresso anche il disappunto sulla ripartizione delle risorse UE destinate dal Ministero all’Agricoltura allo Sviluppo Rurale. “Utilizzeremo al meglio le somme messe a nostra disposizione – ha  riferito Manzato – ma il Ministero ha effettuato la divisione basandosi su criteri storici e penalizzando quindi le Regioni più efficenti per capacità di spesa, fra cui il Veneto”.”Il Ministero – ha concluso Manzato – ha inoltre deciso di attingere al PSR, sottraendo 300 milioni di euro, per realizzare il Piano Irriguo Nazionale, di competenza statale. Interventi di questo genere dovrebbero essere finanziati dallo Stato con fondi propri e non con quelli destinati alle Regioni”. Non ce ne voglia l’assessore Manzato, ma potrebbe essere utile anche a lui trascorrere una settimana al mese a Roma?

Le proposte per il nuovo PSR regionale di Agrinsieme Veneto

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisi“Il Programma di Sviluppo Rurale della Regione Veneto è uno strumento fondamentale, ma è solo il punto di partenza: la tutela dell’agroalimentare e il sostegno alla competitività delle sue imprese richiedono, infatti, una strategia a tutto tondo, in grado di rimuovere i colli di bottiglia che impediscono il rilancio del settore”.  All’indomani del tanto sospirato accordo sulla riforma PAC (Politica Agricola Comune), firmato a Bruxelles, e alla vigilia del nuovo PSR (2014-2020), atteso per la prossima primavera, il messaggio, forte e chiaro, è stato lanciato all’assessore Franco Manzato da Agrinsieme Veneto, il coordinamento che riunisce le sigle associative regionali Confagricoltura, CIA, Legacoop Agroalimentare, Confcooperative-Fedagri, Agci-Agrital.

Tra le proposte, creare una “macroregione della Pianura Padana”. “Fondamentale per le imprese agricole – è stato rimarcato – è innanzitutto risolvere il nodo dell’accesso al credito, dando gambe alle proposte elaborate dal coordinamento in sinergia con Veneto Sviluppo. Altra richiesta urgente al Governo regionale è quella di collocare in cima all’agenda la salvaguardia della filiera cerealicolo-zootecnica: in particolare, è stata sottolineata la necessità di individuare una “macroregione della Pianura Padana” – che si candiderebbe così a diventare un unico bacino con regole comuni – per evitare che il regime dei pagamenti previsti dal primo pilastro della riforma PAC (con le nuove tipologie: di base, greening, per i giovani agricoltori, e ancora aree con svantaggi naturali, cosiddetto redistributivo e accoppiato) ne riduca il valore complessivo.

I desiderata. Passando allo specifico del PSR 2014-2020 – che detterà le linee guida circa strategie e utilizzo dei fondi comunitari e non per i prossimi sette anni – proviene da Agrinsieme Veneto l’auspicio di un piano redatto in una forma più snella e più chiara rispetto al passato e che condivida una medesima cornice normativa con i PSR delle altre Regioni: l’appello, dunque, è a uno sforzo comune fra i diversi territori, nel segno dell’omogeneità e della coerenza. E ancora, fra i desiderata, che il prossimo PSR sostenga in primis il valore economico delle produzioni dell’agroalimentare veneto, privilegiando le imprese agricole che aggiungono plusvalore al settore primario. Due le strade per perseguire quest’ultimo obiettivo: supporto alle aggregazioni (ad esempio alle reti di impresa) e alle esportazioni.  Premessa a tutto ciò deve essere un decisivo processo di semplificazione della burocrazia regionale: per non perdersi mai più fra dettagli e cavilli burocratici, sacrificando le cose importanti. Si potrebbe ad esempio rilasciare un “certificato unico”: un unico attestato che permetta all’azienda agricola di accedere a tutti i procedimenti, bandi, richieste di autorizzazione.

AVEPA e Veneto Agricoltura da riformare. Ma è invocando una riforma integrale degli enti strumentali – a partire da Veneto Agricoltura e AVEPA (Agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura) – che Giangiacomo Bonaldi, coordinatore di Agrinsieme Veneto, si è rivolto direttamente a Palazzo Balbi: «Entrambi gli enti, oggi, non sono vicini alle aziende agricole. Perché diventino tali, occorre innanzitutto riconcepire completamente Veneto Agricoltura, ridefinendone i compiti sulla base degli effettivi bisogni del comparto: a partire dl sostegno alla ricerca, che deve essere indirizzata a obiettivi strettamente corrispondenti alle priorità indicate dalle imprese, nel segno di un reale supporto all’innovazione e alla penetrazione nei mercati. Per AVEPA, invece, occorre una “cura dimagrante” che ne semplifichi l’accesso ai servizi e guardi alla nostra proposta di certificato unico».

