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20 aprile 2023, all’Abbazia di Praglia il convegno “Ritorno alla terra, le nuove generazioni al servizio del pianeta”, ingresso gratuito previa registrazione

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Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e Filiera Futura, associazione nazionale nata su iniziativa della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, con lo scopo di tutelare l’unicità, promuovere l’innovazione e favorire la competitività della produzione agroalimentare di qualità italiana, organizzano giovedì 20 aprile p.v. alle ore 17 la tavola rotonda “Ritorno alla terra, le nuove generazioni al servizio del pianeta”, che si svolgerà nel centro congressi dell’Abbazia di Praglia a Teolo (PD).

Giovani al servizio del pianeta. I dati parlano chiaro: sono sempre di più i giovani under 35, che stanno tornando alla terra. I dati riportano tuttavia anche le conseguenze della crisi climatica e dei sistemi agroalimentari e produttivi intensivi e il loro impatto sugli ecosistemi, sulla biodiversità e sulla natura. E se fosse proprio la tutela e la migliore gestione della terra, con i suoi meccanismi e la sua organizzazione, a essere una preziosa fonte di insegnamento e la chiave per la soluzione?

L’incontro, che vedrà la partecipazione dello scrittore e giornalista di Huffpost Antonio Cianciullo, guarda al fenomeno del ritorno dei giovani alla terra come possibile chiave per rispondere alla crisi climatica e ai suoi impatti negativi sugli ecosistemi, sulla biodiversità e sulla natura. Protagonisti dell’incontro il prof. Paolo Sambo (Università di Padova) e le esperienze, le voci e le aspirazioni di giovani agricoltori, imprenditori, esperti e studenti. Seguirà aperitivo con prodotti del territorio. Ingresso gratuito con registrazione, fino a esaurimento posti.

Fonte: Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo

Psr Veneto 2014-2020, sostegno a giovani agricoltori e agricoltura di montagna

Agricoltura montagnaGuarda ai giovani agricoltori e alla montagna la strategia di investimento del nuovo programma di sviluppo di rurale della Regione Veneto.  Lo ha assicurato l’assessore regionale all’agricoltura Giuseppe Pan. “Ai giovani imprenditori del settore primario – ha riferito l’assessore – è riservata l’80 per cento della dotazione finanziaria del programma, che per il settennio 2014-2020 mette in campo 1,18 miliardi di euro, di cui 202 derivati dal bilancio regionale. Il Psr riserva inoltre una attenzione speciale allo sviluppo dell’agricoltura di montagna, al quale destina oltre il 35 per cento delle risorse. Risorse che la Regione Veneto ha già cominciato a utilizzare, con l’attivazione di bandi per l’insediamento dei giovani, gli investimenti aziendali e nella trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, la promozione agroalimentare , utilizzando circa 120 milioni di euro”.

Oltre 12 mila domande di finanziamento. “Quest’anno a fine marzo – ha riferito Pan – sono stati messi a bando ulteriori 144 milioni di euro per le misure 10 – agroambiente, 11 agricoltura biologica e 13 indennità compensativa”. “Per l’autunno – ha aggiunto il responsabile per le politiche agricole del governo regionale – una volta risolti alcuni problemi relativi al cofinanziamento, contiamo di attivare nuovi bandi per la selezione dei GAL, l’insediamento dei giovani e gli investimenti, nonché per la formazione e la consulenza. In questo senso abbiamo già cominciato a lavorare con il Comitato di sorveglianza per la definizione dei relativi criteri di selezione”.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

Giovani (under 40) in agricoltura, luci e ombre

Manzato all'Agro Open Day

Franco Manzato, assessore all’Agricoltura del Veneto, all’Agro Open Day

“Una giornata imperdibile, un successo che la dice lunga sull’attenzione dei giovani verso l’impresa agricola e i temi dell’agricoltura, un’iniziativa che sicuramente sarà ripetuta”. Con queste parole l’assessore regionale all’Agricoltura Franco Manzato, intervenuto ieri alla Corte Benedettina di Legnaro (PD), ha commentato gli straordinari risultati dell’”Agro Open Day Giovani”, organizzato dalla Regione Veneto in collaborazione con Veneto Agricoltura per illustrare agli studenti di tutti gli Istituti Agrari del Veneto e agli imprenditori agricoli under 40, le occasioni messe a disposizione dal Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, dotato di un miliardo e 200 milioni di finanziamenti.

