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15 marzo 2019, gli studenti di tutto il mondo scioperano per avere ancora un futuro, climatico e non solo

(di Marina Meneguzzi, vicepresidente Argav) “Non fermarti, non arrenderti, datti da fare perché il mondo ha bisogno di persone migliori che facciano sì che la pace sia una realtà e non soltanto un’idea…Vale la pena farlo“, ha lasciato scritto al figlio l’alpinista Daniele Nardi, morto nei giorni scorsi sul Nanga Parbat insieme al compagno di cordata Tom Ballard.

Una sedicenna attivista climatica. La speranza che le future generazioni possano comportarsi in modo migliore di noi nel pensare al mondo che verrà, sembra essere, per fortuna, più che fondata se guardiamo all’esempio di Greta Thunberg, la sedicenne svedese divenuta simbolo mondiale per la sua protesta, culminata in un movimento studentesco globale a cui aderiscono anche gli adulti e, fra questi, oltre tremila scienziati, iniziata con uno sciopero scolastico che la giovane studentessa ha condotto per circa un mese la scorsa estate nel suo Paese per chiedere al governo di ridurre le emissioni di gas a effetto serra.

Sciopero mondiale. Domani, venerdì 15 marzo 2019, come Greta, gli studenti di tutto il mondo saranno in sciopero da scuola e dall’università per manifestare, senza bandiere, nel Global Strike For Future, evento che ha ricevuto l’adesione di una sessantina di Paesi e più di 500 città, per chiedere nuovamente ai capi di stato e di governo del mondo impegni concreti contro i cambiamenti climatici. Un impegno a ridare loro indietro il futuro che gli stiamo rubando.