• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

10-11 Settembre 2022, Festa del Formaggio: i caseifici aprono le porte al pubblico per approfondire la conoscenza del formaggio

210518_Categorie-Formaggi-165

La filiera lattiera-casearia italiana è uno dei fiori all’occhiello del nostro Paese, tanto che con quasi cinquecento varietà di formaggi (tra freschi, spalmabili e stagionati), l’Italia è il terzo produttore dell’Unione Europea, preceduta solo da Germania e Francia. Nello specifico, sono ben cinquanta le eccellenze casearie Made in Italy riconosciute e tutelate dall’Unione Europea con il marchio Dop (Denominazione di origine protetta), una voce sempre più importante del food italiano, anche dal punto di vista dell’export. E in questo scenario il Veneto gioca un ruolo di assoluto protagonista: Asiago DOP, Casatella Trevigiana DOP, Montasio DOP, Monte Veronese DOP, Piave DOP, Burro, Grana Padano DOP, Stracchino, Morlacco, Pecorino dell’Adige, Caciotte speziate e classiche, Inbriago sono solo alcuni dei prodotti caseari di alta qualità che nascono dalla passione e dalla maestria degli esperti casari veneti.

Numerosi sono anche i caseifici e le latterie degni di essere visitati per le specialità casearie prodotte, da gustare a tutte le ore e in ogni stagione. Ciò che spesso manca nei consumatori, però, è il desiderio di approfondire la cultura del formaggio, la conoscenza legata alla storia, alla tradizione e alle lunghe lavorazioni che stanno dietro a questo meraviglioso prodotto. Eppure, la conoscenza e l’informazione consentirebbero di effettuare delle scelte mirate all’acquisto di prodotti di alta qualità, magari ottenuti da un latte con caratteristiche chimiche e microbiologiche del tutto uniche. Per fortuna, da qualche anno esistono eventi ed iniziative che permettono a tutti, dai foodies e appassionati ai curiosi, grandi e piccini, la possibilità di partecipare e immergersi nella produzione del formaggio. Perchè il formaggio è arte, il formaggio è cultura e come tale dev’essere divulgato nel rispetto degli attori che prendono parte al suo ciclo di vita e a quello dell’animale allevato a produrne il latte, questo elemento così prezioso quanto spesso bistrattato. A questo proposito, un appuntamento da non perdere è la  Festa del Formaggio, che quest’anno si svolgerà nei giorni 10 e 11 Settembre, quando 60 caseifici agricoli e artigianali di 15 regioni apriranno le porte a curiosi, appassionati, professionisti e neofiti del settore.

Open Day? Green Day! Una giornata dedicata alla natura, all’aria buona, agli animali, al latte e allo stare insieme, a cui aderisce anche Latteria Perenzin, l’azienda casearia del trevigiano, da sempre nota per l’alta qualità dei suoi prodotti biologici.  “Abbiamo con piacere aderito all’open day, – spiega la titolare Emanuela Perenzin – perché siamo convinti che la cultura casearia si diffonde anche e soprattutto tramite il turismo. Da molti anni la nostra azienda ha aperto le porte al visitatore, con visite guidate, degustazioni, cheese making experience, questo perché crediamo che il visitatore appassionato sia il migliore veicolo di diffusione della nostra eccellenza. In questa speciale occasione, apriremo anche le sale di produzione, evento più unico che raro in quanto, per motivi sanitari le aree produttive sono interdette al pubblico. Inoltre, poiché il mondo del formaggio ha un fascino particolare per i più piccoli, da sempre accogliamo scolaresche dalla scuola materna fino ai ragazzi che frequentano l’università. E proprio perché i più piccolini sono i più sensibili e curiosi, abbiamo pensato di far loro fare un’esperienza a 360°, facendogli provare l’emozione di far coagulare il latte e creare con le proprie mani una piccola caciotta”. Programma. Sabato 10 settembre: ore 11.00 tour caseificio, museo, magazzini e degustazione 6 formaggi, ore 15.00 Cheese Making Experience per i più piccoli, ore 17.30 Tour caseificio, museo, magazzini e degustazione di 6 formaggi. Domenica 11 settembre: ore 10.30 tour caseificio, museo, magazzini e degustazione 5 formaggi (ore 11.30), ore 11.30 La Cantastorie dei formaggi Miglior Assaggiatrice d’Italia, Valentina Bergamin racconta Perenzin nella degustazione di 5 Formaggi, ore 17.00 Il miglior formaggio d’Italia Roberto Guermandi, gli altri finalisti del concorso ed un rappresentante di PER Bottega Cheese Bar, si sfideranno a chi farà il più bel tagliere a tema Le meravigliose colline del Prosecco DOCG (Grand Plateau), alle 19.00 gran finale con degustazione per tutti (3,50€ con calice di Prosecco DOCG e gettone per votare il migliore).