AGRO OPEN DAY LA SALA GREMITA

Agro Open Day, la sala gremita

Oltre 4 mila le aziende agricole under 40 in Veneto. Nel Psr 2014-2020, in serbo per i giovani 100 milioni. “Oggi abbiamo visto l’entusiasmo e la serietà di 300 giovani, potenziali imprenditori o già tali, oltre che di 250 ragazzi degli Istituti Agrari  – ha detto Manzato – e altre 150 prenotazioni sono purtroppo rimaste in attesa: il segno che abbiamo visto giusto e che su questa strada continueremo a camminare sin dal prossimo anno”. “I giovani imprenditori veneti – ha detto anche l’Assessore – stanno dimostrando una forte capacità di stare sul mercato, colgono le opportunità, costruiscono strategie, sanno innovare meglio di chiunque altro. Sono un patrimonio prezioso per l’intera economia del Veneto e il Programma di Sviluppo Rurale saprà dare loro appoggio e i giusti sostegni”. Manzato ha ricordato che “in Veneto le Aziende Agricole Under 40 sono ben 4.300”. “Nel nuovo Psr 2014-2020 – ha evidenziato l’Assessore – ci saranno a disposizione altri 100 milioni riservati ai giovani che vogliono avviare un’azienda agricola, oltre a quanto previsto da tutte le varie misure d’investimento. Una leva che sapremo sfruttare nel migliore dei modi per il miglior futuro dell’economia agricola veneta”.

Chi sono i giovani agricoltori veneti. Ma è poi vero che gli under 40 sono interessati all’imprenditoria nel settore primario? Ecco alcuni dati che possono essere utili a comprendere il trend in atto. Anzitutto va segnalato che secondo l’ultimo aggiornamento dell’Istat, analizzato dagli esperti di Veneto Agricoltura, gli occupati agricoli in Veneto sono in calo dell’1,7% e scendono al di sotto delle 63.000 unità. Di queste, le donne sono circa 16.100 (26% del totale), mentre i maschi, pur essendo in calo del -2,4% (circa 46.900 unità), rappresentano ancora il 74% circa degli occupati in agricoltura.

Vecchi PSR, effetti dei contributi. Anche tra i nuovi giovani imprenditori con meno di 40 anni, che hanno beneficiato di un contributo nella misura per il primo insediamento nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013, si ritrovano la medesima distribuzione di genere sopra riportata: le donne sono circa il 25% del totale. A tutto il 2014, le domande di contributo per il primo insediamento finanziate sono state 2.200 circa.  Da sottolineare, che negli ultimi due anni, questo sostegno alla nuova imprenditoria ha raggiunto la sua massima efficacia: infatti nel 2012-13, l’incidenza di beneficiari sulle nuove imprese giovani iscritte nel Registro delle Imprese è stata stabilmente sopra il 70%, mentre nei quattro anni precedenti aveva assunto valori compresi tra il 40% e il 55%. Considerando i comparti di attività delle nuove imprese, il 31% del totale è costituito da aziende con poli-coltivazioni, poli-allevamenti o miste seminativi-allevamenti; seguono le aziende del comparto grandi colture (26%), vino (19%) e ortofrutta (14%). I principali interventi effettuati con il contributo percepito con il primo insediamento hanno riguardato l’acquisto di nuovi macchinari e attrezzature (40% del valore totale degli investimenti), seguono la costruzione/acquisizione o ristrutturazione/miglioramento di fabbricati e impianti aziendali (39%); infine gli interventi di tipo ambientale hanno riguardato il 18% degli investimenti realizzati, in crescita rispetto ai primi bandi finanziati nei primi tre anni della programmazione 2007-2013.

