(di Alessandro Bedin, socio giornalista Argav) Il Corriere del Veneto dello scorso 10 giugno 2017 ha dato notizia – definendolo “un accordo storico” -, dell’alleanza siglata tra regioni “padane” e Ministero dell’Ambiente per interventi mirati, programmati e finanziati per ridurre l’inquinamento dell’aria nella Pianura Padana, una delle zone piiù inquinate del mondo.
Il problema dello smog da PM10 nelle regioni del Nord Italia riguarda 23 milioni di abitanti, ovvero il 40% degli italiani, ed è un problema che comporta costi di vite umane (nel 2000 l’OMS denunciava 3.500 morti all’anno in Italia per l’inquinamento dell’aria mentre, da uno studio del Ministero della Sanità del giugno 2015, cioè 15 anni dopo, tale mortalità è stata stimata in circa 30.000 unità all’anno) e costi sanitari enormi. E’ un problema accentuato da un fenomeno meteorologico denominato “inversione termica”, che d’inverno fa stazionare l’aria, con relativi inquinanti, in una fascia di 70-100 metri da terra.
Un finanziamento sostanzioso. Ci sono arrivate anche le Regioni, finalmente, e ora speriamo che ci arrivino anche i Comuni, visto che il piano finanziato è di 2 milioni di euro da parte di ogni regione coinvolta e di 16 milioni di euro da parte del Ministero. Un finanziamento che andrà a coprire interventi strutturali, come la realizzazione di piste ciclabili, e incentivi per il cambio di auto oramai obsolete.

mobilità dolce per trasportare la posta (foto Alessandro Bedin)
Basterebbe un’App. Sarebbe auspicabile, però, che una parte delle somme messe a disposizione fossero impiegate anche per incentivare i percorsi casa-lavoro (bike to work), come già attuato in Europa (Francia, Belgio…), ma anche come già stanno facendo alcuni comuni italiani, ad esempio Massarosa (LU) e Conegliano Veneto (TV). E’ meno complicato di quanto potrebbe sembrare: con una semplice App il cittadino può documentare all’amministrazione comunale i chilometri percorsi e il tragitto casa-lavoro effettuato in bicicletta, ricevendone un benefit economico. Con tale leva, potremmo vedere da un giorno all’altro le nostre strade trasformarsi in strutture viarie affollate di biciclette e cargo bike, come già succede nel resto d’Europa.

per le strade di Copenhagen, in Danimarca (foto Alessandro Bedin)
Ogni fine mese, a Vicenza si pedala tutti insieme. In attesa di una evoluzione civile ed intelligente, a Vicenza, un gruppo di convinti assertori della bicicletta ha lanciato l’invito a tutti i cittadini vicentini che hanno a cuore la loro salute e quella dei loro cari a fare massa critica con una pedalata ogni ultimo venerdì del mese con ritrovo alle 19,00 nel piazzale della stazione di Vicenza. Perché, ricordiamolo, ogni bicicletta in più sulla strada è un’auto in meno, ovvero meno inquinamento, meno pericolo per gli altri ciclisti, meno spese sanitarie, meno spese di carburante, meno spazio occupato nei parcheggi, ecc.
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Nei giorni scorsi la giunta regionale ha approvato il progetto PREPAIR (Po Regions Engaged to Policies of Air), con cui il Veneto parteciperà a una proposta progettuale integrata con altre regioni nell’ambito del bando del Programma europeo per l’ambiente e l’azione per il clima (LIFE 2014-2020).
Torino, Frosinone, Milano, Venezia, Vicenza, Padova, Treviso: sono le città in cima alla classifica per il numero di superamenti del limite di 35 giorni/anno con concentrazioni superiori a 50 μg/m3 per il particolato previsto dalla normativa italiana. Lo dice Legambiente che ha presentato “PM10 ti tengo d’occhio 2016”, la classifica – elaborata su dati Arpa – dei capoluoghi di provincia che hanno superato con almeno una centralina urbana la soglia limite di polveri sottili in un anno.