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Restauro e gestione dei giardini storici, a far la differenza sono il saper fare e la passione

(di Alessandro Bedin, consigliere Argav) Giornata intensa sabato 23 settembre scorso al centro congressi Confartigianato di Vicenza, sede del convegno organizzato dalla Fondazione Villa Fabris sul restauro e gestione dei giardini in collaborazione con l’Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Vicenza, Confartigianato e la Camera di Commercio di Vicenza.

fontana Villa Barbarigo Pizzoni Ardemani (Valsanzibio, Pd)

Componente tecnica e umana. I relatori di alta caratura, accolti da un pubblico del settore attento e curioso, hanno evidenziato come “le strategie di valorizzazione di un giardino storico non dovrebbero essere disgiunte da quelle relative alla conservazione e alla gestione” considerando che ogni giardino (ogni luogo) ha il suo carattere e quindi si deve entrare nella “logica del luogo” (Genuis Loci); e in un giardino storico, in particolare, con cautela, pazienza e professionalità. Considerando, cioè, una componente tecnica in cui formazione, esperienza e aggiornamento continuo ne sono gli elementi cardine mentre nella componente umana, da non sottovalutare, lo stimolo dell’interesse all’osservazione, la curiosità e la passione sono le marce in più che danno alle professioni coinvolte l’elemento di qualità e spessore per affrontare interventi su un patrimonio poco conosciuto e valorizzato dagli italiani quanto amato e preso come riferimento in tutto il mondo.

Le siepi di bosso di Villa Barbarigo Pizzoni Ardemani (Valsanzibio, Pd)

E’ stato posto l’accento come i giardinieri dovrebbero fare un po’ meno e guardare (saper vedere) di più. Alla fine dell’incontro la testimonianza è stata del “custode” (così come si è definito il proprietario) di Villa Barbarigo Pizzoni Ardemani, conosciuta come Villa Valsanzibio, il quale ha raccontato delle siepi di bosso di 400 anni di età, alte cinque metri, che richiedono una potatura all’anno che viene effettuata in nove mesi a cura di due giardinieri che possono operare esclusivamente con scaloni in legno appositamente costruiti allo scopo. Un plauso alla Fondazione Fabris e agli altri Enti aderenti (in particolare la Confartigianato di Vicenza) per l’organizzazione del convegno.