• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

I Gelatieri di Confartigianato Veneto lanciano l’allarme contro le gelaterie self service che si spacciano per essere “agri”

foto Confartigianato

foto Confartigianato

“Nessuna polemica sull’idea, molto buona visto il successo. E nessuna voglia di entrare nel merito della maggiore o minore qualità. Ma siccome in italiano le parole hanno un significato, a disturbare è il loro utilizzo a sproposito”. Vuole mettere “i puntini sulle “i”” Marco Viel, presidente regionale Veneto dei gelatieri di Confartigianato in merito al fiorire di una nuova denominazione per le gelateria self service che si definiscono “Agrigelaterie”.

Un gelato “agri” deve essere prodotto in un’azienda agricola. “Il neologismo –spiega il presidente- coniato di recente da alcuni colleghi agricoltori, prevede la produzione di gelati non solo privi di alcun tipo di semilavorato o preparato, ma solo ingredienti assolutamente naturali e a chilometro zero, con un occhio di riguardo alla stagionalità, ma soprattutto deve essere prodotto in una azienda agricola. Ne esistono alcune in Italia, ma sono pochissime. Purtroppo però a differenza del termine agriturismo, definito questo si per per legge, in questo momento una definizione di cosa sia una agrigelateria non esiste e, nel vuoto normativo c’è chi ne approfitta”.

Importante informarsi. E’ il caso di alcune catene di prodotto emulsionato –non è un vero e proprio gelato ma una emulsione appunto creata da una macchina speciale- che si fregiano in modo errato di un termine che non le identifica per nulla.“Il fatto che i clienti non trovassero nessun banco in vetro con i gusti di gelato in bella mostra ma debbano seguire un percorso a tappe all’interno del locale, che debbano comporre i gusti attraverso appositi erogatori e che il prodotto sia senza grassi idrogenati e fatto col miglior latte biologico, non significa affatto che si tratti di un “agri” gelato. E’ solo un modo diverso e “sfizioso” di proporre ai clienti il gelato “soft” prodotto con macchine speciali in commercio da molti anni e da sempre considerato un “prodotto semi industriale” ben diverso da quello servito nelle gelaterie tradizionali artigiane che, -ricorda Viel- deve essere prodotto soltanto con latte, uova, zucchero e frutta.Una ricetta semplice, nutriente e genuina che piace sempre più agli italiani, non soltanto d’estate.

Aumentato il numero delle gelaterie. E per soddisfare la richiesta dei consumatori negli ultimi anni è aumentato il numero delle gelaterie: tra il 2009 e il 2013 le imprese artigiane del settore hanno registrato una crescita cumulata del 5,6%, equivalente ad un tasso medio annuo del +1,4%”. Il gelato artigianale rappresenta insomma uno dei simboli del food made in Italy la cui produzione merita di essere sostenuta e valorizzata. E proprio per tutelare e promuovere la lavorazione rigorosamente artigianale del gelato e garantire la genuinità di un prodotto simbolo della cultura alimentare italiana nel mondo, i Gelatieri di Confartigianato da tempo sottolineano la necessità di un’adeguata qualificazione professionale per gli operatori del settore. Le produzioni di generi alimentari devono essere realizzate in piena conformità alle norme di igiene, sicurezza e qualità degli alimenti in funzione della tutela del consumatore ed è, pertanto, assolutamente necessario garantire una professionalità adeguata ed un piena conoscenza delle complesse tecniche produttive e delle metodologie di autocontrollo del ciclo di produzione.

(Fonte: Confartigianato Veneto)

Gelato veneto sul podio al concorso Gelato del Mediterraneo di Cefalù (PA)

foto Confartigianato

Un onorevolissimo terzo posto. E’ questo lo straordinario risultato raggiunto da Marco Viel, titolare della gelateria La Delizia di Belluno e presidente di Confartigianato Gelaterie del Veneto alla sua prima partecipazione ad un concorso internazionale.

Medaglia di bronzo. Il suo “Orzo bellunese” si è arreso solo ai sapori locali del “cedro” dell’Antica Gelateria Granata di Giuseppe e Vincenzo, di Nicosia vincitori del concorso e all’”oro de Valenza” gelato realizzato con gli amaretti Margherita di Valenza da Soban che si è aggiudicato la piazza d’onore. Marco Viel ha “combattuto” con onore contro 23 altri suoi colleghi maestri gelatieri che hanno preso parte alla seconda edizione del Concorso Internazionale Gelato del Mediterraneo “Procopio de’ Coltelli” che si svolge a fine settembre a Cefalù nell’isola di Sicilia. Il premio è dedicato a Francesco Procopio Cutò, maestro gelatiere francese, ma di origini palermitane che, nel suo Cafè Le Procope, fece conoscere le sue specialità ai fiori di anice e cannella.

Tanti i gusti in gara. L’orzo bellunese de “La Delizia” è un gusto crema molto originale che ha stupito tutti per la particolare gradevolezza al palato data dalla torrefazione artigianale della materia prima a “chilometri zero”,  oltre che dalla perfetta equilibratura dei vari ingredienti e la impeccabile realizzazione tradizionale. Tanti i gusti in gara:  il classici limone, cedro e gelsi, l’Oro di Valenza (gelato realizzato con gli amaretti Margherita di Valenza decorati con oro), il pistacchio di Bronte , la mela renetta, il tartufone, la castagna essiccata. Poi il cioccolato al latte e nocciola croccante. Alcuni originali come la carruba, mandorla e fichi, prugne e cannella e ancora la vaniglia,  la mandorla al Fior D’arancio, il torroncino siciliano. E ancora noce e fichi la mandorla e mela e finocchio. Solo per citarne alcuni.

Giuria d’eccezione. A giudicarli, i maestri gelatieri Luca Caviezel, Carlo Pozzi, Santo Musumeci, i giornalisti Santa di Salvo, Licia Granello, Gianfranco Manfredi, Nino Aiello, Tarsia Trevisan, Fabio Turchetti, Nuccio Vara e la scrittrice Mary Taylor Simeti. 7 i criteri di valutazione: sapore, corpo e struttura, aspetto e presentazione, originalità e creatività. Il Concorso internazionale Gelato del Mediterraneo è inserito nel programma del Sherbeth Festival. Nel corso dei 4 giorni sono stati prodotti una media di 200 kg di gelato al giorno per ogni gelateria, un totale quindi di 6200 kg giornalieri, 24800 kg circa nel corso dell’intera manifestazione.  Superate le 200 mila presenze.

(fonte Confartigianato Veneto)