La situazione delle imprese agricole condotte da giovani. La situazione delle imprese agricole condotte da giovani (imprenditori di età inferiore a 40 anni) in Veneto si inquadra in un contesto generale che a partire dal 2000, ma anche da prima, vede una situazione strutturale di continua diminuzione del numero di imprese agricole attive iscritte nel Registro delle Imprese delle Camera di Commercio provinciali del Veneto (65.988 nel 2014, -2,5% rispetto al 2013). Considerando solo la categoria delle “ditte individuali” (escludendo quindi le altre forme giuridiche: società di capitali, di persone, altre forme societarie), la diminuzione è stata pari al 3,2% rispetto al 2013. Ma nel lungo periodo, la flessione rispetto al 2002 è stata del 39%: nel dettaglio, il calo è stato percentualmente maggiore per le imprese delle fasce dai 18 ai 29 anni (-48,8%) e dai 30 ai 49 anni (-51,5%). E’ diminuita quindi la loro incidenza sul totale delle imprese, passando rispettivamente dal 2,3 all’1,9% e dal 26,9% al 21,4%, mentre aumentano leggermente la propria quota di incidenza le altre fasce di età e in particolar modo quella con conduttori over 70, passata da 25,8% a 31,4% del totale delle imprese agricole venete. Va peraltro evidenziato che negli ultimi anni, la quota delle imprese più giovani è leggermente migliorata: il numero di imprese di fascia 18-24 anni ha infatti raggiunto un minimo nel 2009 (1.061 imprese) e negli anni successivi ha mantenuto una leggera tendenza di crescita/stabilizzazione, laddove invece le altre classi di età hanno evidenziato un calo del numero di aziende. Estendendo la categoria di imprese giovani a quelle condotte da imprenditori under 40 anni, che possono accedere ai finanziamenti previsti dal Piano di Sviluppo Rurale (PSR) della Regione Veneto, nel 2014 il loro numero è stato di 4.301 unità, pari al 7,7% del totale.

Le politiche regionali di sostegno all’imprenditoria giovanile. Analizzando l’andamento del numero di iscrizioni di nuove imprese per fasce di età nel corso degli anni, è possibile individuare una correlazione di dipendenza con le politiche di sostegno all’imprenditoria giovanile attivate dalla Regione Veneto. Emerge infatti, soprattutto negli ultimi anni, una sempre maggior incidenza delle imprese beneficiarie di contributo al primo insediamento (riservato ad imprenditori con meno di 40 anni) sul numero di nuove imprese giovani iscritte presso il Registro delle imprese. Negli ultimi dieci anni, l’incidenza delle imprese under 40 è comunque in continuo calo rispetto al numero totale di imprese agricole attive, poiché le nuove imprese non riescono ad essere in numero tale da “sostituire” le cessazioni di imprese delle fasce di età più elevata. In sintesi, negli ultimi dieci anni c’è stato un invecchiamento del settore agricolo veneto, che è costituito in misura sempre maggiore da imprese con titolari di età superiore ai 50 anni e in particolar modo da quelli aventi un’età maggiore di 70 anni, mentre sono sempre meno le imprese “giovani” e in particolare proprio quelle della fascia di età 18-29 anni, anche se dal 2009 si può notare un miglioramento dell’incidenza delle imprese giovani sul totale. Tuttavia, per la prima volta, negli ultimi due anni le nuove iscrizioni di imprese giovani sotto i 40 anni sono in numero superiore alle nuove iscrizioni di imprese con titolari over 65 anni, motivate spesso da fenomeni di successione, divisioni o cambiamenti di ragione sociale, o ancora da motivi di emersione/regolarizzazione di imprese, già esistenti, che provvedono ad iscriversi al Registro delle Imprese al fine di poter conseguire un contributo pubblico o da un ritorno alla terra da parte di persone che una volta in pensione tornano a dedicarsi all’attività agricola in maniera prevalente.

Fonte: Regione Veneto/Veneto Agricoltura

Le 10 azioni per i giovani e il ricambio generazionale in agricoltura

Ricambio generazionale agricolturaPer i giovani e per il loro futuro, il Governo mette in campo 10 azioni per favorire il ricambio generazionale in agricoltura. Dai mutui a tasso zero, alle agevolazioni per l’acquisto e la vendita dei terreni, dagli sgravi di 1/3 del costo del lavoro, all’accesso al credito, un pacchetto di aiuti per gli under 40 che decidono di investire il loro futuro nella terra.

