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Senza acqua non c’è agricoltura: realtà, progetti e lavori per l’irrigazione in Veneto dei Consorzi di bonifica

“Non c’è agricoltura moderna ed efficace senza un’ottimizzazione della risorsa idrica, fattore di assoluta importanza per garantire l’ottima qualità delle colture “made in Italy”. A ricordarlo è Giuseppe Romano, Presidente dell’Unione Veneta Bonifiche (U.V.B.).

La rete irrigua del Veneto. “Il Veneto – prosegue – dispone di una superficie irrigua pari a 600.000 ettari. Nelle aree in cui l’irrigazione è strutturata, i Consorzi di bonifica garantiscono la distribuzione costante ed efficiente della risorsa idrica. Su circa 400.000 ettari, invece, ovvero 2/3 del totale, soprattutto nel medio-basso Veneto, l’irrigazione non è strutturata, bensì “di soccorso”, cioè sono aree dove le aziende agricole prelevano acqua dalle reti “promiscue” (a duplice utilizzo: irrigazione e difesa idraulica). Proprio in queste zone, a fronte di una fortissima domanda idrica da parte degli agricoltori, a causa del duro periodo di siccità che stiamo affrontando, è andata in crisi la disponibilità di risorsa idrica. I cambiamenti climatici impongono di investire in queste zone.”

Se l’acqua è il primo fattore di produzione agricola, serve un cambio di direzione. Continua Giuseppe Romano: “Ad oggi l’unica fonte di finanziamento è il Piano Irriguo Nazionale, che destina al Veneto 76 milioni di euro per realizzare 22 progetti, recentemente sbloccato dopo anni di sospensione dei finanziamenti. E’ necessario prevedere il rifinanziamento del P.I.N. per garantire la pluriennalità delle risorse, proseguendo nel progetto di adeguamento e riconversione delle reti. D’altro lato però, l’attuale programmazione comunitaria sullo sviluppo rurale in Veneto non prevede finanziamenti per le reti irrigue dei Consorzi di bonifica. Se la risorsa idrica è una priorità essenziale per l’agricoltura come primo fattore di produzione e ambientale, bisogna concentrare su questo comparto le risorse finanziarie del prossimo P.S.R. . Non può esistere finanziamento alle singole aziende per l’ammodernamento e l’innovazione degli impianti irrigui senza un’efficiente rete di distribuzione. ” I Consorzi si candidano ad essere un elemento indispensabile, assieme alle imprese agricole, per riprogrammare il futuro dell’irrigazione in Veneto.

Il piano di interventi proposto dai Consorzi di bonifica alla Regione. Di fronte a situazioni meteoclimatiche senza precedenti, in cui si è registrato un deficit di precipitazioni pari a 214 millimetri, vale a dire -24% rispetto alla media 1993-2011, i Consorzi di bonifica hanno presentato un piano che, oltre ai 22 progetti finanziati dal P.I.N., contiene oltre 200 idee progettuali per l’irrigazione, indicando un investimento pari a 1 miliardo e 700 milioni di euro; sono previsti: interventi di riconversione irrigua per il risparmio idrico (trasformazione delle reti e razionalizzazione); interventi di bacinizzazione; adeguamento delle reti e obsolete e dei canali; ammodernamento delle opere di presa; interventi per la ricarica della falda (pozzi bevitori, aree forestali di infiltrazione) e la tesaurizzazione della risorsa idrica (invasi); realizzazione per evitare la risalita del cuneo salino.

