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Influenza aviaria, Regione Veneto convoca il tavolo di crisi. Ma già si prevede la costruzione di altri super allevamenti.

Gli assessori all’Agricoltura e alla Sanità della Regione Veneto hanno convocato martedì 5 settembre la filiera avicola per fare il punto sulla epidemia di influenza aviaria in corso. Saranno esaminate le conseguenze della malattia, con particolare riferimento alle misure di contrasto poste in essere e agli impatti sulle attività e sul reddito delle imprese agricole interessate.

La rilevazione di un focolaio della malattia impone, ai sensi della normativa comunitaria, l’abbattimento di tutti gli animali dell’allevamento e la creazione di una zona di protezione, di 3 km di diametro dal focolaio, ed una zona di sorveglianza di diametro di 10 km dal focolaio. In queste zone oltre ad essere vietato l’ “accasamento”, cioè la reintroduzione di animali in allevamento, sono inoltre previsti limiti diversificati alla movimentazione degli animali anche a fini della macellazione. Il divieto di accasamento dura fino a 30 giorni dall’ estinzione del focolaio e, pertanto, oltre al danno diretto e immediato dovuto all’abbattimento e distruzione degli animali, gli agricoltori interessati si trovano a subire i danni “indiretti”, da mancati redditi, dovuti alla mancata possibilità di allevare gli animali.

Nel 2017, 16 focolai e 18 abbattimenti preventivi. “Al tavolo di crisi di martedì faremo il punto della situazione per gli allevatori veneti e nei giorni successivi incontrerò anche i colleghi assessori delle regioni Lombardia ed Emilia Romagna e della Provincia autonoma di Trento per valutare le azioni comuni ed i provvedimenti da richiedere assieme al Ministero in favore delle aziende colpite”, informa l’assessore Pan. Nel corso del 2017 la Regione Veneto è stata interessata da 16 focolai e 18 abbattimenti preventivi. Per i danni diretti (indennizzo degli animali e spese operative/connesse) sono già stati corrisposti 2.638.145,11 euro, cifra ancora provvisoria in quanto non comprende gli ultimi focolai/abbattimenti preventivi il cui dati sono ancora in corso di valutazione.

Interrogazione sull’impianto in via di realizzazione a Castelfranco. “Vista la nuova epidemia di aviaria che sta martoriando il Veneto, la Regione fermi l’autorizzazione in deroga alle distanze di sicurezza del mega allevamento da un milione di polli nel comune di Castelfranco”. A chiederlo, in una nota, è il consigliere regionale e vicepresidente della Commissione regionale Ambiente Andrea Zanoni, che ha depositato un’interrogazione a risposta immediata sull’impianto in via di realizzazione. “I casi nella nostra Regione sono sempre più frequenti – spiega Zanoni – il decimo riguarda un allevamento di San Pietro di Morubio nel Veronese verificato lunedì 28 agosto. Quest’anno, a differenza del passato, i focolai si sono manifestati non solo nel periodo autunnale di migrazione dei volatili, specialmente anatidi che arrivano dal nord Europa, portatori del virus, ma anche nel periodo estivo. La scorsa settimana ne sono stati scoperti altri due ad alta patogenicità in provincia di Verona e il Governatore ha firmato altrettante ordinanze introducendo misure di restrizione nelle aree coinvolte: una zona di protezione, con disposizioni molto rigide, e una zona di sorveglianza, più ampia, per monitorare e contrastare la diffusione del virus”.

Deroghe concesse in fatto di distanze di sicurezza. “Simili episodi suggerirebbero in via precauzionale l’adozione di misure urgenti – osserva Zanoni – tra le quali l’aumento delle distanze minime di sicurezza tra allevamenti, al fine di prevenire con maggiore efficacia il propagarsi del contagio; invece, si va nella direzione diametralmente opposta, concedendo una deroga illogica, arrivata oltretutto in tempi record, a un mese dalla richiesta. Un parere positivo, quello espresso dall’Unità Organizzativa Veterinaria e Sicurezza Alimentare della Regione che non appare sufficientemente motivato e che preoccupa i cittadini e gli allevatori della zona”.

Impatto ambientale e consumo del suolo. “La Regione dovrebbe anche tener conto delle preoccupazioni dei cittadini sia per l’impatto ambientale che per il consumo di suolo – continua il consigliere regionale – la raccolta firme indirizzata alle istituzioni ha già superato quota 3.500 in appena tre settimane. L’allevamento verrebbe realizzato tra i centri abitati di Sant’Andrea oltre il Muson, popolosa frazione di Castelfranco Veneto, e Monastiero, località altrettanto popolosa del comune di San Martino di Lupari, nel padovano”. “Si tratta di un progetto troppo impattante per il territorio – sottolinea il – poiché prevede una cementificazione di ben 7.084 metri quadri di terreno (pari a 23.377 metri cubi) per la realizzazione di quattro capannoni che conterranno 149.760 animali per ciclo per un totale annuo di quasi un milione, con un consumo d’acqua stimato in quasi nove milioni di litri, in un’area che da tempo soffre per la siccità e per l’abbassamento del livello delle falde acquifere e infine i rifiuti prodotti ammonterebbero a circa 1.384 tonnellate l’anno. A tutto questo si aggiunge l’emergenza aviaria”, conclude Zanoni.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto/Consiglio Regionale Veneto

Influenza aviaria: ad Occhiobello (RO), esito negativo dei controlli, ma dal 26 agosto abbattimento precauzionale

galline che razzolanoHa valore preventivo l’ordinanza (n. 70/2013) firmata dal vice sindaco di Occhiobello (RO) Laura Andreotti per il sequestro e l’abbattimento di galline ovaiole (oltre 200 mila) di proprietà della società Agricola Morgante di Lionello e C. L’azienda agricola fa parte della stessa filiera del gruppo Eurovo, a cui appartengono i primi due allevamenti in provincia di Ferrara in cui sono stati riscontrati i focolai di aviaria.

Solo misure cautelative. Benché abbiano dato esito negativo le indagini sierologiche e virologiche svolte dall’azienda Ulss 18 nell’allevamento e non sia stato evidenziato alcun sospetto di malattia, né la presenza di mortalità anomale, da lunedì 26 agosto inizieranno le operazioni di abbattimento degli animali. “Si tratta di misure cautelative nei confronti dell’influenza aviaria che ha colpito allevamenti nel ferrarese – spiega Andreotti -. Ci tengo a sottolineare che i controlli veterinari dell’azienda Ulss 18 hanno dato esito negativo, non sono stati trovati focolai, né virus tra gli animali dello stabilimento e non c’è pericolo per l’uomo, tuttavia, le direttive del ministero della Salute e della Regione Veneto dispongono l’abbattimento in via precauzionale”.

(Fonte: Comune Occhiobello)