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Presentati a Pontelongo (PD) la 2^ edizione del Premio Wigwam Stampa Italiana – Giovani comunicatori per Comunità Resilienti e il “Sugar Fest” (23-25 giugno 2023)

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Lo scorso 8 giugno è stato presentata nel municipio di Pontelongo (PD) la 2^ edizione del Premio Wigwam Stampa Italiana – Giovani comunicatori per Comunità Resilienti 2023. Nell’occasione, è stato presentato anche il “Sugar Contest”, sezione del premio che sta vedendo in gara molte scuole primarie e secondarie del territorio padovano, veneto e nazionale e dedicata agli elaborati prodotti da giovani under 25 con tema lo zucchero in tutte le sue declinazioni. La presentazione è stata organizzata dal comune di Pontelongo insieme a Italia Zuccheri, proprietaria dello zuccherificio di Pontelongo, e alla Comunità Locale Wigwam della Saccisica, quest’ultima con lo scopo di invitare alla partecipazione i giovani del territorio e all’adesione degli enti locali e degli istituti scolastici, in specie nella prospettiva dell’inserimento del progetto nei piani formativi nel prossimo anno scolastico 2023-2024.

E’ stato presentato, inoltre, il “Sugar Fest”, che avrà luogo il 23-24-25 giugno prossimi a Pontelongo e che, insieme a momenti di intrattenimento, vedrà due convegni: “Lo sviluppo della bieticoltura in Veneto” (23 giugno) e “Tutte le declinazioni dello zucchero” (24 giugno), con la consegna dei riconoscimenti del Premio Wigwam Stampa “Sugar contest”. Il Premio, che punta alla ricostruzione del dialogo intergenerazionale e alla riscoperta e alla valorizzazione delle peculiarità e identità locali, come è appunto lo zuccherificio di Pontelongo e la sua storia ultracentenaria, ha per capofila Rete Wigwam, una tra le più antiche organizzazioni per lo sviluppo sostenibile tra quelle con riconoscimento ministeriale ed è supportato dal partenariato di tutto il mondo del giornalismo organizzato italiano – dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana e dal Sindacato Giornalisti del Veneto, all’Ordine dei Giornalisti e dall’UNARGA, l’Unione dei giornalisti agro alimentari e ambientali all’Argav, fino all’UCSI, l’Unione Cattolica della Stampa Italiana. Gode anche del patrocinio dell’Ufficio italiano del Consiglio d’Europa e di ANCI, nonché di una vasta platea di supporti da parte di Province, Enti Parco, Comuni, associazioni e scuole.

L’edizione 2023 del Premio. “Senza il valore della memoria non si dà futuro alle generazioni…”. E’ sufficiente una citazione di Ulderico Bernardi, validissimo sociologo e appassionato cultore della storia e delle tradizioni venete, per sottolineare la validità dell’iniziativa “Premio Wigwam Stampa Italiana – Giovani Comunicatori 2023”. Lo scopo del premio è di “stimolare attività di comunicazione e informazione, realizzata da gruppi aggregati di giovani” in Cantieri Partecipativi. Il raggruppamento può avvenire grazie alla collaborazione con le scuole di qualsiasi ordine e grado, con associazioni, parrocchie o qualsiasi ente il cui scopo sia quello di offrire opportunità di aggregazione. L’importante è che sia la condivisione l’obiettivo principale che rappresenta l’occasione più valida per la trasmissione fra diverse generazioni di testimonianze di vita vissuta. Avviato lo scorso anno, grazie anche ai fondi del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che hanno cofinanziato il progetto regionale dei CEP (Cantieri Esperienza Partecipativa), ha visto l’adesione, fa le altre, di 14 associazioni in qualità di partner, 29 Comuni di tutte le provincie e la stessa ANCI del Veneto, il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi e il Parco Reginale della Lessinia, l’Ufficio italiano del Consiglio d’Europa, tutte le associazioni della stampa del Veneto.

Il risultato di questa prima esperienza di tutela della memoria collettiva e della sua trasmissione è stato molto incoraggiante sia per la numerosa partecipazione, ma soprattutto per i contenuti per i quali ogni testo o intervista ha garantito la salvaguardia. Il progetto del Premio, nella sua valenza più generale, si pone, nella prospettiva dell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 4 dell’Agenda ONU 2030: “Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento permanente per tutti”. Si propone, fra l’altro, di sostenere l’educazione allo sviluppo sostenibile, alla pace, ai diritti umani, e di operare particolarmente per lo sviluppo e il rafforzamento del rapporto intergenerazionale finalizzato alla trasmissione relazionale dei saperi. Il Premio, di cui Wigwam Clubs Italia APS è capofila si articola nel coinvolgimento dei giovani under 25, guidati da anziani o comunque da adulti portatori di esperienza e storicità, nella riscoperta e nella documentazione del patrimonio di cultura, ambiente e di produzione tipiche e di enogastronomia locale. Ciò avverrà ripartendo dal dialogo, promovendo interazione, e integrazione all’interno delle comunità e tra le diverse comunità.