Richiesto l’apertura di un bando per la messa a disposizione dei terreni di proprietà e di utilizzo regionale e la revisione della legge per l’agriturismo. Parlando delle opportunità offerte dall’Expo di Milano, Bonaldi ha rilanciato: «La promozione delle produzioni agricole venete deve tornare in capo ad un solo soggetto, unico riferimento per tutte le competenze e le risorse che al momento sono invece distribuite fra diverse direzioni e enti. Gli agricoltori oggi chiedono meno mostre e meno fiere, ma più buyers e accordi commerciali con la DO e la GDO». E ancora: «Chiediamo che la Giunta regionale approvi, entro tre mesi a partire da oggi, un bando per l’immediata messa a disposizione dell’imprenditoria agricola veneta dei terreni di proprietà e di utilizzo regionale, ricorrendo allo strumento degli affitti. Subito un nuovo censimento dei beni». Infine, Agrinsieme ha evidenziato l’urgenza di invertire la rotta della neonata legge regionale per l’agriturismo: alla Regione e a Zaia si chiede di rimettere mano alla normativa, che il coordinamento denuncia come «la meno liberista d’Italia».

(Fonte: Agrinsieme)

Accesso al credito delle imprese agricole, accordo Confagricoltura Veneto con Banca Popolare di Vicenza

Banca Popolare Firma con Confagricoltura 12-03-2013

da sx, Gianni Zonin e Giangiacomo Bonaldi

Confagricoltura Veneto e Banca Popolare di Vicenza hanno siglato un importante accordo a sostegno delle imprese del settore agroalimentare. L’annuncio è stato dato durante la conferenza stampa svoltasi martedì 12 marzo scorso nella sede dell’Istituto alla presenza di Giangiacomo Bonaldi e Sergio Bucci, rispettivamente presidente e direttore di Confagricoltura Veneto, nonché di Gianni Zonin e Samuele Sorato, l’uno presidente e l’altro direttore generale di Banca Popolare di Vicenza.

I servizi offerti. L’iniziativa è il risultato del concreto dialogo instaurato tra la Banca e l’Associazione, finalizzato ad individuare le reali esigenze delle aziende del settore, alle quali l’Istituto è ponto a proporre un’offerta dedicata con prodotti e servizi bancari su misura, che tengono conto dei diversi fabbisogni finanziari legati alle peculiarità dell’esercizio dell’attività agricola. Con l’obiettivo di favorire il rafforzamento e il consolidamento delle oltre 20.000 imprese agricole associate a Confagricoltura Veneto agevolandone l’attività di investimento e di gestione, Banca Popolare di Vicenza mette a disposizione a particolari condizioni il conto corrente Semprepiù Impresa Programma Agricoltori e la linea di finanziamenti Mondo Verde, progettata appositamente per soddisfare le necessità del settore agricolo. In particolare, i finanziamenti potranno supportare le diverse esigenze di credito a breve mediante sconto di cambiale agraria connesse all’attività agricola; sostenere il fabbisogno finanziario delle aziende derivante dall’impianto e/o dalla ristrutturazione dei vigneti, dei frutteti, degli oliveti, in genere di tutte le coltivazioni arboree poliennali; sostenere le imprese agricole che devono affrontare l’acquisto di terreni, la costruzione o ristrutturazione di immobili agricoli o la trasformazione del debito di precedenti passività a breve e medio termine.

Confagricoltura Veneto, prima associazione agricola nazionale per data di nascita e tradizione, associa circa il 45% della Superficie Agricola Utilizzata e la gran parte dei datori di lavoro agricoli della regione, rappresentando così l’Associazione agricola più rappresentativa sotto il profilo economico ed imprenditoriale. La stipula dell’accordo rappresenta una sicurezza sia per gli agricoltori, che possono beneficiare di un’offerta bancaria dedicata, usufruendo di condizioni favorevoli, sia per l’associazione, che cerca in Banca Popolare di Vicenza un partner solido e affidabile.

(Fonte: Confagricoltura Veneto)

“Agrinsieme” anche in Veneto. Coordinatore per il primo anno, Giangiacomo Bonaldi, presidente di Confagricoltura Veneto

imgIl Veneto non ha voluto lasciar cadere il testimone che gli ha consegnato idealmente Roma, dove, con la denominazione di “Agrinsieme”, è stato costituito il coordinamento che rappresenta a livello nazionale le aziende di CIA, Confagricoltura, Fedagri Confcooperative, Legacoop Agroalimentare, AGCI Agrital.

La frammentazione non paga. Quindi la stessa iniziativa è stata avviata anche nella nostra regione, sul presupposto che troppo a lungo la frammentazione ha penalizzato il settore agricolo non solo sul piano economico ma anche su quello della rappresentanza sindacale. Se si vuole portare alle istituzioni e al mondo della politica una voce più autorevole e convincente, insomma, bisogna che questa voce sia univoca, frutto della integrazione di patrimoni ideali diversi che non vengono annullati, ma possono incontrarsi con realismo in una strategia unitaria che guarda al futuro.

Un riferimento per 60 mila aziende agricole e 400 cooperative agroalimentari. “Agrinsieme Veneto” si è costituito nel corso di una riunione cui hanno partecipato i rappresentanti delle associazioni promotrici. E’ stato scelto come coordinatore, per il primo anno di operatività, il presidente di Confagricoltura Veneto Giangiacomo Bonaldi. Al nuovo organismo fanno capo circa 60 mila aziende agricole e quasi 400 cooperative agroalimentari.

(Fonte: Confagricoltura Veneto)