Per gli agricoltori, il miglior consiglio per l’irrigazione via mail o sms. Il 2012 è anche il primo anno di attivazione, nel Veneto, di “Irriframe“, un innovativo “sistema informatico di consiglio irriguo”, voluto dall’Associazione Nazionale Bonifiche Irrigazioni (A.N.B.I.), a tecnologia italiana e che mira ad un uso sempre più efficiente dell’acqua irrigua. Commenta Andrea Crestani, Direttore U.V.B.: “L’innovazione, in fase sperimentale in tutti i Consorzi di bonifica del Veneto, fornisce, attraverso l’invio di mail o sms, indicazioni precise e puntuali agli agricoltori sul momento d’intervento irriguo ottimale e sui volumi da utilizzare, tenendo conto di molti fattori tra cui i dati meteo, forniti dall’ARPAV, i dati del suolo, della falda, delle colture e il tipo di impianto aziendale. Attraverso l’elaborazione di questi parametri, “Irriframe” calcolerà il bilancio idrico, fornendo indicazioni sul volume d’adacquata per ogni singola coltura e il giorno dell’intervento. I vantaggi sono significativi, in quanto permette un adattamento al cambiamento climatico, risparmio di risorse idriche (15-25%) ed energetico, ma soprattutto minori costi per l’azienda agricola ed il Consorzio.” Il servizio consente, quindi, ad ogni Consorzio di indicare irrigazioni economiche e di massima efficienza idrica, capaci di far ottenere un risparmio idrico significativo, mantenendo o migliorando la produttività, il reddito e la competitività dell’azienda agricola.

(Fonte: Unione Veneta Bonifiche)

Ricerca SWG-ANBI: straripamento fiumi prima paura dei veneti

“L’alluvione dello scorso novembre in Veneto, oltre ai danni materiali, ha comportato una mancata crescita del P.I.L. (Prodotto Interno Lordo), quantificata in -0,7% e ha bloccato un incremento occupazionale calcolato in circa 6.000 posti di lavoro.” Lo afferma Giuseppe Romano, Presidente dell’Unione Veneta Bonifiche, che ha presentato nei giorni scorsi a Mestre, il programma regionale nell’ambito della Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione (7-15 maggio) e i dati di una recente ricerca SWG-ANBI, che evidenzia come siano proprio i veneti a temere maggiormente lo straripamento dei fiumi: ben il 48%, infatti, lo indica come maggiore paura a fronte di una media nazionale pari al 21%, che sale comunque al 30% nel Nord Italia.

A livello Paese sono le alluvioni e le esondazioni ad essere segnalate come principale pericolo, il che fa guardare con timore i corsi d’acqua al 46% degli italiani ed al 54% dei settentrionali. D’altronde il 63% dei connazionali segnala di aver dovuto affrontare, almeno una volta, un’emergenza ambientale legata a fenomeni naturali, di cui il 75% rappresentati da alluvioni e straripamenti; tale dato sale addirittura all’88% al Nord. Ben l’80% degli intervistati (85% al Nord) ritiene che un’adeguata opera di prevenzione avrebbe evitato o quantomeno limitato i danni , indicando le principali soluzioni nella manutenzione e pulizia dell’alveo dei fiumi, nell’edificazione di costruzioni migliori e più attente all’ambiente,nell’innalzamento degli argini e nella regolazione delle acque dei fiumi.

I veneti sono anche tra coloro, che avvertono maggiormente il rischio idrogeologico, un pericolo, che è percepito dal 47% degli italiani; disboscamento ed abusivismo edilizio ne sono indicati largamente come le prime cause. Importante è anche la percentuale dei residenti nel Veneto, che riconosce il ruolo dei consorzi di bonifica nella prevenzione degli eventi calamitosi: il 31% contro un dato nazionale del 23%; significativo è il fatto che tale percentuale cresce laddove è più forte la presenza degli enti consortili: davanti al Veneto, c’è solo l’Emilia Romagna. D’altronde la costante manutenzione del territorio è nettamente il principale provvedimento invocato dagli italiani (il 48% al Nord) per ridurre l’impatto di calamità, quali le alluvioni.

La notorietà dei Consorzi di bonifica è rilevata dal 62% del campione al Nord, con una buona diffusione delle conoscenze sul ruolo dei Consorzi in merito alla realizzazione e manutenzione di opere idrauliche, nonchè di impianti per lo scolo e l’allontanamento delle acque. Il 56% degli intervistati al Nord (a fronte di un dato nazionale del 54%) ritiene, inoltre, che l’attività dei Consorzi sia importante sia per le aree agricole che per quelle urbanizzate. Infine sono proprio eventi come quelli alluvionali, accaduti nei mesi scorsi in Veneto, ad aver fatto schizzare, in alto, la consapevolezza sul ruolo dei consorzi di bonifica nel limitare i danni provocati da fenomeni alluvionali: ben il 92% dei residenti al Nord lo ritiene molto o abbastanza importante, mentre il 93% lo considera rilevante nel rimettere in sicurezza idrogeologica i territori colpiti.