Fonte: Servizio stampa Latteria Perenzin

Settembre, nel Trevigiano riprendono i corsi base di arte casearia

FormaggicorsoPerenzinCamice bianco, cuffietta, blocco per gli appunti e tanta voglia di imparare. Tutto è pronto all’Accademia Internazionale dell’Arte Casearia in provincia di Treviso (TV) dove, da settembre (5-10) riprenderanno i corsi base per aspiranti casari. La sessione dei corsi base autunno/inverno continuerà poi fino a dicembre nelle seguenti date: 3 – 8 ottobre; 7 – 12 novembre e 5 – 10 dicembre.

Al termine, rilasciato un attestato. Tra insegnamenti teorici sulle diverse tipologie di formaggio e di latte, lezioni di marketing del prodotto caseario ed esempi pratici di produzione, i corsisti impareranno da esperti professionisti del settore le competenze necessarie ed indispensabili per diventare specialisti nella trasformazione del latte di qualità. Dedicato a chi vuole apprendere l’antico mestiere del casaro e avviare una professione, il corso base di una settimana, che si terrà presso le sale della storica Latteria Perenzin, prevede dalle 8.30 alle 17.30 una full immersion dove acquisire i capisaldi della lavorazione artigianale del latte, al termine del quale verrà rilasciato un attestato.

Fonte: Accademia Internazionale dell’Arte Casearia/Latteria Perenzin

 

28-29 maggio 2016, a Bagnolo di San Pietro di Feletto (TV) si tiene il primo Festival del Formaggio Ubriacato

DCF 1.0

formaggio ubricato (foto Perenzin)

Dal 28 al 29 maggio 2016, a Bagnolo di San Pietro di Feletto (TV), si tiene il primo Festival del Formaggio Ubriacato, promosso dall’Accademia Internazionale dell’Arte Casearia, associazione che propone corsi di formazione in ambito caseario. La due giorni si svolgerà nelle sale del Cheese Bar PER della Latteria Perenzin, sede anche dell’Accademia stessa, visitata tempo fa dai soci ARGAV (qui leggi l’articolo).

Laboratori didattici per bambini e degustazioni guidate per gli adulti. L’intero locale sarà dedicato al Festival, con aree espositive riservate a aziende lattiero-casearie d’eccellenza che del formaggio ubriacato hanno fatto la loro produzione di punta. Saranno organizzati anche laboratori didattici e degustazioni guidate, che si terranno nelle sale di via Cervano 77/d, sempre a Bagnolo di San Piero di Feletto. I bambini potranno cimentarsi nella produzione di caciotte e altri formaggi che potranno poi portare a casa come ricordo dell’esperienza. Ai più grandi invece sono riservati speciali momenti degustativi a tema, in cui grande protagonista sarà il formaggio ubriacato in tutte le sue varianti, abbinato al Prosecco DOCG Conegliano-Valdobbiadene e ad alcune birre artigianali.