Azione 1. Mutui a tasso zero per imprese agricole condotte da under 40 per investimenti fino a 1,5 milioni di euro nei settori della produzione, della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli. La durata massima dei mutui può essere di 10 anni comprensiva del periodo di preammortamento, e di importo non superiore al 75 per cento della spesa ammissibile, il limite di durata sale a 15 anni per le iniziative nel settore della produzione agricola.

Azione 2. Mutui fino a 30 anni concessi da Ismea per l’acquisto dei terreni agricoli con l’esclusiva finalità di favorire il primo insediamento dei giovani in agricoltura. Abbattimento di 40.000 euro della quota interessi prevista dal piano di ammortamento del mutuo.

Azione 3. Detrazioni al 19% per giovani under 35 che affittano terreni agricoli.

Azione 4. Per i giovani imprenditori agricoli che vogliono subentrare nella conduzione di un’azienda agricola è prevista da parte di Ismea un contributo a fondo perduto e l’erogazione di mutui a tasso agevolato per finanziare spese di investimento (acquisti di macchinari e attrezzature, opere di ammodernamento e ristrutturazione ecc.) fino al 90%del loro ammontare.

Azione 5. Sgravio di 1/3 retribuzione lorda per promuovere forme di occupazione stabile in agricoltura di giovani compresi tra i 18 e i 35 anni, con contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno triennale.

Azione 6. Deduzioni Irap al 50%, che arrivano fino a 10.500 euro per assunzioni di giovani nelle Regioni del Mezzogiorno, con contratti a tempo determinato per la durata di almeno tre anni e per almeno 150 giornate all’anno.

Azione 7. Credito d’imposta 2014-2016 al 40% per investimenti fino a 50mila euro per e-commerce di prodotti agroalimentari.

Azione 8. Credito d’imposta 2014-2016 al 40% per investimenti fino a 400mila euro in innovazione e reti d’impresa. In particolare sono finanziate spese per lo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie, nonché per la cooperazione di filiera.

Azione 9. Fondo di garanzia Ismea a prima richiesta che favorisce l’accesso al credito alle aziende agricole prive di proprie garanzie sufficienti per il rilascio dei prestiti da parte delle banche. Per i giovani agricoltori è previsto l’abbattimento del costo della commissione di garanzia attraverso un contributo di 7.500 euro, che sarà innalzato a breve a 15.000 euro, da erogare in regime de minimis.

Azione 10. 80 milioni di euro anno, massimo del plafond che l’Italia poteva destinare alla misura, per imprese condotte da under 40con maggiorazione del 25%degli aiuti diretti per 5 anni all’interno dell’attuazione della nuova PAC fino al 2020.

Maggiori info: http://www.politicheagricole.it  @mipaafsocial Facebook/politicheagricole  http://www.ismea.it

Fonte: Mipaaf

25 gennaio 2014, i giovani di Confagricoltura in assemblea nel bellunese

Agricoltura montagnaI giovani agricoltori aderenti a Confagricoltura del Veneto si sono dati appuntamento in provincia di Belluno per sabato 25 gennaio a partire dalle 10.30 presso la Sala riunioni di Lattebusche (via Nazionale 59, Busche) per la loro Assemblea regionale. Oltre che per il rinnovo delle cariche sociali, l’appuntamento sarà occasione di riflessione sull’occupazione giovanile e di quella agricola in particolare.

Agricoltura settore fondamentale per la ripartenza economica. L’azione politico-sindacale dell’Anga (Associazione Nazionale dei Giovani Imprenditori Agricoli) negli ultimi anni ha inteso migliorare tutte quelle condizioni che permettono la permanenza e l’inserimento di forze imprenditoriali giovanili in agricoltura, mediante un’azione attiva su tutto il territorio.  I dati sull’occupazione dei giovani sono impietosi: tantissimi giovani non riescono a trovare lavoro e ciò costituisce, oltre che un problema di carattere personale, anche un notevole problema sociale ed economico per l’ intera nostra collettività. Gli agricoltori dell’ANGA del Veneto sono convinti che lo sviluppo dell’intero sistema Paese e della Regione del Veneto possa ripartire anche dall’agricoltura, giacché ritengono che i giovani motivati apporteranno certamente nuove idee e capacità imprenditoriali. Indispensabile sarà il sostegno ai nuovi insediati che passerà attraverso le misure del nuovo Piano di Sviluppo Agricolo del Veneto che è in corso di definizione proprio in questo periodo.

