In occasione della Giornata Mondiale delle zone umide, organizzata da Legambiente e festeggiata il 2 febbraio in ricordo della Convenzione di Ramsar, firmata il 2 febbraio 1971, che ha permesso di identificare le più importanti aree umide mondiali, l’area di fitodepurazione di Ca’ di Mezzo-Codevigo (Pd) propone un’apertura straordinaria dalle 10.30 alle 17.00 e una visita guidata alle 14.30. Alle 11.00 inaugurazione della mostra di alcuni quadri in ricordo dell’architetto, insegnante e socio di Legambiente della Saccisica Claudio Giupponi. Ulteriori info a questo link.
I siti. in Italia attualmente sono 65, per un totale di 82.331 ettari. Un patrimonio di immenso valore caratterizzato da una considerevole fragilità ambientale e dalla presenza di specie ed habitat che risultano fra quelli maggiormente minacciati a livello globale. Oltre ad essere dei serbatoi di biodiversità, le zone umide forniscono un’elevata quantità di servizi ecosistemici, quali la regolazione dei fenomeni idrogeologici o la fissazione del carbonio presente nella biosfera, con conseguente mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici. Sono anche luoghi di grande bellezza da visitare in ogni stagione.
Tema 2019: “Le Zone Umide per un futuro sostenibile delle città”.
Nelle aree urbane l’azione di filtraggio dell’acqua da parte delle zone umide è fondamentale per salvaguardare l’approvvigionamento idrico, assorbendo alcune tossine dannose, pesticidi agricoli e rifiuti industriali e aiutando anche a trattare i liquami domestici. Inoltre le zone umide raffreddano l’aria dei centri urbani surriscaldata dallo smog e rappresentano spazi verdi che riducono lo stress e migliorano la salute dei residenti.
Fonte: Legambiente/Ecopolis Newsletter
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