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1-2 febbraio, a Veronafiere la prima edizione di Fieragricola Tech. Tra i partecipanti anche l’agenzia regionale Veneto Agricoltura, che presenterà i primi dati del comparto agroalimentare veneto 2022.

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Innovazione, formazione e business insieme. È la formula adottata dalla prima edizione di Fieragricola Tech al debutto i prossimi 1 e 2 febbraio a Veronafiere, con 60 espositori e oltre 50 eventi tra convegni e workshop aziendali. «L’iniziativa si inserisce come evento ponte verso la 116ª edizione di Fieragricola (dal 31 gennaio al 3 febbraio 2024), rassegna espositiva internazionale dedicata all’agricoltura con forte verticalizzazione delle filiere della meccanica agricola, zootecnia, energie rinnovabili, servizi, vigneto e frutteto», afferma Maurizio Danese, amministratore delegato di Veronafiere.

Focus su digitalizzazione in agricoltura, robotica, smart irrigation, energie rinnovabili, biostimolanti e sistemi di biocontrollo. «L’obiettivo – spiega Sara Quotti Tubi, event manager di Fieragricola Tech – è quello di accompagnare le imprese agricole e zootecniche negli investimenti strategici per il futuro del settore primario, tenuto conto che sempre più la transizione ecologica e digitale, i cambiamenti climatici, la gestione dei rischi, la richiesta di incrementare le produzioni per rispondere ad una popolazione mondiale in aumento, l’economia circolare e la riduzione degli sprechi, e anche le difficoltà a reperire manodopera specializzata sono percorsi obbligati per le filiere agricole e le comunità rurali».

L’agricoltura sta compiendo passi da gigante nelle tecnologie che sviluppano sistemi di raccolta ed elaborazione dati, irrigazione e zootecnia di precisione e sistemi di produzione di energie rinnovabili da fonti agricole (dal biogas al biometano, fino ai pannelli solari e all’agrivoltaico), sostenuta anche da forti investimenti pubblici, tanto che in Italia solamente l’agricoltura 4.0 ha raggiunto 1,6 miliardi di euro nel 2021, secondo l’Osservatorio Smart Agrifood del Politecnico di Milano.
Fieragricola Tech si rivolge, in particolare, agli imprenditori agricoli e agromeccanici, allevatori, veterinari, agronomi, agrotecnici, periti agrari, energy manager, ingegneri e progettisti del settore agro-zootecnico, consorzi di bonifica, Università ed enti di ricerca, Pubblica Amministrazione. All’evento parteciperanno buyer, imprenditori agricoli e professionisti provenienti da Algeria, Croazia, Slovenia e Serbia (programma completo qui: https://www.fieragricola.it/category/event/).

Sul tema della risorsa acqua in agricoltura si concentra la partecipazione di Veneto Agricoltura a “Fieragricola Tech“. L’Agenzia della Regione Veneto sarà infatti presente con un proprio spazio espositivo dedicato all’acqua e in particolare ad una serie di progetti europei, che l’hanno vista protagonista di recente, incentrati sulla cattura e il trattenimento di questo prezioso elemento quando è presente in abbondanza (forti precipitazioni) e il suo utilizzo razionale e senza sprechi quando è carente (periodi siccitosi). Sempre in tema di acqua, Veneto Agricoltura proporrà, giovedì 2 febbraio (ore 15:30), il focus “Tecnologie per l’H20. L’H2O per l’agricoltura“. Lorenzo Furlan e Davide Misturini dell’Agenzia regionale presenteranno le esperienze realizzate presso le aziende pilota e dimostrative “ValleVecchia” di Caorle (Ve) e “Sasse Rami” di Ceregnano (Ro), mentre Francesco Domenichini di ARPAV illustrerà le nuove tecnologie per la previsione delle precipitazioni a supporto delle decisioni irrigue. Insieme a L’Informatore Agrario, Veneto Agricoltura sarà protagonista anche di uno workshop in programma sempre il 2 febbraio alle ore 14:00, dedicato ai biostimolanti. Obiettivo dell’incontro sarà quello di analizzare, attraverso la presentazione di una serie di casi di studio ed esperienze dirette in campo, il bilancio sull’uso dei biostimolanti dopo 10 anni di impiego. Interverranno il prof. Giuseppe Colla dell’Università della Tuscia e il dr. Franco Tosini del Centro Sperimentale per l’Ortofloricoltura di Veneto Agricoltura con sede a Rosolina (Ro). Inoltre, mercoledì 1° febbraio (ore 12:00), primo giorno di “Fieragricola Tech”, Veneto Agricoltura presenterà alla stampa i primi dati del comparto agroalimentare veneto nel 2022.