Il programma. La giornata di sabato permetterà di analizzare e approfondire le possibilità d’inserimento giovanile nel settore agricolo e sarà un momento di aggregazione per quanti sono già impegnati, o vogliono impegnarsi, nel mondo agricolo.  Nel corso dei lavori rinnoveranno le cariche sociali e discuteranno, moderatore il presidente uscente Filippo Sussi, dei problemi dei giovani agricoltori in generale e di quelli impegnati in montagna in particolare. Un’attenzione specifica sarà prestata all’ormai prossima entrata in vigore del nuovo Programma di Sviluppo Rurale, dal quale tutto il mondo agricolo si attende un impulso importante verso l’innovazione e il rilancio economico.  Dopo i saluti del presidente di Confagricoltura Belluno Diego Donazzolo, si procederà al rinnovo delle cariche e quindi il presidente neo eletto terrà un primo intervento.  A seguire si entrerà nel vivo del programma dei lavori, con gli interventi del presidente di Confagricoltura Veneto Giangiacomo Bonaldi e del direttore di Confagricoltura Belluno Edoardo Comiotto e le sollecitazioni, le domande e le proposte dei giovani agricoltori presenti. Chiuderanno l’assemblea gli interventi dell’assessore regionale all’agricoltura Franco Manzato e del presidente Nazionale ANGA Raffaele Maiorano. L’appuntamento si concluderà con la visita guidata allo stabilimento Lattebusche.

(Fonte: ANGA)

Approvato alla Camera l’emendamento che riserva il 20% dei terreni agricoli demaniali per affitto a under 40

“Favorire i giovani imprenditori nell’accesso alla terra è fondamentale per incentivare il loro ingresso nel mondo dell’agricoltura, facilitando così il ricambio generazionale che è una priorità per il comparto e per tutto il Paese. Ecco perché considero una buona notizia l’approvazione dell’emendamento che riserva il 20% dei terreni agricoli demaniali per l’affitto agli under 40”.

Rivolto agli agricoltori dai 18 ai 40 anni. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Nunzia De Girolamo, sull’emendamento alla Legge di Stabilità approvato lo scorso 12 dicembre in Commissione Bilancio della Camera, che interviene sulla normativa riguardante l’alienazione e la locazione dei terreni demaniali agricoli e a vocazione agricola, non utilizzabili per altre finalità istituzionali, di proprietà dello Stato, inserendo una riserva, dell’ordine del 20%, a favore della locazione dei terreni in questione da parte dei giovani imprenditori agricoli, che abbiano un’età compresa tra i 18 ed i 40 anni.

(Fonte: Ministero Politiche Agricole Alimentari e Forestali)

Imprese in crisi, i giovani tornano all’agricoltura

gruppo comp(di Beatrice Tessarin, socio ARGAV e ufficio stampa Coldiretti Rovigo) Dal piccolo osservatorio dell’ufficio Formazione di Impresa verde Rovigo, si conferma quella che è una tendenza nazionale: il ritorno all’agricoltura di tanti giovani laureati che, un po’ per la crisi, un po’ per scommessa, hanno lasciato il precedente impiego. In ogni caso, hanno scelto il settore primario consapevolmente.