Una Dop del formaggio ubriacato in arrivo? Si terrà invece domenica 29 alle ore 10, presso le sale del municipio di San Pietro di Feletto, il  convegno dedicato ad approfondire la storia ed il futuro del formaggio affinato tramite ubriacatura. Coordinati dal giornalista Claudio De Min, collaboratore del Gazzettino per la pagina del gusto, produttori d’eccellenza e personalità di spicco porteranno la loro testimonianza ed esperienza, con momenti di confronto sul tema. Alla tavola rotonda prenderanno parte: Ulderico Bernardi, scrittore, giornalista e sociologo, Antonio Carpenedo, storico mastro affinatore, che racconterà la nascita del primo Formaggio Ubriaco della storia, Alessandro Sensidoni, docente di scienze e tecnologie alimentari all’Università degli Studi di Udine, Renato Brancaleoni, direttore di Alma Caseus che porterà la propria esperienza di affinatore ed esperto, Terenzio Borga, presidente Aprolav che esporrà le possibilità di creare la DOP del formaggio ubriacato, Marco Quasimodo, segretario nazionale di Onaf e Carlo Piccoli, direttore dell’Accademia Internazionale dell’Arte Casearia, che parlerà di ubriacature innovative.

Fonte: Servizio Stampa Latteria Perenzin

Formaggi trevigiani sugli scudi in Veneto ed Europa

Vincitori Caseus Veneti_Pan

Vincitori Caseus Veneti 2015 insieme all’assessore Pan

La malga Mariech dell’azienda agricola Pontevecchio di Vidor, sulle Prealpi trevigiane, produce il miglior formaggio fresco di malga dell’anno e si aggiudica il Caseus veneti 2015. La consegna dell’ambito premio della critica del concorso regionale, giunto alla sua undicesima edizione, è avvenuta all’Expo di Milano, nello spazio espositivo della Regione Veneto.

Gli altri vincitori della manifestazione. Sul podio milanese sono saliti inoltre  i ‘casari’ di Latteria Sant’Andrea di Povegliano (per la categoria ‘pasta dura’), Latteria Vicentine di Bressanvido (per la categoria ‘pasta semidura’) e della Speloncia di Fonzaso (Belluno) per la categoria dei formaggi ‘erborinati’, premiati dalla giuria popolare del Caseus. A consegnare  le medaglie d’oro del concorso caseario è stato l’assessore all’agricoltura della Regione Veneto Giuseppe Pan.

FormaggioSanPietroInCeraDApi

Formaggio SanPietro In Cera d’Api

Ed in Inghilterra…successo per la storica Latteria Perenzin di Bagnolo nel trevigiano, (visitata dai soci ARGAV), che al concorso Global Cheese Awards, kermesse che incorona ogni anno la miglior produzione globale di formaggi, tenutasi lo scorso 12 settembre in Inghilterra , ha eletto il San Pietro in Cera D’Api  Miglior Formaggio Italiano, dandogli anche la speciale menzione di Miglior Formaggio d’Europa. Si tratta di una particolare creazione casearia stagionata e a pasta compatta, ricoperta da una crosta trattata in superficie con cera d’api naturale che trattiene l’umidità e conferisce una gradevole consistenza vellutata dal tipico sapore di miele.

Tutti i numeri del formaggio veneto. Il Veneto conta oltre 100 caseifici, 55 cooperative, e produce 7 formaggi che si sono conquistati la denominazione europea e 34 tradizionali. La filiera lattiero-casearia conta 3600 produttori che producono circa 1,1 milioni di tonnellate di latte l’anno, per l’85% trasformato in prodotti caseari per un valore di produzione di 1 miliardo di euro l’anno. La filiera veneta dei formaggi si è affermata sui mercati nazionali e internazionali con prodotti riconosciuti e tutelati dall’Unione europea come il Grana padano, l’Asiago, il Piave, il Montasio, il Provolone Valpadana, il Monte Veronese, la Casatella trevigiana e la mozzarella  Stg (specialità tipica garantita). Tutti formaggi che sono sinonimo del ‘made in Italy’ e che, registrano un incremento delle esportazioni. Nonostante il calo dei consumi, le grandi Dop del Veneto negli ultimi quattro anni hanno aumentato la produzione del 4,5%, aumentando del 5,3% l’utilizzo di latte locale, e contribuendo così a difendere gli allevamenti veneti. Solo il 15% del latte veneto è destinato al consumo diretto e alla trasformazione in yogurth e gelati.