In questo quadro si inseriscono le oltre 50 iniziative, previste nella regione fino al 15 maggio, per avvicinare i cittadini alla conoscenza delle attività svolte dai consorzi di bonifica veneti. L’epilogo al calendario di manifestazioni si avrà mercoledì 18 maggio allorchè, a Padova, saranno presentati gli Accordi di Programma per migliorare la collaborazione ed integrare le conoscenze sul territorio con A.N.C.I. (Associazione Nazionale Comuni Italiani) Veneto, U.R.P.V. (Unione Regionale Province Veneto) e Protezione Civile Regionale.

N.B.: oltre il 64% del Veneto ricade nei comprensori di Bonifica, per un totale di 1.178.054 ettari affidati alla competenza di 10 consorzi. Di questo territorio, ben il 31,04% sarebbe costantemente allagato senza l’ausilio di 389 centrali idrovore; il 45,67% è a rischio di allagamenti per l’esondazione di corsi d’acqua mentre il 6,66% teme la forza del mare. Inoltre, secondo il Ministero dell’Ambiente, il 27,7% dei comuni veneti ricade in aree ad alto rischio idrogeologico, interessanti 25.540 ettari pari a 1,4% della superficie della regione.

(fonte Asterisco Informazioni)

Alluvione in Veneto: presentato a Vicenza dai Consorzi di bonifica il piano interventi di sicurezza idrogeologica

Dopo la presentazione del Piano di Difesa Idraulica 2010-2015 tenutasi a Verona e le iniziative a carattere locale di Padova ed Este, è toccato significativamente a Vicenza ospitare la presentazione di Unione Veneta Bonifiche all’pinione pubblica del Piano di interventi a tutela delle zone alluvionate e alluvionabili delle province di Padova e Verona, oltre che vicentina.

Il programma degli interventi prevede una spesa complessiva di euro 317.485.000,00 così suddivisi: euro 120.755.000,00 nel comprensorio del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta (interessante le province di Vicenza, Verona e Padova); euro 6.430.000,00 per il comprensorio del Consorzio di bonifica Bacchiglione (interessante le province di Padova e Venezia); euro 138.300.000,00 nel comprensorio del Consorzio di bonifica Brenta (interessante le province di Padova, Vicenza e Treviso); euro 52.000.000,00 per il comprensorio del Consorzio di bonifica Adigeuganeo (interessante le province di Padova e Venezia).

Sono stati illustrati alcuni interventi particolarmente importanti, quali la creazione del bacino del Vanoi, al confine con il Trentino, per la regolazione delle piene del fiume Brenta o il potenziamento delle idrovore sul fiume Bacchiglione. Soddisfazione è stata espressa per il recente finanziamento, deciso dalla Regione Veneto, alla realizzazione di due progetti da tempo in lista d’attesa: le casse di espansione di Trissino per la tutela idraulica della città di Vicenza e la trasformazione in serbatoi idrici delle cave dismesse di Riese Pio X, funzionali alla salvaguardia idrogeologica delle zone di pianura trevigiane e veneziane.

Il rischio non aspetta tempo. “I piani di intervento presentati in questi giorni –  commenta Giuseppe Romano, Presidente dell’Unione Veneta Bonifiche – non sono ovviamente il frutto di un lavoro svolto adesso, bensì la testimonianza del costante presidio territoriale, operato dai consorzi di bonifica. E’ bastato “aprire i cassetti” per dimostrare come i problemi idrogeologici del Veneto fossero conosciuti e le soluzioni indicate. Purtroppo è stata necessaria una disastrosa evenienza alluvionale per creare maggiore sensibilità collettiva verso queste tematiche. Le polemiche, comunque, non servono. Guardiamo avanti, sperando che le nuove volontà espresse in questi giorni non si fermino: per migliorare la sicurezza idrogeologica del nostro territorio servono piani complessivi, di cui noi rappresentiamo una parte importante, cui però vanno affiancati interventi strutturali sulle grandi aste fluviali. Serviranno ingenti risorse ed anni di lavoro; fondamentale, però, è avere la consapevolezza che il rischio non aspetta tempo!”

(fonte Unione Veneta Bonfiche)