Corsisti dal tutto il Veneto. E’ così, infatti, anche nel gruppo del corso Coldiretti 2012 “Primo insediamento in agricoltura e imprenditore agricolo professionale”, un percorso formativo a frequenza obbligatoria, di 150 ore per 20 giornate, che si snoda tra lezioni di economia, gestione d’impresa, fiscalità, legislazione agraria, sicurezza nei luoghi di lavoro e che conta 19 nuovi aspiranti imprenditori agricoli: “Sono tutti giovani, e meno giovani, per lo più laureati nelle materie più svariate – spiega Giorgio Rocchi dell’ufficio Formazione Coldiretti Impresa verde Rovigo – molto preparati, anche con esperienze di lavoro parecchio importanti alle spalle; e tutti consapevoli della nuova scelta. Spesso hanno già un progetto in mente, prevalentemente di un’impresa multifunzionale. Oltre ai polesani, abbiamo partecipanti dalle province di Padova, Treviso e Verona”.

Le motivazioni dei corsisti. C’è che arriva da Ariano ed ha chiaro in mente il modo di dare un po’ di sprint all’azienda agricola di famiglia: “Vorrei specializzarmi nella vendita diretta dei miei prodotti– spiega – con particolare attenzione alla trasformazione di ortaggi e frutta”. C’è chi ha già pensato di associare le proprie competenze con quelle altrui mettendole a frutto in una nuova veste. E’ il caso di un’esperta di marketing e di uno psicologo, veronesi, che stanno frequentando il corso insieme: “Vorremmo aprire una fattoria sociale”, confidano. “Io vengo dal settore creditizio/ finanziario – racconta un altro giovane di Stienta – La crisi ha fatto saltare l’azienda, ho perso il lavoro ed ho risposto con una scelta di vita”. E’ c’è chi fa di necessità virtù: “Ho trascorso 20 anni all’estero – spiega un giovane di Pettorazza – e da tre anni sono rientrato per riprendere l’azienda di famiglia”. E c’è anche un bocconiano, che racconta: “Dopo 30 anni di consulenze nel mondo creditizio, un po’ per necessità familiari e un po’ per scelta, son tornato riprendere le redini della piccola azienda di mio padre”.

Giovani e start up in agricoltura, Catania: strumenti Ismea opportunità per i nostri agricoltori

“L’agricoltura ha bisogno di risposte mirate e specifiche. Per questo Ismea ha messo a punto degli strumenti ad hoc in grado di sostenere le imprese del settore, conoscendone le necessità e gli obiettivi”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania ha commentato la presentazione nei giorni scorsi di misure e strumenti tesi a favorire l’insediamento dei giovani e lo sviluppo delle start up in agricoltura, con particolare riferimento ai prestiti agevolati per l’acquisto dei terreni, ai finanziamenti per la realizzazione di progetti di investimento innovativi e alle garanzie per l’accesso al credito bancario e per l’abbattimento dei relativi costi.

Mutui a tassi agevolati per l’acquisto dei terreni agricoli. “A sostegno dei giovani agricoltori e delle start up l’Ismea fornisce infatti una serie di strumenti – ha spiegato il Ministro – finalizzati ad acquisire la base fondiaria e a finanziare progetti di investimento innovativi. Con la misura del cosiddetto ‘Primo insediamento’ i giovani al di sotto dei 40 anni possono richiedere a Ismea la concessione di mutui (fino a 30 anni) a tassi ridotti per l’acquisto dei terreni agricoli”. Tra le altre misure illustrate, anche quella denominata ‘Subentro’, che consente il finanziamento di progetti specifici presentati da giovani agricoltori nella fase del passaggio di aziende tra vecchie e nuove generazioni.

Ismea rilascia anche garanzie dirette o a prima richiesta, allo scopo di favorire l’accesso al credito bancario. Lo strumento integra le capacità dell’imprenditore agricolo di fornire garanzie alle banche erogatrici, favorendo l’abbattimento degli spread e di conseguenza i tassi di interesse applicati sui finanziamenti. I giovani possono inoltre usufruire di uno sconto sulla commissione di garanzia fino a un massimo di 7.500 euro, nell’ambito del regime di aiuto ‘de minimis’. A questi strumenti si affiancano il ‘Fondo di credito‘, anch’esso destinato ad abbattere il costo dei finanziamenti bancari attraverso il sostegno pubblico, e il ‘Fondo di investimento nel capitale di rischio‘ con cui l’Ismea acquisisce, direttamente o indirettamente, partecipazioni al capitale di rischio delle imprese agricole.

