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26 gennaio 2024, al via il 34° corso di aggiornamento sul giardino storico e sul paesaggio contemporaneo dell’Università di Padova dal tema “Il paesaggio può salvare il pianeta?”, lezioni in presenza e on line sino al 30 maggio

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Il paesaggio, risultato di un continuo processo di trasformazioni e di stratificazioni, frutto della relazione tra fenomeni naturali e azione antropica, è l’espressione della storia e della geografia di un territorio, delle pratiche e dei valori sociali degli abitanti che vi sono insediati. Nella nostra quotidianità, a questa incessante metamorfosi, a questa dialettica di grandi e piccole mutazioni si sono ora sommati l’impatto della crisi climatica globale e la conseguente constatazione della fragilità del pianeta. In che modo la crisi eco-climatica contemporanea si riflette nei paesaggi che ci circondano? In che modo la nostra percezione di questi paesaggi è trasformata dalla consapevolezza del cambiamento ambientale globale?  In che misura la necessità percepita di reagire, di adattarsi a ciò che minaccia l’abitabilità del pianeta porta a una trasformazione delle pratiche progettuali e delle politiche nel campo del paesaggio? “Queste domande saranno al centro del XXXIV corso promosso dal Gruppo Giardino Storico-Università di Padova”, spiega Antonella Pietrogrande, coordinatrice del corso, che quest’anno sarà dedicato a al nostro fondatore Patrizio Giulini e al suo sapere botanico in difesa del patrimonio naturale”.

La vulnerabilità della Terra ci chiede oggi di adottare una nuova cura. Continua Pietrogrande: “Riteniamo, infatti, che riferirsi al paesaggio come forma e livello di comprensione della complessità dei processi naturali, culturali e sociali che modellano e fanno evolvere i nostri ambienti ma anche come campo di azione e di creazione possa essere un giusto approccio ai problemi posti all’umanità dalla crisi eco-climatica globale che stiamo vivendo. Di fronte a fenomeni estremi è necessario assumere una mentalità di prevenzione per ridurre il rischio e il costo sociale della transizione. La complessità e il valore sistemico che improntano il paesaggio possono indicare la strada per immaginare, progettare e realizzare nuovi paesaggi, frutto del confronto multidisciplinare, dell’attività di ricerca e sperimentazione di nuove competenze e di politiche coraggiose. Il pianeta ci chiede di abbassare le temperature e ridurre la precarietà dei sistemi urbani, di presidiare le montagne e contrastare gli incendi e il dissesto idrogeologico, di risparmiare l’acqua e diminuire la siccità: tutto ciò si tradurrà in nuovi paesaggi. Nuovi paesaggi energetici, portatori di contenuti formali, simbolici ed estetici, consoni ai luoghi d’impianto, ma anche rappresentativi dei valori della nostra epoca; paesaggi futuri per curare la terra e sfamare l’umanità, imparando da quei paesaggi ereditati che sono sopravvissuti al successo dell’agricoltura industriale”.

Giardino storico, punto di partenza e risorsa. E ancora: “Come progettare questa nuova azione paesaggistica che tenga conto, alla grande scala, dei problemi eco-climatici incombenti e nello stesso tempo non dimentichi la complessità delle situazioni locali, delle molteplici forme di rapporto culturale con le realtà ambientali? Quali esperienze sono già state fatte in questo campo e quali conclusioni se ne possono trarre? Torneremo quindi a occuparci anche del giardino storico, l’argomento che ci contraddistingue, non come di un soggetto di ricerca e sapere chiuso, ma piuttosto come di un punto di partenza per una riflessione più complessiva sul paesaggio e come di una risorsa in termini di conoscenze scientifiche, tecniche, botaniche e ambientali, sviluppate, sperimentate e sedimentate nei secoli.  Come curare i giardini storici in quest’epoca di cambiamenti climatici? Su quali valori puntare? Come progettare una loro gestione che garantisca continuità e trasmissibilità dei dati? Come si sta procedendo nel restauro dei giardini storici italiani finanziati dal Pnrr il cui obiettivo è anche di favorire le funzioni che hanno dirette ricadute ambientali (riduzione dell’inquinamento ambientale, regolazione del microclima, generazione di ossigeno, tutela della biodiversità)? Per analizzare questi fenomeni saranno presentati come di consueto diversi punti di vista, oltre agli strumenti che permettono di comprenderli e analizzarli. Riflettere su questi problemi, coniugando la storia del paesaggio e del giardino con le esigenze oggi poste dalla fragilità del pianeta, è il compito che si dà il XXXIV corso del Gruppo Giardino Storico dell’Università di Padova.