Fonte: Servizio stampa Veronafiere/Veneto Agricoltura

Arrivano dal Polesine e dalla provincia di Padova i giovani agricoltori premiati a Smau 2018 per la loro capacità di innovare

fragole azienda Al Capiteo

Fragole profumate e mature grazie a una gestione computerizzata e a una tecnica di microirrigazione che consentono un eccezionale risparmio d’acqua. Insalate di quarta gamma prodotte con trattori intelligenti, riutilizzo degli scarti e un impianto fotovoltaico che usa solo fonti rinnovabili. È grazie a queste tecniche innovative che Claudio Previatello, 32 anni, titolare dell’azienda agricola Al Capiteo di Grignano Polesine (Ro), e Alessia e Laura Barduca di Borgoricco (Pd), hanno vinto il premio per innovazione di pensiero e processo allo Smau, il più importante e qualificato evento nel campo dell’innovazione in Italia, che si è svolto nei giorni scorsi a Padova. Entrambe le candidature sono state sostenute da Anga Veneto, l’Associazione dei giovani di Confagricoltura, di cui fanno parte.

Fragole microirrigate e coltivate in sacchetto a oltre un metro d’altezza. “Un’azienda innovativa, ma nel solco della tradizione”, hanno sintetizzato gli organizzatori del premio Smau, riferendo all’azienda Al Capiteo di Claudio Previatello. Quattro ettari di terreno nella campagna polesana, serra da 600 metri quadrati di fragole con una produzione di 12 quintali annui, l’azienda agricola da tre anni sfrutta nuove tecniche di microirrigazione che consentono un eccezionale risparmio di acqua. “Su una superficie di un ettaro ne servono solitamente 300 metri cubi all’ora mentre con il nuovo sistema ne bastano 60“, spiega Previatello. Inoltre, trattandosi di irrigazione localizzata, le tempistiche si riducono. Tutto il sistema è computerizzato e ci permette non solo di mantenere il giusto ph dell’acqua e la salinità, ma anche di somministrare il concime sciolto nell’acqua attraverso un unico tubo. Sul piano pratico questo si traduce in una nutrizione migliore e controllata delle piante e in un minore utilizzo di concime chimico. Infine, abbiamo scelto di coltivare le fragole non a terra, ma in sacchetti fuori suolo a un’altezza di 1,60 metri. Da noi non vedrete mai i bei fragoloni del supermercato, ma fragole di media pezzatura che però hanno un profumo e un sapore straordinario”.

Previatello premiato a Smau 2018

In cerca della propria nicchia di mercato. Previatello, diploma al liceo scientifico, voleva iscriversi a Giurisprudenza e fare l’avvocato. Poi il ricordo della campagna coltivata dai nonni ha preso il sopravvento. “A 18 anni avevo già firmato il primo mutuo con mio padre, per prendere un campo in affitto – racconta -. Abbiamo iniziato con la floricoltura, ma dopo qualche anno abbiamo capito che non c’erano sbocchi. Così abbiamo cominciato a produrre fragole e altra frutta, oltre a ortaggi, che vendiamo direttamente. Da due anni abbiamo avviato un piccolo laboratorio interno per trasformare i prodotti in marmellate, succhi e passate. Tutto come lo faceva mia nonna: le confetture hanno una percentuale del 90% di frutta, senza aggiunta di addensanti e conservanti. Nella lingua, nel cuore e nel naso ricordano le cose che si facevano una volta”. Prodotti che hanno fatto breccia nel mercato. Una catena commerciale che esporta in Inghilterra prodotti italiani ha chiesto a Previatello di poter commercializzare marmellate e passate: “Stiamo valutando l’offerta – dice -. Intanto preferiamo che la produzione si rivolga a un pubblico di nicchia, vista la sua particolare genuinità”.

insalata azienda Barduca

Insalate biologiche sane e sostenibili. Dall’impianto di compostaggio che riutilizza gli scarti del raccolto al trattore intelligente, passando per l’impianto fotovoltaico che nutre l’azienda produttiva con fonti rinnovabili, l’obiettivo delle sorelle Alessia e Laura Barduca si riassume in tre parole: biologico, sano e sostenibile. L’azienda, specializzata nella produzione di insalate biologiche con lavaggio e confezionamento di quarta gamma, punta, “all’economia circolare, per arrivare a zero sprechi e zero emissioni”. Un obiettivo perseguito con l’utilizzo di tecnologie tutte nel segno della sostenibilità ambientale. C’è un sistema per reimpiegare acqua piovana, un impianto fotovoltaico che permette di usare solo fonti rinnovabili, un sistema che ripara le serre dalla neve a biomassa legnosa con scarti delle potature. Laura, la sorella agronoma di Alessia, ha studiato infine un impianto di compostaggio con cui l’azienda usa gli scarti per concimare. L’impresa è inoltre dotata di un trattore satellitare, guidabile da remoto, che consente di seguire sempre la stessa traiettoria senza danneggiare le piantine.