Futuro obiettivo: tornare a un regime di credito agrario differenziato. “Ritengo opportuno evidenziare che gli strumenti di Ismea sono certamente utili a rispondere al problema del credito e a quello delle assicurazioni. Ad ogni modo – ha proseguito Catania – sono convinto che dobbiamo guardare oltre e pensare ad ulteriori obiettivi. Mi riferisco, per esempio, alla necessità – di cui ho già parlato con il presidente dell’Abi, Giuseppe Mussari, e sulla quale richiamerò l’attenzione anche del Governo – di tornare a un regime di credito agrario differenziato, uno strumento che esisteva in passato, la cui scomparsa è stata un grave danno per il sistema agricolo. Le banche infatti non dispongono più di modalità mirate e personale specializzato per rapportarsi nella maniera più adatta alla realtà specifica delle aziende agricole”. “Sul fronte delle assicurazioni, invece, mi sono battuto molto per raggiungere dei risultati all’interno della legge di stabilità e abbiamo ottenuto la somma di 120 milioni di euro per l’anno 2013. Dobbiamo andare avanti in questa direzione, evitando – ha concluso il Ministro – i meccanismi di gestione delle crisi ‘ex post’ con interventi di mano pubblica, usati in passato. Sia a livello nazionale che comunitario, è fondamentale quindi mobilitare delle risorse per questo scopo”.

Per ulteriori informazioni sugli strumenti di Ismea e per sapere come è possibile accedervi, si rimanda al sito www.ismea.it e alle sezioni ‘Sviluppo d’impresa’ e ‘Strumenti finanziari’.  Per parlare direttamente con gli uffici dell’Istituto: tel.: 06 85568 319-260, mail: urp@ismea.it

(Fonte: Ministero Politiche Agricole Alimentari e Forestali)

Patto con i giovani agricoltori, CIA Veneto chiede alla Regione di passare dalle parole ai fatti

Un pubblico registro, costituito dall’elenco completo dei terreni agricoli regionali da assegnare con diritto di prelazione nella vendita, o in affitto, ai giovani agricoltori. A chiederlo sono i giovani imprenditori agricoli della Confederazione italiana agricoltori del Veneto, rivolgendo alla Regione la richiesta di predisporre al più presto l’elenco dei terreni pubblici regionali, sia per l’acquisto che per l’affitto.

Caro Manzato ti scrivo…La richiesta è stata inviata nei giorni scorsi con una lettera indirizzata all’assessore all’agricoltura Franco Manzato, nella quale i giovani imprenditori agricoli della Cia del Veneto chiedono l’applicazione, a livello regionale, dell’articolo 66 della legge 27/2012, la legge sulle liberalizzazioni convertita dal precedente decreto 1/2012 e approvata lo scorso 24 marzo, che prevede la “privatizzazioni dei terreni agricoli pubblici”. Lo stesso articolo concedeva al governo di predisporre entro 90 giorni i decreti attuativi. L’obiettivo dei giovani Agia del Veneto è quello di avere quanto prima “a portata di mano” la lista dei terreni agricoli pubblici fruibili. Una vera “Banca della terra” alla quale i giovani agricoltori possono rivolgersi per affittare o comprare un terreno.

La strada in sede ministeriale è già stata aperta: entro settembre verrà predisposto l’elenco, ma si tratta di terreni agricoli di proprietà dello Stato, che rappresentano per estensione e numero una minoranza rispetto a quelli posseduti dagli enti territoriali (Regioni, Province, Comuni, Asl e altri). E nella stessa direzione la Regione Veneto ha già mosso un passo importante, con la firma del “Patto con i giovani”, siglato lo scorso 7 luglio tra i rappresentanti dei giovani agricoltori di Cia, Coldiretti, Confagricoltura e Copagri, l’assessore all’agricoltura Franco Manzato e il presidente del Consiglio regionale Clodovaldo Ruffato durante l’ ”Agrishow” a Ca’ Tron (Tv). Nel documento l’impegno di agevolare i nuovi imprenditori nella fase di assegnazione dei pubblici terreni è stato messo nero su bianco. L’assessore Manzato ha inoltre confermato il trend positivo delle assunzioni in agricoltura, con un andamento positivo del mercato occupazionale anche nel secondo trimestre del 2012.

