
(di Marina Meneguzzi, vice presidente Argav) Un eccellente esempio di giornalismo d’inchiesta italiano e veneto è stato fornito lo scorso 25 giugno ai partecipanti dell’incontro organizzato da Argav al Wigwam di Arzerello a Piove di Sacco (PD) da Giannandrea Mencini, autore del libro “Pascoli di carta. Le mani sulla montagna” per la collana Umano/troppo/umano Kellerman Editore (pagine 208 Prezzo 16,00 euro). Veneziano, giornalista e scrittore, Mencini si occupa di storia dell’ambiente e del territorio ed ha voluto dedicare la sua ultima fatica letteraria alle sue amate montagne. Si tratta di un lungo reportage, un viaggio che diventa una indagine delle tante contraddizioni e problematicità che coinvolgono gran parte del settore montano, da Nord a Sud, da Est a Ovest.
Premessa. In seguito ad una riforma del 2003 della Politica agricola comunitaria (Pac), i sostegni dedicati a questo comparto hanno subito un cambiamento di rotta, consentendo a molti di accedere ai fondi europei senza rispettare quello che dovrebbe implicitamente essere “l’obiettivo finale”, ovvero la salvaguardia ambientale. Muovendo con la sua ricerca da episodi più o meno noti, come quello di Giuseppe Antoci, ex presidente del Parco delle Nebrodi in Sicilia che, nel 2016, fu vittima di un attentato mafioso dal quale uscì illeso grazie all’auto blindata e all’intervento della scorta, Mencini ha raccolto le testimonianze di svariati allevatori e protagonisti del contesto rurale italiano, premurandosi di analizzare con cura le spiegazioni e i pareri di ognuno, anche di coloro che nell’opinione comune fanno solo i propri interessi.
Lo studio dell’autore si compone di quattro capitoli principali, che seguono le orme delle ricerche condotte: il Nord-Ovest e le truffe sugli alpeggi, il Nord-Est e l’accaparramento dei pascoli, il Centro Italia e le “coltivazioni dei titoli”, la Sicilia e la “Mafia dei pascoli”. Un’indagine circostanziata e attenta, che mescola alla puntualità e allo studio accurato delle problematiche, momenti di narrazione appassionati, dai quali emerge il profondo attaccamento dell’autore alle tematiche ed ai luoghi protagonisti di questa inchiesta. “Nel corso della mia indagine – ha raccontato Mencini – ho vissuto momenti emozionanti, incontrando diversi allevatori, produttori, giovani pastori. Ho ascoltato da loro racconti incredibili, rimanendo a volte incredulo, a volte invece positivamente sorpreso. Montanari, agricoltori e allevatori che lavorano in pendenza con tante difficoltà, difendono la nostra montagna, il nostro patrimonio ambientale e lottano per la legalità. Ho scritto questo libro anche per loro“.
Prefazione di don Luigi Ciotti. Con grande felicità di Mencini, don Luigi Ciotti ha deciso di regalargli una bellissima prefazione, eccone uno stralcio.“Ciò che emerge chiaramente dall’analisi puntuale e approfondita di Mencini è un sistema consolidato e capillare di frodi legate al mondo dei pascoli montani, che interessa l’intero territorio nazionale. Dove non c’è il coinvolgimento della criminalità mafiosa in senso stretto, si ravvisa comunque una diffusa mafiosità dei comportamenti […]”.
Biografia dell’autore. Mencini ha pubblicato numerosi saggi, libri e articoli, dove ha raccontato i problemi della salvaguardia di Venezia e del vivere in montagna, tra i quali Acqua in Piazza (Lineadacqua, 2016), Vivere in pendenza. Scelte di vita che cambiano la montagna bellunese (Supernova, 2019). È stato fra i curatori con contributi specialistici del primo Rapporto sullo stato dell’ambiente 2000 (Provincia di Venezia, 2000) e dello Stato dell’ecosistema lagunare veneziano a cura del Magistrato alle Acque di Venezia (Marsilio, 2010). Ha ricevuto una menzione speciale nell’ambito della terza edizione del Premio Nazionale di ecologia Verde Ambiente per i suoi scritti sulle tematiche ambientali e di difesa del territorio.
Filed under: Libri | Tagged: Giannandrea Mencini, Giuseppe Antoci, Kellerman Editore, mafia dei pascoli, Pascoli di carta, riforma PAC | Leave a comment »