Rendere resilienti le comunità significa supportarne e valorizzarne le iniziative, di alto valore coesivo, promuoverle e comunicarle affinché si determini integrazione, fiducia ed emulazione.“Resilienti” è un termine che prima della comparsa del Covid era usato relativamente poco. Durante i tre anni di pandemia è diventato simbolo di impegno verso una rinascita sociale e umana messe in ginocchio dal virus che aveva rubato tempo, amicizie, affetti, esperienze. I progetti che permettono, almeno in parte, di recuperare ciò che ci è stato tolto sono proprio quelli che riavvicinando le persone grazie al dialogo e alla scrittura permettono che il nostro passato non venga smarrito. Per questo devono essere supportati e sostenuti. Ricordava l’attore Marco Paolini, durante l’orazione funebre per Luigi Meneghello, che “quando muore una parola non va smarrito solo un termine, ma anche l’oggetto che con esso era identificato”. E se è importante che non siano perse le parole, a maggior ragione è essenziale che non vengano disperse vicende di una quotidianità che ha creato il nostro mondo.

Fonte: Servizio stampa Rete Wigwam

Filiera bieticola, l’unica ancora interamente italiana, in pericolo. On line la petizione per chiedere alle Istituzioni un “patto” a difesa dello zucchero italiano. Finanziamenti per la coltivazione fino a 200 euro a ettaro da parte della Regione Veneto.

Un “patto” in difesa dello zucchero italiano, messo sotto scacco dalla liberalizzazione del mercato e dall’ormai prossima conclusione del ciclo dei finanziamenti comunitari: è quanto chiedono le organizzazioni dei produttori, in prima fila la Coprob, la cooperativa dei produttori bieticoli che detiene il marchio “Italia Zuccheri” e che gestisce i due stabilimenti leader del settore: lo zuccherificio di Pontelongo (Padova) e quello di Minerbio (Bologna). A questo proposito, Coprob ha avviato anche una petizione on line

da sx Giuseppe Pan e Claudio Gallerani

Appello alle istituzioni nazionali ed europee. “Non basta fare ‘catenaccio’ tra Regioni e associazioni dei produttori. Di fronte alla forte concorrenza dei produttori francesi, tedeschi e olandesi, e alla prossima scadenza del 2020, quando finiranno anche i sussidi europei per le barbabietole e l’industria saccarifera, le istituzioni italiane devono fare squadra. Il nuovo Parlamento, il futuro governo e i nostri rappresentanti in Europa hanno il compito di difendere una delle ultime filiere ‘made in Italy’ –  che solo in Veneto ha un valore di produzione pari a 32 milioni di euro – rimasta ancora interamente nazionale, e i relativi posti di lavoro”, ha affermato l’assessore all’Agricoltura del Veneto Giuseppe Pan, incontrando nei giorni scorsi a Padova il presidente di Coprob, Claudio Gallerani, e i rappresentanti del settore bieticolo. In attesa che si costituisca il governo, e di poter avere quindi un interlocutore per le politiche agricole nazionali, nei prossimi giorni, in accordo con la collega dell’Emilia-Romagna Simona Caselli coinvolgerò il vicepresidente della commissione Agricoltura dell’europarlamento, l’onorevole Paolo De Castro, e gli europarlamentari del Nordest, perché Bruxelles affronti gli squilibri creati dalla liberalizzazione del mercato e provveda a valorizzare la qualità e la competitività di filiera agroindustriali ‘sane’, che rappresentano un valore aggiunto non solo per il primario e la sicurezza alimentare, ma anche per l’ambiente”.

zuccherificio di Pontelongo

Il sostegno regionale al settore bieticolo. La Regione Veneto ha impegnato parte dei fondi del proprio Programma di sviluppo rurale 2014-2020 per sostenere la bieticoltura: da quest’anno, infatti è attivo un bando che finanzia sino a 200 euro a ettaro le superfici coltivate a barbabietola da zucchero. “E’ una misura a duplice valenza – sottolinea Pan – perché promuove una coltura indispensabile per la filiera saccarifera e, al tempo stesso, aiuta a mantenere la produttività dei suoli e a prevenire l’insorgere di problematiche fitosanitarie. Si tratta di un preciso segnale che la Regione ha inteso dare ai produttori agricoli per promuovere l’antica e radicata tradizione nella coltivazione della barbabietola da zucchero, che purtroppo nell’ultimo decennio ha perso quasi il 70 per cento della superficie dedicata, e sostenere così il bacino bieticolo che afferisce a Pontelongo aiutando la filiera ‘corta’, con benefiche ricadute per la sostenibilità ambientale e la redditività del settore”.

Lo stabilimento di Pontelongo, fondato nel 1910, rappresenta oggi il primo zuccherificio nazionale per storia, il secondo dopo Minerbio (Bologna) per numero addetti e volume di produzione con circa 140.000 tonnellate di zucchero prodotte ogni anno. Vi afferiscono circa 2 mila aziende bieticole a nord del Po, dal basso Polesine al Veneto Orientale. Impiega un centinaio di dipendenti stabili e oltre 130 stagionali durante la stagione saccarifera. Gli investimenti industriali realizzati dal 2010 ad oggi hanno consentito migliorìe energetiche tali da risparmiare 20 mila tonnellate di petrolio. “La produzione bieticola è un primato del Veneto – ha ribadito l’assessore – che la Regione intende salvaguardare e promuovere, anche favorendo accordi con la grande distribuzione, in modo di aiutare i consumatori a fare la spesa in modo consapevole e informato. Lo zuccherificio di Pontelongo è una delle prime industrie agroalimentari del Veneto e una risorsa nazionale. L’amara vicenda del latte italiano fa scuola: non permetteremo che la storia si ripeta e che lo zucchero veneto ed emiliano sia vittima delle distorsioni create dalle speculazioni dei mercati internazionali”.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto/Coprob