Dare nuove opportunità di lavoro ai giovani. “Vista l’opportunità offerta dall’agricoltura di creare posti di lavoro e la disponibilità dei giovani a investire in questo settore è opportuno che la Regione confermi il suo impegno e intraprenda un percorso analogo a quello del ministero – spiega Daniela Giarin, presidente dei giovani agricoltori Agia del Veneto – Occorre un elenco completo dei beni a disposizione, compresa la più ampia informazione sui beni demaniali regionali e territoriali che non sono compresi nell’elenco nazionale”.

(Fonte: CIA Veneto)

Giovani in agricoltura, accordo Regione Veneto e Ismea

La Giunta veneta ha approvato nei giorni scorsi lo schema di accordo quadro di programma tra la Regione e l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (ISMEA) finalizzato alla realizzazione di servizi in comune a sostegno del comparto agricolo e agroalimentare. “E’ l’inizio di un percorso – spiega Franco Manzato, assessore regionale all’agricoltura – che porterà allo stanziamento di 6 milioni di euro, equamente divisi tra Regione e ISMEA, a favore dell’imprenditoria agricola giovanile e per l’estensione della rete di monitoraggio delle principali filiere agricole regionali.

Investimento per il futuro dell’agricoltura. “Tale cifra – continua Manzato – va ad aggiungersi ai 288 milioni del Programma di Sviluppo Rurale, inseriti nel maxi pacchetto di bandi del settore primario reso disponibile da gennaio 2012, dei quali ben 45 milioni sono stati destinati agli under 40. Metteremo, così, a punto uno strumento integrato che denomineremo Progetto Giovani Veneto – ISMEA”. L’ISMEA è un ente pubblico economico vigilato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, che opera per lo sviluppo della capacità competitiva delle imprese e dei loro bisogni, realizzando servizi integrati di assistenza alla Pubblica Amministrazione, informativi e di mercato, finanziari, assicurativi, di riordino fondiario e di ricambio generazionale in agricoltura.

I problemi che i giovani trovano in agricoltura. “Nel corso degli ultimi anni – spiega Manzato – la nostra Regione ha attivato varie forme di collaborazione con l’Istituto e lo scorso 6 marzo il Consiglio Regionale ha approvato una deliberazione, conseguente a una mozione, con cui si impegna la Giunta ad attivare un bando di concorso congiunto Regione-ISMEA per il subentro e l’insediamento dei giovani in agricoltura, accompagnandoli nella crescita imprenditoriale e consentendo loro di affrontare subito i problemi di ristrutturazione e ammodernamento delle aziende, prevedendo, inoltre, la possibilità di accedere agli aiuti mediante la presentazione di un’unica domanda”.

Definito l’accordo-quadro. “Nel pieno rispetto delle volontà espresse dal Consiglio e con sollecitudine – prosegue l’assessore – abbiamo predisposto l’accordo quadro approvato oggi che definisce gli ambiti di collaborazione tra Regione e ISMEA e le seguenti prioritarie attività da sviluppare: iniziative a sostegno dell’insediamento dei giovani in agricoltura; assistenza tecnica nella programmazione dello sviluppo rurale 2014-2020; estensione della rete di monitoraggio delle principali filiere agricole regionali; sviluppo e valorizzazione dello strumento del Business Plan On Line (BPOL), semplificando le procedure nel settore primario; definizione ipotesi di partecipazione a nuovi strumenti in fase di sperimentazione, come ad esempio il sostegno allo sviluppo di reti di imprese”. “Puntiamo – ha concluso l’assessore, delegato dal presidente della Regione alla firma della convenzione – a nuove forme di gestione delle misure incentivanti con l’obiettivo di semplificare e rendere più efficiente l’accesso alle agevolazioni da parte dei giovani:una scelta che premia le nuove generazioni, un progetto che favorisce l’ingresso di braccia e menti giovani in un settore strategico”.

(Fonte: Regione Veneto)