una delle sorelle Barduca premiata a Smau 2018

Le due sorelle hanno il dna del padre Francesco, che ha fondato l’azienda agricola nel 1977 e ha saputo in poco tempo imporsi sul mercato grazie a idee nuove e vincenti. “Mio padre, fondatore dlel’azienda insieme a mia mamma Annamaria, è stato tra i primi a trasformare i prodotti agricoli, prevalentemente insalate, in quarta gamma – racconta Alessia Barduca, che ha 35 anni -. Dai 2 ettari e mezzo del nonno, oggi siamo arrivati a 50 ettari di coltivazioni, con un fatturato annuo di 4 milioni, esportando in tutta Europa. Produciamo anche altri ortaggi e cereali, ma l’insalata di quarta gamma è il core business: seguiamo tutta la filiera, dal campo all’impacchettamento, con packaging ecologico, fino ai banchi del supermercato. Tutto biologico. Perfino i frigoriferi funzionano con i nuovi gas ecologici”. Alessia, che ha studiato Beni culturali, ha lavorato per dieci anni nel turismo: “Poi ho sentito il richiamo della terra e sono rientrata nell’azienda di famiglia. Anche mio fratello Fabio, che ha solo 18 anni, sta seguendo le nostre orme”.

Fonte: servizio stampa Confagricoltura Veneto

Innovare in agricoltura. Il 5 giugno 2014, a Legnaro (PD) si parla di progetti, esperienze, professionalità, PSR 2014-2020 e opportunità per il settore agroalimentare

mix_agricolturaInnovazione, consulenza e novità del PSR 2014-2020. Intorno a queste tre importanti tematiche si articola il percorso informativo, organizzato da Veneto Agricoltura, che prende il via giovedì 5 giugno presso la sua sede in Corte Benedettina a Legnaro (PD) alle ore 9.30.

Lo sviluppo del primario passa attraverso l’innovazione. Un seminario introduttivo e due moduli di approfondimento forniranno conoscenze e competenze alle imprese e ai professionisti per sviluppare l’innovazione nel settore agroalimentare e forestale. Non si parlerà solamente di project management e creazione del business plan ma anche delle professionalità e delle nuove opportunità di lavoro legate all’innovazione, alla luce anche della programmazione PSR 2014-2020. Il ciclo di incontri, infatti, dedica la giornata d’apertura alle aziende agricole venete che vogliono rafforzare la propria innovazione e alle esperienze del progetto europeo APP4INNO, finanziato dal Programma europeo di Cooperazione Territoriale “South East Europe”, con Veneto Agricoltura capofila, che intende promuovere nuovi approcci per favorire l’innovazione e il trasferimento tecnologico nel settore primario oltre a migliorare la competitività delle micro, piccole medie imprese del settore agroalimentare.

Esprienze, risultati, opportunità finanziamenti. Durante la mattinata saranno presentate alcune esperienze di innovazione sostenute da APP4INNO in Veneto, il progetto Bioaperitif e IntergreenSaonara, assieme ai risultati attualmente raggiunti; inoltre si farà il punto sulle opportunità offerte da finanziamenti europei quali: il prossimo PSR, i PEI (Partenariato europeo per l’innovazione in agricoltura) e i non meno importanti bandi del tema Sustainable Food Security (SFS) di Horizon2020.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Oggi all’Università degli Studi di Padova si parla di nuovi modelli imprenditoriali e strategie d’impresa in agricoltura

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiIl mondo agricolo e agroindustriale, seppur in una fase di crisi economica strutturale, si sta caratterizzando per una transizione sempre più rapida verso nuovi modelli imprenditoriali, oltre che produttivi. Alcuni risultati positivi sono già oggi visibili, ma non mancano criticità sul piano della dimensione delle imprese, l’accesso al credito, l’internazionalizzazione e il lavoro per filiere.

Il seminario inizia alle ore 11.30. Due recenti ricerche, relative all’agro-industria e all’impresa agricola, testimoniano come la capacità di innovare rappresenti un fattore distintivo delle aziende di successo, assumendo direzioni inedite, orientate al futuro, ma in grado di dialogare con la tradizione. Gli esiti di queste ricerche saranno illustrati nel seminario: “Innovazioni primarie. Nuovi modelli imprenditoriali e strategie d’impresa in agricoltura e nell’agroindustria“, in programma oggi, mercoledì 20 febbraio, a partire dalle ore 11.30 presso l‘Università degli Studi di PadovaEmeroteca di Ca’ Borin, in via del Santo 22 a Padova.

Programma interventi. ore 11.30 – Introduzione. Daniele Marini, Università di Padova, Direttore Scientifico Fondazione Nord Est; ore 11.45 – Innovazioni primarie: il caso dell’agricoltura e dell’agroindustria. Paolo Angelini, Università di Padova, Silvia Oliva, Segretario alla Ricerca Fondazione Nord Est; ore 12.15 – Discussione con  Vasco Boatto, Università di Padova e Alberto Mantovanelli, Coldiretti Veneto.  ore 12.45 – dibattito.  ore 13.00 – chiusura dei lavori.

(Fonte: Università degli Studi di Padova)