Etichetta, bene prezioso. “La Regione Veneto, insieme ai suoi allevatori e produttori, continueranno a incalzare il Governo e Bruxelles perché diventi obbligatorio, anche per i formaggi che non sono Dop, indicare in etichetta se sono prodotti con il latte fresco, oppure con cagliate o semilavorati. I consumatori hanno diritto di sapere se il formaggio che stanno per acquistare è prodotto con latte in polvere o latte concentrato, anziché con latte crudo”, ha aggiunto Pan.

 

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto/Servizio Stampa Latteria Perenzin

 

 

Passione e attenzione alla qualità, il segreto (svelato) del successo della storica Latteria Perenzin a Bagnolo di San Pietro di Feletto (TV)

Soci Argav+Perenzin

18 aprile 2015, I soci ARGAV in visita alla Latteria Perenzin, in primo piano Emanuela Perenzin

(di Marina Meneguzzi) Il formaggio in frigo ha fatto la muffa? Contrariamente a quanto potreste pensare, è un buon segno, significa che nel produrlo non sono stati usati conservanti e che, se indicata nell’etichetta di confezionamento la parola “edibile“, potete mangiarvi anche la buccia! Parola di Emanuela Perenzin, titolare insieme al marito Carlo Piccoli dell’omonima storica Latteria a Bagnolo di San Pietro di Feletto (TV), meta della visita dei soci ARGAV lo scorso 18 aprile.

scaffalutura formaggi bio foto Beatrice Tesserin

Scaffalatura formaggio capra bio (foto Beatrice Tessarin)

Innanzitutto, qualche dato: casari da 4 generazioni, Prenzin Latteria ha registrato nel 2014 3milioni di fatturato (+ 13% rispetto al 2013), lavorando 2 milioni di litri di latte proveniente da stalle di Belluno, Brunico, Susegana (il latte di bufala dell’azienda agricola Borgoluce, che i soci ARGAV in passato hanno visitato) e da un’unica stalla di Conegliano (la società agricola biodinamica San Michele Tre Marie). Pionieri nella riscoperta dei formaggi a base di latte di capra, Perenzin Latteria è leader in Italia nella produzione di formaggi caprini da latte biologico.

Museo Perenzin 1Percorsi Enogastronomici di Ricerca. La visita è stata un’esperienza sensoriale davvero coinvolgente, ripetibile da tutti, possibilmente su prenotazione (tel. 0438-21355),  che ha consentito di visitare il caseificio – percorso museale con i cimeli e le glorie di famiglia compreso -, i magazzini e di gustare una selezione di prodotti. La visita è iniziata dal nuovo PER, (Percorsi Enogastronomici di Ricerca), innovativa formula di accoglienza che associa alla vendita di oltre 30 tipologie tra formaggi di vacca, capra, bufala e bio, anche salumi, vini, birre artigianali e una selezione di specialità gastronomiche italiane di qualità.

degustazioneIl formaggio è una creatura che respira, vive e matura giorno dopo giorno. Associata alla vendita, c’è l’attività di ristorazione nel Cheese bar Osteria del Casaro dove è possibile deliziarsi con menù a tema nonché fare interessanti degustazioni guidate, condotte con grazia e maestria anche dalla stessa Emanuela Perenzin (costo 10 euro a persona per gruppi di 5/6 persone con assaggio di circa una decina di formaggi). In occasione della nostra visita, abbiamo assaggiato nove formaggi partendo, in un crescendo di sapori, dalla caciotta senza sale, che odora di burro e di panna, per passare alla specialità della casa, il piccolo fiore di bufala – davvero magnifica la sua scioglievolezza in bocca! – , e ad una serie di formaggi “ubriachi” e affinati al vino, dal bufala ubriacato al Glera (vitigno del Prosecco), dolce e piccante con un retrogusto finale di bufala e “di  cantina”, medaglia d’oro all’ultima edizione del World Cheese Awards di Londra, al capra al Traminer, al Millefoglie ubriaco al Marzemino. Ed ancora, abbiamo assaggiato il formaggio Montagna, dagli aromi di erbe e fiori di prato dei pascoli altoatesini, il formaggio di capra affinato al pepe, il formaggio San Pietro in cera d’api, dai sentori mielati con retrogusto vanigliato e fiorito, ed infine il Castel, libera interpretazione dei Perenzin di come poteva essere un formaggio nel Medievo, fatto con latte crudo non pastorizzato, ricco di grasso e proteine, e lasciato inacidire per un giorno in ambiente igienicamente controllato, morbido nel sottocrosta e sempre più consistente a mano a mano che ci si avvicina al cuore del formaggio.

