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Approvata la legge sul pane fresco in Veneto, chiara distinzione tra pane fresco e riscaldato

Pane in consiglioLegge sul pane fresco in Veneto: un registro, un marchio di qualità e l’obbligo di indicare la provenienza, permetteranno di distinguere tra pane industriale e pane artigianale. Il pane fresco sarà etichettato per riconoscerlo da quello riscaldato nel punto vendita. Questa la principale novità della nuova legge regionale approvata il 16 dicembre scorso dal Consiglio Regionale del Veneto.

da sx Ruffato Malinverni (in piedi) Trentin (in blu)

da sx Clodovaldo Ruffato presidente Consiglio Regionale e Christian Malinverni, presidente Confartigianato Veneto Alimentazione

Malinverni: ”In 5 anni persi solo 11 forni artigiani grazie alla qualità ma è bene che la  legge ci distingua”. “In Regione Veneto negli ultimi 5 anni sono calati di solo 11 unità i veri “forni” artigiani. La qualità ci ha salvaguardato. Ma ora con il calo dei consumi -6,7% e boom dell’import di prodotti semilavorati e congelati dall’Est Europa +43%, senza una norma che distingua il pane fresco da quello precotto e i forni dalle rivendite rischiavamo di perdere una fetta importante del nostro patrimonio di sapienza nella panificazione” Questo il commento di sulla legge di Christian Malinverni, presidente regionale veneto della Federazione Alimentazione di Confartigianato.

I PANIFICATORI CON ASS COPPLA

Il gruppo Panificatori Confartigianato Veneto con l’assessore Isy Coppola (a dx)

Regolamento, registro e marchio di qualità sono gli strumenti che la legge utilizza per fare chiarezza e regolare in modo trasparente la concorrenza tra forni e punti vendita, tra panifici artigianali e aziende che commercializzano prodotti precotti o congelati, premiando così la qualità del pane impastato, lievitato e sfornato in giornata. Per valorizzare i panifici che sfornano prodotti tipici, espressione delle tradizioni culturali e culinarie del Veneto, si prevede l’istituzione del marchio “forno di qualità”. Ma registro e marchio non sono l’unica novità. Nella legge sono contenute infatti norme sulla formazione professionale di chi lavora nei forni e anche un registro regionale delle specialità tipiche del Veneto a partire dalle quattordici eccellenze inserite nella pubblicazione di Confartigianato Imprese Veneto. In caso di mancato rispetto dei requisiti dell’arte panificatoria o dei relativi obblighi formativi scatteranno sanzioni variabili dai mille ai 12 mila euro, destinate a raddoppiare in caso di recidiva.

PANE DI CONFARTIGIANATODistinguere il pane sfornato in giornata. “Una giornata storica per le tradizioni culturali e culinarie della nostra Regione”. Queste le parole con cui Nicola Trentin, presidente regionale dei Panificatori di Confartigianato esprime tutta la sua soddisfazione per l’approvazione di una legge da sempre sollecitata dalla categoria. “Il pane –prosegue- rappresenta un bene fondamentale della piramide alimentare e disciplinarne gli aspetti produttivi, nonché alcuni requisiti identificativi degli esercizi di vendita, significa fornire al consumatore una ulteriore garanzia di tutela della salute. Dobbiamo essere in grado di capire se si sta acquistando un prodotto realmente fresco o un prodotto che è stato semplicemente cotto nel punto vendita. Ma è anche necessario che il consumatore possa distinguere se sta acquistando pane in un punto vendita o in un panificio e quindi in una bottega tradizionale che il pane lo produce nell’arco della giornata con un procedimento produttivo unico e continuo. Che inizia con la formazione dell’impasto di sfarinati, lievito, sale e acqua, e finisce sulla bocca del forno, con il pane caldo appena sfornato e pronto per la vendita al consumatore finale. Procedimento quest’ultimo che richiede una professionalità ed un impegno molto più alti per dare al consumatore il prodotto fragrante che egli aspetta di avere”.

I panifici artigiani in Veneto. Delle 1.680 botteghe artigiane oggi in attività, ben 342 lavorano in provincia di Venezia. Belluno è invece quella con il numero minore, 87 ma in ragione di una popolazione molto inferiore. Rovigo, Treviso e Venezia sono le province dove si è concertata maggiormente la riduzione di imprese negli ultimi 5 anni rispettivamente -6%, -4,6% e –3,1%. Bene invece Verona e Belluno con rispettivamente una variazione del -2,1% e dello 0%”. “Ma la qualità non basta quando poi è l’inganno a fare da padrone –dichiara Malinverni-. Come accade nei centri commerciali che “spacciano” per pane fresco prodotti non solo precotti e congelati ma, di norma, neppure fatti nel nostro Paese ma confezionati nell’Est Europa. Ungheria, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Repubblica Ceca e Romania. Negli ultimi anni, il fenomeno è andato incrementandosi a tal punto che le importazioni da questi Paesi di prodotti a base di cereali sono cresciuti del +43,2% nell’ultimo anno. 1,5 milioni di euro in più che portano il giro d’affari a 4,43 milioni di euro pari al 4,1% delle importazioni venete del settore”. “Questa legge –conclude- fa finalmente chiarezza e, sono certo, darà nuovo slancio alla produzione 100% made in Italy salvaguardando il lavoro e rafforzando una filiera portante per il nostro Paese”.

(Fonte: Confartigianato Veneto)