I cambiamenti climatici degli ultimi anni (eventi alluvionali come quelli che hanno colpito l’Italia in questi ultimi giorni, ma anche forte siccità come nel 2003, 2006 e 2012), hanno spinto il settore agricolo ad affrontare le criticità nell’utilizzo della risorsa idrica.
Investire in irrigazione significa migliorare la bilancia economica ed occupazionale veneta. I Consorzi di bonifica del Veneto, che annualmente provvedono a fornire acqua ad un territorio da 600.000 ettari (200.000 con irrigazione strutturata e 400.000 con irrigazione di soccorso), evidenziano la necessità di una più moderna ed efficiente gestione dell’irrigazione in agricoltura, in quanto primo fattore di produzione e di valorizzazione dell’ambiente. Giuseppe Romano, presidente dell’Unione Veneta Bonifiche: “L’agricoltura viene facilmente vista come la maggior responsabile dei consumi idrici, quando invece, attraverso l’irrigazione, genera ambiente, paesaggio e contribuisce alla ricarica delle nostre falde. Proprio per questo l’impronta idrica dei prodotti, sia agricoli che non (Water Foot Print) e la loro provenienza aprono una grande riflessione sulla sostenibilità dei consumi di questa importante risorsa.”
Necessario sostenere adeguate politiche di gestione dell’acqua. Un chilo di carne di manzo ha un’impronta idrica ben più elevata di tanti altri prodotti, perché derivante dal consumo diretto di acqua da parte dei bovini e da quella utilizzata per l’irrigazione delle foraggere di cui si nutrono, ma è ancora più significativo che i beni materiali di non “prima necessità” come scarpe, abbigliamento, carta (1 foglio = 13 litri), ma anche caffè, cioccolata e birra, ormai di uso quotidiano, se sommati producano sicuramente un’impronta idrica ben maggiore di quella agricola. “Sono dati su cui invitiamo a riflettere – prosegue Romano – Non è certamente nostra intenzione sostenere una politica finalizzata a mantenere gli attuali consumi irrigui, quanto piuttosto sostenere adeguate politiche di gestione dell’acqua, volte all’ampliamento ed ammodernamento delle reti irrigue nelle zone strutturate, nonché all’infrastrutturazione delle aree, dove si pratica l’irrigazione di soccorso. Un adeguato sostegno ai sistemi irrigui potrebbe derivare dalla realizzazione di bacini interaziendali per l’accumulo della risorsa; in alcune zone del Veneto, inoltre, il recupero ed il riutilizzo delle cave potrebbe trasformarle in grandi serbatoi con la duplice funzione di garantire approvvigionamento idrico nei periodi più aridi e di laminazione delle piene.”
Modifiche colturali. Continua Romano: “Una migliore disponibilità d’acqua, sulla base delle esperienze degli ultimi anni, ha comportato modifiche colturali, differenti turnazioni, migliore strutturazione ed efficienza delle aziende agricole. Ad esempio, un’eventuale riconversione da seminativo (grano/mais) a colture specializzate (melo/pero/vite) porta un incremento medio di produzione lorda vendibile di 14.500 euro all’ettaro ed un aumento medio di giornate lavorative pari a 90 giorni ad ettaro.” Esistono poi altrettanto importanti esperienze come il “Sistema Intelligente Irriframe”, una piattaforma informatica a supporto delle aziende agricole, che fornisce, attraverso l’invio di mail o sms, un consiglio irriguo puntuale e preciso su ogni tipologia di coltura. Il sistema permetterà di ottimizzare l’utilizzo d’acqua, risparmiandone il consumo fino al 30%, riducendo i costi di produzione e, in prospettiva futura, migliorando il sistema delle turnazioni, rendendole più efficienti e razionali. I Consorzi di bonifica sono inoltre molto impegnati in interventi per preservare il buono stato dell’acqua, con aree di fitodepurazione per la riduzione dei carichi di nutrienti in Laguna di Venezia, azioni per la ricarica della falda acquifera e lo scongiurare della scomparsa delle risorgive, aree di vivificazione lagunare, aree umide ed opere di sbarramento anti-sale contro la risalita del cuneo salino.”
In vista dell’Expo, conoscere meglio le vie d’acqua. Conclude il presidente dell’Unione Veneta Bonifiche: “Siamo inoltre grandi produttori di energia pulita, idroelettrica per la precisione: nel 2013 i 34 impianti idroelettrici e fotovoltaici consortili disseminati nel Veneto hanno prodotto 36 milioni di chilowattora annui”. Il 2014, sarà inoltre un anno di grandi confronti sul tema dell’acqua come fattore di produzione; aderendo al tema di Expo 2015 “Nutrire il pianeta. Energia per la vita”, i Consorzi di bonifica del Veneto, in collaborazione con i G.A.L. (Gruppi d’Azione Locale) della regione, parteciperanno all’importante appuntamento con un progetto mirato alla conoscenza delle vie d’acqua e delle peculiarità di un vasto territorio, che va dal Delta Po al litorale del Veneto Orientale.
(Fonte: Uione Veneta Bonfiche)
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