Soci Argav + Carlo Piccoli

I soci Argav in visita alla Latteria Perenzin, in primo piano a destra Carlo Piccoli, direttore Accademia Int.le dell’Arte Casearia

Con i corsi dell’Accademia dell’Arte Casearia, si dà “forma” ai propri desideri professionali. Tra le attività intraprese da Emanuela Perenzin e, soprattutto, da Carlo Piccoli, c’è la nascita dell’Accademia Internazionale dell’Arte Casearia,  sorta dalla collaborazione con l’Associazione Famiglie rurali Sinistra Piave. L’Accademia è l’unica presente in Italia, dopo quella di Thiene (Vi) istituita nel 1927 ma chiusa anni orsono, ed è ospitata negli spazi dello stabilimento della Latteria. A dirigere l’Accademia è Carlo Piccoli, maestro assaggiatore Onaf dal 1995 e casaro “sperimentatore”, grazie al suo lavoro ventennale in produzione e in negozio, che gli ha permesso negli anni di avere un dialogo diretto con i clienti. “In un momento in cui la crisi si fa sentire in ogni settore – ha affermato Piccoli –, è importante recuperare mestieri della tradizione delle nostre zone. Purtroppo manca la conoscenza pratica di tali lavori. Per questo abbiamo pensato di istituire l’Accademia, che si basa sulla quotidianità e sulle reali dinamiche di un caseificio e dove oltre all’insegnamento sulle varie fasi di trasformazione del latte, ci prefiggiamo di trasmettere una passione, attraverso dei corsi pensati per chi vuole mettere velocemente a frutto ciò che apprende. Le lezioni sono mirate, tecniche, e inserite nel contesto reale lavorativo, viene dato spazio anche all’aspetto del marketing, al fine di insegnare a gestire in autonomia una piccola azienda”. I corsi durano una settimana e si svolgono pressoché ogni mese, al termine delle lezioni viene rilasciato un attestato, principali destinatari sono aziende agricole, malghe con piccoli allevamenti, giovani imprenditori agricoli, addetti al settore caseario e gastronomico e tutti coloro che sono interessati ad imparare un vecchio mestiere artigianale, che si sta sempre più industrializzando (info date e costi attività didattiche, tel. 0438 21355 oppure mail a accademia.artecasearia@gmail.com).

8-13 dicembre 2014, corso base per aspiranti casari a Bagnolo (Tv)

Corsi casaroDalla sua fondazione, nel 2011, l’AIAC ha formato oltre 300 “mastri casari” non solo italiani ma anche stranieri, che si sono avvicendati nei numerosi corsi proposti dall’accademia, una delle più autorevoli nel settore del lattiero caseario. A grande richiesta dall’8 al 13 dicembre l’AIAC ha aggiunto un’ultima data 2014 per il corso base, l’unico in Italia che offre un percorso interdisciplinare volto a formare il moderno casaro; un percorso formativo composto da lezioni di tecnologia casearia, sia pratica che teorica, dove vengono insegnate le mosse principali per aprire un piccolo caseificio.

