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Primavera 2013, maltempo, situazione nella campagna del Polesine

campi allagatiDal deserto siccitoso dell’estate 2012 al diluvio universale degli ultimi mesi, il passo è stato breve. L’agricoltura polesana è in sofferenza e questo significa probabile perdita di derrate alimentari sul mercato e contrazione dei redditi delle imprese agricole, già provate dalla crisi, dal carico fiscale, dal credit crunch e dalla siccità 2012. I problemi riguardano il comparto frutta, l’orticoltura, il frumento e la barbabietola. E ancora non si vedono gli interventi regionali sul credito agevolato.

Dalla siccità al diluvio, così va l’agricoltura. “Negli ultimi sei mesi – spiega il presidente di Coldiretti Rovigo, Mauro Giuriolo – abbiamo avuto 600 millimetri di pioggia, contro la media annua che è di 550-600 millimetri. Il nostro Polesine è prevalentemente sotto il livello del mare e questo significa che per scolare le acque dalle campagne e da tutto il territorio, attraverso la rete delle idrovore che pompano acqua verso i fiumi, i consorzi di bonifica hanno dovuto impiegare molta più energia del consueto: secondo i dati del Consorzio delta del Po – prosegue Giuriolo – nei primi tre mesi del 2013 il costo energetico è stato doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso”. “L’eccessiva pioggia – continua il presidente – ha causato diverse decine di chilometri di frane su tutta la rete dei canali del territorio e sarà complicato intervenire poiché le risorse per queste manutenzioni straordinarie sono veramente ridotte al lumicino”.

Semina. “Dal punto di vista agronomico – spiega Giuriolo, che è cerealicoltore ed agronomo – la piovosità ha imbevuto i terreni: praticamente non si entra in campagna dall’ottobre scorso. Sono saltate le estirpature invernali ed anche le prossime semine di barbabietola (che si dovrebbe mettere a coltura a marzo) e di mais sono slittate in avanti e avverranno comunque in condizioni precarie. Quando i terreni bagnati vengono calpestati è come se si strizzasse una spugna: si riduce la porosità e, dunque, la capacità di trattenere l’acqua, con conseguenze nefaste nei mesi caldi, quando diventeranno evidenti le crepe, le colture appariranno stentate perché non svilupperanno un adeguato apparato radicale con potenziali riduzioni di produzione”.

Orti, salta la produzione di aprile. Nel territorio di Lusia, patria degli orti, non è stato possibile trapiantare le prime orticole in campo, con la conseguenza che tutta la produzione di aprile verrà a mancare. E verrà a mancare anche il reddito delle imprese, le quale, nel frattempo, hanno dovuto buttare le piantine già acquistate per la messa a dimora in campo. C’è grande preoccupazione per i frutteti e, in particolare, per la produzione di pesca precoce, i cui alberi sono prossimi alla fioritura. Ma le forti piogge e le gelate dell’ultima settimana rischiano di far abortire i frutti.Non va benissimo nemmeno per il frumento, coltura già seminata lo scorso autunno. In parte c’è il rischio di asfissia nelle pozze d’acqua che si son formate nei campi e, in parte c’è il problema di riuscire ad entrare per le lavorazioni. “A causa delle persistenti piogge non si è riusciti a fare le concimazioni, in particolare, le nitratature invernali – chiarisce ancora il presidente Giuriolo – Sono i trattamenti che servono alla pianta per aiutarla a riprendersi dopo i freddi e per favorire l’accestimento, cioè la produzione per seme: il grano – spiega Giuriolo – non produce una spiga per ogni seme, bensì una media di due spighe per seme. Ma se la pianta è debole questa media verrà ridotta”. “Vista tutta la situazione che si è creata fino ad oggi per le avverse condizioni atmosferiche – conclude Giuriolo – diventa indispensabile per le aziende agricole che la Regione Veneto attivi quanto prima degli interventi di credito agevolato”.

Regione Veneto, vicina agli agricoltori ma consiglia: “Assicuratevi”. Stiamo tenendo d’occhio la situazione, per capire quali potrebbero essere le conseguenze negative nell’immediato e nel medio – lungo periodo per le nostre produzioni agricole”. Franco Manzato, assessore all’agricoltura del Veneto, non nasconde la sua preoccupazione e ha attivato le strutture regionali per poter meglio valutare gli effetti delle abbondanti piogge e del freddo soprattutto di questi ultimi giorni. “Gli imprenditori del primario sappiano che hanno la Regione al loro fianco – ha detto l’assessore – rispetto ad un problema che non sta ad ascoltare la burocrazia e le regole degli uomini. Sono evidenti le possibili difficoltà legate al clima e ai suoi mutamenti, che vede quest’anno, mentre il mondo si preoccupa del surriscaldamento globale, il marzo più freddo da cinquant’anni a questa parte. Vogliamo anche tenere d’occhio gli effetti collaterali che si dovessero presentare, come batteri osi, virosi e micosi. Intendo monitorare la situazione non solo in questa fase e capire quali spazi ci possono essere in relazione all’assicurabilità delle colture”. “Noi siamo pronti ad attivare eventuali interventi possibili – ha concluso l’assessore – ma anche queste condizioni climatiche devono indurre tutti a ricorrere anzitutto al sistema assicurativo agevolato, proprio perché l’aleatorietà del meteo è ormai una costante con la quale fare i conti non sulla base di considerazioni probabilistiche”.

(Fonte: Coldiretti Rovigo/Regione Veneto)