• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Bacini antipiena, Coldiretti Veneto: a Caldogno vacilla il patto d’intesa con la Regione

Alluvione a Caldogno autunno 2010

Non si placa il dibattito sul territorio per i bacini antipiena che la Regione Veneto sta valutando quale soluzione preventiva per il rischio alluvioni in aree sensibili. A destare preoccupazione è la vicenda dell’invaso di Caldogno in provincia di Vicenza, che ha spinto Coldiretti a chiedere l’intervento dell’assessore competente Maurizio Conte.

Indennizzi calcolati sul valore commerciale presunto inve che su quello agricolo medio. Nella lettera inviata ieri, l’associazione di categoria chiede di fare chiarezza sulle procedure di applicazione dell’indennità di asservimento che, secondo Coldiretti, dovrebbero essere per lo meno adeguate rispetto al danno sopportato dalle aziende in situazione di allagamenti. Coldiretti, facendo riferimento all’accordo sul regime indennitario sottoscritto nel febbraio scorso, segnala una discrasia all’assessorato competente: qualcosa, dunque, in occasione della predisposizione degli accordi sul territorio, è saltato. Si tratta, infatti, di un particolare niente affatto irrilevante: per il calcolo degli indennizzi è stato considerato come parametro base il valore commerciale presunto anziché quello agricolo medio. “Ciò significa per gli agricoltori – spiega Coldiretti – non solo una significativa perdita di riconoscimento economico anche una pugnalata alle spalle in quanto non sono stati onorati i patti”. L’associazione, dunque, nel rilevare una chiara disparità di trattamento propone che la stessa venga sanata applicando, anche in questo caso il criterio VAM (valore agricolo medio), strumento già utilizzato in altre circostanze relative alla sottrazione di superficie agricola. “Qualora questo non dovesse accadere – conclude Coldiretti – saremo i primi a disconoscere il protocollo d’intesa in quanto la nostra priorità è la tutela delle imprese agricole e la loro presenza sul territorio”.

(Fonte: Coldiretti Veneto)