Una porta di accesso ad un’attività artigianale. Il corso base  si terrà nella sede della Latteria Perenzin a Bagnolo (Tv) ed insegnerà quindi l’arte del casaro e a mettere in pratica le tecniche di lavorazione del latte per la produzione di tutti i tipi di formaggio.  Tra i numerosi aspiranti casari delle precedenti edizioni, laureati, manager, ma anche giovani disoccupati in cerca di acquisire una specifica professionalità nel settore, allevatori, agronomi e tecnologi alimentari e perfino casalinghe, tutti di  età compresa tra i 17 e i 65 anni.  L’internazionalità dell’Accademia dell’Arte Casearia è data anche dalla nazionalità dei partecipanti, un italo-egiziano, indiani e africani dello stato del Togo, una piccola delegazione di giovani argentini interessati ad approfondire gli aspetti produttivi di eccellenza artigianale del Made in Italy, tutti animati dal desiderio di voler apprendere l’arte del casaro per poi tornare carichi di entusiasmo in patria per iniziare una nuova attività artigianale, talvolta realizzando un sogno.  Per info e costi delle attività didattiche: tel. 0438 21355 oppure mail a: accademia.artecasearia@gmail.com

Fonte: Accademia Arte Casearia

22-27/9 e 17-22/11/14, a Bagnolo (TV) tornano i corsi per aspiranti casari

Corsi casaroQuello del casaro è forse uno dei mestieri più antichi al mondo, che per essere svolto oggigiorno necessita di preparazione, formazione e soprattutto passione e fantasia. Con lo scopo di preparare a 360 gradi il moderno casaro-professionista, l’Accademia Internazionale dell’Arte Casearia, con sede alla Latteria Perenzin di Bagnolo (Tv), ritorna dal 22 al 27 settembre e dal 17 al 22 novembre con il corso base per apprendere l’arte e le tecniche di produrre formaggi artigianali d’eccellenza.

Teoria e pratica. Il corso base prevede un metodo di insegnamento intensivo e diretto: a lezioni di teoria, tenute da esperti del settore e docenti universitari, sono applicate lezioni pratiche in latteria tenute dal mastro casaro Carlo Piccoli; in questo modo gli aspiranti casari, dal primo all’ultimo giorno, si troveranno a vivere in prima persona l’arte di produrre formaggi, imparando direttamente da chi giornalmente svolge questo mestiere con passione.  L’Accademia Internazionale dell’Arte Casearia, fondata alcuni anni fa dall’Associazione Famiglie Rurali Sinistra Piave e da Latteria Perenzin, sostiene l’innovazione nel settore caseario supportando attivamente progetti formativi e didattici finalizzati alla promozione della cultura e al recupero delle tradizioni artigianali di qualità. Alla fine del corso viene rilasciato un attestato di partecipazione. Per info e costi sui prossimi corsi di settembre e novembre: tel. 0438-21355 oppure mail a: accademia.artecasearia@gmail.com

Fonte: Accademia Internazionale Arte Casearia

16 giugno 2014, nel trevigiano un convegno utile per chi desidera avviare un allevamento caprino

 Carlo Piccoli, mastro casaro di Latteria Perenzin

Carlo Piccoli, mastro casaro di Latteria Perenzin

Inserendosi in un contesto di formazione continua, l’Accademia Internazionale dell’Arte Casearia organizza nella mattinata del 16 giugno presso la sede della Latteria Perenzin in via Cervano a Bagnolo di San Pietro di Feletto (Tv), un convegno aperto a tutti per valorizzare e far conoscere l’allevamento caprino.

Scopo del seminario è fornire delle basi gestionali e delle concrete prospettive agli allevatori che desiderano avviare allevamenti caprini. Il seminario vuole porre l’accento su tutti gli aspetti fondamentali cercando di sfruttare al meglio le caratteristiche e le potenzialità che derivano da questa attività. Patrocinato da Coldiretti Treviso, il convegno sarà l’occasione per diffondere una migliore consapevolezza sull’importanza produttiva, sociale, culturale ed ecologica delle attività zootecniche caprine, alfine di formulare proposte di carattere tecnico-economico per superare i vincoli che ostacolano la vitalità di questo tipo di allevamento e promuovere lo scambio di esperienze e di collaborazione tra gli studiosi, i produttori e gli enti territoriali che operano in questo settore.

