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Stasera al teatro La Fenice di Venezia l’anteprima nazionale de “Il respiro dell’acqua”, a cura di Andrea Vettoretti. Fra i testimonial sul palco, il presidente Argav Fabrizio Stelluto

Sarà la sala Apollinea grande del teatro La Fenice di Venezia a ospitare stasera, mercoledì 4 dicembre, alle ore 20.00, l’anteprima del nuovo progetto del chitarrista trevigiano Andrea Vettoretti: “Il Respiro dell’Acqua”. I biglietti sono acquistabili a teatro, è comunque consigliata la prenotazione gratuita telefonando al numero dedicato 320 0517000  oppure inviando una email a festival@musikrooms.com

Un viaggio poetico e musicale, che celebra la connessione profonda
tra l’uomo e il primo elemento di vita

Ogni brano (l’uscita dell’album è prevista a fine 2025) si ispira a un’immagine idrica: la danza della pioggia, la forza dei fiumi, l’immensità degli oceani, la purezza delle sorgenti. Andrea Vettoretti, direttore artistico del Festival delle Due Città Treviso-Venezia, mette da tempo la sua musica (l’album Rain uscì nel 2015) a servizio dell’impegno per la tutela delle risorse del Pianeta. Per questo a fargli da testimonial sul palco saranno Lorenzo Furlan, scienziato considerato uno degli entomologi più influenti al mondo e dirigente di Veneto Agricoltura; Eriberto Eulisse, direttore del Global Network of Water Museums; Fabrizio Stelluto, presidente Argav e vicepresidente vicario di Unarga (Unione Nazionale Associazioni Regionali  Giornalisti Agroambientali).

La serata-evento a Venezia

Il concerto, che gode anche del patrocinio RAI, è un viaggio musicale che unisce due progetti artistici di grande profondità: il nuovo lavoro “Il Respiro dell’Acqua” sarà, infatti, accompagnato dall’esecuzione di brani da “Q1-Quantum One”, il precedente lavoro dedicato all’Universo e al futuro della Terra. Attraverso composizioni come “Sound from Stars” e “Serendipity”, il pubblico sarà trasportato in un viaggio tra le stelle, dove la musica diventa un ponte tra l’infinitamente grande e l’intimità delle emozioni umane: un invito alla riflessione sul nostro rapporto con la natura e l’equilibrio del mondo, che ci circonda. A conclusione del Festival Chitarristico Internazionale delle Due Città 2024, l’esibizione rappresenta un incontro tra il macrocosmo celeste e il microcosmo terrestre, celebrando la bellezza e la fragilità del nostro pianeta.

Fonte: servizio stampa Andrea Vettoretti