Per partecipare al corso si può versare un contributo di partecipazione (anche quest’anno fissato a 30 €) preferibilmente dal mese di gennaio. Ulteriori informazioni giardinostoricounivpadova.it

Fonte: Gruppo Giardino Storico Università di Padova, Foto credits Crete senesi, foto di Serge Briffaud, 2023

Dal 20 gennaio al via la XXXII edizione del corso del Gruppo Giardino Storico Università di Padova dedicato alle “Foreste della città. I nuovi paesaggi dell’Antropocene”, ancora possibile iscriversi. Ad aprile 2022, in programma intervento del consigliere Argav Alessandro Bedin.

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(di Marina Meneguzzi, consigliera Argav) Una ventata d’aria fresca nel plumbeo tempo della pandemia! Questa la sensazione provata da chi segue le interessanti verdi dissertazioni tenute – anche per quest’anno on line – da docenti ed esperti del settore in occasione del corso di aggiornamento interdisciplinare sul giardino e il paesaggio organizzato dal Gruppo Giardino Storico di Padova, diretto da Francesca Dalla Vecchia e Francesca Chiesura Lorenzoni. Gli incontri inizieranno il 20 gennaio prossimo per terminare a giugno sulla piattoforma Zoom dell’Università degli Studi di Padova, Dipartimento di Biologia-Orto Botanico, che ospita dal 1991 il corso allo scopo di contribuire alla formazione di una coscienza paesaggistica e alla salvaguardia del nostro patrimonio storico-ambientale. Dedicato dal 2003 alla memoria di Giuliana Baldan-Zenoni Politeo, sua ideatrice e animatrice, il gruppo è stato fondato da Patrizio Giulini ed è magistalmente coordinato da Antonella Pietrogrande.

Tema di questa trentaduesima edizone “Nelle foreste della città. I nuovi paesaggi dell’Antropocene”. Si parla sempre più di attività di riforestazione, dentro e fuori le aree metropolitane. Dopo una lunga colonizzazione antropica, indifferente ai siti e alle impronte ecologiche, le città stanno ora imboccando la strada della naturalizzazione, rivalutando il ruolo degli alberi nel ciclo ambientale urbano e convertendo le loro superfici mineralizzate, coperte di cemento, in aree vegetali. Si realizzano giardini ecologici e si evolve l’idea di parco che non è più inteso solo come giardino, luogo del verde e della natura, ma anche come occasione per riparare i danni dell’inquinamento, per recuperare aree marginali e luoghi interstiziali. Mentre si sta sviluppando un nuovo immaginario, peculiare della nostra epoca, di fascinazione per la biofilia e per la vita nel verde, nasce il concetto di città selvatica, si discute di foreste urbane e di micro-foreste. Tutto ciò si ripercuote nel paesaggio urbano, perché città e foresta sono due mondi antitetici da integrare. Ma come? Quali sono le visioni culturali adottate nelle trasformazioni e riqualificazioni? Il XXXII Corso esaminerà alcuni aspetti di queste trasformazioni in atto, invitando a una riflessione che potrà essere utilmente approfondita andando a ritroso nella storia, a partire da quella dell’arte dei giardini, al centro di un dibattito sul bosco e sulla foresta.

Lezioni ogni giovedì, dalle 17 alle 18.30/19.00. Per frequentare il corso si chiede di un contributo di partecipazione (quest’anno fissato a 30 € per tutti) da versare prima dell’inizio del corso, tramite bonifico bancario sulle coordinate del Gruppo Giardino Storico Padova IBAN IT39 X053 3612 1470 0004 0119 540, Banca Friuladria, Santa Croce, Padova oppure presso la libreria Il Libraccio (via Portello 42, Padova, tel/fax 0498075035, email libracciopadova@gmail.com). Viene chiesto anche di compilare una scheda dati (anagrafici, indirizzo email personale, ecc.), dotata anche di una liberatoria in cui l’iscritto/a autorizza ad inserire il suo nome e i suoi dati nella mailing list del GGS, secondo la vigente legge sulla privacy. Ulteriori info: giardinostoricounivpadova.it

Tra gli appuntamenti in programma, anche una tavola rotonda a cui parteciperà il giornalista consigliere Argav Alessandro Bedin, responsabile della gestione del Verde Pubblico al comune di Montecchio Maggiore (VI) e delegato del Veneto Associazione Pubblici Giardini. L’incontro si svolgerà il 7 aprile alle ore 17, sarà dedicato al tema “Scelta, impianto, cura e gestione delle piante nell’attuale crisi del clima e della biodiversità” e vedrà la partecipazione anche di Klaus-Jürgen Evert, già Direttore Parchi e Giardini di Stoccarda; Patrizio Giulini, Università di Padova, Gruppo Giardino Storico Università di Padova. La coordinazione dell’incontro sarà affidata a Francesca Dalla Vecchia , Università di Padova Dipartimento di Biologia, Gruppo Giardino Storico Università di Padova.