Programma. La tavola rotonda, dalle 9.00 alle 13.00, sarà moderata da Carlo Piccoli,direttore dell’Accademia Internazionale dell’Arte Casearia e mastro casaro della Latteria Perenzin, al quale seguiranno gli interventi del medico veterinario Marcello Volanti, di un giovane allevatore di capre Filippo Bonfante di Verona e di un tecnico della regione Veneto che illustrerà il Programma di Sviluppo Rurale. A conclusione del seminario in degustazione i formaggi caprini prodotti dalla Latteria Perenzin: la ricotta di capra e il Capra Infossato, vincitore del primo premio nella categoria “Formaggi Emozione” alla scorsa edizione di Alma Caseus che si è tenuta a Cibus.

(Fonte: Latteria Perenzin)

Carlo Piccoli, “casaro sperimentatore” e i progetti della storica Latteria Perenzin

Emanuela Perenzin e Carlo Piccoli

Grande successo di pubblico (un’ottantina circa i presenti) per l’ultimo incontro di aggiornamento professionale prima della pausa estiva, che ARGAV ha tenuto come di consueto al circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (Pd) nella serata del 25 giugno scorso. Tra gli ospiti relatori, anche Carlo Piccoli, titolare assieme alla moglie Emanuela Perenzin della Latteria Perenzin a Bagnolo di San Pietro di Feletto (Tv). La Latteria, già premiata nel 1933 con la medaglia d’oro al “Salon des Arts Ménagers” di Bruxelles, produce formaggi da 4 generazioni e da più di una decina d’anni anche formaggi di capra biologici.

Un “casaro sperimentatore”. Carlo Piccoli, Maestro assaggiatore ONAF dal 1995, in 20 anni di attività in caseificio ha condotto continue sperimentazioni, con referenze che spaziano dai formaggi molli alle stagionature. Si definisce dunque un casaro “sperimentatore”, vocazione nata grazie al suo “doppio” lavoro, quello in produzione e in negozio, che gli ha permesso negli anni di avere un feedback diretto con i clienti. Tra le attività intraprese di recente da Carlo Piccoli ed Emanuela Perenzin, il nuovo Cheese Bar PER, (Percorsi Enogastronomici di Ricerca), un’ innovativa formula “tavola e bottega” dove il formaggio fa da padrone, assieme a scaffali di vini ed eccellenze del territorio, nonché la nascita della prima Accademia Internazionale dell’Arte Casearia, presieduta da Silvano Possagnolo, affiancato nella vicepresidenza da Emanuela Perenzin.

Obiettivo: creare lavoro e mantenere viva l’arte casearia. L’Accademia è l’unica presente in Italia, dopo quella di Thiene (Vi) istituita nel 1927 ma chiusa anni orsono ed è promossa e sostenuta tra gli altri anche dalla Latteria Perenzin, che ne mette a disposizione gli spazi dello stabilimento recentemente ampliato per i corsi, destinati ad aziende agricole, malghe con piccoli allevamenti, giovani imprenditori agricoli, addetti al settore caseario e gastronomico e a tutti coloro che sono interessati ad imparare un vecchio mestiere artigianale, che si sta sempre più industrializzando. In una zona dove è stato dato un valore significativo alla coltivazione e produzione del vino, si è pensato di fare altrettanto per il formaggio e per gli altri prodotti caseari, cosicché possano diventare oggetto di attività lavorative per i giovani. “In un momento in cui la crisi si fa sentire in ogni settore – ha affermato Carlo Piccoli, che sarà professore della nuova Accademia – è auspicabile un ritorno al contatto con la terra e con la natura, recuperando i mestieri della tradizione delle nostre zone. Purtroppo manca la conoscenza pratica di tali lavori. Per questo abbiamo pensato di istituire l’Accademia Internazionale dell’Arte Casearia, dove oltre all’insegnamento sulle varie fasi di trasformazione del latte, ci prefiggiamo di trasmettere una passione. Attraverso attività pratiche, le lezioni si baseranno anche sull’aspetto del marketing, al fine di insegnare a gestire in autonomia una piccola azienda”.

(Fonte: Latteria Perenzin)